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Romano 31-10.

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Clausura testamentaria contenibili anche nei codicilli confermato no che siano che sono i fedecommessi
che si distinguono dai legati special obbligatori perché il de cuius che nel legato da damnationem si esprime
nei confronti dell’erede a beneficio di un honorario non in un modo imperativo ma con preghiera. Non sono
importanti le parole che usa ma il modo che si esprime. Affinché si beneficiando del patrimonio tu favorisca
il fedecommesso. Dato il regime del rigido …. che regola la successione civile queste disposizioni espresse
cosi per molto tempo non valevano molto sul piano giuridico finche fu gravato da un fedecommesso
l’imperatore augusto. Fu ereditato erede da lucio te… che lo pregava con un fedecommesso di tenere un
certo comportamento nel fedecommissario confermando che il vincolo non era solo morale ma anche
giuridico. Ius extraordinarium quei diritti che si poteva tutelare solo nel nuovo processo imperiale, dove si
potevano far prevalere i diritti di introduzione recente da parte dell’imperatore, il fedecommesso diventa
un istituto del ius novium che al contrario dell’istituzioni già presenti questa poteva valere solo in ambito
imperiale. Non nel processo formulare, nessuna formula li tutelava

Il contenuto può essere ampio tanto quanto quello legato per damnationem, obbligando(pregando) il
fedecommissario in suo favore. Il fedecommissario può avere una disposizione sia a titolo particolare che
universale e vi potevano essere dei casi in cui il fedecommissario insisteva nell’invito a restituire al
fedecommissario l’intera eredità o gran parte di questa. Veniva istituto formalmente l’erede ma in realtà
era da intendersi come un erede fiduciario perché l’obbligo che gravava su di lui era di far avere l’intera
eredità ad un soggetto diverso da lui, il fedecommissario appunto, che in quel momento non si era voluto
instituire erede subito. Nell’eredità sono sempre compresi debiti e crediti significa che in un'unica manci
patio l’erede avrebbe potuto traferire tutto al fedecommissario ma la cessione del credito e debito era più
complicata ricorrendo a delle stipulazioni da celebrare dei riti per ciascuno dei rapporti obbligatori che si
voleva trasferire il che richiedeva necessariamente la collaborazione dei debitori e creditori esterni. Il
senato consulto trebelliano del 56 e 57 d.C. stabili che lamen sul piano del diritto pretorio il trasferimento
avvenisse automaticamente con la manci patio di tutto il patrimonio salvo che poi un successivo senatu
consulti, il senato consulto pegasiano, applicò anche ai fedecommissari la lex falcidia il che voleva dire che
in ogni caso almeno un quarto del patrimonio ereditario sarebbe rimasto in mano dell’erede e Li allora fu
rintrodotto la stipulazione cioè tante quante erano i rapporti di debito credito. Il fedecommissario poteva
assolvere anche funzioni particolari: fedecommesso de residuo e di famiglia che si fece frequente ed
importante ma difficile da disciplinare perché si dava in carico all’erede di restituire al fedecommissario
tutto quello che non avesse consumato. Il punto è: se lui consuma tutto, oltre quale limite patrimoniale
l’erede non potrà spingersi? (questo è de residuo).

Quello di famiglia si grava l’erede dell’honere di non disfarsi di un qualcosa in particolare perche poi resti
dentro la famiglia destinata agli eredi successivi (grande rilievo nel medioevo). C’è una norma del codice
civile che risente di questa tradizione.

Noi conosciamo in realtà anche altre clausure testamentarie : la manomissione testamentaria che nel
testamento si poteva liberare lo schiavo alla morte del de cuius se il chiamato accettava l’eredità. La
nomina di un tutore testamentario, nel testamento possono esserci anche le revoche testamentaria mentre
per evocare un’istituzione ad erede bisogna formare un nuovo testamento con un’istituzione ad erede
diversa.
L’ACQUISTO DELL’EREDITà

Problema a cui abbiamo fatto riferimento adombrando l’ipotesi che vi possano essere eredi solo se accetta
oppure casi in cui diventa erede automaticamente.

Si parla di eredi necessari e eredi volontari:

eredi necessari sono quelli che acquistano automaticamente l’eredità senza la possibilità di rifiutare e si
dividono in: sui et necessari e i necessarii tantum

 i sui et necessari sono quelli che già in vita si chiamano sui heredes quindi i discendenti in potestà in
mancanza di testamento ereditano per primi però possono essere anche istituiti nel testamento
allora qui non interessa se la vocazione sia testamentaria o abbia intestato, loro acquistano
l’eredità senza bisogno di accettare. Questo a meno che istituendoli in un testamento non sia stato
il de cuius, sottoposto ad una condizione ovvero il “si voles”, se vorrà, aggiungendo questo da
necessario lo trasformi in volontario. Per il resto i necessari acquistano l’eredità sia che vogliano o
che non vogliano.
 Necessarii tantum sono gli schiavi liberati e istituiti eredi. Si trattava specialmente di ereditare i
debiti (non si poteva rifiutare in quanto necessario). Fu il pretore a beneficio dei sui et necessari
che introdusse l’istituto dell’abstentio, per cui chiede al pretore di esercitare il ius ex arcidendi e
sul piano del processo non viene più trattato come erede. Prima ancora di mettere le mani nel
patrimonio perche se l’erede ha già riscosso il patrimonio non è che si può chiedere dopo
l’abstentio.

Gli eredi voluntari sono quelli che per acquistare l’eredità hanno bisogno di accettarla. Si parla di adictio
hereditatis accettazione dell’eredità. L’accettazione può venire in modo espresso o tacile si conoscono due
modi di accettare, gli eredi volontari sono tutti quelli diversi dai necessari, la revocazione può adoperare
anche nel caso di testamento. La vocazione ereditaria e l’acquisto si verificano in tempi diversi nel
frattempo l’eredità è diacente.

Due sono i modi per accettare

Cretio che può essere pretesa anche dal de cuius nel testamento che prescrive all’erede stabilito di
accettare l’eredità in questo modo diventando l’unico modo. Questo può essere sottoposto anche a termini
finali dispone una disposizione volgare nel caso che in quel termine non abbia compreso la cretio. La cretio
è un atto orale solenne, negozi invalsi da molti secoli, una dichiarazione di volersi occupare dell’eredità
compiuta di fronte ai testimoni. Diventa erede a partire da momento in cui rispetto le disposizioni della
cretio.

Adictio hereditatis che potremmo considerare tacito o che si svolge per fatti concludenti questa si chiama
pro herede gestio cioè di fatto l’istituito si comporta come erede. Gestisce il patrimonio ereditario come
erede sicché quell’eredità non si può più considerare giacente. Deve essere chiaro che è un atto di
appropriazione un atto con cui esercita signoria sul patrimonio ereditario. Ora di solito è proprio quando si
impossessa dei beni ma ci sono dei casi in cui lo fa per pietatis causa per esempio celebri intanto il funerale
del defunto e questo comporta che si entra nella casa del defunto ma potresti averlo fatto anche solo con
pietà, con l’intenzione di gestire quelli affari come affari altrui.

Ci si è interrogati sull’esistenza di una adictio informale diversa dalla cretio con la quale senza rispettare le
solennità qualcuno dichiari di voler diventare erede ma probabilmente non esisteva nel d. romano ma
prima appunto che ci sia

Eta arcaica i romani avvertirono il pericolo che ci fossero dei patrimoni senza proprietario, ai chiamati che
temporeggiavano fu riconosciuto da subito un istituto poi disconosciuto che era la usucapio no herede cioè
poteva diventare erede un perfetto estraneo e se passava un anno di possesso indisturbato dell’eredità
giacente quello diventava per il diritto erede, è un caso dell’usucapio per definizione non comprendeva la
buona fede, però se ne appropria e passa un anno usucapisce i titolo di erede. In un primo momento ebbe
il sopravvento la ratio dicendo ai chiamati di sbrigarsi ad accettare poi ci si rese conto che non era normale
che altra gente si appropriasse di altri beni. In età imperiale, imperatori come adriano introdussero sul
piano del ius ex extraordinarium che assomigliava al furto ma in realtà si parlò di crimine che era perseguito
nelle forme di tribunale pubblico e quindi fu abolito successivamente l’istituto del usucapio.

Iniure recessio hereditatis si tratta di un soggetto che non ha ancora accettato e nel caso dell’anadio
proximus si consenti che con una iniure recessio hereditario cede il diritto di proprietà e questo determina il
titolo di erede a beneficio del cessionario.

La difesa dell’eredità, l’erede in quanto tale di quali mezzi processuali dispone per farli valere sull’eredità?

Abbiamo detto che l’erede in quanto prosecutore dell’ereditò del defunto dispone di tutti i diritti e quindi
tutte le azioni che il defunto avrebbe potuto esercitare contro terzi. Si tratti di actionem in rem o di actiones
in personam per esempio per perseguitare un debitore; all’erede in quanto tale spettano anche le azioni
per far valere il suo titolo di erede in quanto tale che si chiama petio hereditatis (chi è attivamente
legittimato ad esercitarla o chi è passivamente legittimato alla petizione quindi contro chi può utilizzarla):
tutti i processi ereditari si concludevano con sentenze adottate collegialmente dai centunveri. Attivamente
legittimato è l’erede o colui che dice di essere l’erede perché tutto è in stato di contestazione. Sul lato
passivo può essere esercitata da un possessore quindi si esercita sempre per riappropriarsi di un bene che il
…. considera suoi in quanto compresi nell’asse ereditario. La petio hereditate può essere esercitata o nei
confronti di qualcuno che possiede e non vuole restituire la cosa perche ritiene di essere lui l’erede; il
possessore pro herede finche fu ammesso l’usocapio herede poteva essere anche in male fede oppure nei
confronti del possessor pro possessore nei confronti di qualcuno che dice davanti al magistrato possiedo
perchè possiedo sta poi al stabilire il su titolo di proprietà. Non qualcuno che possiede in forza di un
atto di disposizione a titolo particolare. non qualcuno che dica io possiedo perche avevo regolarmente
acquistato il bene che il de cuius mi aveva mancipato allora li devi esercitare la singola azione inerente a
quel rapporto oppure chi possiede a titolo universale oppure nei confronti di chi non dice nulla non nei
confronti di chi possiede in forza di un atto a titolo particolare. In quei due casi si potrà esercitare l’actiones
in rem che spetta all’erede. Un senatu consulti 129 d.C. fatto votare dal giurista Celso estese la
legittimazione passiva anche nei confronti di chi dolo disinit possidere cioè si è sbarazzato della cosa. In
caso poi di condanna il convenuto sarà tenuto alla restituzione dei frutti (malafede anche i frutti percipiendi
usando la normale dirigenza mentre in buona fede no). Nel processo …. la condanna è peculiare mentre in
quello imperiale si deve assolutamente restituire tutto il che nell’ambito del processo formulario non era
possibile.

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