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NOTIZIE A.N.P.I.

Chioggia
Foglio d’informazione della Sezione “Otilla Monti Pugno”

Anno VII° n. 78 copie inviate n. 511 VENERDI’ 6 MAGGIO 2022

UN BELLISSIMO 25 APRILE
(Nonostante le nubi nel scenario internazionale)
Finalmente, dopo due anni di celebrazioni in forma ridotta, quest’anno la ricorrenza
del 25 APRILE GIORNATA DELLA LIBERAZIONE, è stata celebrata anche a
Chioggia, aperta alla partecipazione di tutta la cittadinanza e l’ASSOCCIAZIONE
NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA, presente in prima fila come sempre.
Iniziata alle ore dieci con l’Alzabandiera al pennone di Piazza XX Settembre e
proseguita con la Messa a ricordo dei Caduti, presso la Chiesa di S.Andrea, la
giornata ha avuto un momento toccante con la deposizione di un omaggio floreale
presso la targa in Rivetta Vigo che ricorda la Partigiana OTILLA MONTI PUGNO (alla
cui memoria è dedicata la nostra Sezione ANPI), nella cui abitazione, tra il 1943 e il
1945 trovò ospitalità il locale Comitato di Liberazione Nazionale. Un momento
particolare, quando la banda cittadina ha intonato “Bella Ciao” e dalle compagne e
compagni presenti (a cui si sono aggiunti tanti altri cittadini) la canzone partigiana è
stata cantata a viva voce.
La celebrazione è proseguita con il corteo lungo Corso del Popolo e, davanti la
Loggia dei Bandi, con gli interventi del Sindaco di Chioggia, del Sindaco dei Ragazzi
e del nostro Presidente Enrico Veronese il cui straordinario intervento pubblichiamo
a parte. La cerimonia si è conclusa la deposizione di una Corona di Alloro al
Monumento ai Caditi.
Nella tarda mattinata, la celebrazione si è spostata a Cavanella d’Adige per
ricordare, davanti al Cippo che ne ricorda il martirio, la FAMIGLIA BALDIN e
NARCISO MANVAN.
L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE A.N.P.I. DI CHIOGGIA
ENRICO VERONESE.
Grazie sindaco, grazie a Lorenzo, vicesindaco dei ragazzi, e ad Anna la loro sindaca, che non ha potuto
essere presente. Grazie alle associazioni civili, militari d’arma; alla Banda musicale cittadina e al suo
presidente, Sergio Ravagnan, che spesso mi ha preseduto sopra questo palco. E’ chiaro ed evidente
come questo non sia un 25 Aprile come tutti gli altri: dopo due anni lo possiamo finalmente celebrare in
piazza, con le persone. Com’è giusto per ogni ricorrenza del calendario civile, la cui dignità è data dalla
Costituzione: Giornata della Memoria, Giorno del Ricordo, l’anniversario della Liberazione, il Primo
Maggio, l’affermazione della Repubblica vigono e vivono anche perché ci sono questi momenti pubblici,
collettivi, all’aperto. Il ripristino della normalità è la prima condizione: dal febbraio 2020 anche Chioggia ha
conosciuto l’esperienza del contaggio di massa, che si sperava consegnato alla storia. Tutte e tutti
abbiamo visto restringere la propria libertà d’azione in maniera inedita e purtroppo abbiamo pianto non
poche vittime: anche l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha perduto per via del Covid il proprio
alfiere Berto Vido, l’appassionato attivista Villiam Gavagna e soprattutto il suo Presidente Zerlino Boscolo
Marchi, l’ultimo partigiano, che a 95 anni ha gettato la spugna dopo essere sopravvissuto ai rastrallamenti,
alla clandestinità, alla malaria e alle battaglie del dopoguerra. Zerlino era sempre in prima fila ogni 25
Aprile: grazie per quello che hai dato e per quello che sei stato. Prima di andarsene, il presidente Marchi
ha lasciato il suo testamento: chiedeva che anche un solo sasso, un tratto di strada, un ponte di questa
città venisse intitolato alla partigiane e ai partigiani antifascisti. Da questo palco rinnovo l’invito a
provvedere, in forza di un atto votato all’unanimità nella scorsa legislatura consiliare.
Ma è un 25 Aprile differente anche per quanto, da ormai due mesi, riserva la cronaca. La prima guerra di
invasione in Europa, di uno Stato contro un altro Stato, dopo ottant’anni. Occorre ribadirlo subito e a
scanso di equivoci: in questa guerra non c’è alcuna equidistanza possibile. Stiamo con la popolazione
ucraina, che una mattina si è alzata e ha trovato l’invasor. Stiamo con i milioni di persone inermi che sono
sotto i bombardamenti di un autocrate nazionalista, cieco e sordo. Siano con tutte e tutti coloro che,
oppressi dalla guerra, dalle dittature, dagli effetti delle teocrazie oscurantiste cercano di mettersi in salvo,
chiedendo e dovendo ottenere rifugio e accoglienza umana, senza distinzione di pelle, di religione, di
economia. Siamo dalla parte della resistenza ucraina, spontanea e impari, che esiste e che non cede di
fronte ai crimini contro l’umanità di un esercito dotato di armi devastanti. Mariupol deve rimanere nella
coscienza degli europei come Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, il ghetto di Varsavia. Allora il mondo
libero, non certo inerte, era consapevole che la fine delle ostilità dipendeva dall’annientamento del
peggiore dei nemici: come diciamo no all’emarginazione delle cittadine russe e dei cittadini russi dal
consesso internazionale, urge aiutarli a liberarsi in tutti i modi di Putin e delle sue politiche. Ora come
allora, l’ANPI sta con chiunque, in qualsiasi parte del pianeta, veda la propria terra invasa, bombardata,
occupata, le libertà cancellate, i diritti negati. Chi cerca gli amici di Putin in Italia non li trova nei paraggi
dell’ANPI – in specie nelle generazioni più giovani che da anni stanno accogliendo l’appello ad iscriversi –
ma molto lontano da essa. Hanno altri nomi e cognomi, altre sigle precise, che lo sostenevano e ne
ricevevano sostegno quando Putin faceva uccidere giornalisti, avvelenare oppositori, internare
contestatori. Esattamente come i regimi totalitari nella prima parte del ‘900.
Ottant’anni fa gli ucraini eravamo noi. Proprio noi di Chioggia: solo che a differenza di Kyiv, Odessa e
Leopoli, non sapevamo chi poteva difenderci, visto che le due parti in causa combattevano la propria
guerra in questo territorio. Invasi dai tedeschi, bombardati dall’aviazione inglese, a subire le conseguenze
erano, ovviamente, i civili inermi che abitavano le case distrutte, le calli insanguinate, le frazioni sotto tiro.
Le anziane e gli anziani ricordano sicuramente le sirene di allarme, il riparo nel campanile di Sant’Andrea,
i razionamenti: le stesse cose che si vedono oggi in tv. Dallo scorso novembre ho il piacere di lavorare
allo Archivio Storico comunale intitolato a Dino Renier, che si trova al primo piano del Museo civico: un
luogo bellissimo, che merita di essere conosciuto e promosso, là dove si conservano i documenti originali
di oltre ottocento anni di storia cittadina, compresi i manifesti con le istruzioni per la contraerea e i
fonogrammi che le autorità dell’epoca inviavano per comunicare le vittime delle incursioni. Come le
bambine e i bambini di Cavanella, falciati assieme alla loro nonna nell’agosto del 1944, o i tantissimi
passeggeri del vaporetto Giudecca due mesi più tardi.
La Liberazione italiana dai nazisti e dai fascisti non ebbe un solo affluente. C’era la Resistenza partigiana,
i cui valori hanno innervato il testo della Costituzione scritta anche dai chioggiotti Riccardo Ravagnan e
Lina Merlin: figure di ogni opinione politica, come il sacerdote padre Antonio Carisi e il laico Aldo Varisco,
capaci di dare a Chioggia generazioni di amministratori efficenti. Il prossomo agosto cadranno i vent’anni
della scomparsa di Antonio Felice Ravagnan, il primo sindaco democraticamente eletto, che pur nelle
ristrittezze del dopoguerra aveva saputo portare la città fuori dalla miseria, grazie anche al contributo dei
generosi filantropi organizzata da Alfredo Bordin. Saranno vent’anni anche dall’addio di Renato Ballarin,
che da deputato inserì Chioggia nella Legge Speciale per Venezia, e consentì di introdurre numerose
modifiche legislative che migliorarono le condizioni di vita, di lavoro e di pensione ai pescatori. Il Corpo
Volontari per la Libertà, il Comitato di Liberazione Nazionale che aveva sede in rivetta Vigo nella casa
della coraggiosa Otilla Monti, la brigata Clodia e la brigata Vittorino Boscolo Fiore si muovevano di
concerto con i comandi alleati, statunitense e britannico, dai quali ricevevano gli armamenti e le munizioni,
senza le quali sarebbe stato impossibile resistere.
E ci furono molti soldati e marinai, nell’esercito italiano allo sbando dopo l’8 settembre 1943, che scelsero
la deportazione pur di non combattere per Hitler e per la Repubblica Sociale: ad essi, tra i quali tanti
chioggiotti, la Germania non riconosceva nemmeno lo status di prigionieri di guerra, e si trovavano a
subire ulteriori dosi di crudeltà perché tacciati di tradimento. Negli scorsi anni il comitato ANPI si era reso
promotore, assieme alla precedente amministrazione comunale, della collocazione di alcune Pietre
d’Inciampo in loro suffragio: erano stati onorati appunto o partigiani Guido Lionello e Arduino Boscolo
Anzoletti e gli internati militari Giusto Grego, Giulio Bergo Oro e Giovanni Bullo. Internato nei lager anche
Sante Amelio Boscolo Chio, che ebbe la forza di fissare in un diario i momenti della sua prigionia: rientrato
miracolosamente vivo a Sottomarina, fu importante dirigente agricolo e consigliere comunale per la
Democrazia Cristiana. Oggi il suo diario è diventato un volume, trascritto fedelmente dalla figlia Maria
Elisa; per onorare la memoria di Amelio Chio il comitato ANPI chiederà che il prossimo gennaio venga
collocata una Pietra d’Inciampo davanti alla sua ultimi abitazione al momento in cui partì per la guerra..
assieme a lui vorremo ricordare anche Cesare Carmi, giovane ebreo genovese che si era trasferito a
Chioggia per lavorare nella fabbrica conserviera SACIA, e che nel dicembre 1943 fu catturato dalle
camicie nere nell’abitazione del fornaio Toffoli, in Calle Scopici: segregato ad Auschwitz, Carmi conobbe
Primo Levi e trovò la sua fine nel gennaio 1945, in mezzo alla neve nella steppa polacca. La sua storia è
stata reccontata dalla nipote Luciana Laudi in un pregevole volume epistolare, nel quale emergono la
generosità e l’amicizia delle famiglia chioggiotte che lo avevano accolto e aiutato ad inserirsi.
Tra poco, al termine di questa cerimonia, le delegazioni del comitato ANPI e dell’amministrazione
comunale andranno a Cavanella d’Adige, a rendere omaggio al cippo lungo il fiume che commemora
l’eccidio dei Baldin e di Narciso Mantovan. Lo faremo con il pensiero a Delia, nipote di Pierino Baldin, che
ci ha lasciato nei giorni scorsi all’età di 93 anni e che per tutta la vita ha serbato la testimonianza diretta di
ciò che ha visto e conosciuto nella sua famiglia, diffondendola alle generazioni più giovani. A Delia Baldin
il comitato ANPI di Chioggia dedica questa giornata del 25 Aprile 2022, con lo stesso spirito che domani
vedrà il vicino auditorium San Nicolò popolarsi di ragazze e ragazzi degli istituti scolastici comprensivi, i
quali esporranno gli esiti del lavoro compiuto durante le ore di educazione civica e incontreranno molte
associazioni che operano nel territorio, per pianificare iniziative future nei plessi. A loro verrà idealmente
consegnato il testimone dei valori che animarono la Resistenza: libertà, democrazia, pace. Che non è
pacificazione né “volemose bene, scurdammoce ‘p passato”. Nel 1919, al termini della Prima Guerra
Mondiale, due genitori di Sottomarina diedero il nome “Pace” alla loro neonata: oggi questa signora
avrebbe più di cent’anni, mentre la pace in Ucraina è ancora nascitura. Ma assieme all’alta guida
spirituale e morale di papa Francesco vogliamo credere che sia possibile arrivarci: sarebbe il più grande
regalo per le donne e gli uomini che ci hanno consentito, oggi, di essere qui libere e liberi, in democrazia e
pace.
Chioggia, 25 aprile 2022
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
COMITATO NAZIONALE

Ordine del Giorno del Comitato nazionale ANPI


Approvato nella riunione del 30 aprile 2022
Il Comitato nazionale ANPI ESPRIME forte preoccupazione per la recente evoluzione del
conflitto in Ucraina e per le sue conseguenze internazionali; DENUNCIA il pericolo sempre più
imminente di una terza guerra mondiale; INVITA alla più ampia mobilitazione per contrastare
questa tragica prospettiva.
A fronte della straordinaria riuscita del 25 aprile in tutta Italia, nelle cui manifestazioni si è
espressa, in coralirà nazionale, una fortissima richiesta di pace assieme alla calorosa solidarietà
al popolo ucraino, INTENDE RINGRAZIARE i Comitati provinciali e le Sezioni dell’Associazione,
le amministrazioni comunali, le organizzazioni sindacali, l’associazionismo democratico,
antifascista e partigiano per il grande lavoro svolto unitariamente.
La partecipazione popolare è stata altissima, le cittadine e i cittadini sono scesi nelle piazze dopo
due anni di assenza, manifestando entusiasmo, desiderio di re-incontrarsi e di ritrovarsi insieme
intorno ai valori e alle radici che fondano la Repubblica e la civile convivenza: Antifascismo,
Resistenza, Costituzione.
Il Comitato nazionale ANPI AUSPICA che lo spirito del 25 Aprile sia motore di solide iniziative di
negoziato, di processi responsabili che pongano fine al fuoco stabilendo in Europa un nuovo
clima di concordia. SI ASSOCIA a quanto affermato dal Presidente Mattarella: “dialogo, non
prove di forza tra grandi potenze che devono comprendere di essere sempre meno tali”.
Roma, 30 aprile 2022

UNA BELLA GIORNATA DI EDUCAZIONE CIVICA


Anche il Comitato ANPI di Chioggia assieme a tante altre associazioni (Tavolo Cittadino per la
Costituzione, Insieme Ar-Te, Comitato No GPL, Comitato Forte S:Felice ecc.) ha partecipato
martedi’ 26 aprile, presso l’Auditorium comunale San Nicolò, alla presentazione del progetto di
educazione civica nelle scuole del territorio.
Una mattinata organizzata con passione e qualità dalla consigliera comunale Barbara Penzo e
partecipata da tutti gli istituti comprensivi del territorio.
La “SETTIMANA CIVICA”, che ha luogo in ogni città d’Italia, avrebbe potuto essere patrocinata
dal Comune, ma la maggioranza consiliare che regge la Giunta cittadina aveva bocciato l’Ordine
del Giorno durante una delle ultime riunioni del Consiglio comunale.
2 giugno: Festa della Repubblica
Come per il 25 Aprile, anche per il 2 Giugno 76 anniversario della nascita della Repubblica
Italiana, le celebrazioni saranno finalmente in forma partecipativa di tutta la cittadinanza.
La FESTA DELLA REPUBBLICA è un appuntamento importantissimo del Calendario Civile
perché ricorda il referendum istituzionale del 2-3 giugno 1946 in cui il popolo italiano in piena
libertà scelse la forma repubblicana per ricostruire l’Italia dopo vent’anni di dittatura fascista e 5
anni di guerra e di occupazione nazista.
Come sempre, l’ANPI di Chioggia sarà in prima fila a ricordare e celebrare questa data
importane. NON APPENA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE COMUNICHERA’ IL
PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI, SARA’ NOSTRA CURA INFORMARE LE NOSTRE
ISCRITTE ED ISCRITTI.

Per l’ANPI, Codice Fiscale: 00776550584

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Fb: “ANPI CHIOGGIA”
LUTTO PER L’ANPI DI CHIOGGIA
E’ deceduta lo scorso aprile DELIA BALDIN, 93 anni, nipote dell’omonima famiglia di S.Anna
trucidata dai fascisti il 5 luglio 1944.
Figlia di Arturo, fratello di Mariano Baldin, Delia aveva assistito al rastrellamento da parte
delle squadracce nere all’esterno dell’osteria familiare in Via Pegorina.
Per tutta la vita ha continuato a voler ricordare e tenere alta la memoria dei tragici fatti,
raccontandoli anche nel documentario “L’eccidio della Famiglia Baldin e di Narciso
Mantovan” girato qualche anno fa dal regista Francesco Zennaro.
Al funerale della cara Delia, celebrato Sabato 29 aprile, l’ANPI di Chioggia era presente con il
Segretario Varisco e il Labaro del Comitato che ha portato il cordoglio ai familiari.

TESSERAMENTO 2022 ALL’ A.N.P.I.


Continua con successo la campagna tesserativa per l’anno 2022; mancano pochissimi
rinnovi, mentre le nuove adesioni stanno dando un ottimo risultato che dimostra la
vitalità e la validità dei principi e dei valori della nostra Associazione .
Ricordiamo che la sede di Calle Biseghella 346 rimane aperta tutte le mattine (festivi e
domeniche comprese) dalle ore 9.oo alle ore 11.oo

INFO: 3313456592

Per seguire l’ANPI nazionale:


www.anpi.it www.patriaindipendente.it

NOTIZIE A.N.P.I. Chioggia Anno VII° n. 78 Copie inviate n. 511


VENERDI’ 6 MAGGIO 2022
Foglio informativo del Comitato A.N.P.I. di Chioggia: Calle Biseghella, 346
Tel: 041.404647 email: anpichioggia@libero.it
LA SEDE RIMANE APERTA TUTTE LE MATTINE (FESTIVI E DOMENICHE COMPRESE)
DALLE ORE 9.oo ALLE ORE 11.oo
PRESSO LA SEDE SONO A DISPOSIZIONE COPIE STAMPATE DEL NOTIZIARIO.

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