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Paolo Villa − Basi di FOTOGRAFIA − Verona 2013/2017

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:FOTOGRAFIA_Corso_Manuale_-_base_principianti_-
_Paolo_Villa_-_Verona_2013.pdf

Per facilitare a colpo d'occhio la lettura: +=maggiore, <=minore.


NB tutti gli obbiettivi nominati sono intesi per il sensore formato 35mm, anche quando non
specificato.

Paolo Villa − Basi di FOTOGRAFIA − Verona Obiettivi..............................................................11


2013/2017.................................................................1 Corpo macchina..................................................12
1) COS'È’ UNA FOTO?................................................1 Memoria..............................................................13
2) CHE COS’È LA MACCHINA FOTOGRAFICA?............2 Batteria...............................................................14
3) COMANDARE LUCE E NITIDEZZA...........................3 12) ULTERIORI ACCESSORI:.....................................14
4) COMANDARE DISTANZA E DISTORSIONE..............4 Astroinseguitore..................................................14
5) COMANDARE IL TEMPO.........................................4 Borsa fotografica.................................................14
6) ESEMPI SUGLI STRUMENTI....................................5 Colorimetro per monitor.....................................14
Distanza................................................................5 Filtro a telaio.......................................................14
Luce......................................................................6 Filtro convertitore...............................................14
Luce - Distanza.....................................................6 Filtro cross screen...............................................14
Tempo...................................................................6 Filtro polarizzatore..............................................14
7) AUTOMATISMI BASE:.............................................7 Filtro UV e/o IR....................................................15
8) INQUADRATURA:...................................................8 Moltiplicatore di focale........................................15
9) TRATTAMENTI PRE STAMPA:..................................8 Obbiettivo basculante.........................................15
10) esempio pratico: il RITRATTO..............................9 Paraluce per obbiettivi........................................15
Comandare la luce................................................9 Pellicole antigrafo..............................................15
Comandare la distanza.........................................9 Pulizia sensore fai da te in kit.............................15
Comandare il tempo...........................................10 Salviettine di carta per obbiettivi........................15
Controllo dei sorrisi ebeti/formaggio...................10 13) DOVE ACQUISTARE?..........................................15
11) SCEGLIERE L'ATTREZZATURA...........................10 14) INFORMAZIONI:.................................................15
Vantaggi del digitale...........................................10 15) Si ringrazia per la realizzazione:.......................16
Vantaggi della pellicola.......................................10 16) LICENZA d'USO..................................................16

1) COS'È’ UNA FOTO?

Una foto è formata da 3 elementi: Luce, Distanza, Tempo.


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Non c’è altro da sapere. Ogni meccanismo regola: luce e/o distanza e/o tempo.
Se c’è qualcosa di nuovo ci si deve domandare: cosa regola questo accessorio? Luce? Distanza?
Tempo?
LUCE: Può essere forte (del sole) o debole (lampadina); difusa (come la nebbia, senza ombre),
contrastata (con ombre in pieno sole estivo).
Una foto di un volto con ombre è diversa da una con luce difusa.
DISTANZA: può essere infinita (come una montagna o panorama da noi che osserviamo), vicina
(come un fiore vicino a noi). PROFONDITÀ DI CAMPO: è quella parte di distanza che noi
riusciamo a mettere a fuoco, a vedere bene; al di fuori, tutto è sfuocato.
TEMPO: sono solitamente frazioni di secondo che occorrono per fare una foto, talvolta sono
molto importanti, specie se si vuole fare del mosso, o riprendere qualcosa di molto veloce o con
scarsità di luce, possono passare un bel po' di decine di secondi per alcune tipologie di scatti.

2) CHE COS’È LA MACCHINA FOTOGRAFICA?

È fatta da 4 elementi:
LENTI: avvicinandole od allontanandole fra loro cambiano la messa a fuoco (manuale o Auto
Focus), talvolta sono stabilizzate per ridurre le vibrazioni della mano.
DIAFRAMMA: foro variabile (grande o piccolo), attraversato dalla luce.
OTTURATORE: foro che si apre e chiude a tempo, permette alla luce di colpire (impressionare) la
pellicola o sensore.
PELLICOLA/SENSORE: superficie sensibile alla luce, la pellicola è mobile, il sensore è fisso
(talvolta è stabilizzato per ridurre le vibrazioni della mano).

Gli automatismi servono solo a regolare - coordinare meglio questi elementi.


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3) COMANDARE LUCE E NITIDEZZA

DIAFRAMMA: a seconda della regolazione del foro, permette il


passaggio di +o<luce. diaframma
f 16 , f 8 , f 1.8 stanno per: 1/16, 1/8, 1/1.8 di diaframma.
+il numero di f è piccolo +passa luce, +facilmente riuscirai a fare f14 f11 f8 f5 f2
foto con poca luce, +l’obiettivo costa, <nitide saranno le foto (se < luce/foro + luce/foro
poi ci sono i due estremi f1 – f22 è un mito). + nitido < nitido
Tradizionalmente nitidi sono f8, f16.
OTTURATORE: a seconda del tempo, dà +o <luce, +è veloce con tempi
la sincronizzazione del fash +costa (1/1000 di secondo è
velocissimo, 1/90 – 1/125 è normale, 1/60 è lento), una errata 1/250 1/125 1s
sincronizzazione non permette a tutta la fotografia di essere < luce + luce
omogeneamente impressionata, così la foto viene “tagliata”. + nitido < nitido
PELLICOLA ISO o ASA del sensore:
<è sensibile, +luce serve ISO
+nitide sono le foto “+pixel”. 100 < luce
200 + nitido
+è sensibile, <luce serve 400
<nitide sono le foto “<pixel”. 600

800
La nitidezza è data dalla dimensione dei sali sensibili alla luce o
1000
dalla taratura del sensore.
Più sono piccoli i sali 25, 50 ASA 1200
(+luce +nitido). 1400
+ luce
più sono grossi i sali 400 – 1600 ASA 1600 < nitido
(<luce <nitido),
le fotocamere COMPATTE: hanno obbiettivi molto bui, passa poca luce, è ottimale usare 200
ASA (in pieno sole) o 400 ASA (in ombra).
Il Flash elettronico dosa automaticamente la luce per ottenere il grigio medio (vedi controllo
degli strumenti), anche a 10m. (il fash incorporato delle compatte invece arriva normalmente a
3m, a 5m. se buono), solo se predisposto copre anche l'apertura dell'obiettivo grandangolare,
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se no una parte della foto rimane in ombra.

4) COMA NDAR E D IS TANZA E D IS TORS I ONE

OBBIETTIVI, nb riferito allo standard della pellicola a 35mm, se è un


sensore digitale spesso è più piccolo, in caso moltiplicare quanto
occorre (es. per1,5 per 2 ....):
cambiare la posizione delle lenti, muovendo la ghiera di messa a ottica
35mm
fuoco a 0,5 m – 5 m – infinito. 16 + distorsione
TELEOBIETTIVO: +è la focale, <è la profondità di campo (dettagli). + profondità
28
NORMALE: 45 – 50mm (con le lenti addizionali diottriche, od obiettivo < focale
macro, o ribaltando l'obbiettivo con appositi anelli, si possono fare 35
piccoli oggetti come fiori e monete). 50
GRANDANGOLARE: <è la focale, +è la profondità di campo (a fuoco 70 < distorsione
persone vicine paesaggi inclusi, include perfino ampie facciate < profondità
d'edifici in strette vie...), notevoli le distorsioni geometriche, 105 + focale
decisamente contenute con l'obiettivo normale ed ancora di più con il
tele.
DIAFRAMMA: +è grande il foro (f 1), +luce
<profondità di campo, <soggetti si mettono a fuoco (persone e diaframma
paesaggio: così si mette a fuoco o il paesaggio o le persone). f10 f9 f8 f7 f6
<grande è il foro (f 16), <luce
+profondità di campo, +soggetti si mettono a fuoco, (così si mettono + profondità < profondità
< foro + foro
a fuoco due soggetti distanti fra loro, persone +paesaggio)

5) COMANDARE IL TEMPO
GELARE: premere con leggero anticipo il pulsante dello scatto (mai aspettare il soggetto nella
posizione giusta, per compensare il lasso di tempo fra: inquadratura perfetta, decisione di
premere il pulsante ed efettiva fotografia).

+il soggetto è veloce, +l’otturatore deve essere veloce e la pellicola/sensore sensibile (se si
vuole gelare il movimento).
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Per un bolide di formula uno, un cavallo che salta... 1/1000 di secondo e 400 ISO o ASA in pieno
sole spesso è sufciente, se il sensore ha un bassissimo rumore con un 1600 ASA ed un buon
sole 1/3000 di secondo è facile usarlo anche la caduta di un oggetto potrebbe sembrare
sospesa nell’aria apparendo stranamente immobile.

Fotografare un francobollo (serve il cavalletto treppiede, c'è anche il monopiede), è più difcile
di una balena (così grossa che non riusciamo a fotografarla tutta). Basta spostare
l’inquadratura di 1mm ed il francobollo sparisce, la balena invece no. Da 110mm in poi
+mosso, è sempre più difcile tenere fermo in mano l'obiettivo.

Se si è a mano libera, utili gli obiettivi stabilizzati (costosissimi, obbiettivo + stabilizzatore) o il


sensore digitale stabilizzato della macchina fotografica, che stabilizza tutti gli obiettivi anche i
più stagionati, un sensore stabilizzato è più leggero di tanti stabilizzatori.

MOSSO panning: le foto mosse sono molto belle, per strisciare “sfocare” il fondo e non il
soggetto (cavallo che corre), disinserire se c'è lo stabilizzatore (per evitare tentativi disperati di
correzione che non volete), con la macchina seguire il soggetto tenendolo costantemente a
fuoco (esposizione circa 1/30 1/60 1/125 di secondo) che apparirà abbastanza nitido, tranne le
parti in movimento (es. le zampe che si muovono, lo sfondo che scorre).
Nelle lunghe esposizioni una macchina fotografica in mano in movimento costante, è più stabile
di una macchina in mano ferma, così si evita il cavalletto, anche quando c’è poca luce, così si
possono fare foto da 1 secondo dei fuochi artificiali che vengono benissimo (se si segue la
traiettoria).

Per tenere il fondo nitido ed il soggetto strisciato, tenere la macchina ferma, per i tempi lunghi è
indispensabile il cavalletto o alla meno peggio usando lo stabilizzatore di fotocamera o
obiettivo, un tavolo, un palo, un cestino, chiedere alla propria amica/o se ci si può appoggiare
alla sua spalla...

OTTURATORE: +l’otturatore è veloce, +costa.


(1/1000) è nello standard, 1/500 solitamente è sufciente per fare un po’ di tutto, si usa
raramente.
1/125 è la velocità normale per un soggetto un poco in movimento (non certo per ippica e sport,
in auto…).
Chi ha la mano ferma può usare anche 1/60 o meno, ci vuole esercizio o il cavalletto, ci si
appoggia ad un palo, un muretto…
La foto mossa (detta anche strisciata), se voluta e fatta con criterio, può essere molto bella.
PELLICOLA o sensore:
+è sensibile, <luce serve, +veloce è l’esposizione.
Un 400 ISO o ASA di giorno è perfetto per “gelare” bloccare un’azione sportiva velocissima.
Un 100 − 200 ASA di notte è perfetto per fare foto mosse, a lunghissima esposizione.
DIAFRAMMA:
+è aperto f 1 <luce serve +veloce è l’esposizione.
<è aperto f 16 +luce serve <è veloce l’esposizione.

6) ESEMPI SUGLI STRUMENTI

Distanza
o messa a fuoco
Tramite il mirino con:
Il MAT:sorta di nebbiolina che si dirada quando l’immagine è a fuoco che tutte le refex usano.
IMMAGINE SPEZZATA: la migliore per precisione ed efcacia, spezza l’immagine se è sfuocata, si
trova nelle refex manuali, quasi introvabile nel digitale, è un vetrino intercambiabile spesso non
fornito dalla casa della fotocamera, ma reperibile altrove.
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Luce
Tramite l’esposimetro (misuratore di luce, principio
uguale al fash elettronico).
La lancetta o led indica se la luce è della quantità
giusta.
L’esposimetro è tarato per esporre oggetti di luminosità
media.
In teoria, il bianco della neve e il nero del catrame,
l’esposimetro li equilibra nella stessa luminosità, grigio.

Quindi nella foto con esposizione automatica, la neve ha la stessa luminosità del catrame.

Ciò che per noi è scuro va sottoesposto, ciò che è chiaro va sovraesposto (è sufciente circa dal
1/2 diaframma al massimo 2 diaframmi, ma possono anche essere di più, se c’è tantissima
diferenza di luminosità).

Per dare +luce si apre il diaframma f 1, e o +esposizione 1/60 di sec. (neve, mare coi rifessi,
pareti intonacate bianche...)
Per dare <luce si chiude il diaframma f 22 e o <esposizione 1/1000 di sec. (pini, abeti, cielo blu
scuro, verde scuro, terra...)

In caso di dubbio esporre correttamente su una superficie in grigio medio (che sia illuminata
come il soggetto), utile un cartoncino in grigio neutro, l’erba verde chiaro.... premere il pulsante
AE-L/bloccare l'esposizione automatica e ricomporre l'inquadratura col valore trovato.
Se lo fondo è molto chiaro o scuro, avvicinarsi (o usare la lettura se c'è a spot) per leggere
correttamente la luce sul soggetto, o misurare la luce nelle vicinanze qualcosa di simile,
premere se c'è AE-L/bloccare l'esposizione automatica, ricomporre l'inquadratura e scattare.
La totalità del sensore deve essere coperta dal soggetto, specie se lo sfondo è molto più chiaro,
perché falsa il risultato; es. nel controluce nel ritratto, viso ombra – cielo luce, un errore nella
misurazione è devastante, si avrà una macchia scura su fondo chiaro.

Se si dispone di un display impostarlo su visualizza bianchi sovra e neri sottoesposti, così si


vedrà subito grazie ai lampeggi se gli estremi più luminosi e scuri saranno delle macchie
bianche e o nere senza dettagli (nb i dettagli non sempre sono tutti indispensabili es. un
lampione acceso), il display che mostra lo scatto sotto il Sole è ingannatore, il mirino ottico
anche con il solleone è sempre fedele.
Luce - Distanza
in automatico avviene la misurazione tramite modalità diverse di lettura a scelta:
Touch: per gli schermi sensibili al tocco, si tocca ciò che interessa e sarà fuocheggiato/esposto a
dovere.
Multizona: la fotocamera fa la media di più punti di campionamento talvolta visibili nel mirino
come una serie di rettangoli luminosi.
Oculare: la fotocamera legge i movimenti oculari, non tutti però si trovano bene con la pupilla
che diventa mouse, sistema già nato con la pellicola.
Media pesata al centro: il sistema più usato precedente il multizona, tiene conto del centro ed
un po' meno dei bordi.
Spot: lettura da una piccola area (punto-spot) centrale, spesso si possono selezionare altri
singoli punti del multizona per non spostare l'inquadratura (es. così si può fuocheggiare solo a
terra al posto del cielo scegliendo il punto più basso).
Tempo
Pellicola/sensore/diaframma:
Prima di caricare la macchina con una pellicola, o scegliere gli ISO o ASA automatici del sensore
ci si chiede: che foto faccio oggi? Rapide (formula uno), normali, lente (una statua), alta bassa
definizione, mosse, con il sole, di notte… allora scelgo il tale ASA, i diaframmi ben aperti (es.f1)
amplificano non poco la velocità.
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Otturatore: Controllare la velocità sulla ghiera e/o (se previsto), nell’obiettivo, nel mirino o
display.

7) AUTOMATI SMI BASE :


La pellicola è in grado di fare tutto in automatico quello che segue, tranne modificare la
temperatura colore e gli ISO o ASA, ci sono i filtri appositi per l'obiettivo per farlo (laboriosi,
pesanti, ingombranti quando sono tanti).
ESPOSIZIONE AUTOMATICA gestisce: ASA, otturatore e diaframma (utile in discoteca e luci
variabili).
AV ESPOSIZIONE PRIORITÀ DI APERTURA diaframma: modifica l'otturatore nella pellicola e gli
ASA, (utile per mantenere la profondità di campo)
TV ESPOSIZIONE PRIORITÀ DEI TEMPI: modifica diaframma−ASA (utile per soggetti in
movimento o lunghe esposizioni)
ATV ESPOSIZIONE PRIORITÀ APERTURA E VELOCITÀ: modifica gli ASA (utile per mantenere la
profondità di campo e la velocità)
SV ESPOSIZIONE PRIORITÀ SENSIBILITÀ: solo per il digitale, modifica diaframma−otturatore
(utile per mantenere una grana omogenea a tutte le foto).
AF AUTOFOCUS: Se il soggetto si muove in maniera imprevedibile (il corridore passa di sicuro in
un punto, ma il calciatore dove sarà?) l'autofocus è utile, può essere dell’obiettivo o della
macchina. Non tutti gli obiettivi sono adatti per l’autofocus di una macchina (a quel punto la
messa a fuoco diventa manuale).
BLOCCO LETTURA ESPOSIZIONE e/o MESSA A FUOCO: nel digitale, si può bloccare una lettura
corretta di luce e o profondità di campo, premendo a metà corsa il pulsante di scatto, in una
zona che abbia la medesima distanza e o l’esposizione corretta (studiare bene le istruzioni), per
la neve bianca si cercherà del verde chiaro o un cielo azzurro appena velato, che si avvicinino al
grigio medio), infine completare la corsa del pulsante in fondo, (se i led del display si spengono
mentre si ricompone l’inquadratura, ripetere l’operazione e tenere il pulsante più schiacciato
quando è a metà corsa).

Alcune macchine memorizzano luce e distanza grazie ai AE-L


pulsanti dedicati (AE-L e F),
blocco
esposizione

indipendentemente dal pulsante dello scatto, quasi tutte


permettono di sovra o sottoesporre i dati
dell'esposimetro (valori EV) di massimo 2 o più
stop/scatti di diaframma (come la fotocopiatrice).

Oltre ad una certa distanza (dipende dall’obiettivo circa 3 – 15 metri) tutto è a fuoco (infinito),
quindi nei paesaggi non c’è problema di profondità di campo i soggetti vicini (a 50m) ed i lontani
(a 1Km) sono tutti a fuoco.
TEMPERATURA COLORE AUTOMATICA: tutte o quasi le fotocamere digitali ce l'hanno, senza
ingombranti filtri che tolgono luce, attiva un filtro cromatico nei suoi circuiti per rendere i colori
fedeli illuminati anche dalla luce artificiale, come se fossero illuminati dal Sole. Se la fotocamera
è tarata manualmente scattare una foto campione su un foglio bianco (senza bruciare
l’esposizione) e cambiate le impostazioni per farlo diventare veramente bianco, se no
compaiono dominanti rosse o blu che falsano i colori nella foto che i nostri occhi non vedono.
HDR High-dynamic-range imaging, sono fotografie che mostrano più dettagli del consueto pur di
luminosità molto diferente appiattendo le diferenze di luce ed ombra, si ottiene
sovrapponendo scatti di più esposizioni diverse da cavalletto o allineate automaticamente in
digitale (esistono anche i finti hdr da foto unica), spesso c'è un'ulteriore elaborazione per
ricontrastare le luci in modo locale (es. le ombre luminose delle nuvole avranno la stessa
ombrosità di un albero che dovrebbe essere ben più ombroso).
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8) I NQU AD RATU RA:


Mai accontentarsi del prima inquadratura, un bel soggetto non dà da solo una bella foto,
3 regole d’oro quasi sempre valide se si vuol dare la sensazione di una visione naturale, se no
vanno trasgredite:

1 Bei bordi: osserva con cura i bordi della foto e domandati: i bordi includono grondaie, cartelli
stradali che si possono evitare spostando l’inquadratura? Oppure tagliano selvaggiamente piedi
e volti di poveri malcapitati? Se i bordi tagliano bene l’inquadratura si avrà una bella foto, se no
ci si sposta.

2 Equilibrio stabilità completezza, cioè Sezione aurea, parola difcile ma che applichiamo in
maniera innata senza saperlo con estrema ricorrenza, consiste nel non mettere esattamente in
centro alla foto il soggetto (es. volto) o evitare 2 parti (es. 1/2 terra 1/2 cielo), spostando invece
il centro un po’ di lato ad 1/3 del fotogramma, (es. 1/3 di sabbia, 1/3 di mare, 1/3 di cielo;
oppure classico 2/3 di terra e 1/3 di cielo; oppure 1/3 di terra, 1/3 di nuvole, 1/3 di cielo; oppure
1/3 di bosco, 1/3 di roccia, 1/3 cielo, in modo che non ci siano suddivisioni per 1/2 che spesso dà
un efetto di forte squilibrio e disagio.....) il rapporto aureo dona equilibrio e stabilità
all’immagine molto rassicurante all’occhio umano (motivo ignoto es. templi greci, fotografi,
artisti del passato ed oggi, forse perché corrispondente al nostro campo visivo fisso).

3 Allineamento della foto con le linee principali del soggetto: Specie in architettura, le linee
verticali (es. alberi) ed orizzontali (es. orizzonte del tramonto, nuvole) devono essere parallele
ai bordi della foto, prima allinea il bordo del mirino con una delle linee principali, muovi la
macchina ricomponendo l’inquadratura (senza inclinare la macchina), scatta la foto, n.b.
l’allineamento delle linee se si usa il grandangolare cambia, a seconda di dove si trovano
nell’inquadratura, a causa delle aberrazioni ottiche tipiche dell’obiettivo.

I display live orientabili (che mostrano l'immagine prima dello scatto) sono utilissimi per
inquadrare con gli occhi lontani dal mirino in caso di folla, muri.

9) TRATTA ME NTI PR E STA MPA:


Un tempo c'era la camera oscura, oggi se si ha tanto tempo il computer, è prudente lavorare su
file copie e non sugli originali, una bella foto con piccoli ritocchi rimarrà bella, una brutta foto
con mille ritocchi sarà forse meno brutta.

Il formato raw rispetto al jpg contiene più informazioni ma pesa (es. il raw della Pentax a
superfine a 10megapixel da 6 a 12mb a file), incompatibile parzialmente o completamente con
molti programmi di visualizzazione e rielaborazione immagini, quindi bisogna convertirlo in jpg,
non usando il programma previsto dalla casa della macchina fotografica i colori possono essere
falsati e la risoluzione un po' sgranata, per chi usa Linux talvolta è necessario un emulatore per
far funzionare il programma della casa per ottenere jpg.

I programmi di fotoritocco più completi sono ostici per le tantissime funzioni, richiedono
computer potenti e buoni monitor con fessibilità cromatica ed alto contrasto nativo e per
cogliere il passaggio delle ombre per evitare sorprese alla stampa. Spesso il nero nei monitor è
troppo chiaro rispetto alla carta.

Un buon monitor per trattare le foto può essere a led tipo ips (led retroilluminati), minimo da 23
pollici con contrasto nativo almeno da 1000:1 in su, attacco NON vga (SI dvi, hdmi ecc ecc), più
attenzione a schermare le luci laterali.

Per tarare in modo casereccio il monitor: stampare uno o più file ricchi di dettagli e contrasto,
tarare il monitor nel modo più simile alla stampa, schermare il monitor ai lati dalla luce decisa,
così la prossima stampa assomiglierà di più al monitor.

Con Linux (gratuito e libero) occorre un computer meno potente, il sistema è più stabile dei
sistemi privati, non ha virus e si può usare http://www.gimp.org/ un programma libero
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ricchissimo di funzioni, usabile anche in windows e mac. Gimp è legalmente scaricabile da


internet, ha ricche guide, come uso è simile al noto photoshop che impone l'uso di computer più
costosi, il pagamento della licenza di windows o mac oltre che alla propria, senza un guadagno
sensibile nelle prestazioni.

Utilissima la maschera che evidenzia lampeggiando le aree con lo sforamento dei bianchi e neri
per non perdere i dettagli (ci si ritrova con delle macchie bianche e nere), in alcune macchine
fotografiche nella previsualizzazione è presente.

10) es empio pratico: il RI TRATTO

Comandare la luce
DIAFRAMMA: solitamente ben aperto (per escludere ciò che c’è intorno) per fotografie con +luce
e <profondità di campo.
Uno zoom è buono se ha f 2.8 o oltre (il meglio è f 1) se parte da f 4 è carente con scarsa luce.
OTTURATORE: sono tutti buoni, attenzione con il fash ad usare entro la velocità sincrofash per
non ritrovarsi l'immagine tagliata dal nero (perché l'otturatore a tendina è parzialmente aperto
al lampo del fash).
PELLICOLA/sensore: per le sensibilità, dipende dalla luce del giorno.
FLASH: gli occhi rossi sono causati dalla luce che attraversa l’occhio evidenziando i vasi
sanguigni della retina.
Far fissare alla persona una lampada o dare dei colpi di fash, prima di fotografare, così l’iride si
restringe e fa passare meno la luce alla retina. Oppure gli occhi non devono guardare
direttamente nel fash durante la fotografia (tramite difusore, o cavetto per posizionare fash a
lato della fotocamera, così si migliorano anche le ombre, altrimenti risultano piatte).
Se il volto non copre bene l'inquadratura e non ha dietro e vicino una parete sarà sbiancato,
ridurre di circa uno stop l'esposizione.
In caso di grandangolare è facile senza un difusore che ci sia un'ampia ombra intorno non
illuminata dal fash.
La luce artificiale è difcile da usare.
Comandare la distanza
OBIETTIVO: per non avvicinarsi troppo alle persone (per non asfissiarle con la nostra presenza)
è ideale un obiettivo da 70−100 mm (formato 35mm). circa, se lo si prende superiore (fai le
prove), ci sono problemi nel tener ferma la macchina.
Il grandangolare è utile per includere il paesaggio ma deforma i volti, specie se posti ai lati
all'inquadratura.

MESSA A FUOCO VELOCE manuale:


In una foto frontale di un viso, escludendo il resto,

1 mettere a fuoco vicino: es. 50cm ()

2 mettere a fuoco il punto più distante del soggetto: es. occhi, senza aggiustare la ghiera avanti
e indietro, così avrai la profondità di campo precedente disponibile a fuoco: es. dalla punta del
naso.

Senza fare prove, tutto sarà a fuoco! (se la profondità di campo c’è, se no è impossibile in ogni
caso)

| | = macchina
() = profondità di campo dell’obiettivo
occhi____naso = profondità di campo del soggetto.

1 operazione mettere a fuoco vicino


occhi__________naso_________()| |

2 operazione mettere a fuoco lontano (occhi) del soggetto


(occhi__________naso)_________| |
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Si può fare anche l’inverso, se è importante lo sfondo, chiudendo per quanto possibile il
diaframma.

1 operazione infinito
()____________occhi__________naso_______| |

2 operazione vicino (punta del naso) del soggetto


_____________(occhi__________naso)_______| |

Gli occhi se sfuocati, danno un efetto fantasma al volto.

DIAFRAMMA: +è grande (f 1), < profondità di campo, viso soggetto isolato, sfondo sfuocato.

Per includere il panorama, chiudere il diaframma (f 22).


Comandare il tempo
OTTURATORE:
1/125 è la velocità normale per un soggetto appena mosso: viso con espressioni lente,
camminare in città piano−piano.
1/60 per movimenti quasi assenti, viso rilassato.
Controllo dei sorrisi ebeti/formaggio
TENERE la macchina fotografica sempre in vista come se si stesse fotografando sempre. La
gente così si stufa di stare in posa (cheese), e finalmente saranno naturali i loro volti. Non
avvisare quando scattate, mai! Se si mettono in posa, ditegli “ho scattato” così abbandonano
la posa e clic fatto! Se usate il fash purtroppo non si può barare, il fash si vede. Provare ad
intrattenere una chiacchierata su quello che si sta facendo, facendo parlare la persona,
distraendola su qualcos’altro, così perde la posa, avvisate se non la volete in posa se
comprende l’efetto sorriso ebete.

11) SCE GLI ER E L 'ATTR E ZZATU RA


NB la stampa di una stampante non è buona come una stampa chimica di un laboratorio
fotografico. La stampa chimica invecchia e resiste meglio alla luce, la qualità la si nota dalla
quantità di sfumature e dettagli che riesce ad ottenere nelle aree più chiare e nelle più scure, di
un file−negativo−diapositiva molto contrastato e ricco di dettagli.
Vantaggi del digitale
−fessibilità di ISO o ASA (le sensibilità più alte e più basse con la pellicola sono costose e più
difcili da trovare)
−temperatura colore automatica AWB ma anche con regolazione manuale se qualcosa va storto
(utile per la fedeltà dei colori in luce artificiale), tante le opzioni di cromia specie dal
semiprofessionale in poi, anche per la nitidezza (con il filtro polarizzatore analogico quando è
possibile si trae notevole vantaggio).
−elaborazione con il PC,
−possibilità di vedere subito l'anteprima e rifare − cancellare la foto (ma così si usura prima la
macchina),
−margine di sovra e sottoesposizione più ampi (latitudine di posa) senza perdere dettagli nelle
foto dai fortissimi contrasti, 8 stop di diaframma ed oltre in condizioni ottimali, contro circa 6
della pellicola negativa e circa 4 della diapositiva.
- filtri digitali di compressione per ridurre l'eccessiva diferenza luce ombra, che se si esagera
appiattiscono di molto l'immagine, anche HDR vero, come è possibile accentuare
esageratamente i contrasti dal semiprofessionale.
NB 8 diaframmi solo per le refex di media−alta gamma (non tutte) con file raw a ISO medio
bassi, le immagini devono poi essere trattate al computer altrimenti sono instampabili per
l'eccessivo contrasto.
Vantaggi della pellicola
−corpo macchina, obiettivi riutilizzabili già in casa di altre macchine fotografiche con lo stesso
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attacco, talvolta obiettivi economici anche nell'usato,


−nessuna ambiguità mm obiettivo pellicola e nessun acquisto di nuovi obiettivi per cambio
dimensioni della pellicola, per il digitale è invece la norma (a meno che avete un sensore
grande quanto la pellicola). Esempio un 50mm pellicola diventa un 75mm APS, si compra un
nuovo obiettivo perché il sensore digitale è solitamente piccolo rispetto alla pellicola, così si
prende il 35mm APS.
−si fanno poche foto, minor usura della macchina, il laboratorio per lo sviluppo pellicole ed il
costo dei rullini incide,
−di qualità migliore ai cellulari e compatte di bassa gamma (la pellicola tradizionale da 35mm è
equivalente ad una 10mp refex, sensore 23,7x15,7mm in buone condizioni di luce a 100ASA),
−i negativi e diapositive se ben conservati invecchiano senza sofrire l'obsolescenza della
tecnica (e se quel formato di file non venisse più letto fra qualche hanno? E se il cd o
disco−fisso si sciupa?),
−ha tutti gli automatismi della digitale (no ASA, no temperatura colore e no altri filtri digitali di
cromia e nitidezza),
−può fare a meno del computer (PC),
−la pellicola può essere scansionata con lo scanner piano con supporto per pellicole trasparenti
o dedicato +dettaglio, laborioso e costoso, si fa anche a casa,
− per le diapositive ci sono dei scanner simili a proiettori di diapositive, sono rapidi (prelevano
le diapositive da soli dal caricatore), efcienti e molto costosi,
− problemi quasi assenti per la polvere per lo scatto sulla pellicola che è sempre nuova (il
sensore invece non cambia), il sensore se non ben curato nella pulizia dalla polvere (borsa
pulita, obbiettivi o tappo sempre innestati...) costa molto cambiarlo.
Obiettivi
ATTACCHI: Prima del corpo macchina si sceglie l'obiettivo (gli obiettivi delle refex a messa a
fuoco ed esposizione manuale ed AF possono essere ancora utilizzabili), gli attacchi più difusi
sono Canon, Nikon e Pentax ofrono una vasta scelta di parco ottiche, meno difusi e di solida
tradizione Sony-Minolta, Leica; più giovani e con poche opzioni universali invece Olympus,
SIGMA.
−I produttori di ottiche universali (es. Sigma, Tamron, Tokina, Cosina, Haking, Zenit, Vivitar...)
producono/evano un obiettivo per più attacchi, spesso costano meno, sono di qualità ottima
come mediocre.
NB un attacco negli anni è prodotto in più varianti, i corpi macchina possono essere compatibili
a più varianti, i problemi sono maggiori nel digitale.
−Alcuni attacchi (es. Nikon, Minolta, Pentax...) sono usati anche da altri marchi (es. Fuji,
Samsung, Ricoh...), la situazione è confusa a causa di continue acquisizioni e di case come
SIGMA che oltre ad essere terzista per alcuni marchi e produttore universale tenta anche di
imporre il suo attacco, o altre case cambiano attacco dopo pochi anni...
STABILIZZATI: Gli obiettivi stabilizzati (attacchi Canon, Nikon, Leica e SIGMA) costano
moltissimo, sono ottimi e più pesanti, erano nati per la pellicola.
−I corpi macchina con sensore stabilizzato, solo digitale, stabilizzano tutti gli obiettivi, si
trovano nei sistemi Pentax, Sony-Minolta e Olympus.
DIAFRAMMA: Spesso gli obiettivi di qualità hanno <f (f1 f2,5), +nitidezza (ai f superiori), +costo,
foto con <luce.
NB tutti gli obiettivi, anche quelli scarsi sono più nitidi con f medio (es. attorno f8).
DISTORSIONI, NITIDEZZA, OMOGENEITÀ: Gli obiettivi migliori hanno: <distorsioni nelle linee
rette, +nitidezza, <aberrazioni cromatiche + fedeltà cromatica, +luminosità omogenea anche
nei bordi (il problema non si pone con ottiche da 50mm formato 35mm), +precisione nella
taratura dei diaframma... anche nei bordi, al centro sono un po' tutti buoni.
www.photozone.de e www.photodo.com/products.html sono fonti preziose di mtf, provano la
nitidezza degli obbiettivi alle stesse condizioni, usando linee geometriche poco contrastate,
quindi i dati sono oggettivamente confrontabili, sempre che la qualità del campione misurato è
la stessa del mercato.
FISSI E ZOOM: Un obiettivo fisso è spesso +luminoso (<f), +nitido e con <distorsioni di uno
zoom.
−Lo zoom è <adatto con <luce, +sono le escursioni focali che raggiunge (es 28mm 100mm)
<sarà la luminosità, <nitidezza e +distorsione, +costoso perché difcile da progettare,
+pesante.
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- difdare degli zoom digitali (si trovano nelle compatte, smartphone, tablet....) e prediligere
sempre gli ottici che ingrandiscono veramente l'immagine +dettagli, il digitale invece scornicia
<dettagli una vera e propria trufa!
COPERTURA SENSORE PELLICOLA: Il sensore digitale è spesso più piccolo della pellicola da
35mm spesso di 1,5 o 2 volte. Es. un 50mm per pellicola corrisponde ad un 100 o 75mm nel
digitale, una copertura simile invece 25 o 33,33mm.
−Alcuni obiettivi hanno coperture solo per il formato digitale 1/1,5, sono costosi, hanno
maggiori problemi nell'illuminare i bordi, inutilizzabili su pellicola e digitale formato pellicola
35mm.
−Gli obiettivi formato 35mm pensati per pellicola spesso costano un po' meno, sono vantaggiosi
nel formato digitale, il sensore riceve luce dall'area centrale dell'obiettivo (la parte migliore)
tagliando i bordi (la parte peggiore).
Corpo macchina
MP IDEALE: La risoluzione di una pellicola da 35mm (36mmx24mm) è paragonabile ad un
sensore da 10mp di una refex formato APS (23,7x15,7mm), quindi APSx1,5=35mm.
Indicativamente con 3megapixel si fanno ottime fotografie standard fino a 20030cm (il doppio
della classica foto cartolina 10x15cm), 6mp fino a 50070cm, 10mp fino a 700100cm.

Tanti mega−pixel non significa tanta qualità.


+è grande il sensore−pellicola, +sarà il campionamento della luce, +dettaglio

Base⋅Altezza B⋅A
Densità mp ideali : compatte ≥6 refex ≥24
megapixel mp

Stampa dimensione massima consigliata : 3mp≤20·30 cm 10 mp≤70 ·100cm


Morale: meglio pochi occhi buoni, che tanti piccoli e mezzi ciecati (meglio se tanti e grossi).

Tabella rielaborata da: http://www.miol.it/stagniweb/sensori.htm gen 2007 − set 2009


Esempi di dimensione del Scala di Scala di
Base Altezza
Formato Tipo fotogramma o sensore delle riduzione riduzione
(mm) (mm)
fotocamere e cineprese. a 35mm 10x15cm
6x9 Film 120, Kodak Brownie 81 56 0,44 1,85
127 Film Bencini 65 40 0,55 2,3
6x6 Film 120, Rolleifex 56 56 0,64 2,7
4.5x6 Film 120, Mamiya 645 56 42 0,64 2,7
35mm Film Refex a pellicola 36 24 1 4,15
35mm digitale Dig. Canon 1Ds, 5D 35,8 23,8 1,01 4,2
126 Film Instamatic 27 27 1,33 5,55
Leica M8 Dig. Leica M8 27 18 1,33 5,55
35 mm cine Movie Cinema 24 18 1,5 6,25
APS Film APS ("C" format) 25,1 16,7 1,43 6
Nikon: D70, D80, D40
APS digitale Dig. 23,7 15,7 1,52 6,35
Pentax: K10D, K5, K3
Canon xxxD Dig. Canon 300D, 350D, 400D 22,2 14,8 1,62 6,75
QuattroTerzi Dig. Olympus, Leica 18 13,5 2 8,35
110 Film Pocket Instamatic 16,8 12,5 2,14 8,95
Disc Film Kodak Disc 10 8 3,6 15
2/3 Dig. Minolta Dimage 7 − A200 8,8 6,6 4,09 17,05
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Tabella rielaborata da: http://www.miol.it/stagniweb/sensori.htm gen 2007 − set 2009


Esempi di dimensione del Scala di Scala di
Base Altezza
Formato Tipo fotogramma o sensore delle riduzione riduzione
(mm) (mm)
fotocamere e cineprese. a 35mm 10x15cm
1/1.8 Dig. Compatte digitali fascia alta 7,18 5,32 5,02 20,9
1/2.5 Dig. Compatte digitali fascia media 5,76 4,29 6,25 26,05
Super 8 Movie Cineprese 5,35 4 6,73 28,05
1/3.2 Dig. Compatte digitali economiche 4,54 3,42 7,94 33,05
8 mm Movie Cineprese 4,5 3,33 8 33,35
VALUTARE LE PRESTAZIONI: www.steves-digicams.com la qualità di un corpo macchina la si
valuta dalle foto che fa:
− qualità dell'obiettivo usato, un <obbiettivo con <mtf (nitidezza) dà sempre pessime foto,
anche con il corpo macchina migliore del mondo.
− diaframma utilizzato, <f (f1) = <nitidezza, +f (f8, f16) = +nitidezza.
− ASA usati per la foto, <ASA (50−100ASA), +dettagli.
− facilità del soggetto, +contrasto luce, +saturazione colori, +linee confuse (prato) <difetti
mostrerà.
− la qualità emerge nelle condizioni difcili con <luce=<nitidezza nelle superfici omogenee
poco illuminate mediamente esposte e nella presenza di fitte linee geometriche omogenee a
basso contrasto usate nella prova nitidezza (mtf),
− le manipolazioni efettuate durante la ripresa, nitidezza, saturazione dei colori, gradi kelvin,
sovra−sottoesposizioni ecc, possono migliorare la foto,
− il formato−pixel numero pixel del sensore o la qualità della pellicola,
− la fedeltà cromatica (ogni azienda ha una sua interpretazione),
− se in file formato jpg (con <informazioni, +leggero) o raw (con +informazioni, <leggero),
− la conversione da raw a jpg è spesso migliore con il PC e peggiore con la fotocamera.
− non è importante la velocità di scaricamento dati da fotocamera a PC, riesce meglio e con
minori rischi con un lettore schede esterno via usb (meglio usb3), è economico, velocissimo e
minuscolo.

OPTIONAL UTILI: corpo in metallo tropicalizzato (+resistente: umidità, sudore, nebbia, polvere).
− sensore stabilizzato (sensore mobile per contenere i tremolii della mano, funziona con tutti gli
obiettivi anche manuali, anche con i più vecchi),
attenti al falso stabilizzatore che alza solo gli ASA = +rumore <dettagli,
− sensore autopulente o antipolvere (es. scuotimento meccanico dello stabilizzatore del
sensore all'accensione per spostare la polvere dalla superficie del sensore),
− corpo non troppo leggero-piccolo (rischio di mosso), presa facile senza dita sui sensori e fash,
− mirino facile da usare con gli occhiali o con diottrie regolabili, ottimo d'estate,
− display anteprima della foto appena scattata, che lampeggi le zone sovra e sottoesposte,
sotto il sole (vacanze estive) dal display è impossibile vedere se la foto è esposta bene,
− microregolazione messa a fuoco, (debug front back focus) in alcune refex è possibile con o
senza permesso della casa costruttrice tarare manualmente la fotocamera con gli obbiettivi,
possibili i miglioramenti (anche notevoli) nella precisione a ridotta profondità campo ad ampie
aperture (f1), NB anche i vetrini a fuoco manuale (MF) sono soggetti al f/b focus. Test: fare una
foto su una superficie inclinata ricca di linee geometriche ben spianata (es. tovaglia-giornale)
messa a fuoco spot centrale, alta focale in caso di zoom (150mm conviene fare prove anche con
le altre focali per trovare la via di mezzo) a ridotta profondità (f1), controllare l'area a fuoco
della foto sia centrata.
– vetrino immagine spezzata, migliora la precisione della messa a fuoco, pochi produttori di
fotocamere lo forniscono, però è reperibile da altri fabbricanti, con ottiche da f aperti (f1-f3,5)
bene i vetrini di media qualità, raramente falsano i dati dei sensori.
Memoria
La memoria è una “tessera” dove sono memorizzate le foto, meglio se largamente prodotta da
più case, la maggior parte pare uniformata sulla scheda SD e varianti se di tipo micro possono
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causare rallentamenti specie nella rafca.


Le memorie dello stesso tipo e capienza, si diferenziano per la velocità in cui immagazzinano le
informazioni (es. una lunga e veloce rafca di foto ad alta qualità).
La memoria proprietaria è prodotta solo dalla casa produttrice della fotocamera o da un gruppo
estremamente ristretto di aziende, spesso estremamente care, la casa madre può decidere di
fermare la produzione per problemi finanziari o per obbligare all'acquisto di una nuova
fotocamera i suoi clienti.
Batteria
Idem per la memoria, se è proprietaria la batteria potrebbe essere nel tempo un problema,
dipende dalla serietà del produttore.

12) U LT E R I O R I A C C E S S O R I :
Ce ne sono tanti e di tutti bisogna considerare quanto incidono su luce, distanza, tempo e
nitidezza oltre l'integrità dell'attrezzatura.
Astroinseguitore
È una tavola motorizzata fra treppiede ed obbiettivo, serve per inseguire gli astri nella fotografia
astronomica per scatti lunghi (la Terra si muove, anche le stelle a forma di neon possono essere
gradevoli se lunghe) senza stabilizzatore, i comandi alla macchina sono dati tramite
telecomando ad infrarossi o cavetto fessibile, se refex prima dello scatto alzare lo specchio
(provoca vibrazioni), alla meno peggio anche l'autoscatto potrebbe funzionare.
B o r s a f o t o g r a fi c a
ne esistono di tante grandezze e forme perché non tutti i fotografi hanno lo stesso ingombro di
macchina fotografica ed accessori da portare, la più usata è la tracolla ad una cinghia ma è
consigliabile usarne due per distribuire meglio il peso su due spalle, deve essere giusta (ne
grande e ne piccola), imbottita all'interno, con scoparti removibili e fessibili per isolare i vari
pezzi, priva di polvere, che tenga l'acqua o almeno con una copertura impermeabile quando
occorre, una targhetta con scritto sopra il proprio indirizzo in caso di perdita può essere utile,
provare a riempirla (agevole? troppo ampia?) prima di acquistarla.
Colorimetro per monitor
lettore che si appoggia sopra il monitor di cui modifica i parametri per ottenere la massima
fedeltà cromatica monitor stampa, alcuni colori sono IRriproducibili da monitor a carta e da
carta a monitor.
Filtro a telaio
ce ne sono di vari tipi e si possono ruotare e scorrere, i più usati forse quelli a colori graduati un
po' come dei occhiali da sole per ofuscare il cielo quando è troppo luminoso, lo stesso telaio si
può usare con più obbiettivi diversi cambiando solo l'attacco a vite. Attenzione con i
grandangolari potrebbe vignettare, il paraluce è inutilizzabile quindi sono possibili i rifessi
laterali, nei filtri normali a vite il paraluce si può usare ma la mobilità è ridotta.
Filtro convertitore
è oramai in disuso, è sostituito dal digitale (AWB e altre possibilità), serve a riequilibrare la
temperatura colore evitando dominanti spiacevoli, i nostri occhi si autocalibrano al cambiare le
fonti di luce come la fotocamera con AWB che spesso indovina e talvolta no le luci artificiali.
Filtro cross screen
filtro rigato che trasforma i punti luce in stelle a 4 o 6 punte, è emulato in digitale.
Filtro polarizzatore
filtro ruotabile che <rifessi se la fonte di luce è laterale all'obbiettivo e non è nuvolo, scurisce il
cielo evidenziando meravigliosamente nuvole e montagne..., rende più compatto il fogliame,
permette di vedere oltre il pelo dell'acqua. Attenzione non funziona con i rifessi dei metalli,
<luce da uno a 2 stop di diaframma e pure oltre (dipende dalla qualità del filtro), se il filtro è
scadente <nitidezza, sui grandangolari può vignettare l'immagine specie se spesso (optare per i
filtri sottili detti slim).
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Filtro UV e/o IR
ha perso da tempo la sua utilità, perfino le ultime pellicole fotografiche sono dotate di filtri
UV/IR, al massimo proteggono l'obbiettivo e nulla più, se spessi con i grandangolari possono
vignettare l'immagine, <nitidezza se mediocri.
Moltiplicatore di focale
è una porzione di obbiettivo innestata fra corpo macchia ed obbiettivo che ne moltiplicano la
focale, sono economici ad uno vero obbiettivo e si possono usare su tutti gli obbiettivi
raddoppiando così il parco ottiche (es. un 50mm normale diventa un Tele 100mm, un 35mm
diventa 70mm... con gli zoom è meno interessante). Attenzione automaticamente <stop tanti
sono gli ingrandimenti (es. -2stop se è 02, -3stop se è 03).
Obbiettivo basculante
ottimo per correggere le linee architettoniche, ci quelli montati su una asta da studio (banco
ottico) per ottenere deformazioni/correzioni maggiori in ripresa.
Paraluce per obbiettivi
tubo di varie forme per schermare la luce laterale anche molto vicina all'obbiettivo, per ottenere
+nitidezza-contrasto, <rifessi parassiti, alcuni paraluce (pentax) hanno alla base un foro
richiudibile per accedere ai filtri con le dita (utilissimo con il polarizzatore). Attenzione che il
paraluce sia dello stesso diametro della filettatura d'aggancio dell'obbiettivo, che consenta la
copertura dell'obbiettivo (in particolare con i grandangolari) pena ombre scure ai bordi della
foto, inoltre in caso di foto molto ravvicinate il paraluce può coprire il fash proiettando ombre.
Pellicole antigrafo
per proteggere la vita dei display, anche se talvolta troppo rifettenti.
Pulizia sensore fai da te in kit
se pompetta e/o pennello non bastano a rimuovere la polvere, esistono kit con paletta dove
applicare un tessuto inumidito di varie dimensioni per coprire tutto il sensore.
Salviettine di carta per obbiettivi
bene non abusare nelle pulizie e NON sul sensore, meglio usare la pompetta.

13) DOVE ACQU I STA RE ?


Vedi pagine gialle materiale fotografico, rubrica telefonica, internet se: il venditore è in Italia, ha
un buon feedback dei clienti, ha la garanzia italiana, importa prodotti stranieri tramite
l'importatore ufciale italiano.
Cerca venditori nelle liste dei venditori di fiducia delle aziende produttrici (potrebbe essere
perfino vicino casa con tanto di usato ancora in garanzia), così potrai provare le ottiche prima di
acquistarle…

14) INFORMAZIONI:
La tecnica è in costante evoluzione specie per le Macchine fotografiche refex digitali, in un
anno i prezzi si possono dimezzare.
In edicola esistono degli annuari con tutti i prezzi delle macchine fotografiche, con tutte le
caratteristiche tecniche (è bene studiarsele tutte per bene, per non avere sorprese poi), articoli
e test anche sugli obiettivi: www.steves−digicams.com; http://reviews.cnet.com;
www.dcresource.com; www.luminous−landscape.com; www.photozone.de;
www.photodo.com/products.html; forum mirati sulla di fotografia (es. Pentax Italia, Pentaxiani,
Canon Italia..., o altri liberi dai marchi di fabbrica, forse meno partigiani e più obbiettivi), un
produttore multimarca di vetrini interessante http://www.focusingscreen.com .

TECNICA ANALOGICA utile anche per il digitale:


Alfred A. Blaker, Fotografia arte e tecnica, Zanichelli 1985 – 1989, testo ricco e chiaro per chi
usa i comandi manuali, è solo analogico ma i principi sono uguali alla tecnica digitale, forse è
uno dei più completi in commercio, ancora oggi nella ripresa è un testo validissimo:
− tipi di fash e luci artificiali, illuminazioni da studio ed all'aperto, fedeltà dei colori in luce
artificiale, dominanti cromatiche, temperatura colore e le compensazioni, in digitale si può
compensare sul bianco che si vuole, rendendo bianco quasi qualunque colore.
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− filtri: contenimento dei rifessi: cielo, acqua, fogliame, vetro... polarizzazione delle luci, i filtri
punti luce a stella (cross screen), graduati per i forti contrasti luminosi (a telaio rettangolari di
vari colori), levigare le pelli (filtri più o meno sfuocati), dominanti di colore (filtri colorati, blu,
seppia...), efetti a specchio (filtri a prisma), foto ad infrarossi, la solarizzazione...
− storia della fotografia, estetica dell'inquadratura, modalità pratiche di ripresa...
− foto macro, sportiva, da studio...
− stampa con agenti chimici in laboratorio con tutta l'attrezzatura e le dosi...

15) Si ringrazia per la realizzazione:


I programmi liberi di scrittura writer e presentazione impress della suite di programmi da ufcio
libera http://it.libreofce.org/ che ha consentito la realizazione ed impaginazione del libretto.
Libreofce è scaricabile gratuitamente e funziona con windows, mac e Linux.
Per risparmiare inchiostro (il 20%) è stato usato un font sottile, con grigio a 80% i titoli a 60%.
Si ringrazia il sistema operativo http://www.ubuntu-it.org/ è libero rispetto ad altri sistemi
(windows e mac), non rende prematuramente obsoleti i computer (aumentando spese e rifiuti),
permette l'uso in contemporanea di più programmi, poco attaccabile da virus ed altre minacce
informatiche, facilità e rapidità d'installazione ed aggiornamento, facilità nel trovare
informazioni per farlo funzionare in guide di testo, video e forum di migliaia di persone pronte
ad aiutarti anche in Italiano.

16) LICENZA d'USO


http://creativecommons.org/licenses/by−sa/3. − Devi attribuire la paternità dell'opera nei
0/deed.it modi indicati dall'autore o da chi ti ha dato
Attribuzione−Condividi allo stesso modo 3.0 l'opera in licenza e in modo tale da non
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pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, che va comunicata con chiarezza.
eseguire e recitare quest'opera (Paolo Villa −
Basi di FOTOGRAFIA − Verona 2013/2017) https://commons.wikimedia.org/wiki/File:FOTO
* di modificare quest'opera GRAFIA_Corso_Manuale_-_base_principianti_-
Alle seguenti condizioni: _Paolo_Villa_-_Verona_2013.pdf
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