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Il canto

La voce è il suono parlato cantato che si realizza quando le corde vocali che sono nella laringe vibrano al
passaggio dell’aria. Aria che arriva li dopo che i muscoli della cassa toracica contraendosi comprimono i
polmoni che così generano un flusso d’aria che nell’espirazione urta le corde vocali che oscillano, Il flusso
d’aria viene poi modulato dalla faringe e dalla bocca. Secondo lo spessore tensione e lunghezza delle corde
vocali avremo varie sfumature di voce. La differenza unica fra il parlare e il cantare sta nella respirazione
superficiale nel primo caso e nella respirazione profonda nel secondo caso. Quindi con le diverse
caratteristiche delle corde vocali e con una respirazione profonda avremo cantanti lirici con un diverso
registro vocale potremo avere ad esempio soprani baritoni e così via. Abbiamo anche il falsetto con il quale
gli uomini interpretano i ruoli femminili che è generato dal cantare un’ottava sopra il registro normale, in
questo caso le corde non vibrano per tutta la loro lunghezza perché un muscolo riesce a fissarle ad un dato
punto. Ricordiamo che più una corda è corta più acuto sarà il suono. Dunque infine possiamo dire che tra gli
elementi principali per la voce e il canto troviamo l’apparato respiratorio la postura gli organi risuonatori
(laringe bocca e cavità nasali) e i muscoli della cassa toracica.

La luce può essere definita in base a due teorie quella corpuscolare che discende da Einstein e quella
ondulatoria che deriva da maxwell. Con la teoria corpuscolare la propagazione di un fascio luminoso si ha
con lo spostamento (flusso di corpuscoli) di un gruppo di particelle di energia chiamate fotoni. Con la teoria
ondulatoria la luce si propaga con la vibrazione dei campi elettrici e magnetici. Ma entrambi i casi non
hanno bisogno della materia per propagarsi. dunque la luce può definirsi come raggi luminosi ossia fasci di
luce molto sottili che possiamo rappresentare come delle rette che indicano la direzione delle onde
elettromagnetiche o la traiettoria dei corpuscoli.

Le differenze fra suono e luce stanno nel fatto:

che sono diverse le grandezze che oscillano nell’onda sonora è la pressione sonora ---- nella luce sono i
campi elettromagnetici

il mezzo di propagazione dell’onda deve essere massivo e quindi non vuoto e così si propaga nei gas liquidi
e solidi e varia la velocità a seconda delle caratteristiche del materiale ad esempio nell’aria a 20 gradi l’onda
sonora viaggia ad una velocità di 343 m/s ---- l’onda elettromagnetica si propaga nel vuoto ad una velocità
di 300.000 km al secondo. La massa le riduce la velocità come succede quando entra nell’atmosfera

Per quanto riguarda l’intensità della sensazione sensoriale occorre dire che:

l’intensità della sensazione visiva dipende dalla potenza della radiazione luminosa incidente nell’occhio e
dalla sua lunghezza d’onda.

invece

l’intensità della sensazione uditiva dipende dalla pressione sonora e dalla frequenza dell’onda sonora.

Per quanto riguarda la percezione occorre dire che:

la porzione dello spettro visibile va da una lunghezza d’onda di 380 a 780 nm, ossia va dal violetto al rosso
all’interno troviamo tutti i colori percepiti dall’occhio. La massima intensità visiva si ha a 555nm dove c’è il
verde e giallo. Man mano che si scende verso i limiti decresce l’intensità.

invece
Il suono udibile va da una frequenza di 20 a 20000 hz con una massima sensibilità nella fascia fra 2000 e
5000hz. L’orecchio è più sensibile alle alte frequenze che non alle basse frequenze. Se parliamo di livelli
sonori di pressione ed usiamo il db possiamo dire che a 0 decibel troviamo la soglia dell’udibilità al di sotto
della quale non avvertiamo nessuno stimolo sonoro e 130 decibel la soglia del dolore ma già a 120 db inizia
il danneggiamento.

Per quanto riguarda l’organo sensoriale occorre dire che:

con l’età l’occhio perde un po’ la capacità di accomodamento ossia la capacità di modificare la curvatura del
cristallino che è una lente che ci consente di mettere a fuoco le immagini.

Invece

Con l’età l’orecchio perde la capacità di percepire le alte frequenze perché queste sono elaborate dalla
parte iniziale della coclea che è maggiormente soggetta a logorio.

Psicoacustica è la scienza che studia il processo attraverso il quale uno stimolo uditivo diventa una
sensazione uditiva.

Si basa sulla teoria della detezione del segnale….

Ci sono due tipi di soglie che ci danno il valore degli stimoli percepiti: la soglia uditiva assoluta e la soglia
uditiva differenziale.

La teoria differenziale viene dalla legge di Weber-Flechner la quale sostiene che la capacità del sistema
sensoriale perde la capacità di distinguere una differenza fra due stimoli al crescere della grandezza dello
stimolo. Ad esempio è più facile percepire una variazione di peso se a quattro chili ne aggiungiamo uno ed è
più difficile percepire una variazione di peso se a 30 chili ne aggiungiamo 1. Così questa legge dimostra
comunque che il nostro sistema sensoriale è in grado di modificare la sua sensibilità in funzione della
grandezza dello stimolo.

Sempre in tema di analisi delle percezioni possiamo dire che se le due grandezze fondamentali del suono
sono la pressione che è la fluttuazione dell’energia propagata dall’onda e la frequenza che data dal n di
oscillazioni dell’onda in un secondo, è possibile realizzare un diagramma detto di sensazione mettendo
queste grandezze in relazione con le risposte ai diversi stimoli di un campione di giovani otologicamente
sani. Già nel 1930 due scienziati fletcher e muson realizzarono un diagramma basato su curve isofoniche
contraddiste una dall’altra principalmente da un valore misurato in phon che andava a misurare la
sensazione uditiva. Essi presero un campione di individui dai 18 ai 30. All’inizio del loro studio per il test di
riferimento usarono una frequenza di 1000hz, una pressione data e fecero ascoltare un suono puro e da
tutto questo ricavarono una sensazione di 40 phon. Poi man mano fecero ascoltare altri suoni puri e per
ciascuno di loro venne fissata sempre la frequenza a 1000ha e la sensazione di 40 phon, l’unica cosa che
cambiava era la pressione. La pressione cambiava fino a quando per ogni suono udito non si raggiungeva la
sensazione di riferimento ossia i 40 phon. Con i valori di pressione raccolta tracciarono una curva quindi
ogni punto della curva si riferisce ad un valore di pressione. Valore che troviamo corrispondente sull’asse
dell’ordinate mentre la frequenza fissa ossia 1000ha si trova sull’asse dell’ascisse sul piano cartesiano. Poi
proseguirono l’esperimento con altre frequenze e sensazioni fisse.
Oggi le curve usate sono diverse da quelle dei due scienziati perché campagna di misure è più vasta ma si
basano sui loro criteri. Dalla elaborazione delle curve isofoniche è stato ricavato il filtro A o curva di
ponderazione A che adegua correggendolo il livello sonoro vero al livello percepito dall’uomo. In realtà le
curve sono 4 abcd ma si prende la A perché più adatta a adeguare il livello del rumore generico al livello d
percezione uditiva. I livelli di pressione vengono misurati in dbA dibia. I valori di dba sono quindi usati per
rapportare il rumore dell’inquinamento acustico alla percezione uditiva. Lo strumento che usa i dba il
fonometro che è un dispositivo elettroacustico che reagisce al suono in maniera simile all’orecchio e quindi
viene usato per misurare l’inquinamento acustico sia interno che esterno.

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