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RELAZIONE TECNICA

VERIFICA DI UNA RETE DI DISTRIBUZIONE A MAGLIE


CON IL METODO NODALE

INQUADRAMENTO GENERALE DELL’OPERA


Le reti di distribuzione a maglie chiuse sono formate da un insieme di condotte, dette rami,
collegate tra loro mediante dei nodi. In altre parole, la maglia è una sorta di poligono chiuso in
cui i vertici sono i nodi dove confluiscono i rami. Quindi ogni ramo è connesso a due nodi. Nelle
reti a maglie chiuse, al contrario di quelle ramificate, la rottura in un tratto della rete non provoca
l’interruzione dell’erogazione nelle zone di valle, in virtù della geometria del sistema di
distribuzione. Questa elasticità nel far fronte a possibili danni dell’impianto, fa sì che le reti a
maglia vengano usate per centri abitati di significative dimensioni.

OBIETTIVI
La verifica consta di due punti fondamentali:
 determinare le portate circolanti nei vari rami ed i carichi nei nodi;
m m
 verificare che la velocità dell’acqua nelle condotte risulti 0.3 ≤V ≤ 3 ;
s s

DATI
Sono riportati nella sottostante tabella (tab1)
Ramo AB AE AC BC CD ED
0.311
D [m] 0.3116 0.1547 0.2092 0.2092 0.2604
6
L [m] 946 448 971 222 243 945
Ks [m1/3/s] 80 80 80 80 80 80
Tab.1 Dati del problema

METODI E CALCOLI
La verifica di una rete a maglia con il metodo nodale prevede di:
 fissare una distribuzione di carichi di primo tentativo;
 calcolare la correzione da apportare al carico in ogni nodo affinché si abbia il
soddisfacimento dell’equazione di continuità determinando così le portate circolanti in
ogni ramo;
 calcolare il valore del carico in ogni nodo;
Il metodo nodale, utilizzato per verificare la rete a maglie, è un metodo speculare a quello
Hardy-Cross. Il metodo nodale prevede di fissare la distribuzione dei carichi di primo tentativo
tale che, all’interno di ogni maglia chiusa, la sommatoria delle perdite di carico sia nulla cioè
(1) ∑h = 0
e di verificare successivamente il soddisfacimento dell’equazione di continuità per ciascun nodo

(2) ∑± qij ± Qi =0
i

Se la distribuzione dei carichi scelta arbitrariamente nel primo tentativo non soddisfa tale
equazione, bisogna apportare una correzione ∆H a questi carichi in modo da avere in ogni nodo
la congruenza tra portate entranti e portate uscenti.
Partiamo dicendo che la perdita di carico nel generico ramo sarà pari a
(3) h = J ⋅L
Dove se si ipotizza moto turbolento all’interno delle :
- J è la cadente piezometrica ricavabile dalla formula di Gauckler-Strickler
q2
( 3a ) J = 2 43 2 dove
K ⋅R ⋅A
L è la lunghezza del ramo
q rappresenta la generica portata transitante in un ramo;
K è il coefficiente di Gauckler-Strickler
D
R raggio idraulico che per condotta circolare vale ;
4
πD 2
A è l’ area della condotta che essendo circolare vale A = .
4
L
Ponendo ( 3b ) R=
k * R 4 3 * A2
2

possiamo scrivere la perdita di carico in un generico ramo come:

( 3c ) h = R ⋅q2

Da questa si ricava il valore della portata


1
1
(4)  1 2
q =   ⋅h2
R
Se si indica con
α
1
( 4a ) Y = 
R

( 4b ) q = Y ⋅ hα

1
Dove α =
m
in cui m = 2 se siamo in regime di moto turbolento.

La distribuzione dei carichi di primo tentativo non soddisferà l’equazione di continuità nei nodi;
partendo dalla portata circolante in un generico ramo che collega i nodi i-j possiamo scrivere.
(5) qij = Yij * ( H j − H i ) α

aggiungendo in essa la correzione da apportare al nodo i-esimo la stessa diventerà


( 5a ) qij = Yij * [ H j − ( H i + ∆H )]α

Utilizzando lo sviluppo in serie di Taylor troncato al primo ordine avremo che


f ( x) = f ( x0 ) + ( x − x0 ) * f ' ( x0 )

In essa
f ( x ) = qij cioè la portata circolante nel ramo corretta;
f ( x 0 ) = Yij ⋅ ( H j − H i ) α = A ;

x0 = H j − H i ;

x − x 0 = ∆H ;

x = H j − H i + ∆H ;
f ' ( x0 ) = α ⋅ Yij ⋅ ( H j − H i ) α −1 = C

Cioè
qij = Yij ⋅ ( H j − H i ) − α ⋅ Yij ⋅ ∆H ⋅ ( H j − H i )
α α −1
( 5b )
In base ad essa la correzione per un ramo senza portate in uscita o in entrata e senza singolarità
tipo la presenza di pompe che immettono una portata nella rete sarebbe:

(6) ∆H = −
f ( x0 )
=
∑A
f ' ( x0 ) ∑C
dove la sommatoria consente di tener conto dei diversi rami che confluiscono nel nodo
considerato.
In generale, l’equazione di continuità da dover soddisfare in ogni nodo è la (2), quindi
l’equazione di continuità, con annessa correzione, diventa:

∑ {Y ⋅ ( H − H i ) − α ⋅ Yij ⋅ ∆ H ⋅ ( H j − H i ) } ± Qi = 0
α α −1
(7) ij j
( 7 a) ∑A − C ⋅ ∆H ± Qi =0

( 7b ) ∑A − ∆H ∑C ± Qi =0

Di conseguenza la correzione da apportare nel nodo in presenza di portate che possono affluire
verso l’interno o defluire verso l’esterno sarà

( 8 ) ∆H =
∑A ±Q i

∑C
Un ultima considerazione da fare riguarda i nodi interessati dalla presenza di impianto di
sollevamento. Dal punto di vista idraulico, il funzionamento di una pompa è descritto dalla
propria curva caratteristica, che descrive il legame tra portata sollevata e prevalenza δH della
pompa. Questa curva ha una legge di tipo parabolico con equazione:
( 9 ) Q p = C1 + C 2 ⋅ δH + C 3 ⋅ δH 2

In un intorno piccolo di δH si può approssimare l’equazione della curva caratteristica con una
retta e perciò
( 9a ) Q p = C1 + C 2 ⋅ δH
Qp rappresenta la portata immessa dalla pompa nella rete;
C2 è il coefficiente angolare della retta Q p = C1 + C 2 ⋅ δH che si utilizza per
semplificare l’andamento della curva caratteristica della pompa (prevalenza) tra due punti
successivi;
δH = H B − H B Serbatoio è la variazione di energia tra il serbatoio nel nodo B dove è
presente la pompa e il nodo stesso. Se si riferiscono i carichi rispetto al carico serbatoio in
B dove c’è la pompa allora H B Serbatoio = 0 e quindi δH = H B .
Anche qui si deve assegnare un valore iniziale di δH per poi correggerlo:
( 9b ) Q p = C1 + C 2 ⋅ ( δH + ∆H )

L’equazione, nel nodo dove entra la portata immessa dalla stazione di sollevamento, diventerà:
( 10 ) ∑A − ∆H ∑C + Q p =0

( 10a ) ∑ A − ∆H ∑C + C 1 + C 2 ⋅ (δH + ∆Η) = 0

( 10b ) ∑ A − ∆H ( ∑ C − C ) + C 2 1 + C 2 ⋅ δH = 0

e quindi la correzione da apportare al nodo dove è presente la pompa è

∆H =
∑ A + C + C ⋅ δH
1 2
( 10c )
(∑C ) − C 2

ossia
∆H =
∑A+Q p
( 11 )
(∑C ) − C 2

Le costanti C1 e C2 vanno ricavate sfruttando i dati relativi alla curva caratteristica. Se


ipotizziamo che il carico nel nodo B, dove c’è la pompa, è di H = 27 m allora, ricavando il
coefficiente angolare della retta che passa per i punti della curva caratteristica tali da contenere il
nostro carico, riusciamo a valutare anche C2:
HB Qp
37.39 0.056
36.58 0.112
35.05 0.170
32.92 0.226
28.87 0.283
24.99 0.340

Curva Caratteristica della pompa

40
35
30
25
H [m]

20
15
10
5
0
0.0 0.1 0.1 0.2 0.2 0.3 0.3 0.4 0.4
3
Qp [m /s]

C2 =
Q28 .87 − Q24 .99
=
( 0.283 − 0.340 ) m 3 / s = -0.01469 m 2
H B 28 .87 − H B 24 .99 ( 28 .87 − 24 .99 ) m s

Il coefficiente C1 è ricavabile dall’equazione della retta:


m3
C1 = Q28.87 − C 2 ⋅ H 28 .87 = 0.707121
s
Di conseguenza, se si vuole determinare la portata che la pompa immette nella rete relativa ad
una ipotesi di carico nel nodo B pari a H B = 28 m basta utilizzare l’equazione della retta:
Q p = C1 + C 2 ⋅ δH
m3 m2 m3
Q p = 0.707121 − 0.01469 ⋅ 27 m = 0.3105
s s s
Partendo dallo schema della rete (fig A), ipotizziamo una distribuzione di carichi tale che in ogni
maglia della rete sia verificata la (1).

S
P

QD

Fig A Schema delle rete

Nodo A B C D E
H [m] 28.00 27.00 26.50 25.00 26.50
Tab. 2 Carichi di primo tentativo.

Fissando i carichi ( tab 2), la continuità nei nodi non sarà rispettata, per cui procederemo a fare le
dovute correzioni applicando la (8) per tutti i nodi escluso B, per il quale useremo la (11). In

entrambe le equazioni si calcola A = −Y ⋅ ( H j − H i ) quando la portata esce dal nodo e

A = Y ⋅ ( H j − H i ) quando entra. Il valore di C = α ⋅ Yij ⋅ H j − H i


( ) α −1
è indipendente dal verso
della portata circolante nei rami. La correzione di carico si effettua in tutti i nodi tranne che per il
nodo “E” dove il carico è noto e quindi i nuovi carichi nei nodi saranno quelli ottenuti dalla
somma algebrica del carico precedentemente ipotizzato nel nodo e la correzione da apportare:
H ' ' = H '+∆H
in essa gli apici stanno ad indicare il valore di tentativo del carico.
Prima correzione
L Ks Y Hi Hj ε qij
Ramo D [m] R[s2/m5] A C
[m] [m1/3/s] [m5/2/s] [m] [m] [-] [m3/s]
Nod 0.311 - 0.018080
AB 946 80 764.77 0.0362 28.0 27.0 -1 0.0362
o 6 0.0362 2
0.311 - 0.021451
A AE 448 80 362.18 0.0525 28.0 26.5 -1 0.0644
6 0.0644 9
0.154 32867.3 - 0.002251
AC 971 80 0.0055 28.0 26.5 -1 0.0068
7 7 0.0068 9

ΣA ΣC ΔH
-
0.0418 -2.57
0.10727

L Ks Y Hi Hj ε qij
Ramo D [m] R[s2/m5] A C
[m] [m1/3/s] [m5/2/s] [m] [m] [-] [m3/s]
Nod 0.311 0.018080
AB 946 80 764.77 0.0362 28.0 27.0 1 0.0362 0.0362
o 6 2
0.311 - 0.052782
B BC 222 80 179.47 0.0746 27.0 26.5 -1 0.0528
6 0.0528 3

ΣA ΣC ΔH
-
0.0709 3.43
0.01662

L Ks Y Hi Hj ε qij
Ramo D [m] R[s2/m5] A C
[m] [m1/3/s] [m5/2/s] [m] [m] [-] [m3/s]
Nod 0.209 0.018241
BC 222 80 1502.63 0.0258 27.0 26.5 1 0.0182 0.0182
o 2 4
0.154 32867.3 0.002251
C AC 971 80 0.0055 28.0 26.5 1 0.0068 0.0068
7 7 9
0.209 - 0.010066
CD 243 80 1644.77 0.0247 26.5 25.0 -1 0.0302
2 0.0302 4

ΣA ΣC ΔH
-
0.0306 -0.17
0.00520

L Ks Y Hi Hj ε qij
Ramo D [m] R[s2/m5] A C
[m] [m1/3/s] [m5/2/s] [m] [m] [-] [m3/s]
Nod 0.209 0.010066
CD 243 80 1644.77 0.0247 26.5 25.0 1 0.0302 0.0302
o 2 4
0.260 0.009151
D ED 945 80 1989.94 0.0224 26.5 25.0 1 0.0275 0.0275
4 7

ΣA ΣC ΔH
0.05765 0.0192 -7.15

Nodo A B C D E
H''
25.4 30.4 26.3 17.9 26.5
[m]
Alla nuova iterazione, c’è bisogno di ricalcolare le costanti C1 e C2 in quanto esse dipendono
dall’intervallo della curva caratteristica dove ricade il nuovo valore del carico in “B” . Inoltre c’è
una variazione di portata immessa dalla pompa che dipende dal carico di nuovo tentativo:

Seconda correzione
Ram Ks R[s2/m5 Y Hi Hj ε qij
L [m] D [m] A C
o [m1/3/s] ] [m5/2/s] [m] [m] [-] [m3/s]
Nod 0.311 0.0080841
AB 946 80 764.77 0.0362 25.4 30.4 1 0.0809 0.0809
o 6 1
0.311 0.0254313
A AE 448 80 362.18 0.0525 25.4 26.5 1 0.0543 0.0543
6 1
0.154 32867.3 0.0029118
AC 971 80 0.0055 25.4 26.3 1 0.0052 0.0052
7 7 9

ΣA ΣC ΔH
0.14038 0.0364 3.85

Ram Ks R[s2/m5 Y Hi Hj ε qij


L [m] D [m] A C
o [m1/3/s] ] [m5/2/s] [m] [m] [-] [m3/s]
Nod 0.311 - 0.0080841
AB 946 80 764.77 0.0362 25.4 30.4 -1 0.0809
o 6 0.0809 1
0.311 -
B BC 222 80 179.47 0.0746 30.4 26.3 -1 0.1512
6 0.1512 0.0184213

ΣA ΣC ΔH
-
0.0265 0.71
0.23211

Ram Ks R[s2/m5 Y Hi Hj ε qij


L [m] D [m] A C
o [m1/3/s] ] [m5/2/s] [m] [m] [-] [m3/s]
Nod 0.209 0.0063663
BC 222 80 1502.63 0.0258 30.4 26.3 1 0.0523 0.0523
o 2 7
0.154 32867.3 - 0.0029118
C AC 971 80 0.0055 25.4 26.3 -1 0.0052
7 7 0.0052 9
0.209 - 0.0042345
CD 243 80 1644.77 0.0247 26.3 17.9 -1 0.0718
2 0.0718 8

ΣA ΣC ΔH
-
0.0135 -1.83
0.02475

Ram Ks R[s2/m5 Y Hi Hj ε qij


L [m] D [m] A C
o [m1/3/s] ] [m5/2/s] [m] [m] [-] [m3/s]
Nod 0.209 0.0042345
CD 243 80 1644.77 0.0247 26.3 17.9 1 0.0718 0.0718
o 2 8
0.260 0.0038117
D ED 945 80 1989.94 0.0224 26.5 17.9 1 0.0659 0.0659
4 5
ΣA ΣC ΔH
0.13771 0.0080 -7.12

Nodo A B C D E QD
H'''
29.3 31.1 24.5 10.7 26.5 0.195
[m]

Continuando in questo modo con le iterazioni, si arriva alla sesta correzione, che fornisce i
seguenti dati:
L Ks R[s2/m5 Y Hi Hj qij
Ramo D [m] ε [-] A C
[m] [m1/3/s] ] [m5/2/s] [m] [m] [m3/s]
0.311
Nodo AB 946 80 764.77 0.0362 27.3 29.7 1 0.0557 0.0557
6 0.01173646
0.311 -
A AE 448 80 362.18 0.0525 27.3 26.5 -1 0.0479
6 0.0479 0.02884477
0.154 -
AC 971 80 32867.37 0.0055 27.3 21.3 -1 0.0136
7 0.0136 0.00111919

ΣA ΣC ΔH
-0.00575 0.0417 -0.014

L Ks R[s2/m5 Y Hi Hj qij
Ramo D [m] ε [-] A C
[m] [m1/3/s] ] [m5/2/s] [m] [m] [m3/s]
0.311 -
Nodo AB 946 80 764.77 0.0362 27.3 29.7 -1 0.0557
6 0.0557 0.01173646
0.311 -
B BC 222 80 179.47 0.0746 29.7 21.3 -1 0.2169
6 0.2169 0.01284266

ΣA ΣC ΔH
-0.27264 0.0246 -0.04

L Ks R[s2/m5 Y Hi Hj qij
Ramo D [m] ε [-] A C
[m] [m1/3/s] ] [m5/2/s] [m] [m] [m3/s]
0.209
Nodo BC 222 80 1502.63 0.0258 29.7 21.3 1 0.0750 0.0750
2 0.0044384
0.154
C AC 971 80 32867.37 0.0055 27.3 21.1 1 0.0138 0.0138
7 0.00110174
0.209 -
CD 243 80 1644.77 0.0247 21.3 6.4 -1 0.0950
2 0.0950 0.00319902

ΣA ΣC ΔH
-0.00625 0.0087 -0.02

L Ks R[s2/m5 Y Hi Hj qij
Ramo D [m] ε [-] A C
[m] [m1/3/s] ] [m5/2/s] [m] [m] [m3/s]
0.209
Nodo CD 243 80 1644.77 0.0247 21.3 6.4 1 0.0950 0.0950
2 0.00319902
0.260
D ED 945 80 1989.94 0.0224 26.5 6.4 1 0.1005 0.1005
4 0.00250035

ΣA ΣC ΔH
0.19552 0.0057 0.09

Nodo A B C D E QD
H[m] 27.3 29.7 21.2 6.5 26.5 0.195

Carichi finali

Adesso bisognerà determinare le portate circolanti nei rami e la velocità dell’acqua in essi.
Avevamo già ricavato la formula che ci forniva la portata nei rami (4b), dove in moto turbolento

1
α=
2
Inoltre la velocità nei vari rami è calcolabile come:
q 4
V= = q⋅
A π ⋅ D2

Quindi effettuando il calcolo


Ramo q V
AB 0.08 1.1
BC 0.45 2.9
AC 0.03 0.4
CD 0.36 2.7
EA 0.04 1.9
ED 0.44 0.6

CONSIDERAZIONI FINALI
Partendo da una rete esistente, conoscendo tutti i parametri che la caratterizzano, abbiamo
determinato le portate circolanti nei vari rami con relativo verso; abbiamo determinato poi le
velocità nei singoli tratti e si è constatato che esse sono comprese nel range
m m
0.6 ≤V ≤ 3 , anche se alcune sono al limite inferiore.
s s