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la Repubblica

MERCOLEDÌ 1 GIUGNO 2011 IL GOVERNO


POLITICA ALLA PROVA
INTERNA
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Il Quirinale
“Unità nazionale bene prezioso
serve coesione tra le istituzioni”
L’appello di Napolitano per la festa della Repubblica
UMBERTO ROSSO OSPITI è sfuggito un particolare. Pieno- Gasparri, oltre che dai giornalisti. so, occhi puntati sulla festa del 2
Dall’alto con ne in paziente attesa del capo del- Niente file in attesa, nessuna cor- giugno. Napolitano è molto con-
ROMA — Ha rinunciato al tradi- le rispettive lo Stato, sul lato sinistro della pa- sa alla stretta di mano, nessuna tento di come vanno le cose, «è
zionale messaggio tv, troppo fit- consorti Pier lazzina. Accanto, lato destro, ec- ressa. Non era andata così lo motivo di viva soddisfazione —
to di impegni il calendario del 2 Ferdinando co a pochi metri Silvio Berlusco- scorso anno, al borsino del ricevi- ha scritto ai prefetti — il fatto che
giugno. Ma non certo a rivolgere Casini, ni. A fare da alter ego, sia pure con mento del 2 giugno 2011 l’appeal tali celebrazioni siano caratteriz-
i suoi auguri all’Italia che celebra Romano qualche strappo all’etichetta che del premier sembra in picchiata. zate da una straordinaria e calo-
la Repubblica. Rispolverando, Prodi e vorrebbe Napolitano come uni- Dal Colle, rigoroso silenzio rosa partecipazione di cittadini,
per l’occasione, la formula del Angelino co padrone di casa. Ma pratica- sulla convocazione dopo il refe- a conferma dell’esistenza di un
messaggio indirizzato a tutti i Alfano mente circondato solo da una rendum del dibattito in Parla- forte e diffuso sentimento di
prefetti del nostro paese. Giorgio pattuglia di fedelissimi, da La mento sulla nuova maggioranza unità nazionale».
Napolitano rinnova il suo appel- Russa alla Brambilla, da Sardelli a chiesto da Napolitano. Per ades- © RIPRODUZIONE RISERVATA
lo per «garantire la massima coe-
sione tra le istituzioni chiamate
ad operare nel comune interesse
dello sviluppo economico, socia-
le e civile in ogni provincia». Il
punto di riferimento essenziale,
LE DIECI BUGIE
spiega il capo dello Stato, «resta I CONTANO dieci bugie nelle dichiarazioni
l’ancoraggio al principio di unità
e indivisibilità della Repubblica,
e con esso il dovere di tutela dei
S di Berlusconi.
1. B. dice di «non aver fatto sesso con Ruby».
Ècontraddetto da numerosi documenti (intercet-
diritti fondamentali dei cittadini tazioni, sms) e da testimonianze dirette.
e di tutte le persone presenti sul 2. B. dice che «anche Ruby lo scagiona».
territorio nazionale». Da ieri, con È falso. Ruby è stata «interrogata» abusivamente
il ricevimento sul Colle, celebra- da un «emissario» di B. e anche in quest’occasio-
zioni per i 150 anni dell’unità nel- ne opaca saltano fuori «le scene hard con il presi-
la fase più calda. Arrivano gli dente».
ospiti stranieri, decine di capi di 3.B. dice di aver telefonato una sola volta al ca-
Stato che a partire da stamattina po di gabinetto della questura e di non averlo mi-
saranno ricevuti al Quirinale, nacciato. È falso. Telefona più volte. Presenta
una maxi-giro di colloqui del ca- Ruby come “la nipote di Mubarak” (altra bugia).
po dello Stato con tutti o quasi i L’ingerenza provoca l’agitazione dei funzionari e
potenti della terra (si parte con i l’illegittimo affidamento a una prostituta brasilia-
tedeschi). na della minorenne.
Un tour de force, cominciato 4. B. dice: «E’ la 28esima persecuzione giudi-
ieri pomeriggio nei giardini del ziaria».Il numero è inesatto. Berlusconi ha subito
Colle con il party per autorità e 16 processi (tre le assoluzioni).
vip. Napolitano arriva alle sei in 5. B. dice: «Mi spiano dal gennaio 2010».
È falso. Sono soltanto stati raccolti i tabulati te-
lefonici delle sue amiche.
“Dovere di tutela 6. B. dice: «Hanno violato la mia casa».
dei diritti È falso. Le indagini si sono sempre fermate al can-
cello della villa di Arcore.
fondamentali dei 7. B. dice: «I giudici di Milano sono incompe-
cittadini e di tutti i tenti». È falso. Dottrina e giurisprudenza danno
presenti in Italia” ragione alla procura di Milano.
8.B. dice: «Hanno maltrattato le mie amiche».
È falso. Lo smentisce il suo ragioniere, Giuseppe
punto, la banda dei carabinieri Spinelli, anche lui perquisito: «Poliziotti garbati».
suona l’inno di Mameli. Ancora 9. B. dice: «Non ho mai pagato una donna».
qualche minuto di suspense sul- È falso. B. paga sempre le donne che partecipano
la presenza o meno del premier, al “bunga bunga” o che passano la notte con lui.
fino all’ultimo il protocollo non 10. B. dice: «Non mi devo vergognare». CERIMONIA
aveva ricevuto conferme, e poi È la bugia più manifesta. Il premier deve dire fi- Il presidente
eccolo farsi incontro al capo del- nalmente la verità su questi dieci punti e assu- della Repubblica
lo Stato. Convenevoli, Napolita- mersi fino in fondo le sue responsabilità, accet- Giorgio Napolitano ieri ai
no sussurra qualcosa, Berlusconi tandone le conseguenze. In un Paese democrati- giardini del Quirinale e,
annuisce con un sorriso tirato. Si co un capo di governo non può mentire ai suoi sopra, con la moglie Clio
fa notare il ministro Maroni, che concittadini.
l’anno scorso disertò ricevimen-
to e parata del 2 giugno, beccan-
dosi i rimbrotti del capo dello Sta-
to, e per il mondo politico che si Il centrodestra vuole equipararli per i contributi statali. Cossutta (Anpi): grande porcheria
aggira fra i vialetti è un chiaro se- Il caso
gno dei tempi: la Lega, dopo la
sberla delle amministrative, non
ha alcuna intenzione di far arrab-
biare il presidente della Repub-
blica. Si aspetta che Napolitano,
“Reduci di Salò come i partigiani”
come avviene in genere, faccia il
giretto fra tavoli e ospiti per i sa-
luti.
Ma stavolta non si muove dal-
ALBERTO CUSTODERO
ROMA — I reduci di Salò come i
partigiani e le altre associazioni
polemica sulla proposta di legge pdl
la “Coffe House”, non c’è riusci- di ex combattenti, beneficiari an-
to, causa processione di mani da che di contributi statali. È scon- quanti sono stati “legittimamen- scriminazione che non possia-
stringere, saluti, auguri e ringra- tro alla Camera, in commissione te belligeranti”, il che esclude- Tensioni anche nel mo più tollerare, specie se al dan-
ziamenti. Tutti in fila allora, per Difesa, tra maggioranza e oppo- rebbe i reduci di Salò. Il pdl, con il centrodestra: “Ci no si aggiunge la beffa di nostal-
due ore, a rendere omaggio al sizione per una proposta di legge relatore della proposta di legge gici che, usando il nostro Parla-
presidente della Repubblica, che firmata dal deputato Gregorio Riccardo Mazzoni, respinge l’ac- mancavano solo mento, vogliono garantire ai car-
ad un certo punto si è fatto porta- Fontana, pdl, che prevede che cusa di aver voluto equiparare i soldi per nefici lo stretto trattamento delle
re lì, nella “casina del caffè” del possano essere riconosciute dal partigiani a repubblichini. «Il Pd i repubblichini” vittime». Non è la prima volta, del
Quirinale, una sedia e si è rasse- ministero tutte le associazioni di s’è inventata la notizia», dice resto, che maggioranza e opposi-
gnato a rinunciare alla tradizio- ex “belligeranti”, senza limita- Mazzoni, il quale s’è detto dispo- zione si scontrano sul tema della
nale passeggiata per salutare fra zioni di sorta. Partigiani, ma an- sto ad accogliere l’emendamen- “pacificazione sì”, “parificazio-
palme e siepi i suoi ospiti. E al- che ex repubblichini. Il pd ha ten- RELATORE to-Giacomelli. Duri i commenti — è una gran porcheria e bisogna ne no”, con il centrodestra che
l’occhio attento di politici di tato di fermare il provvedimento Riccardo Mazzoni, pdl, del vicepresidente dell’Anpi, Ar- evitare che si faccia». E del presi- tenta di mettere sullo stesso pia-
maggioranza e opposizione, im- con una proposta di Antonello è relatore della mando Cossutta. «Per me — ha dente della Comunità ebraica. no i superstiti della Resistenza
prenditori e sindacalisti, magi- Giacomelli che prevede di rico- proposta di legge sui detto dalla convalescenza il lea- «Sono indignato — ha commen- con quelli della Rsi. Già nel 2009
strati e avvocati, saliti al Colle non noscere solo le associazioni di reduci di Salò der storico dei comunisti italiani tato Riccardo Pacifici — è una di- c’era stato il tentativo di equipa-
la Repubblica
MERCOLEDÌ 1 GIUGNO 2011
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La cerimonia
In fila per salutare il capo dello Stato
Berlusconi snobbato al ricevimento
E i leader pd esultano: “Che goduria certe facce”
LIANA MILELLA tissima al fianco, lui non perde il
Scherzano Alfano e gusto della battuta. Si ferma con
ROMA — Nella grande festa di il capo di Anm Palamara, gli fa i complimenti
Napolitano ora lui è costretto a per la linea, lo sfida a una partita
giocare la parte della comparsa. Palamara: “Ci di calcio governo contro toghe.
Non gli si addice, non è abituato. sfideremo a una Poi, ironico: «Preparati, perché
È già fosco quando entra, voluta- partita di calcio” per due anni non faremo che
mente, dall’ingresso meno ac- parlare di riforma della giusti-
corsato, quello che da via XX set- zia».
tembre dà direttamente sui giar- La curiosità del party è quella
dini del Quirinale. Lo vedi subito AL QUIRINALE sciarpa rossa di Gianni Pennac-
se Berlusconi è di cattivo umore Susanna Camusso e chi, lo scrittore che con Fli ha
— e ieri il suo era davvero pessi- Massimo D’Alema tentato la sfida di Latina. La por-
mo — perché incassa più del so- ta quando arriva, se la tiene ad-
lito la testa nelle spalle, cammi- Se ne va, senza aver rivolto la pa- ministrative? Forse voleva dire destra oggi è davvero una soddi- dosso fino alla fine. Per lui è la
na senza guardare nessuno, rola a Tremonti. che non gli hanno comunicato sfazione». prima volta, non nasconde la
quasi corre. Tant’è che, tra alte Per un Berlusconi in ombra, la bene i risultati...». La Finocchia- In effetti hanno l’aria sbanda- commozione: «Quando hanno
siepi, compie le decine di metri sinistra non nasconde il suo en- ro: «Hanno presso una mazzata? ta. Cicchitto con Gasparri. La suonato l’inno mi sono com-
che lo separano dalla palazzina tusiasmo. A D’Alema strappano Io sono una ragazza di buon cuo- Russa che evita accuratamente mosso. Napolitano è un grande,
del presidente d’un balzo. Resta una battuta sul Cavaliere: «Erro- re e indulgente...». Franceschini: di incrociare il Guardasigilli An- saggio, autorevole presidente».
lì dentro, dove ci sono già Napo- re di comunicazione sulle am- «Vedere le facce di quelli della gelino Alfano. La moglie elegan- © RIPRODUZIONE RISERVATA
litano, Fini, Schifani, solo po-
chissimi minuti. Poi eccolo fuo-
ri, già in un angolo. E lì resterà per
90 minuti, quelli che trascorre
sul Colle. Niente passeggiata tra
le aiuole, a stringer mani e distri-
buire sorrisi, come aveva fatto
l’anno scorso. I vincitori — Ber-
sani, D’Alema, Veltroni, Prodi, la
Finocchiaro, Fassino, France-
schini, Renzi, Bertinotti con Lel-
la — non li vuole neppure sfiora-
re. Scende i gradini della palazzi-
na per una sola stretta di mano,
quella al capo della banda musi-
cale. Quando risale si guarda be-
ne dal mettersi al centro, dove
c’è Gianfranco Fini, con compa-
gna e figlia tutte e due in rosso.
Elisabetta Tulliani stringe la ma-
no di Carolina, il padre la acca-

In ottocento per
stringere la mano a
Napolitano, poche
signore attorno
al premier

rezza e canta visibilmente tutto


l’inno di Mameli. Berlusconi
neppure applaude.
Ma il peggio deve ancora veni-
re. Si materializza di lì a poco.
Quando il premier, mai lasciato
da Gianni Letta, parla con il de-
putato europeo Mario Mauro. In
quei tre o quattro minuti si forma
una fila lunghissima per salutare
Napolitano e la moglie Clio. Per
lui, invece, tre o quattro persone.
Attempate signore dai tacchi
vertiginosi. Stimano le fonti uffi-
ciose del Colle che a stringere la
mano del presidente siano state
alcune centinaia di persone. Chi
butta lì addirittura 800. È la cifra
di una coda che dura quasi due
ore. Napolitano, a un certo pun-
to, è costretto perfino a sedersi.
Questo succede quando la si-
nistra sbaraglia il campo e vince.
Berlusconi confonde le acque,
per due volte parla a lungo con i
giornalisti, butta sui candidati la
rare partigiani, militari e depor- colpa della sconfitta. Annuncia
tati ai repubblichini di Salò sotto le riforme, ma singolarmente ta-
il simbolo “Ordine del Tricolo- ce sulla giustizia. Davanti ha de-
re”. Allora s’erano opposti fra l’al- cine di toghe, tutti quelli del Csm
tro Ciampi e Scalfaro. Ma non so- con il vice presidente Michele
lo: il 29 marzo il senatore Cristia- Vietti, quei «comunisti» della
no De Eccher, pdl, ha presentato Consulta, e poi Luca Palamara, il
un ddl costituzionale per abolire battagliero presidente del-
la norma della Costituzione che l’Anm, anche lui in fila per Na-
vieta «la riorganizzazione, sotto politano con cui parla per vari
qualsiasi forma, del disciolto minuti («Che ci siamo detti? Ov-
partito fascista». La proposta di viamente top secret»). Potrebbe
legge Fontana ha suscitato le rilanciarla la sua vendetta sulle
proteste del centrosinistra. Ma toghe. Invece sfuma, quando
anche Franco De Luca, del Pdl, è glielo si chiede risponde distrat-
sbottato: «In una giornata come to con un «ma sì, la faremo, è già
questa — ha commentato — ci in Parlamento». Come mormo-
mancava solo la proposta di dare rano nel suo staff, in queste ore,
soldi ai reduci di Salò». è grande la preoccupazione per
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la sentenza sul lodo Mondadori.