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Intervista prof.

Renato de Filippis

Nome: Renato

Attività: Professore presso l’Università degli studi di Salerno

Titolo di studio: Diversi titoli nell’ambito dell’insegnamento

Luogo dell’intervista: colloquio a distanza tramite piattaforma Teams

Data del colloquio: 18 Marzo 2022

Io: Buongiorno professore\la ringrazio in primis per avermi dato questa opportunità

Professore: Buongiorno Morena\mi faccio intervistare volentieri

Io: per affrontare il tema della possibile importanza della filosofia\anche in relazione al periodo storico che
stiamo vivendo\ovvero siamo in preda alle emergenze\soprattutto adesso stiamo vivendo un periodo
ancora più delicato \ovvero un eventuale scoppio di una terza guerra mondiale \lei ritiene che\a proposito
della filosofia moderna\ci sia qualche argomento riscontrabile in questa situazione?

Professore: è chiaro\la mia risposta è si\non chiamerò in causa le mie idee politiche\e le mie idee sulla
situazione\però io credo che fra i tanti autori della filosofia moderna ai quali potremmo rifarci in questa
situazione\io mi rifarei a Locke\adesso non ricordo esattamente il numero dei capitoli\ma nella seconda
parte del secondo trattato sul governo\Locke affronta tutta una serie di ragionamenti per mostrare come la
guerra debba essere veramente l’ultima opzione possibile della risoluzione dei problemi degli stati\ e
quindi\non solo tenta di proporre tutte le alternative possibili\,la diplomazia\la concessione di tutti i modi
per evitare una guerra\ma nel momento in cui \una guerra dovesse scoppiare\come è sempre capitato e
come sempre capiterà\fa di tutto\a quel punto\per far in modo che\ questa guerra non sia totalmente
distruttiva\ne’ per l’aggressore\ne’ per l’aggredito\arrivando a un\addirittura forse a quel che molti
riterrebbero un eccesso di pacifismo\ sul quale invito tutti a riflettere insomma\che dice che praticamente
dal momento in cui ci fosse una guerra ingiusta e molti oggi ritengono che la guerra in Ucraina sia ingiusta\
l’aggredito dovrebbe limitarsi a respingere l’aggressore senza vendicarsi su di esso\perchè la guerra è cosi
sbagliata che se anche qualcuno verrebbe aggredito\dovrebbe limitarsi a respingere e \a salvaguardare il
proprio stato senza distruggere\ripeto, \probabilmente per la maggior parte di noi potrebbe essere un
eccesso estremo\resta il fatto che Locke\nonostante sia un uomo del 600\è quel che più si avvicina ad un
pacifismo che però sia meditato\voglio dire\non sia facciamo la pace e basta e se ci invadono offriamo loro
dei fiori\che è una cosa che potrebbe essere moralmente molto interessante\ma che nel mondo raramente
ha funzionato\ e allora il pacifismo di Locke sembra un pacifismo reale\diciamo\scoppia una guerra?\
perfetto, limitiamo i danni e facciamo in modo che non ci sia una escalation continua\se lei ci pensa la
prima guerra mondiale è finita cosi\cioè nel senso che ci si è rivalsi da parte dei vincitori sugli aggressori al
punto tale che gli aggressori ne hanno fatta scoppiare una seconda\trenta o meno anni dopo\quindi la
proposta che porterei da parte della filosofia moderna è questa\da parte di Locke è quella che mi convince
dal punto di vista teorico ,di più

Io: Volevo sapere la sua opinione riguardo questa citazione di Dostoevskij che mi ha colpito molto\appunto
perché essendo stato censurato\ perché russo\è stato al centro del dibattito durante questi giorni\ questa
è la frase: \ “Dunque l’uomo ama costruire e tracciare strade: è pacifico, ma da cosa viene che ami anche
distruzione e il caos”?\ secondo lei da cosa deriva il fatto che l’uomo ama costruire e distruggere?

Professore: Innanzitutto\le dico che in gioventù\forse alla sua età\ho letto un po’ di Dostoevskij\ devo dire
non le opere complete ma ho letto molte cose che mi hanno colpito e di cui ancora ora conservo molti
ricordi\ . La mia risposta è molto semplice e mi vengono in mente altri autori della filosofia
moderna\ .Negare una metà dell’uomo come ha fatto praticamente tutto il medioevo\ a mio giudizio è
sbagliato\\ nell’uomo c’è questa pulsione che in maniera incomprensibile\direbbe Pascal\ si coniuga in
questa idea della costruzione dell’amore e questi due principi, positivo e negativo\ a me sembra facciano
parte della nostra natura\fare finta che non sia cosi\ripeto come è stato fatto in larghissime parti del
Medioevo a me sembra de-umanizzarci.\ Purtroppo\o per fortuna a seconda di come la si vuole vedere\ma
forse più purtroppo\ l’uomo è fatto in questo modo,\ questi due impulsi ci sono \sono contraddittori\ma la
psicologia, la psicoanalisi negli ultimi 150 anni \ci mostrano che nella nostra psiche gli impulsi contraddittori
esistono tranquillamente\,che non esiste il principio di non contraddizione per quanto riguarda queste
cose\e coesistono nell’uomo e per quanto l’impulso alla distruzione possa portare a cose terribili,\ fare
finta che non ci sia credo sarebbe sbagliato\c’è e non c’è nulla da fare\ c’è chi ce l’ha più pronunciato, chi
un po' meno ma ce l’abbiamo \e negarlo\sarebbe a mio giudizio irrealistico

Io: Appunto perché secondo lei questi impulsi ci sono e sarebbe impossibile negarlo\quanto invece allo
scopo dei nostri studi\e quindi alla filosofia\ad esempio anche nella filosofia Platonica nello stato ideale\
Platone affermava che per creare una città che mira alla giustizia e al bene comune\ l’unico modo è mettere
al comando chi non ha un proprio interesse da far valere\ovvero i filosofi\. In questo caso, siccome questi
due impulsi ci sono\se ci fosse più filosofia \sarebbe possibile governarli e vivere quindi in un mondo
migliore?

Professore: Certo\la mia risposta è sicuramente si \ cioè se ci fosse più filosofia come in generale se ci fosse
più cultura umanistica soprattutto\sono sicuro che la nostra società sarebbe migliore\ nel momento in cui
lei mi chiede quale potrebbe essere il contributo della filosofia\ io penserei alla teoria
dell’argomentazione,\ cioè se fosse possibile diffondere un po' di più elementari parti \elementi\ di teoria
dell’argomentazione\teoria logica e via dicendo\e fare in modo che fossero più conosciuti\io credo che
dalle dispute sui social\a grandi problemi politici\tutte queste queste cose sarebbero certamente
ridimensionate\molto semplicemente perché mancano degli elementi di teoria dell’argomentazione logica
alla stragrande maggioranza delle persone perché non vengono insegnate\ se venissero insegnate \io credo
che tante cose cadrebbero e si rivelerebbero per quello che sono\\tante fake news non potrebbero
circolare\tanti paralogismi e ragionamenti sbagliati che si fanno continuamente in televisione ,sui social\
non avrebbero ragion d’essere \quindi io vedrei soprattutto in questo il contributo della filosofia.

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