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Estratto dal Notiziario del mese di Aprile 2022

Pier Franco Marcenaro


LA FESTA DELLA PENTECOSTE
Torre del Lago Puccini, Domenica mattina 31 Maggio 2020 - Parte seconda

C’era anticamente un famoso Padre del Cristianesimo: San


Basilio Magno, Dottore della Chiesa. Disse una verità molto im-
portante che i Cristiani sembrano avere dimenticato, anche se
l’ha detta un loro grande Santo. Disse San Basilio nientemeno
che questo: «L’uomo è una creatura che ha ricevuto l’ordine
di diventare Dio.» Perché quest’ordine? Perché il nostro spirito
è divino, è stato creato a immagine di Dio, ma ce ne siamo di-
menticati. Esso avrebbe tutti gli attributi per condurre una vita
illuminata, saggia, piena di amore e di letizia. Ma purtroppo la
Divinità che è in lui rimane nascosta dentro il corpo umano e
irretita dalla miriade di attaccamenti di cui soffre la sua mente.
Il Maestro è appunto Colui che viene dall’Alto a ricordarci
qual è l’autentico scopo della nostra esistenza. “Siate perfetti
come è perfetto il vostro Padre che è nei Cieli.” Divinizzate
la vostra vita: allora essa diventerà veramente saggia e quindi
beata. Quando la Luce divina vi guida interiormente, essendo
essa una manifestazione di Dio, vi trasmette tutti i Suoi attribu-
ti: Amore, Beatitudine, Conoscenza. Se siete in contatto con le
manifestazioni di Dio, procedete senza ostacoli, con sicurezza,
verso la Casa del Padre, come la chiamava il Cristo, che è la Sorgente della Luce e del Suono divini.
Il vostro spirito acquista la piena coscienza di essere una creatura divina e diventa uno spirito illuminato. Il
termine illuminato sembra un termine orientale ma invece lo usavano i Padri del Cristianesimo, tra cui Sant’A-
gostino che descrive la sua esperienza del contatto con la Luce divina, nelle Confessioni. «Era la Luce che mi
aveva creato – dice Sant’Agostino. Chi conosce quella Luce conosce la Verità e l’Eternità.»
I Maestri vengono per dirci che dobbiamo compiere questa esperienza mentre siamo ancora in vita. Le re-
ligioni istituzionali promettono qualcosa nell’Aldilà, dicono: “Se seguirete certi precetti, se vi atterrete a certi
principi, poi avrete qualche possibilità di conoscerete Dio.” Ma è un po’ come riscuotere una cambiale: chissà
se alla scadenza verrà pagata.
Invece il Maestro ci dà qualcosa in contanti, un’esperienza iniziale, per quanto piccola possa essere, in base
alla ricettività di ciascun ricercatore. E questa esperienza è un capitale con cui partire, diceva il grande Mae-
stro Kirpal Singh. Essa ci permette di vivere meglio in questa vita, per poi continuare meravigliosamente nei
Piani dell’Armonia e della Luce divine, dove andremo quando dovremo necessariamente abbandonare questo
mondo. Ma dobbiamo prepararci a quel momento, altrimenti andremo nell’Aldilà completamente sguarniti.
Una volta c’erano due sorelle. Una di esse era più saggia: imparò nella propria famiglia tutto quello che
deve imparare una donna di casa. Preparare i cibi con cura, tenere la casa in ordine, pulire, lavare, stirare;
imparò proprio tutto ciò che serve per diventare una massaia perfetta. L’altra, invece, era svogliata, non
imparava niente di tutto questo. Rimase completamente priva di qualunque capacità di mandare avanti una
casa e una famiglia.
Ecco che queste due sorelle andarono in sposa a due uomini benestanti. La prima di esse si trovò imme-
diatamente a suo agio: sapeva come gestire la casa, come preparare i cibi più graditi al marito, come curare
i suoi abiti, lavare, stirare. Venne perciò ammirata dalla nuova famiglia. Allora c’erano famiglie patriarcali,
nonni e bisnonni, figli e nipoti che vivevano sotto ne siamo dimenticati e viviamo come degli esuli. A
lo stesso tetto, e tutti apprezzarono le sue indubbie volte si sente dire: “Quello è un Conte, quell’altro
capacità. è un Barone”, ma la loro famiglia è decaduta, sono
L’altra, invece, non sapeva fare nulla, e dopo un nobili solo di nome. Invece noi dobbiamo diventa-
po’ di tempo il marito cominciò a dubitare di ave- re nobili di fatto. Dobbiamo unirci nuovamente alla
re sposato una donna che facesse al caso suo. In Divinità da cui siamo separati. E chi ci può unire
quell’epoca usava rimandare la moglie alla propria a Dio? Il Cristo era abbastanza categorico. Diceva:
famiglia, se non si era soddisfatti. Perciò il suo ma- «Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al
trimonio ebbe una durata molto breve. quale il Figlio lo voglia rivelare.» E Kirpal Singh,
Così è del nostro spirito. Se andiamo nell’Aldilà e con parole diverse, diceva altrettanto: «Senza il Ma-
conosciamo già la Luce che ci attende, se abbiamo estro tutto è buio.» Guru Nànek completava questo
già dato un’occhiata ai mondi spirituali e conoscia- discorso con le parole: «Grazie al Maestro risplende
mo i Suoni divini che si ascoltano nei vari Piani del- la Luce divina e si è illuminati.»
la creazione, allora andremo come lo sposo incontro Quindi chi pensa di poter affrontare il lungo Viag-
alla sposa. Diceva Kabir: «La morte che spaventa gio spirituale, attraversare i cinque Piani della cre-
la gente per me è un motivo di letizia, come per lo azione e arrivare a Dio da solo, è veramente, a dir
sposo andare incontro alla sposa.» Perché? Perché poco, folle. È stato detto che sarebbe come cercare
quando uno ha già imparato a contemplare i regni di attraversare l’Oceano Atlantico con una barca a
più elevati dello spirito, naturalmente, è ansioso ad- remi. Così il Maestro viene a guidarci in questo ar-
dirittura di riunirsi infine col Padre. duo ma meraviglioso Cammino di Piano in Piano.
Abbiamo un corpo umano che è il più elevato Maulana Rumi diceva del Maestro: “Chi è il Mae-
dell’intera creazione. L’essere umano è veramente stro? Il Maestro ha una duplice veste: in lui si sono
perfetto per potere unirsi a Dio, perché possiede un incarnati tanto Dio (che ha la capacità di ricondurci
occhio e un orecchio interiori. a Sé) quanto il Profeta.”
Se li apriamo, possiamo finalmente svelare il mi- Il Maestro è Colui che, attraverso la sua Parola, ci
stero dell’esistenza che va beffando l’uomo da an- fa sorgere interiormente il desiderio di tornare alla
tiche epoche. L’uomo, dal punto di vista spirituale, nostra Origine. Il compito dei Profeti è proprio que-
vive nel mistero più assoluto. Quando però arriva il sto: parlarci di Dio e delle meraviglie dell’Aldilà.
Maestro, questo mistero viene svelato. Conosciamo Dio invia i suoi Emissari, che provengono dal suo
finalmente chi siamo, da dove veniamo, dove siamo Regno. Quand’erano con Lui, avevano sviluppato
diretti. l’unità con Dio: essi hanno il compito di ricondurci
a Casa.
L’autentico scopo dell’esistenza è svelare questo
grande mistero attraverso la meditazione, e vivere
da veri figli di Dio. Siamo tutti figli di Dio, ma ce (continua)

Parma, Febbraio 2019. I discepoli accorrono ad ascoltare il Discorso del Maestro Pier Franco Marcenaro in commemorazione
della nascita del suo Maestro Sant Kirpal Singh.

Centro dell’Uomo – Notiziario Bimestrale « La Sorgente »


Notiziario n. 2 tris – Aprile 2022 – Aut. Tribunale di Lucca n. 539 del 7.11.90
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