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Relazione per l’esame di Laboratorio II

Misura del rapporto e/m per l’elettrone


con l’uso di un tubo a fascio filiforme

Giulia Liberalato
A.A. 2018-2019

L’obiettivo dell’esperienza è stato di calcolare il rapporto tra la carica e la massa


dell’elettrone con il metodo di Thomson, ovvero sfruttando un tubo a fascio
elettronico filiforme e un campo magnetico uniforme. Il valore che ci si aspetta di
trovare è:
𝑒 𝐶
= 1.759 ∙ 1011
𝑚 𝐾𝑔

Introduzione teorica
Il tubo a fascio filiforme è un’ampolla di vetro in cui è stato aspirato qualsiasi gas ed
è stata riemessa una piccola quantità di Neon con una pressione di 1.3 ∙ 10−5bar,
all’interno di questo è posizionato un cannoncino elettronico che produce fasci
collimati di elettroni. Questi elettroni si eccitano interagendo con gli atomi di Neon e
successivamente si diseccitano emettendo fotoni con frequenze visibili nella zona
giallo-arancio; possiamo quindi vedere le traiettorie percorse dagli elettroni grazie a
questo fenomeno.
Il fascio, che viene emesso orizzontalmente dal cannoncino, è però sensibile ai
campi elettrici e magnetici presenti, la cui azione si calcola tramite la forza di
Lorentz:

𝐹⃗𝐿 = 𝑒𝐸⃗⃗ + 𝑒𝑣⃗ × 𝐵


⃗⃗

dove e e 𝑣⃗ sono la carica e la velocità dell’elettrone. Nell’esperimento si fa in modo


che il campo magnetico ambientale locale sia parallelo al fascio cosicché non sia
influenzato. Il campo magnetico viene generato dalle bobine di Helmholtz, tra le
quali il tubo viene inserito, in modo che 𝐵 ⃗⃗ risulti perpendicolare alla velocità degli
elettroni e la forza di Lorentz risulti, non essendoci altri campi presenti, 𝐹𝐿 = 𝑒𝑣𝐵.
Questa devia il fascio elettronico costringendolo ad una traiettoria circolare,
corrisponde infatti alla forza centripeta. Posso quindi porre:
𝑣2
𝑒𝑣𝐵 = 𝑚𝑒
𝑟

Da cui:
𝑒 𝑣
=
𝑚𝑒 𝑟𝐵
Sappiamo che l’energia cinetica di un elettrone prodotto da un cannoncino
elettronico con potenziale elettrico accelerante 𝑉𝑎 è:
1
𝑚𝑒 𝑣 2 = 𝑒𝑉𝑎
2

dalla quale ricaviamo


𝑒
𝑣2 = 2𝑉
𝑚𝑒 𝑎
Sostituendo si ricava il rapporto carica/massa cercato in funzione di quantità
misurabili:
𝑒 2𝑉𝑎
= 2 2
𝑚𝑒 𝑟 𝐵
Il campo magnetico generato dalle bobine è proporzionale alla corrente I che le
attraversa, il fattore di proporzionalità può essere calcolato sulla base del raggio R
della bobina, il numero di spire N e la permeabilità magnetica. Nel nostro caso con
N=124 spire per bobina e R=147.5mm abbiamo:
3
4 2 𝑉𝑠 𝑁 𝑚𝑇
𝑘 = ( ) 4𝜋 ∙ 10−7 ∙ = 0.756
5 𝐴𝑚 𝑅 𝐴
Quindi calcoliamo poi:
𝐵 = 𝑘∙𝐼
Contemporaneamente si può misurare B con le sonde Hall.
Per quanto riguarda il raggio r della traiettoria del fascio elettronico, lo si può
misurare confrontandolo con le tacche presenti ogni 2cm sulle sbarre all’interno
dell’ampolla oppure scattando delle fotografie una volta fatta la taratura su una
misura nota con un software per immagini.

Apparato strumentale
 Tubo a fascio filiforme (Figura1)
 Bobine di Helmholtz
 Sonda Hall
 Bussola
 Macchina fotografica
 Amperometro
 Voltmetro
 Generatore di corrente continua
 Cavi per collegamenti

Fig.1

Descrizione presa dati


Come prima cosa si è cercata l’orientazione del campo magnetico ambientale locale
sul tavolo dell’esperimento, con l’ausilio di una bussola; sulla base di questa
informazione si è orientato il tubo a fascio filiforme in modo che il cannoncino
elettronico sparasse gli elettroni lungo la stessa direzione del campo rilevato.
Quindi è stato costruito il circuito in figura 2 ponendo le bobine in serie al
generatore di corrente continua e con in serie un amperometro che misurasse la
corrente che le alimentava. Un voltmetro è stato collegato al tubo per controllare
che il potenziale fornito al filamento del cannoncino elettronico fosse lo stesso per
tutta la durata dell’esperimento.

Fig.2

Si è cercato quindi di oscurare l’ambiente per rendere il fascio elettronico visibile,


dopo averlo collimato abbiamo controllato che fosse rettilineo in assenza di campo
magnetico; si sono alimentate le bobine con il generatore e si è visto come il fascio
venisse deviato e assumesse una traiettoria circolare.
Abbiamo proseguito con diversi metodi per ottenere le coppie di valori tensione-
corrente con le quali calcolare il rapporto carica/massa cercato.
 In questa parte dell’esperimento si sono fissati diversi valori del raggio del
fascio elettronico con l’ausilio delle tacche nel tubo che indicavano raggi di
3cm, 4cm e 5cm. Per ognuno di questi raggi si è variata la tensione 10 volte
sempre tra i 200 V e i 300 V, si sono cercati quindi i valori di corrente da
fornire alle bobine in modo che il fascio tornasse ad intersecare con la
traiettoria la tacca indicante il raggio deciso.

 Dopo aver posizionato la macchina fotografica di fronte all’apparato


sperimentale, ponendo attenzione nell’evitare errori di parallasse, si sono
scelte le impostazioni migliori (ad esempio il valore di ISO) per ottenere le
immagini in cui fosse ben visibile la traiettoria del fascio. Si sono fissati diversi
valori di corrente, e quindi di campo magnetico, nel nostro caso 5 valori, e per
ognuno dei quali si è fatta variare la tensione 7 volte con valori compresi tra i
200 V e i 300 V. E’ stato misurato il raggio della traiettoria fotografandolo e
successivamente usando il software GIMP7.
 Infine si è misurato il campo magnetico all’interno delle bobine, una volta
tolta l’ampolla, con la sonda Hall: per diversi valori di corrente si è misurato il
valore del campo magnetico in 9 punti del piano parallelo alle bobine per
verificare che fosse uniforme. I 9 punti corrispondono ai quattro vertici di un
quadrato immaginario sul piano, i quattro punti medi di ciascun lato e il
centro.

Analisi statistica
A raggi fissati
Sono stati considerati i seguenti errori: 1mm per il raggio, 0.5V vista la sensibilità del
voltmetro come errore massimo, 0.005A per la corrente; è stato calcolato l’errore di
𝑟 2𝐵 2 con la propagazione degli errori e poi diviso per la radice di 3 per avere l’errore
statistico:
2 2
𝑑𝑟 2𝐵 2 𝑑𝑟 2𝐵 2
𝜎 𝑟 2 𝐵2 √
= ( 𝜎𝑟 ) + ( 𝜎 )
𝑑𝑟 𝑑𝐵 𝐵

Per ogni valore di raggio e per ogni valore di voltaggio ci siamo quindi calcolati i
rapporti carica su massa con la formula

𝑒 2 𝑒 2
𝑒 2𝑉𝑎 𝑑 𝑑
𝑖= con errore 𝜎𝑖𝑒⁄𝑚 = √( 𝑚
𝜎𝑉𝑎 ) + ( 𝑚
𝜎 𝑟 2 𝐵2 )
𝑚𝑒 𝑟 2 𝐵2 𝑑𝑉𝑎 𝑑𝑟 2 𝐵2

Per ogni valore di raggio è stata poi calcolata la media tra questi rapporti
𝑒
𝑖
𝑚𝑒

𝑒 𝜎𝑖𝑒⁄𝑚
𝑚𝑒𝑑𝑖𝑜 =
𝑚 1

𝜎𝑖𝑒⁄𝑚 2

con relativo errore dato da

1
∆𝑒⁄𝑚 =
√∑ 1
𝜎𝑖𝑒⁄𝑚 2
I risultati che abbiamo ottenuto in questa parte dell’esperimento sono:
𝑒 𝐶
 Per raggio pari a 3 cm: = 1.783 ∙ 1011 ± 1.096 ∙ 109
𝑚 𝐾𝑔
𝑒 8 𝐶
 Per raggio pari a 4 cm: = 1.904 ∙ 1011
± 8.960 ∙ 10
𝑚 𝐾𝑔
𝑒 8 𝐶
 Per raggio pari a 5 cm: = 1.887 ∙ 1011 ± 7.380 ∙ 10
𝑚 𝐾𝑔

A corrente fissata
Analoga analisi statistica è stata fatta in questa parte: gli errori sono stati calcolati
allo stesso modo, tramite propagazione degli errori, idem per le medie per ogni
valore di corrente. Gli errori sui raggi sono la conversione in cm degli errori in pixel
calcolati come la metà dello spessore del pixel.
I risultati sono:
𝑒 𝐶
 Per 1.5 A di corrente: = 1.883 ∙ 1011 ± 3.221 ∙ 109
𝑚 𝐾𝑔
𝑒 𝐶
 Per 1.8 A di corrente: = 1.863 ∙ 1011 ± 4.755 ∙ 109
𝑚 𝐾𝑔
𝑒 9 𝐶
 Per 2.2 A di corrente: = 1.822 ∙ 1011 ± 6.742 ∙ 10
𝑚 𝐾𝑔
𝑒 9 𝐶
 Per 2.5 A di corrente: = 1.792 ∙ 10 11
± 4.979 ∙ 10
𝑚 𝐾𝑔
𝑒 𝐶
 Per 2.7 A di corrente: = 1.782 ∙ 1011 ± 5.334 ∙ 109
𝑚 𝐾𝑔

Conclusioni
Dai risultati trovati possiamo evincere che nella sezione a raggi fissati abbiamo
trovato un rapporto carica/massa compatibile entro i tre sigma con il valore teorico
solo per la misura a 3cm, per gli altri raggi sono stati sottostimati gli errori.
Per la parte a correnti fissate abbiamo trovato risultati compatibili entro i tre sigma
sempre, per gli ultimi tre valori di corrente i rapporti sono compatibili entro un
sigma con il valore teorico.
Le misure fatte con la sonda di Hall hanno rilevato un campo uniforme all’interno
delle bobine ma leggermente inferiore rispetto al campo magnetico calcolato con i
dati della corrente e del coefficiente di proporzionalità dato dal costruttore.
Tabelle dati
A raggi fissati
 3 cm

2Va (V) I (A)


600 2,58
580 2,52
560 2,48
540 2,44
520 2,37
500 2,33
480 2,29
460 2,23
440 2,18
420 2,13

 4 cm
2 Va (V) I (A)
600 1,91
580 1,86
560 1,81
540 1,77
520 1,73
500 1,68
480 1,64
460 1,6
440 1,56
420 1,53

 5 cm
2 Va (V) I (A)
600 1,53
580 1,49
560 1,45
540 1,42
520 1,39
500 1,36
480 1,32
460 1,29
440 1,26
420 1,22
A correnti fissate
 1.5 A
2 Va (V) R (m)
590 0,050667
560 0,048111
530 0,046556
500 0,045222
470 0,043889
440 0,042111
410 0,040444

 1.8 A
2 Va (V) R (m)
590 0,042222
560 0,040111
530 0,039111
500 0,037889
470 0,036889
440 0,035333
410 0,034222

 2.2 A
2 Va (V) R (m)
590 0,034889
560 0,033222
530 0,032222
500 0,031222
470 0,030556
440 0,029444
410 0,028333

 2.5 A
2 Va (V) R (m)
590 0,030778
560 0,029444
530 0,028556
500 0,027889
470 0,027
440 0,026333
410 0,025222

 2.7 A
2 Va (V) R (m)
590 0,028556
560 0,027556
530 0,026556
500 0,025778
470 0,025
440 0,024222
410 0,023556

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