Sei sulla pagina 1di 9

Tra fatti e parole: la via stretta alla storia di Hayden White

Author(s): Luca Baldissara


Source: Contemporanea , luglio 2008, Vol. 11, No. 3 (luglio 2008), pp. 527-534
Published by: Società editrice Il Mulino S.p.A.

Stable URL: https://www.jstor.org/stable/24653090

JSTOR is a not-for-profit service that helps scholars, researchers, and students discover, use, and build upon a wide
range of content in a trusted digital archive. We use information technology and tools to increase productivity and
facilitate new forms of scholarship. For more information about JSTOR, please contact support@jstor.org.

Your use of the JSTOR archive indicates your acceptance of the Terms & Conditions of Use, available at
https://about.jstor.org/terms

Società editrice Il Mulino S.p.A. is collaborating with JSTOR to digitize, preserve and extend
access to Contemporanea

This content downloaded from


93.38.174.95 on Thu, 16 Dec 2021 08:54:20 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms
della storia in rapporto a una formazione contesti, degli incontri, delle relazioni,
disciplinare che progressivamente se- prescindendo da un'analisi narratologica
para la scrittura letteraria da quella «sto- e retorica che isola il testo dai suoi riferi
rica». Bonnie Smith, Gianna Pomata e menti esterni.
Ilaria Porciani21 hanno avviato, in modi Nel leggere oggi il volume che raccoglie
diversi, una riflessione di taglio biogra- i saggi di H. White quello che maggior
fico su donne o gruppi di donne che, nel mente colpisce è l'impianto etnocentrico,
corso dell'Otto ed all'inizio del Novecento, Il romanzo dell'Ottocento, che dopo Said22
hanno scritto biografie, romanzi storici, difficilmente si userebbe come riferimento
storie locali e testi di divulgazione per «neutro» rispetto a una rete di «complicità»
bambini e adolescenti, rimanendo al di coloniali; la storiografia europea che, dopo
fuori dell'accademia. Le forme del testo si Chakrabarty23, non può che essere vista
sono qui intrecciate alle pratiche sociali anche come il linguaggio dell'Occidente
e culturali di genere che a lungo hanno che descrive «gli altri». La scrittura della
collocato le donne negli interstizi della storia è intema a una tensione fra le forme
produzione storica, come traduttrici, me- di un sapere che si pretende egemonico e
diatrici, editrici all'interno di laboratori resistente, contronarrazioni, storie che si
domestici di pensiero e scrittura. Non interrogano sul procedere storico di una
compaiono, in questi lavori, riferimenti globalizzazione condizionata da differenti
a Hayden White. La riflessione sulle regimi di modernità, i cui tempi sono scan
forme della storia scritta dalle donne del diti dalle appartenenze e dalle identità di
passato si costruisce sulla falsariga dei genere.

Luca Baldissara

Tra fatti e parole: la via stretta alla storia di


Hayden White

Lo ammetto: un senso di sempre maggiore storiaK Avendo inutilmente tentato di re


straniamento mi ha colto nel leggere i con- sistervi, ho concluso che forse conveniva
tributi di Hayden White riuniti in Forme di muovere proprio da questa sensazione, dal

21 B. Smith, The Gender qf History. Men, Women and Historical Practice, Cambridge, Cambridge University
press, 1998; M. Palazzi e I. Porciani (a cura di), Storiche di ieri e di oggi, Roma, Viella, 2004; G. Pomata, Ri
sposta a Pigmalione: le origini della storia delle donne alla London School qf Economics, ivi, pp. 127-160.
22 E.W. Said, Cultura e imperialismo. Letteratura e consenso nel progetto coloniale dell'Occidente, Roma,
Gamberetti, 1998 [New York, 1993].
23 D. Chakrabarty, Provincializzare l'Europa, Roma, Meltemi, 2004 [Princeton, 2000].
H. White, Forme di storia. Dalla realtà alla narrazione, Roma, Carocci, 2006.

This content downloaded from


93.38.174.95 on Thu, 16 Dec 2021 08:54:20 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms
tentativo di comprendere perché abbia via spetto alla critica delle fonti l'elaborazione
via preso inesorabilmente il sopravvento, di White può contribuire ad un maggiore ri
Non già per misurare una distanza pole- gore nel leggerle anche come testi dotati di
mica, quanto per restituire un percorso una loro autonoma narrazione della realtà
tra i tanti possibbi di lettura di tab narra- e confluenti in un macrotesto storiografico
zioni teorico-metodologiche. Prendere atto che se ne appropria per attribuire forza e
di quell'effetto non ha infatti alcun intento incisività al racconto. Ciò vale a maggior ra
hquidatorio, ma semmai quebo di indivi- gione per gb studi di storia contemporanea,
duare un modo di interrogarsi sulle que- che spesso maneggiano fonti che parlano
sboni puntìghosamente evocate in quesb neba stessa lingua debo studioso e del let
saggi. tore, che si appebano a condivisi stereotipi
e luoghi comuni, che sono ricond
L'eclissi di una Storia per canoni ancora riecheggia
problemi cobetttva. E dunque, fonti che annubano b
Sarà bene sgombrare b campo da equivoci: senso di distanza temporale e spaesamen
i contributi di White aba discussione sui culturale di altri settori cronologici deba
limiti scientisti di talune rappresentazioni teratura storiografica. Basterebbe riferirsi,
deba storiografia e del suo ruolo sono es- forse l'esempio è abusato ma pur sempr
senziah. Si tratta di avvertenze fondamen- vahdo, abe relazioni prefettizie sub'ord
tab, talora enunciate magari enfaticamente pubbbco cui spesso la ricerca storica è
(si pensi, non una sorpresa per chi conosca corsa sia neba scrittura di sintesi (si pe
b suo lavoro, aba prima riga deb'introdu- ab'uso propostone da Simona Colarizi
zione: «non ritengo che la storia sia una di- suo contributo neba storia d'Itaha de
sciplina scientifica»2). Ma ciò è inevitabde cobana Utet3), sia neb'indagine su event
nebo sforzo dialettico di sostenere convin- culture di un'epoca (un riferimento incisivo
tamente le proprie tesi, di affermarne la va- è b volume di Guido Crainz sub'Itaha deg
bdità teorica. L'insistenza pluriennale nel anni Settanta, Il paese marnato*).
richiamare l'attenzione sul lavoro storiogra- In fondo, oltre le polemiche che spe
fico come narrazione, sul testo storico nebe hanno accompagnato Pblustrazione d
sue pecubarità di manufatto letterario, sube sue teorie, White potrebbe anche ess
forme deb'argomentazione cui ricorrono gb letto non tanto come una «minaccia»
studiosi di storia, rappresenta un importante pratica di ricerca deba «verità» (la verità d
ausibo critico aba consapevolezza deba na- fatti) esercitata daba storiografia, quan
tura e dei confini conoscitivi del mestiere, come un instancabbe monitore deb'im
del contesto in cui si cala, deba dimensione tanza proprio deb'operazione storiografica:
ideologica in cui prende forma. Persino ri- se l'oggetto deba ricerca e deba costruzione

2 Ivi, p. 9.
3 S. Colarizi, La seconda guerra mondiale e la Repubblica, Torino, Utet, 1984.
4 G. Crainz, Il paese mancato. L'Italia contemporanea Dal miracolo economico agli anni Ottanta, Roma,
Donzelli, 2005.

This content downloaded from


93.38.174.95 on Thu, 16 Dec 2021 08:54:20 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms
storica non esiste in sé, fuori e oltre il singolo funzionare da paravento dietro cui nascon
studioso, ma semmai costituisce il frutto di dere l'odierna incapacità degli studi storici
un'attività intellettuale volta comunque alla di porsi grandi domande e fornire risposte
comprensione dell'umano (come in fondo orientate da una precisa «idea» della storia,
nel migliore romanzo storico), dunque non È la mancanza di ima visione della storia
necessariamente la messa in discussione ad occultarsi sotto i panni dello scientismo,
della presunta scientificità della storiogra
fia si traduce nell'annegamento del suo va- F<Mffl16 © filosofi© (fella Storia
lore in un oceano dell'indistinto. Se poi si Però... Già, sale inarrestabile un però. Viene
rammenta agli storici che occorre porsi il infatti da chiedersi: dov'è la storia? Certo,
problema di farsi leggere - e non intendo si obietterà che se essa è consegnata alla
nel generico orizzonte della «buona scrit- narrazione, alla strumentale selezione dei
tura», che si presume dovrebbe far parte fatti, al libro di storia come testo lettera
dei kit di sopravvivenza dello studioso di rio, all'operazione storiografica come arti
mestiere (lo so, è un'illusione) - e di essere gianato intellettuale, non è dirimente che
consapevoli che la scrittura di storia è «an- compaia nella disamina teorica, basta che
che» elaborazione di un testo, che dunque faccia capolino tra le nuvole come il sole
occorre essere avvertiti dei problemi sottesi dopo il temporale. Ma può davvero una
alla definizione dei generi e dei canoni, al- filosofia della storia elaborarsi fuori dalla
l'impianto dell'argomentazione, come si storia, in forma astratta? Non correrà a sua
può dissentire, non riconoscere anzi il ri- volta il rischio di essere una teoria della
tardo e la reticenza degli storici al riguardo? storia priva di una visione della storia?
E potremmo continuare nel mettere in luce Possiamo immaginare, poniamo, la filoso
aspetti della riflessione di White che vaio- fia tolstoiana consegnata in Guerra e pace
rizzano piuttosto che deprezzare il lavoro fuori dal quadro storico dell'epoca delle im
storico, che mettono in luce la necessità di prese napoleoniche? Sarà quello solo uno
una «filosofia della storia». Nel senso che scenario di comodo tra i tanti possibili, o
occorre elaborare grandi quadri di com- piuttosto sarà proprio la natura di soglia, di
prensione e collocazione nel tempo dei attraversamento e successione tra epoche
fenomeni umani: ciò che appare a White storiche, tra mondi mentali, tra universi
improbabile (e come non essere d'accordo, politico-sociali, che quel preciso istante ri
pur con qualche distinguo circa la genera- veste - nel lungo e lento muovere dell'uomo
lizzazione del giudizio?), giacché gli storici nel tempo - a rendere possibile il disegno
negli ultimi decenni avrebbero «detto sem- di quella specifica filosofia della storia? E lo
pre di più riguardo a unità di storia sem- stesso si potrebbe dire delle filosofie della
pre più piccole», piuttosto che essersi posti storia formulate nell'habitat storico-lettera
l'obiettivo di identificare grandi questioni e rio della seconda guerra mondiale da parte
scrivere del mutamento nel tempo da pro- di Norman Mailer nel Nudo e il morto e di
spettive generali. Anzi, proprio l'afferma- Vasilji Grossman in Vita e destino. Per non
zione di scientificità della storiografia pare dire del notevolissimo Philip Roth della sua

This content downloaded from


93.38.174.95 on Thu, 16 Dec 2021 08:54:20 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms
trilogia americana o de II complotto contro dunque la storia non è un mero accidente,
l'America, o ancora del tanto vituperato Jo- tanto meno un elemento d'arredo, semmai
nathan Littell delle Benevole. In questi testi uno degli stessi fattori che incidono sul
- e prendo non a caso dei romanzi - sono l'uomo, dall'interno, non solo dall'esterno,
illustrate delle filosofie dell'umano, se così e a sua volta la storia risulta una creazione
vogliamo dire, che si interrogano sul senso dell'umano. L'uomo è nella storia, la sto
e le ragioni dell'agire dell'uomo, delle sue ria è nell'uomo: le due sfere forse mal si
pulsioni e dei suoi sentimenti, del suo attra- sopportano a vicenda, ma sono costrette a
versare zone grigie, dove bene e male non convivere, sono inestricabili. Il problema,
sono separabib da nette linee di confine, semmai, è la restituzione del senso di que
E in tal senso la storia potrebbe costituire sto intreccio. È lì che interviene lo storico,
una scusa, poco più che uno scenario di che non è un archeologo, un nobile sca
comodo, una quinta evocativa. Ma in realtà vatore, un indefesso cacciatore di tracce
essi poggiano sulla storia, su momenti umane nel terreno della storia. Lo storico
storici individuati non a caso. Momenti in è un mediatore tra la società e un passato
cui il singolo è chiamato a misurarsi, non che per essere raccontato necessita di stru
può non farlo, con la dimensione collettiva menti narrativi, di codici di comunicazione,
dell'esistenza, con l'irruzione di un evento di strutture argomentative. E che dunque
estremo - che non è solo un oggetto di tra- nel suo lavoro non riporta alla luce ciò che
duzione in mito, come nel caso dell'albi- c'è già, e aspetta solo di venire riesumato,
vione di Sarno ripercorsa nel volume - che ma sceglie cosa e come raccontare, si pone
ridisegna sentimenti e vite, scelte e vincoli, degli obiettivi da conseguire con la propria
E non sarà mutile ricordare che proprio narrazione, si propone di restituire un or
in relazione ad un evento tragico come dine al passato. Un ordine che non è già
la Shoa - consumatosi in un contesto di dato, ci ripete White, ma «inventato», ma
guerra, una circostanza fondamentale dei gari utilmente inventato, ma pur sempre
romanzi sopra evocati - si siano ammessi artificiale come tutte le invenzioni umane
dei limiti invalicabili tra il riconoscimento (anche se poi lo slittamento di questo ra
dell'esistenza della realtà storica e la rap- gionamento nella polemica sul carattere di
presentazione della storia come un segno, verità o meno del racconto storico è solo
o, se si preferisce, come un sogno5. parzialmente giustificato: la costruzione
Se quelle di Tolstoji, Grossman, Roth, di un ordine del passato e la ricerca della
Mailer, di Manzoni prima di loro, sono verità dei fatti - la loro scansione crono
«anche» filosofie della storia, tentativi di logica quanto la relazione temporale tra
individuare e distinguere tra i fattori che essi - non sono affatto incompatibili, anzi
guidano il comportamento dell'uomo tra possono integrarsi in un proficuo nesso
dimensione esistenziale e sfera sociale, realtà/rappresentazione).

5 Cfr. S. Friedlander (ed.), Probing the Limits of Representation. Nazism and the »Final Solution», Cambri
dge, Cambridge University Press, 1992.

This content downloaded from


93.38.174.95 on Thu, 16 Dec 2021 08:54:20 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms
Un «mistero della Storia» per e 111113 azione, un atto antiumano, inumano,
White? 1111 att0 veramente " se 1o S1 considera, bene
, j j . , , inteso, nella sua essenza - che non ha scopo.
Ad un dato momento, dunque, arriva lo
„ „ Di quest'atto senza scopo gli uomini hanno
stonco. E con questa figura irrompe qual
ìntuito la natura divina, e gli hanno dato
cosa che muta sostanzialmente il rapporto . , „ ■ ■ - ^ „ i ■
balìa tutta la loro esistenza. Di più: tutta la loro
dell'individuo e della società con il tempo. esistenza hanno costruito su quest'unico atto.
Lo scorrere dei mesi e degli armi non è più Secondo il nostro credo, quando la vita sarà
casuale, un susseguirsi convulso di eventi gutta, quando l'azione sarà conclusa, ver
ed esperienze, ma acquisisce senso. Quello Uno, non per punire, non per premiare,
che poteva apparire un vagabondaggio si per giudicare: qui venturus est judicare vivos
trasforma in un percorso, l'errare senza etmortuos6.
meta in un viaggio con un itinerario, ma
gari modificato durante il cammino, ma pur ^ storico & è assimilabile al giudice
sempre una rotta segnata. In un certo qual di Satta? Sembrerebbe legittimo pensar
senso, questa prospettiva sull'attività sto- Quando White, per esempio, riferendosi tra
riografica ricorda il «mistero del processo», ^ a'11*1 a ^enzo Felice, appunta critic
che altro non sarebbe poi che il «mistero mente la distinzione - e pratica e tempor
della vita», così come descritto da Salvatore ~ 113 'a ricostruzione (ma a suo dire so
Satta, quasi a prefigurare un analogo «mi- & costruzione ha senso parlare) dei fatti
stero della storia»: l'interpretazione dei processi storici inner
vati su quei fatti, sembra suggerire che la

Se noi contempliamo il corso della nostra costruzione stessa è giudizio. D'altro cant
esistenza - il breve corso della nostra vita in- sempre più frequentemente si assume la
dividuale, il lungo corso della vita dell'urna- dimensione giudiziaria come assimilab
nità - esso ci appare come un susseguirsi, un a quella storiografica nell'istruire indagini
intrecciarsi, un accavallarsi di azioni, belle o assemblare fatti, elaborare interpretazioni
brutte, buone o cattive, sante o diaboliche: la e giudizi. Ed ora, la qualitativa differenza d
vita stessa non è altro che l'immenso fiume fondo tra l'attribuzione delle responsabilità
dell'azione umana, che sembra procedere e individuali da parte del giudice e l'interp
svolgersi senza una sosta. Ed ecco, a un dato » j , » . , ,. .. „
6 ' tazione del concatenarsi degli eventi nella
punto, questo fiume si arresta; anzi ad ogni
scala temporale da parte dello storico, si è
istante, ad ogni momento del suo corso si arre
venuta diluendo nelle ricerche sulla «giust
sta, deve arrestarsi se non vuole diventare un
, I, ,. . „ . , zia di transizione», dove, più che le respon
torrente folle che tutto travolga e sommerga: ' 'r v
l'azione si ripiega su se stessa, e docilmente, 8abdità di determinati crimi
rassegnatamente si sottopone al giudizio. Per- processo terrebbe a definir
ché questa battuta di arresto è proprio il giù- pubbliche (narrative liberal
dizio: un atto dunque contrario all'economia liuti Teitel e Mark J. Osiel) d
della vita, che è tutta movimento, tutta volontà passato recente che si inte

S. Satta, Il mistero del processo, Milano, Adelphi, 1994, pp. 24-25.

This content downloaded from


93.38.174.95 on Thu, 16 Dec 2021 08:54:20 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms
trascorrere ad un nuovo futuro, fondato su del rituale giudiziario, che trasfigura sim
di un presente transitorio. Giudizio storico bolicamente la violenza proprio attraverso
e giudizio penale sembrano sovrapporsi, la parola giuridica, mutando «la violenza
Il giudice si fa storico, e lo storico giudice, in linguaggio, l'emozione in razionahtà, il
Il primo sembra incline all'indagine, il se- disordine in ordine, la passione in simbo
condo affascinato dall'arte del giudicare, lizzazione»10.
Entrambi imiti proprio dalla costruzione
di un «testo», dall'appbcazione di strategie Storicizzare White
narrative e argomentative che mutano il Lo straniamento evocato in apertura ha
rapporto tra le epoche storiche. dunque a che fare - risulterà ora più evi
Come spiegare altrimenti il recente sue- dente - con l'ormai avvenuta sedimenta
cesso di un volumetto come quello del ma- zione di molte delle suggestioni evocate da
gistrato Gianrico Carofiglio, L'arte del dub- White, e da altri con lui, in una sorta di ca
tto7, che da manuale per il controesame none critico (ben sintetizzato dal sottotitolo
si è tramutato - così viene presentato nel del volume: dalla realtà alla narrazione)
risvolto di copertina e così appare percepito e in una letteratura esclusivamente cul
dalla critica e dal pubblico - in ima raccolta turalista dei processi storici. Quando Tor
di racconti giudiziari? Trasformazione non taralo apre la sua postfazione ricordando
casuale, se nel libro si analizza il processo che White è l'autore più citato tra i teorici
come un testo letterario, sulla base della della storia, certo coglie e valorizza l'im
«constatazione del carattere illusorio delle portanza del suo lavoro, ma benevolmente
nostre idee tradizionah sulla realtà»8 e del- sorvola sul fatto che nello stesso tempo la
l'affermazione, con le parole di Watzlawick, quantità delle citazioni è anche l'indice
che «la comunicazione crea quella che del richiamo conformistico, dell'omaggio
noi chiamiamo realtà». E se si dubitasse dovuto e spesso rituale, della fissazione in
del carattere commerciale dell'operazione luogo comune storiografico di un canone
- in fondo la trasformazione da manuale interpretativo e metodologico. Ciò non ne
in racconto non appare riuscita, arrestatasi cessariamente significa assunzione critica
nella forma ibrida dell'antologia di esempi, e confronto costruttivo con quelle elabora
seppure accattivanti, di cross examination zioni. E nel canone sono precipitati nume
- si potrebbero trovare numerosi riscon- rosi altri autori, che andrebbero rievocati e
tri nella corrente letteratura giuridica. Un riletti nella sequenza storica in cui si sono
esempio per tutti, ad altro livello: il volume susseguiti (partendo da Barthes e passando
di Antoine Garapon, Del giudicare9, dove si per Foucault, prima di approdare a White),
discute della natura di «male necessario» confrontati ed analizzati nel reciproco in

7 Palenno, Sellerio, 2007.


8 Ivi, p. 14.
9 A. Garapon, Del giudicare. Saggio sul rituale giudiziario, Milano, Cortina, 2007 [Paris, 1997].
10 Ivi, p. 129.

This content downloaded from


93.38.174.95 on Thu, 16 Dec 2021 08:54:20 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms
treccio, infine riconsiderati sulla base del- per problemi e la compressione della tem
l'applicazione alla ricerca in atto delle loro poralità storica. Non si coglie appieno il
riflessioni teoriche e di metodo. Il canone senso di quel passaggio se non si tengono
narratologico stesso non può insomma intrecciati questi diversi aspetti. La prima
sottrarsi alla storicizzazione, un esercizio delle due questioni ha a che fare con il tra
che forse meglio ci aiuterebbe a coglierne monto dello storicismo e con la crisi del
le matrici, a valorizzarne i tratti originali modello tradizionale di storia etico-politica
quanto quelli caduchi, a valutarne il peso (come storia delle classi dirigenti e delle
esercitato sugli studi. Sulla base della con- idee politiche). Venuto meno l'orizzonte di
vinzione - in accordo con quanto sostiene senso della storia e al contempo esaurita
Vincenzo Lavenia - che la spinta propulsiva la prospettiva di un passato quale fonte di
di quelle elaborazioni sia andata esauren- legittimazione e quale luogo di individua
dosi dopo aver assolto alla funzione di resti- zione di problemi la cui soluzione guidasse
tuire il «piacere del racconto privi di sensi l'azione politica, la crisi della razionalità
di colpa», per soddisfare «il bisogno di un storiografica appare drammatica e irrever
nuovo consumo di storia per una società sibile. Quello della «crisi» della storia sarà
assai meno conflittuale»11. nei Settanta - tra le tante crisi di quel lungo
Certo, nella declinazione pratica di quelle decennio - un leitmotiv del dibattito, certo
posizioni teoriche, spesso ben oltre ciò che enfatizzando ima percezione, ma cogliendo
i loro stessi autori intendevano, non vi è nel segno laddove il tradizionale ruolo della
stata esclusivamente la dissoluzione del storia - e dello storico - nella formazione

reale. Sarebbe ingeneroso e ingiusto so- del cittadino andava rapidamente appan
stenerlo. Un'attenta valutazione critica del nandosi. La seconda questione è forse
nesso tra teoria della storia e prassi storio- meno discussa, ma non meno rilevante,
grafica dovrebbe disporre di ben altro spa- Si tratta di ragionare intorno a quanto la
zio, incentrarsi quanto meno su una scru- trasformazione del ritmo della comunica
polosa rassegna degli studi qui neppure zione e del sapere, sommata al mutamento
immaginabile. Ma, nei limiti di una discus- dell'industria della storia (le nuove forme
sione di carattere generale come quella di produzione della cultura storica e ripro
opportunamente sollecitata e ospitata da duzione dei ricercatori al di fuori dell'ac
«Contemporanea», non si può non notare cademia, il nuovo mercato del consumo
come la «svolta antirealistica» maturata culturale e di «riproducibilità tecnica» del
attraverso i lunghi anni Settanta (dalla se- senso comune), provocano - ciò di cui sono
conda metà dei Sessanta ai primi Ottanta) convinto - una mutazione in profondità
si sia accompagnata ad altre due rilevanti della percezione del tempo e della tempo
questioni che in quel torno di tempo si sono ralità storica. Nel senso che il concomitante
poste alla storiografia: l'eclissi della storia agire di questi fenomeni induce ima perce

11 V. Lavenia, Narrazione, morale, crisi dei paradigmi Scrivere e «curare» la storia, «900. Per una storia del
tempo presente», 11,2004, pp. 68-69.

This content downloaded from


93.38.174.95 on Thu, 16 Dec 2021 08:54:20 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms
zione sincronica del trascorrere del tempo del passato dotata di im senso e di un si
che porta all'appiattimento sul presente gnificato in relazione al presente, allora si
del passato. Con l'effetto di distorcere la erode anche lo spazio per l'elaborazione di
distanza temporale a favore di un'abnorme una filosofia della storia, si riduce il testo di
dilatazione di un presente senza tempo, storia non già ad una forma letteraria, bensì
quindi di una storia senza temporahtà. E alla scrittura di drammi in costume o, peg
se viene scardinata l'interazione tra senso gio, di spot pubbbcitari in bianco e nero. E
del tempo e dimensione della storicità, il dunque, più che sulla parola e sul simbolo,
fondamento dell'ordine del passato, cioè di forse è una riflessione sulle rilevanze e sul
una precisa sistemazione di fatti e processi tempo quella che oggi appare più urgente.

Luisa Passerini

La scrittura storica come forma di


intersoggettività

La pubblicazione di una raccolta di saggi di una punta di provocazione che mi pare par
Hayden White scritti negli ultimi trent'anni1 ticolarmente utile per risvegliare dalla sor
costituisce un utile richiamo alle tesi espo- dità molti settori della storiografia nazio
ste in Metahistorj2, che rappresenta una naie. La gratitudine è dovuta innanzitutto al
pietra miliare nella discussione sullo sta- tipo di domande poste, indipendentemente
tuto disciplinare della storiografia e sulle dalle risposte che ne verranno date. Le do
sue modalità di esposizione. Tale pubblica- mande sono di questo tipo: qual è la strut
zione appare particolarmente significativa tura di una particolare coscienza storica?
in Italia, dove nella maggior parte degli Qual è lo status epistemologico delle spiega
ambiti storiografici non c'è stata discus- zioni storiche? Quali sono le possibili forme
sione né sulla specifica proposta di White di rappresentazione storica e quali sono le
né sul suo significato per la storia degli loro basi? Sono domande cariche di signifi
studi culturali, postcoloniali e in genere cato anche per chi si pone il problema del
postmoderni. rapporto tra memoria e storia, soprattutto
Accolgo quindi con gratitudine questi testi, quando non si vuole opporre ques
che offrono l'occasione di riprendere temi e l'una all'altra, ma considerarle n
istanze di grande rilevanza, e lo fanno con treccio quotidiano.

1 H. White, Forme di storia Dalla realtà alla narrazione, Roma, Carocci, 2006.
2 H. White, Retorica e storia, Napoli, Guida, 1978 [Baltimore-London, 1973].

This content downloaded from


93.38.174.95 on Thu, 16 Dec 2021 08:54:20 UTC
All use subject to https://about.jstor.org/terms

Potrebbero piacerti anche