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La rivoluzione russa.

la prima grande potenza che crollò sotto il peso della grande guerra fu l’impero russo dove i tedeschi stavano
avanzando nell’interno del paese, mentre la folla delle grandi città era affamata. In tali condizioni, scoppiò a
Pietrogrado un’ampio e spontaneo Moto di protesta, animato inizialmente dagli operai e poi anche dai soldati.in
poco tempo, la protesta si trasformò in una vera e propria rivoluzione contro lo zar Nicola II che abdicò in
favore del fratello Michele, che a sua volta abdicò e finì così la monarchia dei Romanov.
Tra gli ultimi anni dell’ottocento e i primi del 900 in Russia erano nati nuovi partiti di base liberale e socialista,
che operavano in condizioni di semiclandestinità. Il primo partito è il partito costituzionale democratico, Dove
abbiamo i liberali che auspicavano ad una modernizzazione della Russia attraverso l’azione del parlamento. Il
secondo partito che si affermò E il partito socialdemocratico che era diviso al suo interno in due correnti che
volevano organizzarlo in modi differenti:
● la prima corrente che era guidata da Martov, ed era un partito aperto a chiunque si riconosce nei suoi
principi
● la seconda corrente, era guidata da Lenin che voleva un partito formato esclusivamente da
rivoluzionari di professione
Quando a Londra si tenne il congresso del partito, i sostenitori di Lenin ottennero la maggioranza, la sua
corrente fu chiamata per questo bolscevica, che in russo significa maggioritaria, mentre quella di Martov fu
chiamata menscevica, che in russo significa minoritaria. In Russia esisteva anche un altro partito socialista, il
partito socialista rivoluzionario, che rivolge il proprio interesse alla classe operaia e voleva realizzare un
socialismo di tipo agrario e basato sulla cooperazione tra contadini.
quando scoppiò improvvisamente la rivoluzione, la duma nominò un governo provvisorio, guidato dal principe
L’vov, Ma contemporaneamente al governo provvisorio si era costituito un nuovo organo di potere, quello dei
soviet, che inizialmente non ambivano a guidare il paese, ma, godendo di ampi consensi, si ritenevano liberi di
prendere decisioni in autonomia, nell’interesse di coloro che rappresentavano e non dovevano accordarsi con il
governo. si venne a creare così una situazione insidiosa, in cui il potere ufficiale si trovava nelle mani del
governo provvisorio, ma veniva spartito tra questo e i soviet, ed è per questo che si parla del doppio potere, ma
nonostante ciò il contrasto con il governo si risolse rapidamente e la linea dei soviet e riuscì a prevalere. Durante
gli avvenimenti di febbraio, molti rivoluzionari russi erano in esilio. Tra questi anche Lenin, che riuscì a fare
ritorno in Russia e presentò al partito bolscevico le tesi di aprile, un documento che ruotava intorno a pochi
punti fondamentali:
● il raggiungimento della pace a ogni costo
● la distribuzione della terra ai contadini
● il passaggio di tutti i poteri ai soviet
● la presa del potere attraverso una nuova rivoluzione
il documento, contraddice però la dottrina marxista, che prevedeva che la rivoluzione socialista avvenisse in
paesi con uno sviluppo avanzato E dunque escludeva la possibilità che potesse realizzarsi in un paese arretrato
come la Russia, mentre Lenin, affermava che nella Russia contadina la rivoluzione socialista fosse realizzabile.
Ma nonostante ciò le tesi di aprile furono accolte favorevolmente dai bolscevichi e dai giovani.
Intanto le iniziative del governo provvisorio non riuscivano a riportare la stabilità nel paese, anzi, la situazione
andava peggiorando e i soldati, erano stremati dai combattimenti e disposti a tutto pur di deporre le armi. Anche
i contadini manifestavano un forte scontento e, oltre alla pace, chiedevano la redistribuzione delle terre. La
situazione si aggravò ulteriormente nei mesi estivi. Tra il 3 luglio al 4 luglio alcuni soldati bolscevichi e
anarchici tentarono a Pietrogrado un’insurrezione, con l’obiettivo di abbattere il governo provvisorio. Lenin e i
dirigenti bolscevichi ritenevano l’iniziativa prematura, infatti, la rivolta era destinata a fallire, perché i soviet di
Pietrogrado, aiutarono il governo nella sua repressione, e molti capi bolscevichi furono arrestati, mentre Lenin
riuscì a fuggire in Finlandia. Il principe L’vov fu costretto a dare le dimissioni, rimettendo l’incarico nelle mani
del ministro della guerra, Kerenskij, che tentò di risollevare le sorti del conflitto con una grande offensiva in
Galizia, l’iniziativa si risolse in una disfatta che inflisse un durissimo colpo alla credibilità del governo
provvisorio. L’episodio più carico di conseguenze, si verificò nel mese di agosto per via del contrasto tra
Kerenskij e il nuovo comandante dell’esercito Kornilov, un generale cosacco che aveva fatto carriera all’interno
dell’esercito zarista, e aveva intenzione di riportare l’ordine all’interno delle forze armate con metodi molto
duri, il suo piano prevedeva, la reintroduzione della pena di morte per i disertori, il divieto di assemblea e la
censura della stampa. Inoltre, Kornilov, richiede un’estensione dei suoi poteri, Kerenskij rifiutò e gli revocò
l’incarico. Kornilov a quel punto fece marciare le proprie truppe verso la capitale, e il governo ritenne opportuno
liberare i capi bolscevichi, che erano gli unici in grado di fermare le truppe. Il loro intervento risultò
determinante, il colpo di stato fallì e Kornilov, fu arrestato. Ora i bolscevichi hanno la maggioranza.
Inoltre, nei mesi estivi, ci furono delle rivolte agrarie, i contadini non si limitarono impossessarsi solamente
delle terre ma giunsero a massacrare i loro padroni, vittime di questi disordini furono anche i kulaki, I contadini
benestanti, che furono costretti con la forza accedere alla collettività le risorse che venivano giudicate in
eccedenza. Dato lo stato delle cose, Lenin ritenne che i tempi fossero maturi perché i bolscevichi prendessero il
potere attraverso un’insurrezione armata e tra il 24 il 25 ottobre del 1917 i bolscevichi conquistarono il palazzo
d’inverno. Lenin propose e fece approvare un documento che, attribuiva formalmente tutto il potere ai soviet, e
vi fu la rettifica si due decreti fondamentali:
1. il decreto sulla pace, con cui si chiedeva la fine della guerra.
2. il decreto sulla terra, che aboliva la proprietà privata, e stabiliva che questa venisse messa a
disposizione dei soviet dei contadini.
Accanto a questi due decreti furono presi altri importanti provvedimenti, come la collettivizzazione delle
industrie e delle banche e il controllo operaio delle imprese. Fu varata anche una costituzione, con la
dichiarazione dei diritti del popolo lavoratore e sfruttato, che proclamava l’abolizione dello sfruttamento
dell’uomo sull’uomo e l’edificazione di un socialismo che avrebbe portato all’abolizione delle classi e dello
Stato. parallelamente ai provvedimenti in favore del popolo, i bolscevichi attuarono una stretta autoritaria, oltre
a chiudere alcuni giornali, furono messi sotto controllo radio e telegrafi. Inoltre fu creata una polizia politica, la
Ceka, e vennero istituiti dei tribunali rivoluzionari con il compito di giudicare punire i nemici della rivoluzione.
Secondo Lenin per realizzare la rivoluzione, era necessario almeno in una prima fase, imporre la dittatura del
proletariato. in questo periodo si tennero le elezioni per l’assemblea costituente, i bolscevichi andato il 25% dei
voti, ai social rivoluzionari il 58%, di fronte a questo esito così deludente, I bolscevichi prima impedirono che
l’assemblea si riunisse e poi la sciolsero con la forza perché la maggioranza dei suoi membri si era rifiutato di
approvare la dichiarazione dei diritti del popolo lavoratore. I bolscevichi avevano riformato il diritto di famiglia
e promulgato leggi che sancivano la parità giuridica fra generi, la donna doveva essere messa in condizione di
poter fare ciò che era concesso agli uomini.vennero perciò introdotti il matrimonio civile, il divorzio, l’aborto e
realizzati asili per i figli dei lavoratori. A livello internazionale, l’azione del nuovo governo non si esaurì con il
decreto sulla pace, e i bolscevichi dovettero affrontare il problema di una pace con gli imperi centrali. Il trattato
di Brest-Litovsk fu estremamente oneroso e solo con fatica Lenin riuscì a imporlo al partito. nel marzo del 1919
venne fondato a Mosca il Komintern, Ovvero un internazionale comunista che doveva coordinare l’azione dei
partiti comunisti di tutto il mondo. Lenin stese un documento in 21 punti in cui venivano indicate le condizioni
che i partiti interessati a entrare nel Komintern avrebbero dovuto rispettare, tra queste, l’obbligo di chiamarsi
comunisti. Dopo Brest-Litovsk La Russia non ebbe ne instabile ne pace, al contrario sprofondò in una
sanguinosa guerra civile, i generali fedeli allo zar, ostili ai bolscevichi avevano organizzato i loro eserciti per
combattere il governo comunista. queste truppe presero il nome di armata Bianca(contro rivoluzionari, Che
volevano fermare la rivoluzione),Che si abbandonarono a violenze di ogni tipo massacrarono chiunque fosse
sospettato di collaborare con i bolscevichi,dalla loro parte, avevano i paesi dell’intesa che inviarono truppe a
loro sostegno, E accusarono i bolscevichi di tradimento per aver raggiunto una pace separata con la Germania, e
temevano infatti che la rivoluzione russa. Per far fronte alla controrivoluzione, i bolscevichi organizzarono un
loro esercito L’armata Rossa(i comunisti),Che risposero al terrore bianco col terrore rosso, organizzando
fucilazioni di massa di nemici politici o persone che erano considerate nemiche del popolo.
L’impero russo essendo molto esteso e comprendendo numerose nazionalità al suo interno, inizialmente la
rivoluzione si era sviluppata poco e solo successivamente aveva toccato le altre aree del paese. Per questo
motivo i bolscevichi avevano dato vita a una repubblica federale russa e proclamarono il diritto all’auto
determinazione dei popoli, diritto che non è stato accettato dal nuovo stato sovientico, e il conflitto più aspro fu
quello che oppose la polonia alla repubblica federale russa, in polonia scoppio in insurrezione e i moti ebbero
successo e il paese si è reso indipendente. Più complicata Si rivelò la questione Ucraina,Nel paese Si combatté
una lunga guerra civile che vide scontrarsi i nazionalisti, che sostenevano l’indipendenza, e i bolscevichi ucraini,
che volevano restare legati alla Russia, l’armata Rossa riuscì a piegare ogni forma di resistenza e a
ricongiungere l’Ucraina agli Stati dell’unione sovietica. Dopo tre anni di guerra civile, i bolscevichi presero
possesso dell’intera Russia, una volta giunti al potere, l’economia russa era gravemente in crisi a causa sia della
guerra, sia della rivoluzione. il governo affronta(partito di lenin) la situazione attraverso il comunismo di guerra,
ovvero una serie di provvedimenti attuati in modo da garantire in tempi brevi una produzione è una
distribuzione adeguata all’interno del paese. ed è per questo che viene decretata la nazionalizzazione
dell’industria, in questo modo la quantità di merci da produrre veniva decisa dal governo, contemporaneamente
furono creati dei comitati di contadini poveri con l’incarico di sequestrare i contadini benestanti tutti i prodotti in
eccedenza.la creazione dei comitati di contadini non aveva però considerato che in un paese rurale come la
Russia erano ben radicati legami di forte solidarietà di villaggio, quindi anziché sequestrare i prodotti ai più
benestanti, i comitati ricavavano la quota da consegnare da tutti i contadini, anche quelli meno abbienti, questo
portò ad un impoverimento generalizzato.Ed è per questo che fu varata una nuova politica economica, la
cosiddetta NEP, Lenin aveva maturato la consapevolezza che per realizzare il socialismo in Russia, servissero un
processo lungo e graduale la creazione di condizioni ancora assenti nel paese. la Nape determinò il superamento
di tutte le principali misure del comunismo di guerra, il sistema di requisizioni fu eliminato ai contadini fu
lasciata la possibilità di conservare le eccedenze, ritorno alla libertà di commercio, i prezzi dipesero dalle leggi
del mercato, e anche le piccole imprese furono coinvolte nel processo di liberalizzazione. inoltre fin dall’inizio i
bolscevichi promisero al popolo la possibilità di autodeterminarsi, e questa politica trovò espressione con la
nascita dell’unione delle repubbliche socialiste che sovietiche, un’unione federale che legava alla Russia le altre
repubbliche nate dalla caduta dell’impero e che si trovavano sotto la guida dei bolscevichi locali. Due anni dopo
morì Levin, e con la sua scomparsa, si aprì una lotta per la successione alla guida del partito.tra i candidati due
figure in particolare sembravano destinate a contendersi il ruolo che era stato di Lenin: Trotsky e Stalin
● Trotsky che aveva guidato l’armata rossa voleva una rivoluzione permanente, ossia aveva la necessità
di innescare un processo rivoluzionario su scala mondiale
● Stalin aveva elaborato la teoria del socialismo in un solo paese, in base a questa teoria prima rafforzava
lo Stato sovietico in modo poi da farne un modello per gli altri paesi.
Lenin lasciò scritta nel suo testamento politico l’indicazione di destinare Stalin a un altro ruolo, che non gli
permettesse di esercitare un potere così grande, ma malgrado ciò sarebbe stato proprio quest’ultimo a uscire
vincitore dalla lotta per la successione.

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