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Con gli occhi chiusi Domenico Rosi è il proprietario di una osteria a Siena, dove si è

trasferito dalla campagna. Lavorando duramente riesce compra un podere, “Poggio a’ Meli”,
in campagna, sia come fonte di investimento sia per far riposare la moglie in estate, in
quanto affetta da convulsioni; qui ha dei dipendenti che coltivano la terra e si occupano degli
animali. Pietro, figlio di Domenico, che ha 13 anni, non ha un buon rapporto con la scuola e
nemmeno con i genitori; la madre è l’unica che gli dà un po’ di affetto ma è tutto il giorno
presa dagli affari della trattoria e non si occupa molto del figlio. Il padre alcune volte lo porta
in campagna nella loro tenuta con la speranza di insegnargli qualcosa. Qui Pietro frequenta
Ghisola, una bambina della sua età, nipote di Giacco e Masa, due anziani contadini
«assalariati» di Domenico. Con Ghisola, Pietro prova le sue prime emozioni, perché è l’unica
a smuovere il suo cuore, ma ha con lei rapporti difficili, in quanto sembra preso da un
conflitto interiore che non riesce a sanare, così invece di dimostrarle il suo affetto le fa male,
la ferisce. Qualche anno dopo si riavvicina a lei e le confessa di volerle bene ma Ghisola è
distaccata, e non si capisce mai se ricambia il sentimento di Pietro oppure no. Alla morte
precoce della madre, Pietro ha una reazione strana, non è triste né dispiaciuto, Domenico
invece si interessa maggiormente ora alla moglie defunta rispetto a quando era in vita. Dopo
qualche anno, Ghisola si trasferisce a Radda dai suoi genitori e smette di frequentare e di
sentire Pietro. Quest’ultimo è pallido, gracile, sempre malato, ha rapporti sempre più difficili
con il padre che lo considera uno sfaticato, un buono a nulla, non lo ritiene in grado di
portare avanti l’attività di famiglia, anzi si ritiene più forte e bravo di lui in tutto, soprattutto
perché Pietro ha iniziato a dedicarsi maggiormente agli studi senza pensare mai alla trattoria
e perdendo anni dietro ai libri. Per proseguire il suo percorso di studi Pietro si trasferisce a
Firenze e con questa decisione finiscono completamente i rapporti con il padre; ma anche
qui studia contro voglia, e non sembra trovare la sua strada e i suoi pensieri vanno sempre a
Ghisola. Ghisola, nel frattempo, ha una storiella con Borio, un vedovo amico della sua
famiglia, ma si è concessa anche al fattore. Per questo motivo iniziano pettegolezzi e
maldicenze in tutto il paese e per evitarli è costretta a trovare lavoro a Castellina, un altro
paesino nelle campagne senesi, ma, perseguitata anche qui da tutti i pregiudizi, va a
prestare servizio a Badia a Ripoli nella casa di un commerciante di stoviglie, il signor
Alberto, diventando la sua amante. Un giorno Pietro va a trovarla a Badia, le dichiara il suo
amore e da quel momento iniziano a incontrarsi più spesso e a mandarsi lettere. Qualche
mese dopo Pietro decide perfino di sposarla, sempre più innamorato, e Ghisola accetta in
quanto sa che il suo fidanzato le può garantire una notevole stabilità economica e le può
permettere di elevare il suo stato sociale. Per questo motivo torna a Siena con lui ed abita
per un periodo a Poggio a’ meli con i suoi nonni per poi tornare a Radda dai genitori in
attesa di sposarsi, così come le aveva detto di fare Pietro. Ghisola però non si trova bene
qui e dopo poco si trasferisce a Firenze in una casa “privata”, dove guadagna molto bene,
tenendo all’oscuro di tutto il fidanzato. Nel frattempo, i rapporti tra Domenico e Pietro,
tornato a Siena senza aver finito il corso di studi, peggiorano, litigano sempre, il padre è
insoddisfatto del figlio che non si occupa degli affari di famiglia. L’unica ragione di vita per
Pietro diventa la fidanzata. Un giorno, però, riceve una lettera anonima con su scritto che
Ghisola lo tradisce e l’indirizzo dove trovare le prove. Facendosi prestare i soldi da
un’inserviente che lo aveva cresciuto, si reca immediatamente in questa casa che scopre
essere una casa di prostitute e al suo interno ci trova proprio lei, incinta.

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