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Cadenza V – I – Concetto di Tonalità – Concetto di Tritono

La ricerca sugli effetti provocati dalla Cadenza V – I , ci deve indurre alla riflessione sul come e il
perché, apparentemente, ci sia una differenza tra una cadenza V – I maggiore ed una minore.
Mi è capitato di leggere su diversi testi autorevoli che la cadenza V – I maggiore è diversa nella
forma e nella sostanza da quella V – I minore. Ed è proprio su quest’ affermazione che vorrei
soffermarmi per dimostrare che questo “postulato” in realtà non risulta sempre vero. Entrambe le
cadenze rispondono a un principio unico, armonico e se si vuole anche fisico e matematico.
Tra l’altro la trattazione di questo argomento dimostra la grande differenza tra la musica
“insegnata” e quella invece “suonata”.

Una cadenza perfetta minore è così intesa : G7  Cm.


In questo caso siamo in tonalità di Dom
Tale considerazione è molto importante in quanto non siamo di fronte a due accordi slegati tra loro,
bensì di fronte a due accordi che fanno parte di una data e precisa tonalità, e che quindi il V(G7)
vive ed opera in quanto esiste il I(Cm).
Qual è la scala propria del centro tonale? La scala di Do minore armonica.
Quali sono le note che la compongono? Do – Re – Mib – Fa – Sol – Lab – Si.
Pertanto in virtù del “concetto di Tonalità e di Relazione” l’accordo costruito sul V° (G7) può avere
e contenere note diverse rispetto a quelle contenute nella sua formulazione principale(anche in
termini di estensione) in quanto lo stesso V vive di luce riflessa rispetto al I.
In altre parole c’è una profonda differenza tra l’accordo singolo, chiamato di per sé, e l’accordo in
relazione ad un altro. Nel primo caso le note contenute all’interno della sua formulazione sono
assolute, nel secondo ci saranno quelle assolute e quelle relative all’accordo in relazione: Concetto
di tonalità

Un buon e attento osservatore(ma non troppo) potrebbe eccepire in tal senso… “riepilogando: il G7
in quanto appartenente alla tonalità di Cm può e deve usufruire delle note contenute all’interno del
centro tonale dato. Sicchè il G7 può sicuramente godere di note come il Mib ed il Lab, non presenti
nella sua formulazione cordale principale e di estensione. Questo pertanto varrà solo per la cadenza
V – I minore, e sicuramente a suffragio di quanto detto fin ora, non può accadere per la cadenza V –
I maggiore. Nei termini che il G7 non potrà usufruire di note “diverse” perché il centro tonale a cui
appartiene(nel caso del modo maggiore tonalità Do) non le ha; o meglio il G7 non può usufruire di
note quali il Mib o il Lab in quanto non presenti nella scala del centro tonale di appartenenza.
Nonostante la considerazione apparentemente corretta ,al “buon attento osservatore” sfugge un
particolare di estrema rilevanza la cui scoperta e quindi applicazione ha totalmente sconvolto
regole ed assiomi, ritenuti intoccabili: IL TRITONO.
E’ proprio attraverso questo strumento che potremo affermare che per quanto concerne la cadenza
V – I maggiore, il dominante(V) potrà contenere all’interno della sua formulazione note diverse da
quelle tonali e di estensione.
Il Tritono è un accordo di dominante e può sostituire un altro accordo della stessa qualità e
caratteristica.
Partiamo da una considerazione piuttosto semplice: Quali sono gli accordi di dominante che hanno
come terza e settima minore gli stessi suoni? La risposta è G7 e Db7.
Il G7 come terza ha il Si, come settima minore il Fa; il Db7 come terza ha il Fa, come settima
minore il Dob(cioè Si). Pertanto le note caratterizzanti gli accordi di dominante in questione (terza e
settima minore), apparentemente diversi, sono uguali ma invertite, nei termini che la settima minore
è uguale alla terza e viceversa. Pertanto si evince chiaramente che il G7 e il Db7 sono uguali in
termini di funzione. L’uno può sostituire l’altro all’interno di una cadenza V – I(sia essa maggiore
che minore) . Si trovano a una distanza di tre toni(sono equidistanti) donde il termine Tritono.
Allora se il G7 ha medesima funzione del Db7, le note proprie dell’uno possono essere fruite
dall’altro. Ecco già una prima occasione da sfruttare in una cadenza V – I; all’interno della
formulazione assoluta del G7 possono inserirsi note proprie dell’accordo di Db7 che risultano
estranee al G7, ma che da ora in poi ne potranno farne parte poiché il Db7 può sostituire la
funzionalità del G7.
Ecco spiegato il motivo per cui un accordo di dominante al momento risolutivo possiede note
diverse da quelle proprie; per esempio la nona bemolle(per il Sol è il Lab, nota propria del suo
Tritono); la sesta(o tredicesima) bemolle(per il Sol è il Mib, nota propria del suo Tritono).
Spiegazioni assolutamente armoniche, che tuttavia possono essere spiegate considerando anche
l’attrazione semitonale di tipo fisico o matematico.
In sostanza in qualunque cadenza V – I, o per il concetto di tonalità o per gli effetti della presenza
del tritono, o per motivi di attrazione il V(l’accordo di dominante) in fase di risoluzione potrà essere
alterato e contenere note diverse da quelle sue proprie.
Ma quali sono queste “note diverse” più utilizzate in Musica.
Sicuramente la nona bemolle e la sesta bemolle(quinta eccedente o tredicesima
bemolle).Storicamente la nona bemolle era spesso usata, dall’ottecento in poi, come tensione
“diversa”. Nei primi del novecento la quinta eccedente era spessissimo usata. Nel periodo del Be
Bop, nona bemolle, quinta eccedente (tredicesima bemolle), nona eccedente, undicesima eccedente,
saranno note “chiave” per la costruzione di un nuovo linguaggio e di una nuova estetica: la musica
Jazz.

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