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Bilancio iniziale delle competenze a.s.

2021/2022
di
MATILDE OPPIZZI
Codice Fiscale : PPZMLD91E51L872I
inviato il 12/04/2022 11:04:27

Ambiente di supporto all'anno di formazione e


prova per i docenti neoassunti e con passaggio di
ruolo e per docenti in percorso annuale (*FIT)

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Bilancio iniziale delle competenze a.s. 2021/2022 (2)

I. AREA DELLE COMPETENZE RELATIVE ALL’INSEGNAMENTO (Didattica)


Ambito: organizzare situazioni di apprendimento

[X]

Individuare con chiarezza le competenze che gli allievi devono sviluppare Ritieni di essere in grado di individuare

con facilità contenuti e relativi obiettivi di apprendimento adeguati alla tua classe? Se hai difficoltà e incertezze, quali

ne sono le cause?

Rendere operativi gli obiettivi di apprendimento individuati, in modo da verificarne il conseguimento [Ritieni di

saper ricostruire chiaramente la relazione tra contenuti e obiettivi di apprendimento?]

(PRIMARIA/SECONDARIE) Conoscere in maniera adeguata i concetti chiave della disciplina [Ritieni di

padroneggiare sufficientemente i concetti chiave della tua disciplina in maniera tale da porli in relazione coerente con

un percorso formativo adeguato al singolo allievo e/o alla classe nel suo complesso?]

Progettare le attività didattiche e le attività e gli strumenti di valutazione tenendo conto delle conoscenze pregresse

degli studenti [Ritieni che le conoscenze pregresse dei tuoi alunni influenzino il modo in cui progetti le attività e

valuti l’apprendimento? Se sì, come le rilevi?]

(INFANZIA) Collegare i campi di esperienza alle attività didattiche [Riesci a connettere i campi di esperienza con

obiettivi e traguardi in una visione complessiva delle competenze da sviluppare?]

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(SOSTEGNO) Elaborare piani educativi inclusivi (PEI, PEP, PDP) per gli studenti che ne hanno necessità, in modo da

essere coerenti con il percorso della classe [Ritieni di riuscire a collaborare proficuamente con i tuoi colleghi, al fine

di elaborare un piano personalizzato che favorisca l’inclusione degli alunni che ne hanno uno specifico bisogno?]

Progettare le attività della classe, affinché queste tengano conto delle necessità degli allievi con bisogni speciali in

modo da favorirne l’integrazione [Ritieni di essere in grado di co-progettare percorsi educativi adeguati ad allievi con

particolari problematiche? Riesci ad individuare agevolmente gli obiettivi specifici su cui lavorare per favorire la

progressione di allievi con particolari problematiche?]

[X]

Verificare l’impatto dell’intervento didattico in modo da coglierne le azioni più incisive [Ritieni di riuscire ad

individuare, all’interno di un’attività, che cosa è stato particolarmente funzionale nel favorire l’apprendimento?]

Utilizzare le tecnologie e le opportunità offerte dalle tecnologie e dai linguaggi digitali per migliorare i processi di

apprendimento [Ritieni di avere un adeguato bagaglio di conoscenze e strategie per supportare gli allievi nell’uso

delle tecnologie digitali per favorire l’apprendimento? Ritieni di saper guidare gli allievi ad un uso delle tecnologie che

crei un reale valore aggiunto alla didattica? Se sì, di quale valore aggiunto si tratta?]

Progettare attività nelle quali lo studente sia al centro dei processi di apprendimento e di costruzione delle

conoscenze [Ritieni di riuscire a proporre attività nelle quali gli allievi sono protagonisti di processi volti a costruire

conoscenze e/o risolvere problemi? Se no, perché? Quali sono le difficoltà che incontri?]

Prefigurare i possibili ostacoli all'apprendimento e predisporre adeguate strategie di intervento [Durante la fase di

progettazione di un’attività ritieni di prevedere quali potranno essere gli ostacoli all'apprendimento che incontreranno

gli allievi? Se sì, sai individuare le ragioni di tali ostacoli dopo aver analizzato una lezione già realizzata?]

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Descrivere, eventualmente utilizzando le domande guida, le ragioni della/e scelta/e della/e
competenza/e selezionata/e. Si consiglia di prendere in esame un massimo di 3 competenze per
ogni ambito.

(Max 3.000 caratteri spazi inclusi)

Ritengo di essere in grado di individuare con facilità quali siano le competenze che i miei allievi devono sviluppare e penso di
essere facilitata in tal senso dalla natura largamente pratica della mia materia: nella maggior parte dei casi, basta un’analisi
puramente visiva dei movimenti compiuti dagli studenti durante l’esecuzione di un esercizio o di un brano per cogliere quali aspetti
tecnici siano da potenziare o correggere. Trovo molto stimolante individuare esercizi, strategie e soluzioni adatte al singolo allievo,
spesso attingendo dai metodi e dagli strumenti forniti da James Piorkowski, Sharon Isbin e altri chitarristi che hanno una lunga e
importante carriera nell’ambito della didattica, ma anche dalla mia stessa esperienza prima da studentessa e poi da insegnante.
Talvolta questi sistemi si rivelano non sufficienti ed è quindi necessario inventare esercizi tecnici specifici per l’allievo. In entrambi i
casi è per me fondamentale il confronto diretto con gli alunni: oltre a basarmi sulla mia opinione sul raggiungimento o meno
dell’obiettivo, chiedo sempre loro quali siano le loro sensazioni, sia durante che al termine dell’esercizio. In questo modo, ottengo
da una parte un riscontro esterno immediato sull’efficacia o meno del lavoro proposto e dall’altra che l’alunno acquisisca una
maggiore consapevolezza del processo. Sebbene - per quanto scritto precedentemente - mi possa risultare chiaro quando e quale
intervento didattico sia efficace, potrebbe non essere altrettanto chiaro allo studente quali siano i motivi per cui un dato esercizio dia
certi risultati: ritengo invece importante che il motivo dell’impatto dell’intervento didattico sia chiaro a ciascun alunno per risultati più
solidi e duraturi. Se però è vero che nel caso della lezione individuale io ritenga facile e immediato trovare contenuti adatti al
conseguimento degli obietti, è altrettanto vero che incontro difficoltà nel caso in cui il gruppo di musica d’insieme sia composto da
elementi con abilità e livelli di competenze molto diversi. In questo contesto il mio obiettivo è una progressione costante nel
percorso di ogni alunno, evitando però un rallentamento nel caso degli allievi più avanzati o difficoltà eccessive e scoraggiamento
negli alunni con competenze più basilari. Tuttavia ho talvolta trovato con difficoltà un repertorio di musica d’insieme scritto per gradi
di abilità molto distanti tra loro e si è quindi rivelato necessario trascrivere brani secondo le esigenze della classe e comunque, una
volta individuato un programma adatto, è stato poi difficile condurre la lezione mantenendo un equilibrio nell’attenzione dedicata a
ogni singolo individuo e portando avanti il lavoro in maniera omogenea. Ritengo di essere riuscita nel mio intento, ma avendo
incontrato criticità è mia intenzione potenziare il mio insegnamento sotto questo punto di vista.

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Ambito: osservare e valutare gli allievi secondo un approccio formativo

Considerare gli obiettivi di apprendimento coerentemente con uno sviluppo verticale del curricolo [Ritieni di avere

chiarezza in merito all’organizzazione del curricolo verticale? Se no, quali sono i problemi che ti poni, i dubbi che hai?]

[X]

Rendere gli studenti consapevoli dei loro progressi rispetto agli obiettivi di apprendimento [Ritieni di possedere

adeguati strumenti per osservare come gli allievi apprendono? Riesci a fornire un riscontro agli studenti che consenta

loro di fare il punto sulle loro conoscenze e competenze e individuare che cosa, eventualmente, modificare

(valutazione formativa)?]

[X]

Progettare attività di valutazione formativa utilizzando una pluralità di strumenti e tecniche [Ritieni di possedere

un’adeguata conoscenza delle tecniche e degli strumenti per proporre una valutazione che potenzi in ogni allievo la

capacità di progettare e monitorare il proprio apprendimento? Ritieni di conoscere differenti strumenti e tecniche per

favorire l’autovalutazione, la valutazione tra pari, la co-valutazione con il docente?]

Progettare attività per la verifica delle competenze trasversali (soft skills) [Ritieni di saper progettare attività per la

verifica delle soft skills (problem solving, pensiero strategico, autonomia, ecc.) anche attraverso la predisposizione di

“compiti di realtà”? Compito di realtà: “una situazione problematica, complessa e nuova, quanto più possibile vicina al

mondo reale, da risolvere utilizzando conoscenze e abilità già acquisite e trasferendo procedure e condotte cognitive

in contesti e ambiti di riferimento moderatamente diversi da quelli resi familiari dalla pratica didattica. Pur non

escludendo prove che chiamino in causa una sola disciplina, privilegiare prove per la cui risoluzione l’alunno debba

richiamare in forma integrata, componendoli autonomamente, più apprendimenti acquisiti. La risoluzione della

situazione-problema (compito di realtà) viene a costituire il prodotto finale degli alunni su cui si basa la valutazione

dell’insegnante” in Linee guida per la certificazione delle competenze nel primo ciclo di Istruzione]

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Descrivere, eventualmente utilizzando le domande guida, le ragioni della/e scelta/e della/e
competenza/e selezionata/e. Si consiglia di prendere in esame un massimo di 3 competenze per
ogni ambito.

(Max 3.000 caratteri spazi inclusi)

Durante ogni lezione individuale verifico per intero il lavoro svolto a casa dagli alunni e osservo i risultati ottenuti, li faccio loro
notare e chiedo la loro opinione a proposito del progresso fatto o di quello che avrebbero potuto fare. Di fatto, ad ogni lezione
corrisponde un’occasione per una valutazione formativa da parte mia e un’autovalutazione dell’alunno. Inoltre, seguendo da vicino
settimanalmente il loro percorso, ho la possibilità di conoscere a fondo i loro progressi e i loro stili di apprendimento e in modo
particolare le competenze da sviluppare. Nell’affrontare la lettura di un nuovo brano, assegnato secondo le esigenze individuali,
guido io lo studio della prima parte o della parte più ostica: questo mi permette di verificare direttamente come vengono raccolte le
informazioni a seconda dei differenti metodi di studio propositi e allo stesso tempo di suggerire il metodo che ritengo più adatto.
Attraverso un percorso di autoanalisi, gli studenti comprendono e mi riferiscono il loro sentire su ciò che ha funzionato meglio per
loro e con questa consapevolezza possono affrontare lo studio a casa in modo molto efficace. In alcune occasioni, oltre alle
frequenti fasi di autoanalisi e autovalutazione sopracitati, organizzo momenti di valutazione tra pari che ritegno estremamente
efficaci per accrescere consapevolezza e senso critico di ciascun alunno. Trovo molto interessante il fatto che spesso i ragazzi
tendano ad assegnare o assegnarsi valutazioni più severe rispetto a quelle che avrei dato io: nella mia esperienza, generalmente
questo accade perché ogni errore o imperfezione è interpretato solo negativamente. Tuttavia, considero fondamentale che gli
studenti imparino a comprendere l’origine dell’errore: se questo avviene perché l’alunno sta cercando di mettere in pratica una mia
indicazione, non può che essere considerato come una naturale fase del processo di apprendimento. In generale, ogni errore è da
considerarsi uno spunto di riflessione sia per me, che per gli alunni, per capire in che modo assestare il percorso verso il
raggiungimento degli obiettivi di apprendimento. A questo proposito, sia nell’ambito delle lezioni frontali, sia in quello di mutuo
insegnamento, cerco sempre di spronare gli studenti a sviluppare le proprie abilità di problem solving, guidandoli attraverso le fasi
che compongono questo tipo di processo (dov’è stato l’errore? Cosa l’ha causato? Come si può risolvere? La soluzione trovata è
efficace?). In definitiva, ritengo di avere e impiegare una varietà di strumenti per osservare e comprendere come gli allievi
apprendono, cosa necessitano e per modificare eventualmente il mio insegnamento. Ritengo altresì di essere in grado di
trasmettere agli alunni l’importanza dell’autovalutazione e della consapevolezza del proprio apprendimento e di fornire loro gli
strumenti adatti in questo senso.

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Ambito: coinvolgere gli allievi nel processo di apprendimento

[X]

Costruire un ambiente di apprendimento capace di sollecitare partecipazione, curiosità, motivazione e impegno

degli studenti [Ritieni di essere in grado di attivare situazioni didattiche che coinvolgano gli studenti in attività che

stimolano partecipazione, curiosità, motivazione e impegno (ad es.attività definite di problem solving)?]

[X]

Sviluppare la cooperazione fra studenti e forme di mutuo insegnamento [Ritieni di essere in grado di progettare e

gestire situazioni nelle quali gli studenti siano impegnati nel costruire conoscenza attraverso processi collaborativi e

cooperativi, anche tramite forme di mutuo insegnamento?]

Progettare attività per “imparare ad imparare” [Ritieni di saper elaborare adeguati supporti e processi che

potenzino negli allievi autonomia, autoregolazione ed elaborazione di strategie di studio personali?]

Costruire e condividere con la classe regole chiare [Ritieni di saper gestire la discussione con e tra gli allievi per

stabilire regole condivise o per prendere decisioni relative al funzionamento scolastico? Ritieni di gestire

efficacemente con il gruppo classe il rispetto di quanto deciso in modo condiviso?]

(INFANZIA) Curare l’organizzazione di una giornata educativa equilibrata, ricca di momenti di accoglienza, relazione,

gioco, apprendimento, vita pratica [Ritieni di saper progettare la sequenza delle attività della giornata in modo tale

che i bambini possano ottimizzare le loro potenzialità in rapporto anche ai loro bisogni fisici, emotivi, di conoscenza, di

sperimentazione e movimento?]

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Descrivere, eventualmente utilizzando le domande guida, le ragioni della/e scelta/e della/e
competenza/e selezionata/e. Si consiglia di prendere in esame un massimo di 3 competenze per
ogni ambito.

(Max 3.000 caratteri spazi inclusi)

Per costruire un ambiente di apprendimento capace di sollecitare partecipazione e motivazione degli studenti ricorro
frequentemente a questa procedura: all’inizio della lezione spiego qual è l’obiettivo didattico, la nuova tecnica da raggiungere; una
volta dimostrati decontestualizzati e non inseriti in un brano musicale, eseguo qualche studio che presenti detti elementi; a questo
punto chiedo all’alunno di indicare dove compaiano i nuovi elementi tecnici/teorici da acquisire, quale ritiene sia il brano più efficace
per raggiungere l’obiettivo, quale gli piace di più e perché; ragionando insieme e confrontando le possibilità l’alunno ne sceglie uno
e ne affrontiamo insieme la prima lettura e decifrazione. Questo metodo risulta davvero efficace perché da una parte rende
perfettamente chiaro allo studente quale sia l’obiettivo e in che direzione lavorare nello studio del nuovo brano e dall’altra gli offre la
possibilità di esercitarsi con musica che effettivamente sia di suo gusto rendendo il lavoro a casa più piacevole. Va da sé che
essendo stato parte nella scelta del nuovo compito e sentendosi responsabile lo studente lavorerà con rinnovato entusiasmo. Un
altro modo che io ritengo molto efficace per coinvolgere e motivare gli studenti è quello di favorire la cooperazione attraverso la
Peer Education. Riporto di seguito un’esperienza concreta avvenuta nella mia classe: mentre stavo tenendo una lezione
individuale, erano presenti altri due alunni in attesa delle loro rispettive lezioni. I due ragazzi, della età, erano il più avanzato (che
chiamerò Piero) e il meno progredito del corso (Egidio). Ho così ritenuto di sfruttare questo momento per far sì che Egidio
recuperasse, con l’aiuto di Piero, una lezione che non aveva potuto seguire. Ho chiesto loro che lavorassero sull’ultimo brano di
musica d’insieme affrontato, in modo che entrambi ne traessero giovamento: in questo modo Piero avrebbe riportato a Egidio il
lavoro svolto, ma avrebbe anche avuto la possibilità di esercitarsi insieme a lui. Ho creduto che il mio ruolo fosse solo indirizzare il
lavoro con alcune domande; una volta sinceratami che fossero chiari i punti chiave, il compito si è svolto in maniera autonoma.
Piero, sentitosi responsabilizzato, ha preso molto seriamente il ruolo, dando le indicazioni necessarie con calma e chiarezza a
Egidio, che le ha fatte sue con entusiasmo perché contento di portarsi a pari in un clima informale e amichevole. Di conseguenza,
oltre ai risultati evidenti anche agli studenti stessi, Piero, dovendo spiegare, aveva acquisito una più approfondita e conoscenza del
brano ed Egidio aveva ottenuto le informazioni da un suo pari e quindi da un punto di vista diverso da quello dell’insegnante. Infine,
l’aver raggiunto un buon risultato lavorando autonomamente ed aiutandosi a vicenda ha rafforzato il loro legame e aumentato
sensibilmente il grado di motivazione e partecipazione alle successive lezioni.

II. AREA DELLE COMPETENZE RELATIVE ALLA PARTECIPAZIONE ALLA VITA DELLA PROPRIA
SCUOLA (Organizzazione)
Ambito: lavorare in gruppo tra docenti

[X]

Elaborare e negoziare un progetto educativo di gruppo, costruendo prospettive condivise sui problemi della

comunità scolastica [Ritieni di saper partecipare produttivamente all’elaborazione di progetti di gruppo che tengano

conto delle posizioni individuali per giungere a soluzioni collettivamente accettate?]

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Partecipare a gruppi di lavoro tra docenti, condurre riunioni, fare sintesi [Ritieni di aver sviluppato adeguate

competenze per animare dei gruppi di lavoro o per condurre delle riunioni?]

Proporre elementi di innovazione didattica da sperimentare in collaborazione con i colleghi [Ritieni di essere in

grado di individuare gli elementi di innovazione dei quali avrebbe bisogno il tuo contesto scolastico? Se sì, come

riesci a individuarli?]

[X]

Innescare ed avvalersi di attività di valutazione e apprendimento tra pari (peer-review e peer-learning) [Ritieni di

essere disponibile al confronto sulle tue pratiche professionali? O solo su alcuni aspetti di esse? Ritieni di essere in

grado di individuare domande o problemi sui quali costruire, insieme ai colleghi, attività di ricerca volte a modificare le

pratiche professionali?]

(SOSTEGNO) Focalizzare l’attenzione dell’intero gruppo docente (team, consiglio di classe, ecc.) sui temi

dell’inclusione [Ritieni di aver chiaro il concetto di inclusione e le sue implicazioni in termini di progettazione

collegiale? Ritieni di aver sperimentato strategie interessanti per confrontarti a livello collegiale sul tema

dell’inclusione?]

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Descrivere, eventualmente utilizzando le domande guida, le ragioni della/e scelta/e della/e
competenza/e selezionata/e. Si consiglia di prendere in esame un massimo di 3 competenze per
ogni ambito.

(Max 3.000 caratteri spazi inclusi)

Sono convinta che per un clima culturalmente vivace sia necessario lavorare in gruppo con i colleghi per progetti anche
interdisciplinari, sopratutto nel caso dell’insegnamento di uno strumento musicale, nella cui natura è insita la collaborazione per la
formazione di gruppi cameristici. Con atteggiamento propositivo, è importante in prima persona ideare e condividere progetti, in
sede di confronto con i colleghi chiarire la propria posizione, ma sopratutto ascoltare e comprendere le proposte o contro proposte
e loro motivazioni o osservazioni. Inoltre, l’esperienza dei colleghi con anni di insegnamento alle spalle è una risorsa ricchissima per
migliorarsi e migliorare la qualità del proprio insegnamento. Nonostante io ritenga molto valido il mio insegnamento, sia per la
qualità che per le modalità, non manco mai di chiedere consigli ai colleghi o ascoltare le loro opinioni e penso che il mio punto di
vista possa offrire spunti di riflessione altrettanto interessanti per i colleghi. Insomma, una collaborazione fondata su un costante
confronto collettivo è per me la strada migliore da percorrere: un approccio autoreferenziale e non disposto al dialogo non può che
essere controproducente in qualsiasi aspetto della società e tanto più nel contesto scolastico. In occasione del cinquecentenario
della morte di Leonardo da Vinci ho ipotizzato insieme al collega di Violino della scuola dove insegnavo di organizzare uno
spettacolo ispirato alla vita del genio rinascimentale. L’idea originale consisteva nell’esecuzione da parte dell’orchestra dell’indirizzo
musicale e del coro della scuola di trascrizioni da me appositamente elaborate di musiche tratte dal repertorio rinascimentale e la
stesura di un copione durante le ore di Italiano recitato poi dagli alunni iscritti al laboratorio di teatro. Il progetto incontrò il favore di
tutte le parti coinvolte, tranne dell’insegnante di Flauto che, oltre a non essere interessato a quella parte di repertorio, lo riteneva
troppo specifico e soprattutto troppo distante dal programma da lui svolto. Io, convinta che ai nostri studenti debba essere data la
possibilità di affrontare il repertorio più vasto possibile (sia per un fatto puramente tecnico, sia per arricchimento culturale), gli
spiegai la mia posizione e che poteva essere un’occasione per i suoi alunni di scoprire un repertorio mai affrontato, ma allo stesso
accettai la sua obiezione sull’eccessiva specificità. Dopo diversi confronti con tutti gli insegnanti di strumento, trovammo
collegialmente la soluzione di cambiare leggermente l’ambientazione dello spettacolo: la trama finale vide come protagonista uno
studente della scuola che sognava di viaggiare nel tempo, tornare indietro fino al XVI secolo e incontrare Leonardo da Vinci. Questo
aggiustamento permise di introdurre nella colonna sonora dei brani e delle canzoni moderne, rendendo lo spettacolo più vario e allo
stesso tempo adatto ai programmi di tutti i colleghi di strumento.

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Ambito: partecipare alla gestione della scuola

Contribuire alla gestione delle relazioni con i diversi interlocutori (parascolastici, enti, associazioni di genitori, ecc.)

[Ritieni di saper partecipare fattivamente e produttivamente alla gestione delle relazioni indicate?]

(SOSTEGNO) Curare i rapporti con le équipe multidisciplinari ed i servizi specialistici [Ritieni di saper gestire i

rapporti con le équipe e i servizi territoriali al fine di costruire sinergie positive utili agli allievi e alle loro famiglie?]

[X]

Organizzare e far evolvere, all’interno della scuola, la partecipazione degli allievi [Ritieni di saper proporre,

valorizzare e gestire situazioni di confronto tra allievi affinché emergano proposte utili a migliorare l’organizzazione

della scuola?]

[X]

Partecipare ai processi di autovalutazione della scuola, con particolare riferimento al RAV [Ritieni di avere

adeguate conoscenze sul processo di autovalutazione della scuola e sulla funzione che esso può assolvere ai fini del

miglioramento?]

Impegnarsi negli interventi di miglioramento dell’organizzazione della scuola [Ritieni di avere adeguate

conoscenze sul funzionamento dell’organizzazione della scuola? Ritieni di poter contribuire al miglioramento

dell’organizzazione della scuola su aspetti precedentemente definiti dal RAV o da te rilevati?]

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Descrivere, eventualmente utilizzando le domande guida, le ragioni della/e scelta/e della/e
competenza/e selezionata/e. Si consiglia di prendere in esame un massimo di 3 competenze per
ogni ambito.

(Max 3.000 caratteri spazi inclusi)

Nella mia breve carriera di insegnante mi sono sempre trovata assegnata a sedi diverse e di conseguenza non ho mai avuto la
possibilità di conoscere a fondo i sistemi e i processi di autovalutazione e miglioramento della scuola, tanto meno sono stata parte
del nucleo di valutazione e non ho mai compilato il RAV. Questo è uno degli aspetti della mia formazione che devo e sopratutto
desidero potenziare perché, nonostante la mia condizione di precaria, ho comunque sempre osservato l’organizzazione e il
funzionamento delle scuole in cui mi sono trovata, talvolta riscontrando delle differenze che ho trovato disorientanti. Tuttavia mi
sono sempre interessata ai meccanismi del sistema scuola, formando una mia opinione e condividendola con i colleghi, formulando
eventuali proposte per ampliare l’offerta o migliorare qualche aspetto. Nonostante ciò, proprio per la natura del mio contratto, da
una parte accadeva che le mie proposte venissero ascoltate talvolta con scarsa attenzione e dall’altra che io stessa le sottoponessi
forse con una certa insicurezza. Sono convinta che nei prossimi anni avrò la possibilità di conoscere a fondo l’organizzazione della
scuola e di formarmi e impegnarmi di più e meglio su questi importanti aspetti e così di partecipare molto più attivamente ai
processi di gestione e autovalutazione. Se però da una parte sento di avere delle lacune nella mia formazione per quanto concerne
gli argomenti appena citati, credo invece di avere delle buone qualità nella comunicazione con gli studenti e così riesco facilmente
ad interagire con loro e favorire dei confronti costruttivi. Ho sempre trovato naturale comunicare con i ragazzi e ho quindi colto
questa opportunità per conoscerli meglio, essere più in confidenza con loro, ascoltarli e far loro capire che costituiscono la parte più
importante della scuola. Il clima che cerco di ricreare con ogni gruppo fa sì che gli studenti si sentano liberi di esprimersi e di
raccontare le proprie perplessità. Perché gli studenti acquisiscano maggiore consapevolezza e senso di responsabilità, prima di
iniziare la conversazione chiedo sempre se ritengono che il confronto da loro proposto sia effettivamente valido e utile o viceversa e
allo stesso modo guido il dibattito facendo sì che sia chiaro quali spunti siano produttivi e propositivi e quali no. A parte questo
fondamentale accorgimento, lascio sempre che si esprimano e confrontino liberamente tra di loro e che, attraverso un processo di
brain-storming/problem solving, giungano autonomamente a una conclusione, che potrebbe anche essere una domanda ben
formulata o una proposta da porre al corpo docenti. I risultati raccolti in questi momenti risultato molto spesso sorprendenti: capita
di frequente che i ragazzi si rivelino molto più consapevoli e maturi di quello per cui si dà loro credito.

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Ambito: informare e coinvolgere i genitori

Coinvolgere i genitori nella vita della scuola [Ritieni di saper attuare strategie per un efficace coinvolgimento dei

genitori nella vita della scuola?]

[X]

Organizzare riunioni d’informazione e di dibattito sui problemi educativi [Ritieni di avere aver chiari i "saperi" che

caratterizzano “il futuro cittadino” o le problematiche educative più frequenti nel panorama sociale odierno? Ritieni di

saper gestire un gruppo di genitori su questi temi?]

[X]

Comunicare ai genitori obiettivi didattici, strategie di intervento, criteri di valutazione e risultati conseguiti [Ritieni

di saper comunicare chiaramente ai genitori il tuo progetto educativo-didattico, le strategie di intervento poste in atto o

ipotizzate per affrontare i problemi, e i criteri che fondano le tue modalità di valutazione in itinere e finali?]

(INFANZIA) Assicurare un rapporto personalizzato e accogliente verso singoli genitori [Ritieni di saper mettere in

atto un continuativo rapporto con le famiglie in modo tale da costruire un clima collaborativo per elaborare i progetti

educativi dei bambini?]

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Descrivere, eventualmente utilizzando le domande guida, le ragioni della/e scelta/e della/e
competenza/e selezionata/e. Si consiglia di prendere in esame un massimo di 3 competenze per
ogni ambito.

(Max 3.000 caratteri spazi inclusi)

Come ovvio, la famiglia ha un ruolo importante nel percorso didattico-educativo dei ragazzi e perché si possano ottenere i migliori
risultati dal progetto educativo della scuola ritengo fondamentale che questo sia condiviso con e dai genitori affinché possa essere
portato avanti e integrato anche all’esterno delle mura scolastiche. Inoltre, tenere costantemente informati i genitori sul percorso dei
loro figli aiuta enormemente a stabilire un rapporto di fiducia con i primi che a loro volta possono trasmetterlo ai secondi, ancora una
volta sostenendo e rafforzando il progetto didattico-educativo della scuola. Nella fattispecie, per una buona e proficua relazione con
i genitori, innanzitutto cerco di rendere tutti partecipi del mio progetto didattico-educativo e degli obiettivi che desidero raggiungere
con i loro figli. Chiarisco che sono sempre disponibile al dialogo e infatti, durante i ricevimento parenti, non mi limito a riportare il
profitto o il lavoro svolto dagli alunni, ma ascolto sempre il punto di vista dei genitori, senza preconcetti, per avere una panoramica il
più possibile completa sullo sviluppo didattico, educativo, civico ecc.. e sul benessere dello studente. In generale, ritengo che le
strategie che metto in atto per comunicare con i genitori siano efficaci e di essere in grado di affrontare insieme a loro le
problematiche che eventualmente possono insorgere. Non mi sono invece mai trovata a dover organizzare o condurre una riunione
con i tutori degli alunni e dunque non posso affermare con certezza di esserne in grado. Tuttavia ho avuto la fortuna di partecipare
in diverse occasioni a incontri moderati da altri colleghi o dal dirigente scolastico. In più casi, si trattava di riunioni richieste dai
genitori perché scontenti in qualche misura: ogni volta ho potuto assistere con ammirazione alle tecniche comunicative messe in
atto dai colleghi, che con calma, serenità, ma allo stesso tempo fermezza sono riusciti ad esplicitare le opinioni dei docenti, in alcuni
casi accontentando le richieste dei genitori e in altri motivando con tale chiarezza il diniego che i tutori si ritenevano comunque
soddisfatti dell’incontro. Se mai dovessi trovarmi a dover condurre una di queste riunioni, cercherò sicuramente di ispirarmi
all'esempio datomi dai colleghi e dirigenti scolastici.

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III. AREA DELLE COMPETENZE RELATIVE ALLA PROPRIA FORMAZIONE (Professionalità)
Ambito: affrontare i doveri e i problemi etici della professione

[X]

Rispettare regole, ruoli e impegni assunti all'interno del proprio contesto professionale [Ritieni
di espletare con regolarità ed efficacia gli impegni assunti all’interno della tua scuola?]

[X]

Ispirare la propria azione a principi di lealtà, collaborazione, reciproca fiducia tra le diverse componenti [Ritieni di

porre alla base delle tue scelte professionali i principi di lealtà, collaborazione, reciproca fiducia? Ritieni di porre

questi principi anche a fondamento del rapporto con gli studenti?]

[X]

Contribuire al superamento di pregiudizi e discriminazioni di natura sociale, culturale o religiosa [Posto che il

rispetto dell’altro è valore culturalmente condiviso, ritieni di saper elaborare strategie ed interventi affinché si realizzi

la comprensione e il rispetto di questo valore all’interno della comunità scolastica?]

Rispettare la privacy delle informazioni acquisite nella propria pratica professionale [Ritieni che i vincoli derivanti

dal rispetto della privacy possano creare difficoltà nel tuo lavoro?]

Descrivere, eventualmente utilizzando le domande guida, le ragioni della/e scelta/e della/e


competenza/e selezionata/e. Si consiglia di prendere in esame un massimo di 3 competenze per
ogni ambito.

(Max 3.000 caratteri spazi inclusi)

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Ho avuto l’enorme fortuna di crescere e formarmi in una famiglia e in scuole in cui tutti i punti indicati in questo ambito avevano
una grandissima importanza. Mi è sempre stato chiaro che per vivere bene nella società è necessario che ciascuno dia il meglio di
sé e allo stesso tempo si preoccupi del prossimo. Non avendo conosciuto un diverso modo di vivere e pensare fino forse all'età del
liceo, sono parti integranti della mia persona il principio di rispettare regole, ruoli e impegni assunti, quello di ispirare la propria
azione a principi di lealtà, collaborazione, reciproca fiducia tra le diverse componenti e infine il desiderio di contribuire al
superamento di pregiudizi e discriminazioni di natura sociale, culturale o religiosa. Innanzitutto, come già detto, se do per scontato
che per vivere in una società serena ritengo di dover rispettare le regole etc., non vedo alcun motivo per non fare altro in una
microsocietà come la scuola. Tengo a sottolineare che questo atteggiamento non è da considerarsi un dovere in vista di possibili
punizioni, ma assolutamente un obiettivo verso cui tendere perché la scuola possa funzionare ed essere vissuta al meglio. Per
quanto riguarda i principi di lealtà, collaborazione etc., ritengo siano alla base di qualsiasi relazione, sia tra pari che non: benché
agli studenti debba essere chiara la struttura gerarchica in cui sono inseriti, non per questo il rapporto tra insegnanti e alunni deve
venire meno del rispetto reciproco. Nel mio insegnamento, cerco sempre di trasmettere questa mia attenzione nei confronti dei miei
studenti e mai desidererei il loro rispetto dettato dalla paura. Spero che questo mio atteggiamento possa essere d’esempio per loro
e che possa influenzare positivamente il loro modo di relazionarsi al prossimo. Infine, nel corso dei miei anni in servizio a scuola ho
lavorato in molteplici occasioni in classi con una notevole varietà sociale, culturale o religiosa: partendo dall’evidenza che nessun
essere umano nasce dotato di pregiudizi o incline alla discriminazione e che al contrario questi vengano appresi dall’ambiente in cui
si cresce, mi sono resa facilmente conto le strategie e gli interventi per contribuire al superamento di eventuali discriminazioni sono
tanto più efficaci quanto messi in atto nelle età meno avanzate (ho insegnato in diversi gradi scolastici, a partire dal secondo anno
della primaria fino al quinto della secondaria di secondo grado). Penso di aver sviluppato negli anni diverse strategie e che spesso
si siano rivelate funzionanti, ma allo stesso tempo credo che ogni caso di pregiudizio o discriminazione sia a sé e quindi intendo
apprendere nuovi metodi per poter affrontare queste situazioni.

Ambito: servirsi delle nuove tecnologie per le attività progettuali, organizzative e formative

Utilizzare efficacemente le tecnologie digitali per migliorare la propria professionalità [Ritieni di saper utilizzare

efficacemente le potenzialità fornite dalle attuali tecnologie digitali (strumenti, applicazioni, ambienti) per curare la tua

formazione continua?]

Utilizzare le tecnologie digitali per costruire reti e scambi con altri colleghi anche nell'ottica di una formazione

continua [Ritieni di saper sfruttare le potenzialità dei dispositivi tecnologici e di internet per costruire scambi efficaci e

produttivi con altri colleghi e/o con esperti?]

[X]

Esplorare le potenzialità didattiche dei diversi dispositivi tecnologici e dei linguaggi digitali [Ritieni di avere un

adeguato bagaglio di conoscenze e e di saper attuare strategie per supportare gli allievi nell’uso delle tecnologie

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digitali a fini didattici?]

Descrivere, eventualmente utilizzando le domande guida, le ragioni della/e scelta/e della/e


competenza/e selezionata/e. Si consiglia di prendere in esame un massimo di 3 competenze per
ogni ambito.

(Max 3.000 caratteri spazi inclusi)

Ho sempre avuto grande interesse per la tecnologia e curiosità per i rapidi sviluppi che questa porta ai più disparati ambiti delle
nostre vite. Unendo questo mio interesse alla mia passione per la musica e per l’insegnamento, in collaborazione con un
compositore con competenze di programmazione abbiamo sviluppato un software che potesse fornire ad altri compositori
informazioni utili alla creazione di nuova musica accessibile a qualsiasi grado di competenza tecnica. Questo lavoro è stato
dettagliatamente riportato in un articolo pubblicato e presentato in diverse occasioni tra cui alla conferenza 21st Century Guitar
all’Università di Ottawa e alla Nordic Sound and Music Computing Conference presso la Royal Academy di Stoccolma. In sintesi il
programma ha come obbiettivo quello di fornire ai compositori gli strumenti necessari per creare musica per chitarra che sia
idiomatica, ovvero che sia comodamente suonabile e adatta allo strumento secondo un grado di difficoltà a discrezione dell’autore,
ma che allo stesso tempo abbia sonorità moderne. Gli esiti di questo lavoro sono stati positivi e ho avuto io stessa la possibilità di
somministrare una nuova composizione nata dalla rielaborazione dei dati forniti dal software. Il riscontro con gli studenti è stato
altrettanto positivo, sia per la riuscita del progetto, sia perché le circostanze con cui è stato composto il brano hanno generato una
certa curiosità e di conseguenza entusiasmo nello studio. Consapevole del fatto che questo sia un metodo avanzato di impiego
della tecnologia nella didattica e non di comune e facile diffusione, tengo a sottolineare che la tecnologia è di supporto ai nostri
studenti ogni giorno, a partire da una semplice ricerca su YouTube per trovare il brano che devono imparare, fino ad arrivare ai
programmi di video-scrittura musicale (i.e. Finale, Sibelius, MuseScore et al.) o di audioeditig (Logic Pro, Audacity…). Sono
convinta che oltre ad essere di aiuto, questi sistemi siano anche uno stimolo, un ulteriore punto di contatto con i nostri studenti,
abituati alla convivenza costante con ogni genere di tecnologie. In definitiva, mi sento assolutamente dotata di un bagaglio di
conoscenze più che adatto per quanto concerne le tecnologie digitali impiegate nella didattica e sono sicura di saper essere di
supporto agli allievi nell’uso di dette tecnologie e dei relativi dispositivi.

Ambito: curare la propria formazione continua

Documentare la propria pratica didattica [Ritieni di saper documentare in modo efficace la tua pratica didattica per

presentarla ai possibili diversi destinatari (DS, colleghi, genitori, ecc)?]

[X]

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Utilizzare le proprie esperienze per riprogettare l’azione didattica [Ritieni di saper riflettere sulla tua pratica per

trarre precise informazioni o indicazioni per riprogettare nuove situazioni didattiche?]

Aggiornare il proprio Bilancio delle competenze ed elaborare un proprio progetto di sviluppo professionale [Ritieni

di saper orientare il tuo sviluppo professionale in rapporto agli obiettivi emersi dall’analisi del tuo percorso

formativo/esperienziale e dai bisogni della scuola nella quale operi?]

Partecipare a programmi di formazione personale con colleghi, gruppi, comunità di pratiche [Ritieni di saper

scegliere le situazioni formative che possono apportare un reale contributo a te e alla tua capacità di lavorare con i

colleghi?]

[X]

Essere coinvolto in attività di ricerca didattica, anche in forma collaborativa [Ritieni di avere adeguate competenze

per fare ricerca sulla tua pratica didattica individualmente e/o collettivamente?]

Utilizzare i risultati della ricerca per innovare le proprie pratiche didattiche [Ritieni di essere adeguatamente

informato/a sui risultati della ricerca in relazione ai problemi che risultano oggi pregnanti per un docente? Ritieni di

riuscire a ricavare dalla ricerca gli elementi utili a innovare la tua pratica didattica?]

[X]

Essere capaci di utilizzare le opportunità offerte dai progetti europei per sviluppare il proprio percorso di

formazione [Credi di essere sufficientemente informato/a sulle opportunità formative offerte nell’ambito dei

programmi europei? Hai partecipato ad esperienze di questo tipo?]

Descrivere, eventualmente utilizzando le domande guida, le ragioni della/e scelta/e della/e


competenza/e selezionata/e. Si consiglia di prendere in esame un massimo di 3 competenze per
ogni ambito.

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(Max 3.000 caratteri spazi inclusi)

Penso che il proprio stile di insegnamento debba essere dinamico e in costante cambiamento, anche se minimo, per tendere
sempre al miglioramento. Infatti, se agli inizi della mia carriera di insegnante traevo ispirazione dalla mia esperienza di alunna
cercando di imitare i buoni insegnamenti dei miei professori o evitando di riproporre quelle che per me erano state esperienze
negative, oggi invece mi rendo conto di analizzare quotidianamente, anche inconsciamente, cosa è stato efficace, cosa è stato
apprezzato dai miei alunni, cosa invece non ha funzionato durante le mie lezioni e di cercare di correggere la traiettoria del mio
percorso di insegnante. Anche compilare il Bilancio Iniziale mi ha permesso di riflettere su diversi aspetti del mio metodo di lavoro e
sono soddisfatta di questo atteggiamento che spero di conservare durante tutta la mia carriera per poter offrire una qualità sempre
migliore ai miei studenti. In passato sono stata coinvolta in attività di ricerca didattica, a partire dal progetto descritto nel precedente
ambito fino a moderare una tavola rotonda nel contesto di una conferenza organizzata dall’Universidade NOVA di Lisbona a
proposito della didattica per chitarra: ricordo con particolare emozione quell’evento perché partecipai presentando alcuni punti per
me assolutamente fermi nell’insegnamento della chitarra e ne uscii con questi punti del tutto scardinati dai partecipanti che
proposero brillanti alternative e strategie che io non avevo mai considerato o forse capito. Oggi alcune di queste strategie fanno
parte della mia pratica di insegnante. Ho dunque partecipato più volte a momenti di ricerca, spesso in collaborazione con altri
colleghi, ma in generale il mio aggiornamento si svolge principalmente attraverso lo studio della mia disciplina e la partecipazione
ad attività artistiche, non direttamente legate alla didattica, ma che certamente mi arricchiscono culturalmente, auspicabilmente
migliorandomi come persona e quindi anche come insegnante. Sono convinta sia comunque fondamentale partecipare a corsi di
formazione istituzionali, tuttavia non ho mai preso parte a progetti europei, dei quali non conosco i dettagli, mancanza che intendo
colmare, soprattutto per integrare meglio le competenze chiave europee alla mia didattica.

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