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Saint-Saens, Sonata per Vl e Pf, op.

75/I (1885)

Esposizione (1a rotazione)

P-Tr
43-45, nel passaggio d/V(Bb)/d, dal momento che si ritorna in re min impedisce di pensare all’accordo
centrale come a una dominante, ma è semplicemente una ‘volta’, una trasformazione cui daremo il nome
Z. Quindi va riscritto: d/F7/d. Subito dopo si ripete nella forma di c/Eb7/c, b. 52, solo che questa volta
l’accordo centrale si comporta da vera dominante, risolvendo a b. 62.
Interessante la relazione che si forma con la tonalità di base, da cui si proviene, una relazione di tritono
(d/Ab), polo ottatonico. Quindi Bb, che poi diventa VII di Do, questo inteso come dominante della tonalità
secondaria FaM.

S
Arrivo di S (76), con un F sbilanciato sulla sua 5a, come mostra il pedale do.
Il FaM diventa poi la min (F/a), trasformazione L. E come era arrivato, così si estingue per tornare Fa
Magg., b. 108.

Coda
Batt. 108, il tema passa al pianoforte, con pedale acuto di Do al violino. Questa parte è una Coda, ma
suona come trasfigurazione di S. Segue una fitta progressione con frammenti da S al violino e basso
scalare discendente. Si giunge così su la min (125) che poi si altera diventando V di Re min, e si torna alla
tonalità di base, quando inizia lo Svolgimento.

Svolgimento (2a rotazione)

P
In re minore riprende il tema P, ma in modo contratto rispetto all’inizio. Si tocca poi il VII di sol, per
giungere sulla nuova sezione, un fugato, proprio in sol minore dove si riprende S.

S
Il materiale tematico è ancora S, ma trasfigurato, con modifiche a livello metrico che lo deformano
maggiormente. Si modifica anche l’ambiente che produce: non più una semplice melodia accompagnata,
ma la densità di una scrittura polifonica. Si raggiunge poi Do min (168). Altra trasfigurazione di S, b. 176,
in Eb, che poi converge verso una scala di sol minore e, dopo un breve pedale di re, ritorna S in Sol
Maggiore (184), nella sua forma originale.
Da qui ha inizio un continuo trasformarsi tonale tra Sol (nei due modi) e SibM:

G g Bb G Bb (d )

Il rapporto R di g/Bb è lo stesso, ma invertito, di F/a già sentito in S dell’Esposizione.

Coda
Quindi ritorna la Coda, con S2, in Sol maggiore (prima era in Fa Magg), con la sua progressione che
conduce, al basso, su un re, inteso prima come fondamentale (234), poi come 3a (236). Ma il re continua
a costituire un pedale, paradossalmente di tonica. Infatti, quel re torna ben presto a suonare come
fondamentale di re minore, anche se nell’insieme l’armonia è di SibM (248). Qui ha inizio la Ripresa.

Ripresa (3a rotazione)

P
Il ritorno del tema con le medesime note al violino (che ha il canto) e al basso, deforma l’effetto di SibM
dato dal Sib nella parte del piano, mano dx. Quindi ReM e quindi ancora Re min (260), e
imprevedibilmente a b. 264 su scala discendente te al basso ritorna, per l’ennesima volta, il materiale di
S.

Tr
Ci troviamo nella rilettura della Transizione che assume materiale estraneo mentre anche il modo di
trattarlo è estraneo a TR, diventando qualcosa di molto simile a un’elaborazione che potrebbe stare nello
Svolgimento, con i due strumenti che si scambiano i materiali.
Da b. 281 il basso fa sentire, come nota principale, il Re poi il Fa, prima diesis poi naturale. Ne segue che
il re dapprima è 1 di ReM e di re min, poi 1 di re/fa/lab. Quest’accorda porta a fa semidim (298), lab m
(299), quindi rimane solo il dob. In pratica considerando le fondamentali degli accordi abbiamo:

d F ab cb

Finalmente il tutto risolve scendendo su Sib (302) con cui si chiude Tr per entrare in S, in Mib Magg.

S
Ancora una volta è in primo piano l’indeterminatezza. Il Sib come pedale farebbe pensare alla tonalità di
MibM, anche se la b. 306 rimane solo con 2 note. A b. 314 si passa in mib min, per via del solb. Quindi
diventa SolbM (322). Siamo sempre nel pp e intanto il tema si sfalda, con il violino che tiene la nota Sib
inframmezzata con reb-re, che poi diventano do#-re. Il brano iniziato in re minore, si chiude ora in modo
indeterminato, perché compaiono solo 2 note, insufficienti a creare un preciso senso armonico, Sib-reb
o Sib-re. Quindi la nota tenuta al violino suona come 3a o anche come fondamentale.
L’Adagio entra senza alcuna cesura.

Antonio Grande
Conservatorio di Como (Italy), 2021

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