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Capitolo A3

Dalla chimica
della vita
alle biomolecole
Sadava et al, La nuova biologia.blu – © Zanichelli 2020
Temi del capitolo

Sadava et al, La nuova biologia.blu – © Zanichelli 2020


1. La vita dipende dall’acqua
Gli esseri viventi possiedono una proprietà unica: la loro
composizione chimica NON È CASUALE.

Tutte le particelle che li compongono svolgono funzioni


specifiche.

Inoltre, ciascun organismo controlla


• la qualità
• la quantità
• la distribuzione
delle sostanze che utilizza.

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Gli elementi chimici più abbondanti negli organismi sono
carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto.

9,5%

18,5%
65%

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Tra tutte le sostanze presenti nei viventi, l’acqua è quella
più abbondante.
Le MOLECOLE sono particelle formate da atomi uniti da
LEGAMI COVALENTI, cioè legami chimici che si formano
quando gli atomi condividono una o più coppie di elettroni.
LEGAME COVALENTE PURO LEGAME COVALENTE POLARE
LEGAME IONICO
(differenza di elettronegatività molto
grande)

ATTENZIONE!

Quando si forma un
legame ionico, la sostanza
non è una molecola bensì
un COMPOSTO IONICO.
Il più importante elemento per la vita è il CARBONIO che ha
la capacità di formare grandi molecole
(MACROMOLECOLE).
1.1 La molecola d’acqua
Le proprietà dell’acqua dipendono
• dalla POLARITÀ della sua molecola
• dai LEGAMI A IDROGENO che si formano tra una molecola
e l’altra.
Le molecole d’acqua
sono fortemente
polari

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solo nello stato liquido e solido
Allo stato liquido e allo stato
solido tra le molecole di
acqua esistono legami a
idrogeno.

Allo stato gassoso, i legami a


idrogeno vengono spezzati.

Allo stato solido l’acqua è


meno densa che allo stato
liquido.

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Ogni molecola di acqua può formare 4 legami ad idrogeno.

La forza di un legame ad idrogeno è pari solo al 5% della forza di un


legame covalente.
1.1a Per fondere e far bollire l’acqua serve
molto calore
fusione
SOLIDO LIQUIDO

Il CALORE LATENTE DI FUSIONE è la quantità di calore che


bisogna fornire a un solido per farlo fondere.

Per far avvenire il processo contrario (solidificazione) si deve


invece raffreddare il liquido sottraendogli la stessa quantità di
calore.

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Calore latente di fusione dell’acqua: 80 cal/g
(per fondere 1 g di ghiaccio bisogna fornirgli 80 calorie)

L’elevato calore di fusione dell’acqua dipende dal fatto che è


necessario fornire molta energia per rompere i legami a idrogeno
tra le molecole di acqua.
Il CALORE LATENTE DI VAPORIZZAZIONE è la quantità di calore
che bisogna fornire a un liquido per farlo passare allo stato
aeriforme.

L’acqua ha anche un elevato calore latente di vaporizzazione:


questo significa che serve una gran quantità di calore per
trasformare l’acqua da liquida ad aeriforme.

Anche in questo caso, gran parte dell’energia fornita sotto forma di


calore serve a spezzare i legami ad idrogeno.
Tutto questo calore deve essere sottratto all’ambiente che si trova
a contatto con l’acqua (effetto rinfrescante dell’evaporazione e
della sudorazione).
1.1b Il calore specifico dell’acqua è elevato

Il CALORE SPECIFICO di una sostanza è la quantità di calore


necessaria per innalzare di 1°C la temperatura di 1 g della
sostanza stessa.

L’acqua ha un calore specifico di 1 cal/g °C, maggiore a


quello di quasi tutte le sostanze.

Per il suo alto calore specifico, l’acqua si riscalda e si


raffredda molto più lentamente delle altre sostanze.
L’acqua si riscalda tanto lentamente perché buona parte
dell’energia fornita sotto forma di calore è utilizzata per
rompere i legami a idrogeno presenti tra le molecole.
Per lo stesso motivo, il ghiaccio richiede una quantità
consistente di calore per fondere.
1.1c Il ghiaccio galleggia sull’acqua
1.1d La coesione e la tensione superficiale

I legami ad idrogeno presenti nell’acqua allo stato liquido


spiegano la tensione superficiale e le forze di coesione ed
adesione che caratterizzano l’acqua allo stato liquido.

La FORZA DI COESIONE è la capacità delle molecole di acqua di


resistere alla separazione se sottoposte a tensione.

La FORZA DI ADESIONE è invece quella che si instaura tra l’acqua


e altri tipi di molecole.

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MENISCO CONCAVO E CONVESSO
La TENSIONE SUPERFICIALE è la forza di coesione che si esercita
fra le molecole superficiali.
I tensioattivi presenti nei saponi e nei detergenti esercitano la
loro azione abbassando la tensione superficiale dell'acqua.
1.1e Le soluzioni
Nell’acqua si sciolgono facilmente sia i composti ionici, sia le
sostanze costituite da molecole polari.

Si ottiene una SOLUZIONE


quando una sostanza (il
SOLUTO) si scioglie in un
liquido (il SOLVENTE).

Le soluzioni sono miscugli


omogenei.

Negli esseri viventi, il


solvente più importante è
l’acqua.
ACIDI → liberano H+
BASI → accettano H+

La scala del pH esprime


l’acidità di una soluzione.
La scala va da 0 (massima
acidità) a 14 (massima
basicità).

L’acidità e la basicità delle


soluzioni biologiche è
importante per gli organismi,
che devono mantenere
costanti le loro condizioni
interne.
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2. Le proprietà delle biomolecole
Le BIOMOLECOLE sono composti organici costituiti da
catene di atomi di carbonio di lunghezza e forma variabili.

Negli esseri viventi sono presenti 4 tipi di biomolecole:


• PROTEINE
• CARBOIDRATI
• LIPIDI
• ACIDI NUCLEICI

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formano tra loro forti legami covalenti

Gli atomo di carbonio sono in gradi di legarsi ad atomi di altri


elementi

possono formare lunghe catene


Le macromolecole biologiche sono grandi polimeri costituiti
da unità più piccole, i monomeri.

Tra le biomolecole sono polimeri:


• i POLISACCARIDI → carboidrati complessi formati da
catene di MONOSACCARIDI
• le PROTEINE → formate da catene ripiegate di
AMMINOACIDI
• gli ACIDI NUCLEICI → formati da catene di NUCLEOTIDI

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I polimeri si formano dai monomeri attraverso REAZIONI
DI CONDENSAZIONE che portano alla formazione di un
legame covalente tra due monomeri e la perdita di una
molecola d’acqua per ogni legame covalente formato.
La reazione di IDROLISI scinde i polimeri e produce
monomeri.
Tutte le biomolecole condividono due caratteristiche importanti:
• Hanno una precisa STRUTTURA TRIDIMENSIONALE

La forma è in relazione alla funzione che svolgono.

• possiedono PROPRIETÁ CHIMICHE SPECIFICHE che ne


determinano forma e funzione.
3. I carboidrati
I carboidrati comprendono:
• Monosaccaridi (da 3 a 7 atomi di C; glucosio);
• Disaccaridi (2 monosaccaridi; saccarosio);
• Oligosaccaridi (da 3 a 20 monosaccaridi);
• Polisaccaridi (centinaia o migliaia di monosaccaridi;
amido e cellulosa).

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I carboidrati svolgono 4 compiti principali:
• fonte principale di ENERGIA delle cellule
• accumulano ENERGIA DI RISERVA
• forniscono scheletri carboniosi per costruire nuove
molecole
• costituiscono materiali strutturali per il SOSTEGNO e il
RIVESTIMENTO delle cellule
I MONOSACCARIDI sono gli zuccheri più semplici e sono
prodotti dagli organismi autotrofi attraverso la fotosintesi; gli
animali li assumono direttamente o indirettamente dalle piante.

Comprendono i pentosi come il ribosio e il desossiribosio e gli


esosi come il glucosio e il fruttosio. Le cellule demoliscono il
glucosio attraverso la RESPIRAZIONE CELLULARE che
avviene nei mitocondri.

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Due o più monosaccaridi legati attraverso un legame
glicosidico producono DISACCARIDI e OLIGOSACCARIDI.

Il saccarosio (zucchero da tavola) e il lattosio sono disaccaridi.

SACCAROSIO → glucosio + fruttosio


LATTOSIO → glucosio + galattosio

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I POLISACCARIDI sono polimeri di grandi dimensioni formati
da centinaia di monosaccaridi uniti da legami glicosidici.

Comprendono amido, glicogeno, cellulosa e chitina.

• amido e cellulosa → prodotti dai vegetali


• glicogeno → prodotto dalle cellule animali (nel fegato e nei
muscoli)
• chitina → prodotta da artropodi (crostacei, insetti…) e funghi
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4. I lipidi
I LIPIDI sono molecole idrofobiche composte da carbonio e
idrogeno. Sono i costituenti delle membrane e hanno funzioni
isolanti, di regolazione o di riserva.

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I TRIGLICERIDI sono i
lipidi più semplici.

Se a T ambiente sono solidi


vengono chiamati GRASSI,
se sono allo stato liquido
sono detti OLI.

Sono importanti fonti di


energia per le cellule
(contengono più del doppio
dell’E rispetto ai carboidrati
e alle proteine).

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I FOSFOLIPIDI possiedono
un’estremità idrofila e due
lunghe code idrofobiche.

Disponendosi coda contro


coda, formano il doppio strato
delle membrane cellulari.

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I CAROTENOIDI, gli STEROIDI, le VITAMINE e le CERE
sono lipidi che svolgono compiti di conversione di energia,
regolazione e protezione.

CAROTENOIDI → pigmenti capaci di assorbire la luce


(presenti sia nelle piante che negli animali). Sono responsabili
del colore delle carote, dei pomodori, delle zucche e del tuorlo
d’uovo

STEROIDI → es: colesterolo

VITAMINE → il corpo non è in grado di produrle, per cui


devono essere assunte con gli alimenti.

CERE → secrete da ghiandole cutanee per mantenere la


morbidezza dei capelli
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5. Le proteine
Le PROTEINE sono polimeri lineari composti da amminoacidi
legati insieme da LEGAMI PEPTIDICI.

Svolgono numerose funzioni.

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Negli organismi viventi sono presenti 20 amminoacidi.

Nelle proteine si riconoscono 4 strutture:

• STRUTTURA PRIMARIA
• STRUTTURA SECONDARIA
• STRUTTURA TERZIARIA
• STRUTTURA QUATERNARIA

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La STRUTTURA PRIMARIA corrisponde alla sequenza degli
amminoacidi lungo la catena polipeptidica.

La STRUTTURA SECONDARIA può presentarsi ad α elica o


a foglietto β. È dovuta a ripiegamenti regolari della catena
polipeptidica, tenuti in sede da legami a idrogeno.

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La STRUTTURA
TERZIARIA è la
configurazione
tridimensionale della
proteina.

La STRUTTURA
QUATERNARIA deriva
dal modo in cui le varie
subunità che
costituiscono una
proteina si legano e
interagiscono tra loro.

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La forma e le proprietà chimiche delle proteine ne
determinano la funzione.

OGNI TIPO DI PROTEINA SVOLGE UNA SPECIFICA


FUNZIONE E NON PUÓ ESSERE SOSTITUITA DA
UN’ALTRA.

L’alterazione della struttura


tridimensionale di una
proteina è detta
DENATURAZIONE.

Per esempio, la cottura delle


uova provoca la
denaturazione delle due
proteine.
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6. Gli acidi nucleici
Gli ACIDI NUCLEICI (DNA
ed RNA) sono polimeri di
nucleotidi.

Un NUCLEOTIDE è
composto da
• uno zucchero pentoso
(deossiribosio o ribosio)
• una base azotata
• un gruppo fosfato.

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Oltre che costituire i «mattoni» degli acidi nucleici, i
nucleotidi svolgono anche altre funzioni: l’ATP
(adenosintrifosfato), per esempio, agisce da trasportatore
di energia in molte reazioni.
• Complementa
rietà delle
basi azotate
• Filamenti
antiparallelli
(DNA)

L’informazione
genetica
contenuta nel
DNA risiede
nella sequenza
dei nucleotidi
che formano la
doppia elica.

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7. L’origine delle biomolecole
I viventi sono composti dagli stessi elementi chimici
del mondo inanimato; tuttavia non si trovano
biomolecole nella materia inanimata a meno che non
provengano da un organismo preesistente (v. fossili).

EVOLUZIONE
EVOLUZIONE

GENERAZIONE SPONTANEA → la vita è originata


spontaneamente dalla materia inanimata

Gli esperimenti di Redi, Spallanzani e Pasteur


provarono che non esiste la generazione
spontanea della vita ma che un organismo vivente
si origina solamente da un altro organismo vivente.

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EVOLUZIONE
EVOLUZIONE

Esperimento di Redi
Variabili: aria e mosche

Senza tappo (gruppo di controllo), → vengono riprodotte le


condizioni presenti nei luoghi dove "la generazione spontanea" è più
evidente
Con tappo e con garza (gruppo sperimentale)

Risultato: le larve nascono solo dove le mosche possono depositare le


uova → le mosche nascono da altre mosche
Nel 1765 il naturalista Lazzaro Spallanzani allestì un
nuovo esperimento per smentire la teoria della
generazione spontanea.

EVOLUZIONE
EVOLUZIONE
Pasteur (XIX) → i microrganismi possono originarsi
solo da altri microrganismi

EVOLUZIONE
EVOLUZIONE
Alla fine dell’Ottocento
si affermò così la
TEORIA DELLA

EVOLUZIONE
EVOLUZIONE

BIOGENESI: tutti gli


esseri viventi sono
generati da altri esseri
viventi.

Da questa teoria
derivò anche la
moderna teoria
cellulare.
La vita iniziò a svilupparsi 4 miliardi di anni fa, quando
sulla Terra si formarono grandi masse di acqua liquida,
forse proveniente dalle comete (ma l’acqua presente
sulle comete non è compatibile con quella terrestre).

? asteroidi

EVOLUZIONE
EVOLUZIONE

Secondo l’ipotesi
dell’origine extraterrestre,
le prime biomolecole
sarebbero giunte sulla
Terra trasportate da
meteoriti.

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Secondo l’ipotesi dell’evoluzione chimica, le
condizioni della Terra primordiale condussero alla
formazione di biomolecole semplici, che a loro volta
diedero origine alle prime forme di vita.

EVOLUZIONE
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