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La poesia.

Il IV secolo è caratterizzato da due fattori nuovi e fondamentali dal punto di vista della letteratura:
● l’affermazione del cristianesimo;
● la rinascita della poesia.
Dalla metà del IV secolo si sviluppa un nuovo genere poetico all’interno delle corti degli imperatori: si tratta
della poesia di corte, composta allo scopo di celebrare la magnificenza dei potenti. In questo periodo, infatti,
nasce un nuovo concetto di letteratura per le élite di soli colti. Un altro genere poetico molto importante in
questo periodo è la poesia cristiana, che si farà promotrice dell’affermazione dei valori cristiani nella cultura
romana: tutto ciò è favorito dagli imperatori, che sempre più spesso chiedono ai letterati di scrivere del
cristianesimo in tutte le forme possibili, per poter diffondere rapidamente presso i ceti colti la nuova fede. Inni
ed epitaffi cristiani sono all’ordine del giorno. Fra gli autori più importanti ricordiamo:
Ausonio, la quale fama è dovuta al suo il consigliere più stretto di Graziano, e si impegnò a favorire gli interessi
non solo dell’aristocrazia romana ma anche dei suoi familiari e dei suoi colleghi e solo quando Graziano avviò
una serie di provvedimenti anti pagani, egli si ritirò a vita privata. Da questo suo atteggiamento emerge il suo
essere sostanzialmente indifferente di fronte ai problemi spirituali, che in nessun modo influenzeranno la sua
attività poetica. Di Ausonio possediamo una vasta produzione povera di contenuto, dovuto anche alla sua attività
di insegnante, si tratta quindi di componimenti al fine di aiutare lo studente alla memorizzazione. Maggior
interesse critico è suscitato dalle opere:
● la bissula, un ciclo di componimenti dedicati a una schiava sveva dal nome Bissula che egli aveva
ottenuto come premio di guerra. L’opera è caratterizzata da un tono spontaneo e sincero nei confronti di
questa fanciulla che egli ha liberato e istruito.
● la mosella, un poemetto dedicato al fiume che bagna Treviri, all’interno del quale il poeta si sofferma a
descrivere il paesaggio, la coltivazione con un'atmosfera magica, riprendendo Virgilio e Ovidio ma
evitando la caduta nell’ imitazione scolastica.
Claudiano ritenuto l’ultimo geniale poeta di Roma, che ha goduto della protezione dei più importanti esponenti
dell’aristocrazia senatoria. La sua produzione poetica comprende per la maggior parte componimenti
d'occasione, inserendosi anche all’interno della tradizione della letteratura encomiastica, introducendo il
panegirico e a fondere l’epica con la storia e la mitologia. Egli solo all’interno della sua opera De raptu
Proserpinae di carattere epico dedicato al rapimento di Proserpina da parte di Plutone, un mito fondamentale
della cultura pagana, che rappresenta simbolicamente l'alternarsi delle stagioni.
Namaziano ultima voce della poesia pagana, che percorse una brillante carriera politica, ma al termine del suo
incarico come praefectus urbis, fece ritorno al suo paese natio ed è proprio durante il viaggio che nasce la sua
unica opera parzialmente conservata. De reditu suo, è un poemetto in distici elegiaci composto sulla base di
ricordi e appunti. L’opera ha forma di un diario di viaggio, dove vengono descritti i luoghi in cui Rutilio si ferma
per salutare i suoi amici, l’opera riflette il suo stato d’animo doloroso, soprattutto quando raggiunge Roma.
Prudenzio fu uno di quegli uomini per cui la conversione alla religione cristiana segnò una profonda
rivoluzione interiore. I dati biografici sulla vita li conosciamo dalle sue opere, sappiamo che nacque in Spagna e
che ricevette un'educazione molto severa. Ricoprì cariche politiche e rimase molto affascinato dai culti della
capitale, questo in particolare lo spinse all’adesione alla fede cristiana. Il Liber Cathemerinon è una raccolta di
12 componimenti religiosi per consacrare i momenti più significativi della giornata al Signore. Il Peristephanon
è una raccolta di 14 inni sulla morte dei martiri, il titolo fa riferimento alle corone, simboli che nel mondo
pagano costituivano il più alto riconoscimento a un soldato. La Psychomachia è, infine, un poema sullo scontro
tra vizio e virtù che travaglia l’anima umana e si tratta di una delle creazioni più fantasiose dell’autore

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