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Lezione 09/04 (prima lezione) – Metodologia d’indagine storico musicale

La ricerca storiografica fino all’ottocento si basava sul paradigma ranchiano, modello basato su
una storia vista dall’alto, basata su documenti ufficiali e basata sugli eventi principali.
Nel 900 si inizia a guardare la storia anche dal basso; i punti di riferimenti nell’ottocento erano
basati sul positivismo e storicismo in via di affermazione ma non sempre in accordo con le ricerche
storiografiche effettive. porta a un esame critico tramite il sistema positivistico favorendo una
configurazione autonoma di alcuni campi di indagine, rendendo possibile lincontro e lo scambio
tra discipline diverse dotate di propria autonomia. Lo sviluppo della riflessione epistemologica ha
influito sullo studio di inizio 900, portando a una vera scienza a se stante con sue problematiche
specifiche e i propri metodi del far storia. La separazione tra storiografia e scienze viene smentita
grazie agli strumenti sociologici che prenderà il posto della storiografia in alcuni settori, grazie
anche alla nascita della storia sociale con un focus non più su una elite ma su grandi masse.
La pratica storiografia, basata sullo studio di gruppi sociali e classi economiche ha la necessità di
coopeare con altre discipline, scientifiche, matematiche etc.. saranno discipline sempre più vicine
per l’affermarsi di una concezione storica della scienza.
Le posizioni di studiosi come Max Weber, primo grande sociologo che si interessò di sociologia
della musica, rimarrano isolate per essere riscoperte appunto nel secondo dopoguerra, lo
storicismo prevalse in germania, italia, in parte del regno unito come con gli studi di colinbud, si ha
una rinascita della filosofia pessimistica, coscienza storica anti naturalistica e messa in crisi della
visione unitaria della storia; l’attenzione al presente influenza la ricostruzione del passato, lo
storicismo pure in forme più contenute, traa le due guerre ha fortuna oltreoceano negli usa dove
fu tradotta un’opera di Bendetto Croce “teoria e storia della storiografia”. In francia con la rivista
“les annales” 1929/30 nasce la scuola degli annalisti che porta a una svolta storiologica musicale,
portando a una storia che si rivolge all’intero campo della storia umana, che si pone dal basso, più
vicina all’uomo e alla ricostruzione fedele dei fatti storici. Questa rivista tramite le storiografie
specifiche ebbero grande influenza in tutta europa nel secondo dopoguerra per arrivare anche in
america, in italia e germania trovarono inizialmente opposizione dai regimi presenti fino al termine
della seconda guerra mondiale. Il Neopositivismo sosteneva il carattere unitario della conoscenza
scientifica. Nella storiografia del 900 c’è forte influenza con il marxismo nelle scuole europee come
nella scuola di francoforte. La reazione allo storicismo e scienze sociali porta quindi al
neopositvismo con una forte tendenza a ridurre la storie delle scienze ai metodi delle scienze
naturali. La concezione marxista, materialista con cui si misurarono alcuni illustri storiografi come
weber e croce, si concerta sugli elementi economici e sociali, la sovrastruttura marxista diventerà
base del metodo di ricerca, orientando l’interesse degli studiosi sui fattori materiali dello sviluppo.
Il rapporto tra storografia e scienze umane, a partire dal positivismo dell800, viene sviluppato dagli
annalisti francsci in modo originale,anche dali strutturalisti americani, e si assiste all’uso di modelli
più cari alla sociologia che alla storia. Il rapporto tra storia e metafisica viene dibbattuto in ambito
di studio soprattutto cattolico. Il soggetto tradizionale di ricerca spesso protese verso una
predilezione verso alla storia della società piuttosto che alla storia politica, che era al centro della
ricerca storiografica nel modello ranchiano. L’indagine si sposta verso elementi nuovi della ricerca
richiedendo l’incrocio con antropologia, psicologia. La storiografia più recente ha arricchito i suoi
strumenti tramite appunto altre aree e campi di ricerca che trascendno la pura anaisi empirica e
sostituiscono in parte l’analisi sistematica della pura narrazione di eventi. L’internazionalizzazione
e l’abbandono di una prospettiva eurocentrica, permettono sempre meno dal secondo 900, una
separata considerazione di singole aree culturali, coincidenti con aeree nazionali, si ha il
predominio della storiografia francese e americana, ricerce sociologiche americane, che hanno
portato quasi alla fusione tra sociologia e storiografia. Gli storici si stanno sostituendo ai filosofi
nella definizione dei concetti e dei metodi alla base della storiografia anche grazie all’avvento delle
tecnologie informatiche. La storiografia è in fase di evoluzione e rinnovamento grazie agli studi
degli annalisti, l’avvento dei computer e l’adozione di concetti generali facenti parte di altre
discipline quali psicologia, antropologia, sociologia etc… un esempio dell’internazionalizzazione è il
passaggio dello studio storiografico-musicale fortemente eurocentrista, allo studio della musica
etnica.

2ª Lezione
Il positivismo pone la sociologia come elemento fondamentale sul piano metodologico.
Secondo Lucian Faivre la spinta del positivismo si era arrestata a fine 800 e la storia propostaci è
una deificazione del presente tramite il passato, con attenzione particolare al presente.
Uno dei metodi praticati da tutte le scienze è quello della conoscenza indiretta; la storia era fatta
da chi vinceva, adesso cambia la propettiva tra 800 e 900, a vantaggio di una storia vista dal basso.
Marc Bloch insieme a faivre, uno dei massimi rappresentanti degli annalisti, ha un approccio che
inizia a confutare la visione comptiana cioè positivista che pone alla base l’approccio scientifico,
avrà anche bisogno di una metodologia al fine di poter fornire un’indagine sul presente secondo
strumenti più efficaci che potessero anche attingere dal basso e non solo dall’alto.
Hanno grande importanza i manuali di metodologia storica, in particolar modo in Francia, i
manuali di introduzione agli studi storici di Langloise, erano aderenti alle necessità della pratica
storiografica; trascurava i problemi legati alle cause, prediligendo un rigore critico nell’analisi dei
documenti, che si apre con “la storia si fa con i documenti”; privilegiando la critica all’ampiezza di
ricerca, che nel tempo lascerà ampi spazi di manovra alla nascente sociologia, nata col positivismo.
La sociologia nel mettere a fuoco questa nuova società arriverà a distinte linee di ricerca sulla
struttura ed evoluzione degli individui aggregati in un tessuto sociale.
La società è un essere che impone agli individui che ne fanno parte, modi di fare a cui gli individui
che ne fanno parte non possono sottrarsi, e possono osservarsi nello stesso modo con cu si
osserva un fenomeno fisico. Si va verso un’osservazione oggettiva della società che non dipende
dalle preferenze dell’osservatore, si trasforma la società in scienza e osservarla tramite rigore
scientifico.
La stretta connessione tra storiografia e sociologia diventa un progetto metodologico per
Durcaime, che tracciando il profilo della nuova rivista a cui darà vita a fine 800, sostiene che la
nuova scienza sociale può avvicinare altre scienze che sono lontane dalla sociologia, arricchendole
di conseguenza. Lo scopo veniva a essere quello di servire la causa della storia portando lo storico
ad di la del paese e del periodo che lo storico deve analizzare. Una criticà all’erudizione
positivistica arriva da HanRiberr che sostiene la necessità di sostituire una sintesi scientifica a una
classificazione dei fatti di una sintesi erudita proposta da langloise e l’ultima frangia del
positivismo, mettendo in discussione la teorie di langloise, e sostenendo durcaime.
Altra figura di spicco in ambito francese sarà quella di topolski. L’intuizione secondo i saggisti
francesi è considerata una variabile funzionale, che permette allo storico di farsi un’idea precisa di
individui e avvenimenti, sia per rilevare il legame tra gli avvenimenti.
Nella scienza l’osservazione dei fenomeni suggerisce l’ipotesi astratta che diventa poi legge o che
viene confutata. La compresione del cambiamento sta alla base di questi nuovo modo di far storia,
e di rendere conto del cambiamento, capendone le cause, spesso riconducibile a microfenomeni
afferenti alla microsociologia.
Per harriberr Abbiamo i fatti accidentali, necessarie e contingenti e fu sostenitore di uno stretto
legame e di legami maggiormente chiari tra l’indagine storiografica e sociologica con un approccio
metodologico uguale.
L’opera dello storico può essere affrontata da prospettive differenti che si serve del sociologo per
precisare e restringere il suo compito arrivando ad un approccio microsociologico, arrivando ad
affrontare ed analizzare i problemi grandi e piccoli della storia, a livello di gruppo, società e non a
livello singolo, individuale, basandosi su documenti e fonti non semore ufficiali, ma magari anche
le lettere che un soldato manda alla propria famiglia, attestanti informazioni preziose che non
appariranno mai nei documenti ufficiali.

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