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FUSIONE NUCLEARE

La via verso il reattore

Francesco De Marco
Associazione ENEA-EURATOM sulla Fusione
Frascati
LA FUSIONE ALIMENTA IL SOLE E LE ALTRE
STELLE.

Ogni secondo nel sole circa 700 milioni tonnellate


di idrogeno si trasformano in elio.
Queste reazioni producono 4x1026 watt (!)
di cui meno di un miliardesimo cade sulla terra.

Fonti di energia attualmente usate o in via di sviluppo:


- l'energia solare diretta,
- l'energia idrica (tramite l'evaporazione),
- i combustibili fossili e le biomasse ( tramite la fotosintesi),
- l'energia eolica ( tramite il riscaldamento dell'atmosfera)
hanno origine da processi di fusione.
Un reattore a fusione di grandi
dimensioni

• L’esito del ciclo di Bethe: 1H+1H+1H+1H → 4He + 25 MeV.


• Il ciclo di Bethe e gli altri che partono dall’idrogeno richiedono
grandi densità e grandi dimensioni = confinamento
gravitazionale.
E' POSSIBILE RIPRODURRE E
CONTROLLARE I PROCESSI DI FUSIONE
SULLA TERRA?

La grande difficoltà della fusione consiste nel


superare la forte repulsione elettrica ( legge di
Coulomb)
La reazione Deuterio-Trizio
• Per ottenere energia da fusione sulla Terra dobbiamo
partire da isotopi dell’idrogeno che reagiscono più
facilmente:

• Energia di reazione >> energia di ionizzazione ⇒ il combustibile


è allo stato di plasma (fluido completamente ionizzato).
• Le particelle alfa (4He++) sostengono il plasma (ignizione) se
questo è abbastanza caldo, denso e ben confinato.
• Temperatura T >10 keV (100 milioni di gradi); densità n e tempo
di confinamento τ tali che n × τ > 2×1020sec/m3.
Reazioni di fusione

• La reazione considerata è:
D+T→ n(14.1MeV)+He4(3.5MeV)
Per ricostituire il trizio
n+Li6 → T+He4+4.8MeV
Altre reazioni hanno probabilità e rendimenti più
bassi, anche se hanno potenziali vantaggi per la
bassa produzione di neutroni
La scelta della reazione D+T
ha fondamentali conseguenze
che non possono essere
sottostimate.
I quattro quinti dell'energia da fusione
sono portati da neutroni veloci di 14
MeV.
Questi neutroni devono essere rallentati in un
involucro (blanket) che circonda la camera di
reazione, ove la loro energia è convertita in
calore per alimentare una turbina.

Il blanket ha anche un'altra funzione


fondamentale, cioé generare il trizio.
Schema di principio del reattore
Qual’ è il fine dell’attività di
ricerca?
• Costruire un reattore sicuro,
ragionevolmente pulito e accettabile
dal punto di vista ambientale,
economicamente attrattivo.
Il confinamento magnetico del plasma

• Le particelle cariche seguono orbite a spirale attorno alle


linee di campo.
• Il plasma si diffonde attraverso il campo per collisioni o
effetti di deriva.
Configurazioni lineari e toroidali (a ciambella)
Plasma non magnetizzato

Configurazioni lineari:
sopravvivono come esperimenti
di base.

Configurazioni toroidali:
costituiscono il mainstream
della ricerca sulla fusione
Schema di un tokamak
• La componente
toroidale del campo
magnetico è prodotta da
bobine avvolte attorno
all’anello di plasma.
• Il solenoide centrale
induce una corrente che
genera il plasma
(breakdown) e lo scalda.
• Altre bobine controllano
la posizione del plasma.
IL TOKAMAK

Sezione del plasma

Camera da vuoto e divertore


Storia (1)

• Le ricerche sulla fusione iniziarono negli anni ‘50. Furono


declassificate con la conferenza di Ginevra del 1958.

• Alla fine degli anni ‘60 i russi annunciarono che il tokamak T-3
raggiungeva alte temperature e tempi di confinamento di circa
20ms, molto più grandi che quelli di altri esperimenti.

• Le misure russe erano indirette. Furono confermate da una


squadra di scienziati inglesi che eseguì sul T-3 misure mediante
scattering di luce laser (metodo nuovo per quei tempi).
Storia (2)

• Da allora decine di tokamak hanno operato e operano


nel mondo.
• In particolare in Italia: Thor (CNR-Milano, non più
operativo), FT(ENEA-Frascati, non più operativo),
FTU (ENEA-Frascati, in operazione).
• I paesi europei hanno costruito e gestito in comune il
più grande tokamak nel mondo, il JET a Culham(R.U.).
Problemi scientifici

• Controllare grandi volumi di plasma per tempi


lunghi o in continua.
Pressione del plasma
• Massimizzare il valore di β=
Pressione magnetica

• Infatti potenza di fusione∝ß2xB4xVolume


(B≡Campo Magnetico)
Problemi scientifici(2)

• Riscaldare il plasma alle


temperature necessarie
(≈10÷20keV;
1keV≈107K) 
• Ottenere tempi di
confinamento
dell’ordine del secondo
nei regimi di interesse
per il reattore
Metodi di riscaldamento del plasma
Per accendere il “fuoco” nucleare

<nT> τ -3
(m ,keV,sec)≥2 10 21

B2 ß τ(Tesla,%,sec)≥100

<nT>≡ media di nT sulla sezione del plasma


Raggiunti oggi valori di nTτ entro un fattore
circa 3 da quello richiesto.
La Fusione in Italia (1)

• Da decenni Associazione ENEA EURATOM


che comprende:
ENEA
Consorzio RFX (ENEA,CNR,Un.Padova,Acciaierie Venete)
IFP-CNR,Consorzi universitari.
Dal 2006 anche INFN in Cons. RFX
La Fusione in Italia (2)

In 2005, 415 persone e circa 55MEURO (incluso il


personale)
Esperimenti: FTU,RFX
Partecipazione a JET
ITER
Tecnologia (Magneti,neutronica,materiali)
Programma a lungo termine (DEMO)

Limitato programma sulla fusione inerziale


Fisica e Tecnologia

• Progressi nella fisica devono essere


accompagnati da progressi nella tecnologia.
Esempio
• Fisica  Reattori compatti  Alti carichi
energetici e neutronici sui componenti affacciati
al plasma  Ricerca sui materiali
Materiali

• Lo sviluppo di materiali con bassa attivazione e


alta resistenza sotto bombardamento neutronico
e che operino ad alta temperatura (T≈ 1000 °C)
permettono alte efficienze termiche ( 50%) e
possono anche produrre direttamente idrogeno
Tecnologia

• Le principali aree tecnologiche nel cammino


verso il reattore sono:
§ bobine superconduttrici

§ il blanket triziogeno,

§ i componenti affacciati al plasma e i materiali

resistenti alla radiazione e che abbiano basse


proprietà di attivazione.
I passi futuri

• ITER ( Dimostrazione della fattibilità


scientifica, progresso nella fattibilità
tecnologica)
• Sorgente di neutroni per studi sui materiali
• Reattore dimostrativo DEMO
ITER
• EU,USA,Giappone,Fed.
Russa, Cina,Corea,India
• Sito:Cadarache (Francia)
• Inizio costruzione: 2007
• Inizio operazioni: 2016
• 500MW di potenza di
fus. x500sec
Central Solenoid
Nb3Sn, 6 modules The core of ITER
Cryostat
24 m high x 28 m dia.
Toroidal Field Coil
Nb3Sn, 18, wedged Vacuum Vessel
9 sectors

Blanket
Poloidal Field Coil 440 modules
Nb-Ti, 6
Port Plug
heating/current
drive, test blankets
limiters/RH
Major plasma radius 6.2 m diagnostics
Plasma Volume: 840 m3 Torus
Plasma Current: 15 MA Cryopumps, 8
Typical Density: 1020 m-3
Divertor
Typical Temperature: 20 keV
54 cassettes
Fusion Power: 500 MW
Machine mass: 23350 t (cryostat + VV + magnets)
- shielding, divertor and manifolds: 7945 t + 1060 port plugs
- magnet systems: 10150 t; cryostat: 820 t
Device B(tesla) Ip (MA) Vol (m3) t (s)
FTU 8 1.2 1.5 1.5
JET 3.5 5 100 40
ITER 5.3 15 840 >300

La missione di ITER è dimostrare la


fattibilità scientifica dell’energia da fusione e
di progredire nella fattibilità tecnologica.

ITER ha come obiettivo:


- dimostrare la produzione estesa nel tempo
di energia; P≥500MW, Q≥10

- provare tecnologie essenziali per il reattore


(come le bo bine superconduttrici) in un
sistema integrato.
Progetti di reattori modello mostrano
tendenza verso reattori più economici.
8
A
6 C
B

Z(m)
D
4
ITER

R(m)
0
0 5 10 15
-2

-4

-6

-8

Filiera USA ARIES: Filiera UE: evoluzione della sezione


evoluzione del raggio del plasma
maggiore (ABCDProgressi in
scienza e tecnologia)
CONCLUSIONI

• La fusione può dare un


contributo nella seconda
metà del secolo.
• I reattori avanzati
forniranno elettricità di
base e produrranno
direttamente idrogeno
Sezione del reattore
2m 4m
modello ARIES -AT
CONCLUSIONI

• Le centrali a fusione sono intrinsecamente


sicure
• Con un’appropriata scelta dei materiali le scorie
della fusione non costituiranno un un problema
di lungo termine per le generazioni successive a
quella che ha prodotto le scorie stesse.

Nello spirito dello sviluppo sostenibile


Vista del reattore modello
ARIES-AT

2m 4m
CENNI SULLA FUSIONE
INERZIALE

Ringraziamenti a S.Atzeni
Univ. di Roma
La Sapienza
Fusione a confinamento inerziale

• Reazioni di fusione da una piccola quantità (milligrammi) di


combustibile (DT), contenuta in un bersaglio,
• fortemente compressa (1000 volte la densità del solido!)
• riscaldata ad altissima temperatura (100 000 0000 K)

• pressioni di miliardi di atmosfere; nessun confinamento esterno


=> il combustibile è confinato solo dalla sua stessa inerzia
brucia in modo esplosivo per una frazione di
miliardesimo di secondo
• Processo impulsivo (microesplosione)
• è necessario fornire energia ciclicamente tramite un driver
• la massa del combustibile è limitata dalla necessità di
contenere l’esplosione in un reattore
(1 mg di DT rilascia 340 GJ, come l’esplosione di 85 kg di tritolo)
Il principio dello schema “classico”
Schema alternativo : ignizione veloce
si usano due diversi laser
• per comprimere prima
• e riscaldare poi

proposto da M. Tabak nel 1993


condizioni di ignizione calcolate da S.A. (1996, 1999)
Qualche numero (per un futuro reattore)

Bersaglio (guscio)
• massa: qualche milligrammo
• raggio: 1 – 3 mm
• spessore = 0.1 x raggio

impulso laser
• Energia: 1.5 MJ (≈ 0.4 kWh)
• Durata: 10 – 20 miliardesimi di secondo (10 – 20 ns)
• potenza di picco: 400 000 miliardi di watt
• Intensità massima: 1019 W/m2
• radiazione ultravioletta o blu

Energia di fusione prodotta


≈ 100 volte l’energia dell’impulso laser
Storia “moderna” della fusione inerziale
anni ‘70: prime implosioni

fine anni ‘70: pessimo assorbimento della luce laser infrarossa

inizio anni ‘80: sviluppo laser a luce visibile e u.v.


buon assorbimento, generazione di alte pressioni

1988-1992: misurate elevatissime compressioni (x 600),


elevatissime temperature

primi anni ‘90: comprese, misurate, simulate le instabilità,


sviluppate tecniche di misura con risoluzione
spazio-temporale elevatissima (micron - picosecondo)

1992-94: dati disponibili per iniziare a progettare esperimenti di ignizione


1994: primi laser ultra-intensi e schema di ignizione veloce
-------------------------
nota: fino al 1993 molte ricerche coperte da segreto militare (USA, URSS, F, GB)
Dall’ignizione al reattore
Una strada lunghissima, ma già avviata

Esperimenti di ignizione:

Obiettivo: ignizione, con moltiplicazione G > 10,


impiegando laser con rendimento dell’1%
che effettuano pochi spari al giorno,
usando bersagli che costano più di 1000 $ ciascuno

Reattore:

Necessari: moltiplicazione G > 100,


impiegando driver con rendimento del 10%
che effettuano 5 spari al secondo,
usando bersagli che costano meno di 1 $ ciascuno!
Uno dei molti concetti di reattore
Sono già in corso azioni di ricerca e sviluppo su tutti i componenti
Lo sforzo internazionale sulla fusione inerziale

Grandi programmi (> 300 Meuro/anno) : USA e Francia


(in parte notevole finanziati da organismi militari, ma con
notevoli componenti civili, universitarie, etc.)

Medi programmi (qualche decina di Meuro/anno): GB, (con


numerosi laser di varie dimensioni, e grande partecipazione di
giovani), Giappone, Russia

Programma più piccolo, ma di frontiera su alcuni temi: Germania

Piccole attività: Polonia, Rep. Ceca, Spagna, Portogallo, Corea,


India
E in Italia?
Attività sperimentale pioneristica a Frascati negli anni ‘60, poi interrotta;
ripresa nel 1977.
Impianto LASER ABC (circa 200J)

Finanziamenti Euratom per Frascati; piccoli programmi ministeriali per gli altri
gruppi.

Piccole attività sperimentali a Pisa e Milano. Piccolissimi nuclei partecipano a


collaborazioni ed esperimenti all’estero (con finanziamenti esteri).

Attività teorica di piccole dimensioni, ma ancora internazionalmente


riconosciuta
( Frascati, Roma; su qualche tema Pisa); collaborazione richiesta da alcuni
fra i maggiori laboratori europei e americani. Sviluppate in Italia teoria
dell’ablazione, dell’ignizione, studi importanti su simmetria e stabilità,
interazione laser ultra-intensa; programmi di calcolo.
Una nuova proposta europea:
HiPER,
un laser per l’ignizione veloce
idea: 2005-6

pre-progetto:
2007-2010

costo:
750 milioni di euro?

• nell’attuale fase leadership italiana di due dei sei/sette gruppi di


lavoro
Construction Cost
C
Sharing A
“Contributions in Kind” Systems suited only to Host Party industry
Major systems provided - Buildings
directly by Parties - Machine assembly
- System installation
- Piping, wiring, etc.
- Assembly/installation labour

Overall cost sharing:


EU 5/11, Others 6 Parties 1/11 each,
Overall contingency up to 10% of total.

B
Residue of systems,
jointly funded,
purchased by
ITER Project Team

Overall costs shared


according to agreed
evaluation of A+B+C
Il Tokamak
• In un toro le particelle sono perse per • In un tokamak il confinamento viene
una lenta deriva verso le pareti dato da sovrapposizione di un forte
campo magnetico toroidale generato
dall’esterno e da un campo magnetico
poloidale generato dalla corrente di
plasma.
Studi socio-economici
• Il costo del reattore deriva in massima parte dal costo
dell’impianto
• Gli studi s.e. hanno valutato il costo dell’elettricità da fusione e
gli scenari di inserimento della fusione nella produzione di
energia.
• Ai risultati sui costi manca la verifica di un prototipo operante
• Il confronto con il progetto ITER ha diminuito il margine di
incertezza
Studi socio-economici

• Questi studi affermano che i costi diretti dell’elettricità da


fusione non sono molto distanti da quelli di fonti rinnovabili
tipiche.
• I costi indiretti della fusione sono trascurabili.
• Gli studi s.e. mostrano che la penetrazione della fusione dipende
non solo dai suoi costi diretti, ma anche dall’atteggiamento della
società verso le fonti di energia ( limiti alla produzione di CO2,
diffidenza verso la fissione, scorie)
Si possono evitare scorie che richiedano depositi
permanenti per tempi lunghi. Il caso del reattore modello
studiato in Europa Model C.

• Verde=scorie non attive


• Viola=scorie semplicemente riciclabili
• Blu=scorie riciclabili con manipolazione a distanza
• Rosso= scorie in depositi permanenti

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