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Fondamenti di Fisiologia e Anatomia | Signorile Sara - 203056

LA RESPIRAZIONE
Il nostro Apparato Respiratorio svolge diverse funzioni tra cui:

 SCAMBIO DI SOSTANZE GASSOSE come Ossigeno e Anidride Carbonica


 REGOLAZIONE DEL PH EMATICO aiutato dai Reni
 PROTEZIONE DA AGENTI PATOGENI E SOSTANZE IRRITANTI
 VOCALIZZAZIONE
Tutte queste funzioni si esplicano attraverso il Flusso di Aria che va da regioni a pressioni
maggiori a quelle a pressioni minori.
In genere i gradienti di pressione sono generati da una Pompa Muscolare e il flusso incontra
delle resistenze che dipendono dal diametro dei condotti.
L’apparato respiratorio è composto da Vie Aeree Superiori che servono a condurre l’aria verso
Vie Aeree Inferiori.
Tali vie hanno la particolarità (dalla Trachea ai Bronchi Principali) di suddividersi e diramarsi fino
ad arrivare a condotti sempre più piccoli, definiti BRONCHIOLI RESPIRATORI che terminano
negli Alveoli (zona polmonare in cui avvengono gli scambi gassosi)
L’aria della quale parliamo ha una pressione di 760mmHg=1atm a livello del mare ed è composta
da AZOTO, ACQUA, OSSIGENO e ANIDRIDE CARBONICA.
O2 e CO2 sono i principali gas interessati nella respirazione.

Come mostra la tabella vediamo che dall’aria atmosferica a quella alveolare entrambe le sostanze
subiscono numerose modificazione dovute al fatto che durante il passaggio dalle vie aeree
superiori a quelle inferiori, l’aria viene umidificata e riscaldata portando anche ad una differenza
di Pressione Parziale dei singoli gas.

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Dagli alveoli parte la MEMBRANA RESPIRATORIA la quale ha una componente alveolare


polmonare ed una componente vascolare polmonare (che fa parte del sistema di irrorazione).
Tale membrana è piuttosto spessa (circa 1micron) e composta da diversi strati:
Epitelio Alveolare costituito da cellule di tipo I e II
le cellule di tipo II producono il fattore SURFATTANTE
ossia una delle forze che stabilizzando il diametro degli alveoli
e riducendo la tensione superficiale, impedisce al polmone di collassare.
Lamina Basale Alveolare
Spazio Interstiziale
Lamina Basale Capillare
che l’ossigeno deve superare per arrivare all’Eritrocita (globulo rosso, suo maggior trasportatore) e
stesso per l’anidride carbonica in senso inverso.
A questo scopo è necessaria la presenza di una forte capillarizzazione per diminuire quanto più
possibile lo spazio tra l’alveolo e lo stesso capillare.
Tutti gli alveoli perciò ricevono una irrorazione poiché sono a stretto contatto con il sistema
vascolare.
Il sangue, come sappiamo, viene portato agli alveoli polmonari attraverso una serie di diramazioni
dell’arteria polmonare (che parte dal ventricolo SX) e porta sangue ricco di CO2 e povero in
ossigeno.
A livello alveolare però si arricchisce e viene ossigenato per tornare al cuore (atrio SX) attraverso
le vene polmonari.
Durante lo scambio gassoso i Bronchioli Terminali risentono effettivamente della saturazione e
presenza di CO2 e O2.
Perciò se la Pressione Parziale di Ossigeno diminuisce ed aumenta quella dell’Anidride Carbonica
avremo una Dilatazione dei Bronchioli per permettere tutto il passaggio dei gasi.
Viceversa se aumenta la Pressione di Ossigeno e diminuisce quella dell’Anidride Carbonica
avremo una Costrizione dei Bronchioli.
L’aria atmosferica arriva a livello polmonare grazie alla GABBIA TORACICA che contiene i
Polmoni, i quali sono ricoperti da due foglietti pleurici:
PLEURA PARIETALE che mantiene il polmone adeso alle coste attraverso la muscolatura
intercostale.
PLEURA VISCERLE strettamente ancorata al parenchima polmonare.
Tra i due foglietti vi è lo Spazio IntraPleurico che contiene il liquido pleurico, il quale permette lo
scorrimento dei foglietti l’uno sull’altro e perciò l’espansione o retrazione durante le fasi della
respirazione:
 INSPIRAZIONE
durante la quale aumenta il volume della gabbia toracica, di conseguenza si espande il
polmone, per cui l’aria atmosferica può entrare (per differenza pressoria) fino a raggiungere
gli alveoli.
 Muscoli Inspiratori:
 DIAFRAMMA è il principale muscolo respiratorio che ha il compito di
abbassare la gabbia toracica;
 INTERCOSTALI ESTERNI E PARASTERNALI essi partecipano
all’inspirazione allargando la gabbia toracica
 STERNOCLEIDOMASTOIDEI e SCALENI sono muscoli ausiliari che
partecipano in caso fosse necessaria l’immissione di una maggior quantità di
aria.

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 ESPIRAZIONE
durante la quale il volume polmonare diminuisce, per cui per differenza di pressione, il gas
può uscire dal sistema dell’apparato respiratorio e ritornare nell’atmosfera.
 Muscoli Espiratori
 INTERCOSTALI INTERNI generalmente la fase di espirazione è un
processo che avviene semplicemente per rilassamento dei muscoli
inspiratori.

Numerose sono le forze agenti a livello polmonare, sia Il fenomeno del PNEUMOTORACE
allo scopo di far collassare il polmone, sia allo scopo avviene quando, a causa di una rottura
di mantenerlo pervio. accidentale del foglietto parietale che fa
Il Fattore Surfattante, come visto precedentemente, entrare aria nella cavità pleurica, si ha
impedisce al polmone di collassare e mantiene pervi l’azzeramento della Pressione intrapleurica
(ossia espansi) gli alveoli; per cui si viene a creare una ed una pressione positiva viene
PRESSIONE TRANSPOLMONARE responsabile esercitata dall’esterno tendendo a far
della variazione del volume polmonare durante le fasi collassare il polmone.
della respirazione: Palv-Pip

Pip = Pressione Intrapleurica = 4mmHg


essa è una pressione negativa che durante la fase
inspiratoria diventa ancora più negativa, ed è quella
pressione che permette alle forze di retrazione (forze
elastiche) di agire.

Attraverso lo SPIROMETRO ci è possibile misurare le variazioni del volume polmonare.


Il soggetto respira attraverso un tubo all’interno di una campana di alluminio a tenuta d’aria.
Durante gli atti respiratori un pennino di un registratore a carta riceve lo spostamento in alto o in basso della campana,
registrando i volumi d’aria inspirati o espirati.

 VOLUME CORRENTE 500mL


è la quantità di aria che inspiriamo ed espiriamo in un singolo atto respiratorio in condizioni
normali (non sotto sforzo).
 VOLUME DI RISERVA INSPIRATORIA 3000mL
è il volume misurato quando per esigenze metaboliche dobbiamo aumentare la quantità di
Ossigeno da trasportare alle cellule e perciò aumentiamo la profondità del singolo atto.
 VOLUME DI RISERVA ESPIRATORIA 1300mL
è il volume d’aria che viene espirato assieme al classico volume corrente, quando viene
fatta una espirazione forzata.
 VOLUME RESIDUO 1200Ml
è la quantità d’aria che deve rimanere all’interno del polmone, anche dopo una espirazione
forzata. La sua presenza è fondamentale in quanto partecipa a quelle forze che
mantengono espanso il nostro polmone.

La somma di questi volumi andrà a costituire quelle che sono le CAPACITÀ POLMONARI:
 CAPACITÀ INSPIRATORIA 500mL+3000mL=3500mL
ossia la somma tra il Volume Corrente + il Volume di Riserva Inspiratorio.
 CAPACITÀ VITALE 4800mL
è la quantità che partecipa forzatamente agli scambi d’aria durante l’atto respiratorio
 CAPACITÀ POLMONARE TOTALE 6000mL
è la quantità d’aria totale che può entrare, uscire o rimanere nel polmone.

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Effettivamente noi potremmo aumentare o comunque variare i nostri Volumi Polmonari nell’unità
di tempo, modificando la Frequenza Respiratoria (normalmente di 12/16 atti al minuto)

Vol. Ventilazione Ventilazione


Frequenza
Respiratorio al Minuto Alveolare
300 mL 20 6000 3000
500 mL 12 6000 4200
370 mL 6 6000 4800
500 mL 24 12000 8400
1000 mL 12 12000 10200

Notiamo che durante un normalissimo atto respiratorio riusciamo a ricambiare tutta l’aria che entra
ed esce dai nostri polmoni.
A seconda poi delle esigenze del nostro organismo volumi e frequenze si adattano per ottenere
una ventilazione polmonare ottimale.
Dobbiamo però anche tenere in considerazione che una certa quantità di aria che entra nel nostro
apparato respiratorio andrà ad occupare quello che viene definito SPAZIO MORTO ANATOMICO
ossia tutte le vie respiratorie di
conduzione che NON possono
partecipare agli scambi gassosi.
Questo spazio è di circa 150mL , al quale viene talvolta aggiunto anche lo
SPAZIO MORTO FISIOLOGICO
dato dal fatto che non tutti i bronchioli
partecipano agli scambi gassosi.
Non è uno spazio quantizzabile poiché a seconda delle situazioni può variare.
All’aumentare della ventilazione aumenta la Pressione Parziale di Ossigeno e diminuisce quella di
Anidride carbonica.
Ciò assicura la giusta pressione parziale di ossigeno a livello alveolare (100mmHg), tale che questi
possa passare all’interno del sistema ematico e raggiungere tutte le cellule.
Inoltre assicura la corretta eliminazione di CO2 prodotta dalle nostre cellulle.
Pressione O2 alveolare = 100mmHg
Pressione O2 tessutale = 40mmHg
Pressione CO2 alveolare = 40mmHg Questa differenza minima è data dal fatto che la CO 2 è
Pressione CO2 tessutale = 45mmHg volte più diffusibile rispetto l’O2.

Grazie alla grande differenza di pressione alveolare e tessutale l’Ossigeno può:


lasciare l’alveolo
entrare nel capillare polmonare all’estremo arteriolare
raggiungere l’atrio SX del cuore
poi il ventricolo SX
ed arrivare a tutti i tessuti dove ha PP=40mmHg

L’anidride carbonica invece può:


lasciare il tessuto ed entrare nel circolo ematico
raggiungere l’arteria polmonare (attraverso l’atrio)
e quindi il polmone stesso (PP=40mmHg)
così che possa essere espirata.

Perché la diffusione attraverso le membrane possa avvenire è necessario assicurare una buona
PERFUSIONE ossia una buona irrorazione dei nostri polmoni.

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Vi è però una grossa differenza di perfusione tra gli apici e le basi polmonari dovuta alla pressione
idrostatica (forza di gravità) che mantiene pervi i capillari.
La parte alta del polmone risulta essere poco perfusa, a causa della compressione degli alveoli
sui capillari che tende a farli chiudere.
La pressione che vige all’interno dei capillari non è sufficiente a mantenere pervio il capillare perciò
avremo uno scambio di gas piuttosto scarso.
La base del polmone invece risulta essere ben perfusa, poiché la pressione del sangue nei
capillari è maggiore della pressione alveolare.
Ora sottolineiamo il fatto che l’Ossigeno viene trasportato sì come gas, ma in piccolissima parte,
poiché il 98% circa del suo trasporto è assicurato dall’EMOGLOBINA.
Questa saturazione completa (98%) fa sì che il sangue trasporti circa 20mL di Ossigeno ai nostri
tessuti per 100mL di sangue.
Nel Sangue Venoso invece la saturazione scende al 75% per cui la quantità di Ossigeno
trasportato scende a 15,3mL/100mL.
Un’altra molecola capace di legare l’Ossigeno al suo interno è la MioGlobina (la cui curva di
saturazione è differente rispetto l’EmoGlobina) che si trova nel muscolo e funge da deposito di
Ossigeno per le esigenze metaboliche del muscolo stesso.
Possono però esserci delle Variazioni dell’Affinità dell’Emoglobina per l’Ossigeno a seconda
delle diverse condizioni:
 In presenza di un eccesso di CO2 o di un pH eccessivamente acido, questa affinità viene
persa, per cui l’Ossigeno viene ceduto più facilmente ai tessuti allo scopo di facilitare
l’eliminazione di CO2 in eccesso e perciò il ritorno al pH Fisiologico.
 Un rialzo della Temperatura corporea porta ad una perdita di affinità.

Uno di questi è l’EFFETTO DI BOHR.


Ossia quando si ha un’alta
concentrazione di ioni idrogeno, mentre
vi è una bassa affinità dell’Hg con l’O2,
questi si legano all’Emoglobina,
formando Emoglobina Ridotta perdendo
affinità per l’Ossigeno che invece viene
ceduto ai tessuti.

Come viene trasportata l’Anidride Carbonica nel Sangue?


 Sistema Tampone Bicarbonato
questa reazione di trasporto sotto forma di tampone è data dalla presenza nel sangue
dell’enzima Anidrasi Carbonica che tende a far formare acido carbonico (da CO2 e H2O)
il quale essendo un acido debole forma ioni bicarbonato (che alzano il pH) e ioni
idrogeno (che si legano all’Emoglobina formando Emoglobina ridotta).
In questo modo è possibile regolare il pH Ematico.
 Legame con l’Emoglobina a formare CarboAminoEmoglobina
 Gas

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Gli atti respiratori sono controllati e dovuti all’attivazione di una POMPA MUSCOLARE (attività
alternata dei muscoli inspiratori ed espiratori).
Il Controllo Respiratorio è piuttosto complesso e abbiamo diversi centri di controllo, in paricolare
nel Bulbo ne abbiamo due:
 Gruppo Respiratorio DORSALE
che comanda sui muscoli inspiratori e perciò agisce a livello dei neuroni inspiratori
 Gruppo Respiratorio VENTRALE
che comanda sui muscoli espiratori.
Questi due gruppi si controllano reciprocamente a feedback, per garantire il ritmo respiratorio.
Inoltre sono a loro volta controllati dal Centro Respiratorio Pontino (GRP) che è gerarchicamente
più in altro rispetto gli altri due.
Questi centri respiratori ricevono afferenze sensoriali dai CHEMOCETTORI
(a livello dei Glomi Aortici e Carotidei)
che segnalano una eccessiva presenza
di ioni idrogeno o una modificazione
della pressione pressoria dei nostri gas
e dai RECETTORI DA STIRAMENTO POLMONARI.

GLOSSARIO:
Iperpnea: aumento della ventilazione polmonare (per aumento delle richieste metaboliche)
Dispnea: respirazione difficoltosa
Apnea: cessazione temporanea della respirazione (per breve tempo anche volontaria)
Iperventilazione: ventilazione che supera le richieste metaboliche
Ipoventilazione: ventilazione che non soddisfa le richieste metaboliche
Ipossia: carenza di ossigeno nel corpo
Ipossemia: carenza di ossigeno nel sangue
Ipercapnia: eccesso di anidride carbonica nel sangue
Ipocapnia: carenza di anidride carbonica nel sangue (alcalosi, pH > 7,4)

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