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Diego De Brasi

Agenda 2030
Cosè

L
’ Agenda 2030 meglio chiamata come “obiettivi di
sviluppo sostenibile”, OSS (in inglese: “Sustainable
Development Goals”, “SDG”) sono una serie di 17
obiettivi interconnessi, de niti dall' Organizazione delle
Nazioni Unite come strategia "per ottenere un futuro migliore
e più sostenibile per tutti". Il nome Agenda 2030 deriva dal
nome del documento che porta per titolo Trasformare il
nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile,
riconosce lo stretto legame tra il benessere umano, la salute
dei sistemi naturali e la presenza di s de comuni per tutti i
paesi.

Scopo

G
li obiettivi di sviluppo sostenibile mirano ad affrontare un'ampia gamma di
questioni relative allo sviluppo economico e sociale, che includono la povertà,
la fame, il diritto alla salute e all’istruzione, l'accesso all’acqua e all'energia, il
lavoro, la crescita economica inclusiva e sostenibile, il cambiamento climatico e la
tutela dell'ambiente, l'urbanizzazione, i modelli di produzione e consumo, l'uguaglianza
sociale e di genere, la giustizia e la pace

Piani dell’ O.N.U

G
li obiettivi, enumerati nella
Risoluzione delle Nazioni
Unite A/RES/70/1 approvata
dall'Assemblea generale dell'ONU il
25 settembre 2015, sono
complessivamente 169, da
raggiungere entro il 2030. Sono stati
concordati, a partire dai principi
inclusi nella Risoluzione intitolata "Il
futuro che vogliamo", un documento
non vincolante elaborato dopo la
Conferenza delle Nazioni Unite sullo
sviluppo sostenibile del 2012, per
sostituire gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, che avevano come orizzonte temporale
il 2015. Mentre questi ultimi si rivolgevano in modo diversi cato ai paesi sviluppati e in

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via di sviluppo, gli obiettivi di sviluppo sostenibile hanno carattere universale e sono
fondati sull'integrazione tra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (ambientale,
sociale ed economica), quale presupposto per eradicare la povertà in tutte le sue
forme. Tutti i 193 Stati membri delle Nazioni Unite hanno rati cato l'agenda 2030 e si
sono così impegnati a declinare nella loro politica gli obiettivi di sviluppo sostenibile
previsti. Ogni anno gli Stati possono presentare lo stato di attuazione dei diciassette
OSS nel proprio paese, attraverso l'elaborazione di Rapporti Nazionali Volontari.
L'Agenda 2030 individua nel Foro politico di Alto Livello il consesso globale per
monitorare, valutare e orientare l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Per
supportare tale attività e garantire la comparabilità delle valutazioni, la Commissione
Statistica delle Nazioni Unite ha costituito l’Inter Agency Expert Group on SDGs
(IAEG-SDGs), con il compito di de nire un insieme di indicatori per il monitoraggio
dell’attuazione dell’Agenda 2030 a livello globale

Origin
L
e negoziazioni sull'Agenda di Sviluppo Post 2015 hanno avuto inizio nel gennaio
del 2015 e si sono concluse nell’agosto del 2015; dopo dei precedenti incontri
delle nazioni ad esempio nel 1972, in cui si iniziò a parlare dell’ argomento
ambiente, e nel 2011, in cui la Colombia ha proposto l'idea degli SDG (Sustainable
Development Goals). È stato adottato un documento nale nel Summit delle Nazioni
Unite sullo Sviluppo Sostenibile del settembre 2015 che ha avuto luogo a New York,
negli Usa. Il 25 settembre 2015, i
193 stati dell’Assemblea Generale
dell’ONU hanno adottato l’Agenda
2030 intitolata Trasformare il
nostro mondo. L’Agenda 2030 per
lo sviluppo sostenibile". L’agenda
è costituita da 92 paragra . Il
paragrafo 52 delinea i 17 Obiettivi
di Sviluppo Sostenibile af liati ai
169 target.Le agenzie dell’ONU,
che fanno parte del Gruppo per lo
sviluppo delle Nazioni Unite,
hanno deciso di supportare una
campagna indipendente per
diffondere i nuovi OSS a un’utenza
più ampia. Questa campagna, "Progetto Everyone", ha ricevuto il supporto delle
istituzioni aziendali e altre organizzazioni internazionali. Usufruendo del testo redatto
dai diplomatici delle Nazioni Unite, un team di specialisti della comunicazione ha
sviluppato delle icone per ciascun obiettivo. Il team, inoltre, ha abbreviato il titolo I 17
Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in Obiettivi Globali e in seguito ha avviato dei

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workshop e delle conferenze per rendere noti gli Obiettivi Globali all’utenza
internazionale

17 Obbiettivi per lo sviluppo sostenibile


1. Scon ggere la povertà: porre ne
alla povertà in tutte le sue forme,
ovunque
2. Buona salute: garantire una vita
sana e promuovere il benessere di
tutti a tutte le età
3. Istruzione di qualità: garantire a tutti
un'istruzione inclusiva e promuovere
opportunità di apprendimento
permanente eque e di qualità
4. Parità di genere: raggiungere la
parità di genere attraverso
l'emancipazione delle donne e delle
ragazze
5. Acqua pulita e servizi igienico-
sanitari: garantire a tutti la
disponibilità e la gestione sostenibile
di acqua e servizi igienico-sanitari
6. Energia rinnovabile e accessibile:
assicurare la disponibilità di servizi
energetici accessibili, af dabili,
sostenibili e moderni per tutti
7. Buona occupazione e crescita
economica: promuovere una crescita
economica inclusiva, sostenuta e
sostenibile, un'occupazione piena e
produttiva e un lavoro dignitoso per
tutti
8. Innovazione e infrastrutture:
costruire infrastrutture solide,
promuovere l'industrializzazione
inclusiva e sostenibile e favorire l'innovazione
9. Ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi
10. Città e comunità sostenibili: creare città sostenibili e insediamenti umani che
siano inclusivi, sicuri e solidi
11. Utilizzo responsabile delle risorse: garantire modelli di consumo e produzione
sostenibili

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12. Lotta contro il cambiamento climatico: adottare misure urgenti per combattere il
cambiamento climatico e le sue conseguenze
13. Utilizzo sostenibile del mare: conservare e utilizzare in modo sostenibile gli
oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile
14. Utilizzo sostenibile della terra: proteggere, ristabilire e promuovere l'utilizzo
sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile,
combattere la deserti cazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e
arrestare la perdita di biodiversità
15. Pace e Giustizia: promuovere lo sviluppo sostenibile; rafforzare gli strumenti di
attuazione e rivitalizzare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile
16. Rafforzare le modalità di attuazione e rilanciare il partenariato globale per lo
sviluppo sostenibile

Obbiettivo personal
Obiettivo 7: Energia pulita e accessibile
Garantire a tutti l'accesso a servizi energetici
economici, af dabili, sostenibili e moderni.

G
li obiettivi da raggiungere entro il 2030
includono l'accesso a sistemi di energia
economici e af dabili, oltre che l'incremento
della quota di energie rinnovabili nel consumo
globale di energia. Questo rende necessario un
miglioramento dell' ef cienza energetica e un
potenziamento della cooperazione internazionale,
in modo da agevolare l'accesso alle tecnologie
pulite e incrementare gli investimenti nelle
infrastrutture di energia rinnovabile. Delle attenzioni
di riguardo vengono riservate alla costruzione di
infrastrutture di supporto per i paesi meno sviluppati , le piccole isole e i paesi in via di
sviluppo senza sbocchi sul mare
Nel 2017, solo il 57% della popolazione mondiale utilizza carburanti e tecnologie pulite
come fonti primarie di sostentamento, una percentuale molto lontana dal 95%
pre ssato dall'agenda 2030

Obiettivo 7 in Italia

I
l Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) è uno strumento cruciale per le
politiche energetiche nazionali, ma il suo impiego è inferiore a quello necessario
per rispettare la riduzione di almeno il 50% al 2030 prevista dal Green deal
europeo. La versione definitiva del Pniec è stata infatti trasmessa alla Commissione
europea a gennaio 2020, confermando un taglio alle emissioni del 37% rispetto al
1990, ben lontano dalla soglia europea. Questa differenza rappresenta un serio
problema, visto che il Pniec è considerato centrale nella definizione del Piano di
ripresa e resilienza previsto dal Next Generation Eu.

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Allo stesso tempo, però, nel quadro del Green new deal
italiano, la Legge di bilancio 2020 è intervenuta in
modo più consistente che in passato sui temi della
decarbonizzazione, anche se il Rapporto evidenzia
l’assenza di misure strutturali per comporre la politica
energetica nazionale. Il Decreto rilancio ha inoltre
introdotto un rilevante incentivo fiscale al
110% (cosiddetto “Superbonus”) per le opere di
efficientamento energetico in grado, entro la fine del
2021, di determinare un miglioramento di almeno due
classi energetiche degli edifici. L’incentivo comprende
anche l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di
accumulo, oltre che punti di ricarica per veicoli elettrici.Lo
stesso Decreto prevede incentivi per l’acquisto di
autovetture a basse emissioni, veicoli ibridi o elettrici,
promuovendo anche per i residenti nei Comuni interessati
dalle procedure d’infrazione europea per l’inquinamento
dell’aria:

- la rottamazione (senza nuovo acquisto) di autovetture e motocicli fino alla classe


Euro 3, con un buono mobilità da spendere di 1.500 e di 500 euro;

- l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale;

- l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita.

A tali incentivi si aggiunge un altro buono mobilità, fino a un massimo di 500 euro,
per tutti i comuni superiori a 50mila abitanti, valido fino al 31 dicembre 2020 per
analoghe tipologie di spesa. Si prevede inoltre che negli stessi comuni le imprese e le
pubbliche amministrazioni (dai cento dipendenti in su) saranno obbligate a nominare
un mobility manager, per efficientare gli spostamenti dei propri dipendenti.
Il Decreto semplificazioni (pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 settembre 2020)
propone invece diverse misure finalizzate all’attuazione del Pniec, in particolare
tramite tre articoli:

50, che introduce una disciplina di facilitazione per le procedure di autorizzazione


ambientali che riguardino le opere incluse nel Pniec;

57, che prevede la creazione da parte dei Comuni (entro sei mesi dall’entrata in vigore
del decreto) di misure per l’installazione e la gestione di punti di ricarica per veicoli
elettrici, prescrivendo almeno un punto ogni mille abitanti. Inoltre, le nuove
concessioni (o il rinnovo) per stazioni di servizio dovranno prevedere l’installazione di
colonnine di ricarica elettrica;

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62, che include misure per la semplificazione dei procedimenti relativi all’adeguamento
di impianti di produzione e accumulo di energia (per incrementi non superiori al 5%
della potenza elettrica);

64, che introduce una disciplina per il rilascio delle garanzie sui finanziamenti a favore
di progetti del Green new deal, per un valore pari a 2,5 miliardi di euro per l’anno 2020.

Dati classifica europea

I
l Goal 7 mostra, a
livello europeo,
un’ampia
variabilità: la
Danimarca presenta
il valore più alto,
quasi 36 punti
superiore a Malta,
ultima in graduatoria.
Tra il 2010 e il
2018 si registrano
forti miglioramenti
dell’indice
composito per tutti
i Paesi (Danimarca e
Irlanda evidenziano
l’incremento più
ampio, dato
dall’aumento della
quota di energia
rinnovabile e della produttività energetica). L’Italia è in settima posizione, con un
valore dell’indice composito superiore alla media europea. L’indicatore che determina
maggiormente le differenze tra i Paesi è la produttività dell’energia, calcolata come
rapporto tra l’output economico di un Paese e il suo consumo energetico.

Miglioramenti energetici in Italia


Per quanto riguarda l’indicatore composito italiano, il Rapporto registra un andamento
complessivamente positivo tra il 2010 e il 2019, grazie ai miglioramenti della quota
di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia, nonché grazie
al rapporto tra consumi energetici lordi e valore aggiunto. Negli ultimi tre anni, l’indice
segnala un andamento pressoché stabile, dato dalla mancata crescita della quota di
energia rinnovabile. Ciononostante, l’Italia dovrebbe superare il target predisposto
dalla Strategia Europa 2020 (relativo alla quota di energia da fonti rinnovabili) che nel
2019 si attesta al 18,1%, rispetto al target del 17%. Nel 2020, secondo le previsioni
dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), per i Paesi che hanno subìto una forte
riduzione delle attività economiche, come l’Italia, si stima un significativo calo dei
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consumi energetici
e un incremento
della quota di
rinnovabili, unico
settore energetico
a non essere
stato intaccato
dalla crisi. D’altro
canto, la drastica
riduzione del Pil
porterà a un
deterioramento del
rapporto tra i
consumi finali lordi
di energia rispetto
al valore aggiunto,
pertanto non è
possibile valutare
complessivamente
gli effetti della crisi
su questo Goal per il 2020.

Commento personale
Secondo la mia opinione personale i paesi provano a contenere la situazione in modo
sufficiente e non dandogli l’ importanza che si merita, cioè la massima, ma si limitano
ad apportare piccoli cambiamenti. Con questo io non vado ad insinuare che
l’agenda 2030 non sia abbastanza, anzi penso che sia ben fatta, il punto secondo me
è che le nazioni non si muovono tutte adeguatamente e di questo passo alcune non
arriveranno agli obbiettivi prefissati.

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