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Fisica

Appunti di Fisica 3

Michele prof. Perini


IISS Copernico Pasoli - Liceo Scientifico

A.S. 2021-2022

Michele prof. Perini Fisica 1 / 160


1 Vettori
Definizione geometrica
Caratteristiche
Scalare per vettore
Somma
Prodotto scalare
Prodotto vettoriale
Definizione algebrica
Componenti
Modulo
Prodotto scalare per vettore
Somma
Prodotto scalare
Modulo e prodotto scalare
Prodotto vettoriale

2 Cinematica del punto


1-D
Posizione
Velocità
Michele prof. Perini Fisica 2 / 160
Moto rettilineo uniforme
Grafici x-t e v-t
Accelerazione
Moto rettilineo uniformemente accelerato
Grafici x-t, v-t e a-t
Leggi orarie MRU e MRUA
Generalità sul grafico x-t
Generalità sul grafico v-t
Generalità sul grafico a-t
2-D e 3-D
Moto parabolico
Moto circolare
Moto circolare uniforme
Accelerazione centripeta
Angoli e radianti
Periodo e frequenza
Velocità angolare e velocità angolare media
Accelerazione angolare e accelerazione angolare media
Relazione tra grandezze lineari e grandezze angolari

Michele prof. Perini Fisica 3 / 160


Moto circolare: leggi orarie
3 Dinamica del punto
Principi della dinamica
Primo principio
Quantità di moto
Secondo principio
Terzo principio
Conservazione della quantità di moto
Energia
Lavoro
Energia cinetica
Energia potenziale gravitazionale
Energia potenziale elastica
Forze conservative
Conservazione dell’energia meccanica
Energia meccanica e forze non conservative
Potenza

4 Moti relativi
Michele prof. Perini Fisica 4 / 160
5 Gravitazione
Il momento angolare
Il momento delle forze
Il momento angolare e forze centrali
Forza di gravitazione universale
Massa inerziale e gravitazionale
Leggi di Keplero
Newton e leggi di Keplero
Campo gravitazionale
Flusso
Teorema di Gauss
Energia gravitazionale

6 Cenni di dinamica dei corpi rigidi


Corpo rigido
Michele prof. Perini Fisica 5 / 160
Baricentro
Rotazione
Momento angolare
Momento delle forze
Momento angolare e momento delle forze
Energia cinetica di rotazione
Momenti d’inerzia

7 Gas
Gas ideali
Legge di Gay-Lussac
Legge di Charles
Legge di Boyle
Legge di Avogadro
Legge dei gas perfetti
Teoria cinetica dei gas
Energia cinetica dei gas e temperatura
Michele prof. Perini Fisica 6 / 160
Velocità e velocità media
8 Termodinamica I
Primo principio
Trasformazioni isocore
Trasformazioni isobare
Trasformazioni isoterme
Trasformazioni adiabatiche
Cicli
CV e C p
9 Termodinamica II
Clausius e Kelvin
Macchine termiche
Rendimento
Coefficiente di prestazione
Michele prof. Perini Fisica 7 / 160
Ciclo di Carnot
Teorema di Carnot
Entropia
Entropia e sua variazione
Secondo principio e probabilità

Michele prof. Perini Fisica 8 / 160


Vettori Definizione geometrica
Definizione geometrica di vettore
Un vettore è un segmento orientato caratterizzato
da un modulo, una direzione e un verso. Due vettori
con medesimo modulo, direzione parallela e
medesimo verso sono equipollenti.

Michele prof. Perini Fisica 9 / 160


Vettori Definizione geometrica
Definizione geometrica di vettore
Un vettore è un segmento orientato caratterizzato
da un modulo, una direzione e un verso. Due vettori
con medesimo modulo, direzione parallela e
medesimo verso sono equipollenti.

Michele prof. Perini Fisica 9 / 160


Vettori Definizione geometrica
Definizione geometrica di vettore
Un vettore è un segmento orientato caratterizzato
da un modulo, una direzione e un verso. Due vettori
con medesimo modulo, direzione parallela e
medesimo verso sono equipollenti.
B

~
AB

A Michele prof. Perini Fisica 9 / 160


Vettori Definizione geometrica
Definizione geometrica di vettore
Un vettore è un segmento orientato caratterizzato
da un modulo, una direzione e un verso. Due vettori
con medesimo modulo, direzione parallela e
medesimo verso sono equipollenti.
B

~
v ~
v0
~
AB =

A Michele prof. Perini Fisica 9 / 160


Vettori Definizione geometrica

Michele prof. Perini Fisica 10 / 160


Vettori Definizione geometrica

~
AB

Michele prof. Perini Fisica 10 / 160


Vettori Definizione geometrica

~
AB

Michele prof. Perini Fisica 10 / 160


Vettori Definizione geometrica

Il modulo del vettore


~ è proporzionale
AB
alla lunghezza del
B
segmento e si indica
con
¯ ¯i simboli
~ ¯ = AB .
¯ AB
~
AB

Michele prof. Perini Fisica 10 / 160


Vettori Definizione geometrica

Il modulo del vettore


~ è proporzionale
AB
alla lunghezza del
B
segmento e si indica
con
¯ ¯i simboli
~ ¯ = AB .
¯ AB
~
AB
La direzione è la
A
retta per A e B.

Michele prof. Perini Fisica 10 / 160


Vettori Definizione geometrica

Il modulo del vettore


~ è proporzionale
AB
alla lunghezza del
B
segmento e si indica
con
¯ ¯i simboli
~ ¯ = AB .
¯ AB
~
AB
La direzione è la
A
retta per A e B.
il verso è indicato
dalla freccia.

Michele prof. Perini Fisica 10 / 160


Vettori Definizione geometrica

Il modulo del vettore


~ è proporzionale
AB
alla lunghezza del
B
segmento e si indica
con
¯ ¯i simboli
~ ¯ = AB .
¯ AB
~
AB
La direzione è la
A
retta per A e B.
il verso è indicato
dalla freccia.
A è detto punto di
applicazione.
Michele prof. Perini Fisica 10 / 160
Vettori Definizione geometrica
Prodotto scalare per vettore

Michele prof. Perini Fisica 11 / 160


Vettori Definizione geometrica
Prodotto scalare per vettore

Michele prof. Perini Fisica 11 / 160


Vettori Definizione geometrica
Prodotto scalare per vettore

~
−v

3~
2
v

~
v
1~
2
v

Michele prof. Perini Fisica 11 / 160


Vettori Definizione geometrica
Prodotto scalare per vettore

~
−v Il prodotto di uno scalare
per un vettore modifica il
3~ modulo del vettore ed il
2
v
verso in caso di scalare
~
v negativo.
1~
2
v
v | = |α| |~
|α~ v|

Michele prof. Perini Fisica 11 / 160


Vettori Definizione geometrica

Somma tra vettori

Michele prof. Perini Fisica 12 / 160


Vettori Definizione geometrica

Somma tra vettori

Michele prof. Perini Fisica 12 / 160


Vettori Definizione geometrica

Somma tra vettori


~
c

~
b
d~

~
a

Michele prof. Perini Fisica 12 / 160


Vettori Definizione geometrica

Somma tra vettori


~
c d~ = ~
a +~
b +~
c
É possibile sommare i
~
b vettori eventualmente
d~ traslandoli e disponendo
la coda del successivo in
~
a corrispondenza della
punta del precedente.

Michele prof. Perini Fisica 12 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto scalare, caso 0 < γ < π2

Michele prof. Perini Fisica 13 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto scalare, caso 0 < γ < π2

Michele prof. Perini Fisica 13 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto scalare, caso 0 < γ < π2

~
b b~⊥

γ ~
a
b~∥

Michele prof. Perini Fisica 13 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto scalare, caso 0 < γ < π2


Il prodotto scalare è una
operazione commutativa
che abbina a due vettori
~ uno scalare.
b b~⊥
a ·~
~ a · b~∥ =
b =~
γ ~
a
b~∥ ¯ ¯ ¯ ¯
¯~ ¯
a | · ¯~
a | · ¯b ∥ ¯ = |~
= |~ b ¯ · cos γ
¯ ¯

Michele prof. Perini Fisica 13 / 160


Vettori Definizione geometrica

π
Prodotto scalare, caso 2
<γ<π

Michele prof. Perini Fisica 14 / 160


Vettori Definizione geometrica

π
Prodotto scalare, caso 2
<γ<π

Michele prof. Perini Fisica 14 / 160


Vettori Definizione geometrica

π
Prodotto scalare, caso 2
<γ<π

~
b
b~⊥
γ ~
a
b~∥

Michele prof. Perini Fisica 14 / 160


Vettori Definizione geometrica

π
Prodotto scalare, caso 2
<γ<π
Il prodotto scalare è una
operazione commutativa
~
che abbina a due vettori
b
b~⊥ uno scalare.
γ ~
a
a ·~
~ a · b~∥ =
b =~
b~∥

¯ ¯ ¯ ¯
¯~ ¯
a |· ¯~
a |· ¯b ∥ ¯ = |~
= − |~ b ¯ ·cos γ
¯ ¯

Michele prof. Perini Fisica 14 / 160


Vettori Definizione geometrica

Il prodotto scalare è massimo (in valore assoluto) tra


vettori paralleli e vale zero tra vettori perpendicolari.
¯ ¯ ¯ ¯
¯ ~¯
¯~ a | · ¯~
a · b ¯ = |~ a ∥~
b¯ ↔ ~ b
¯ ¯

a ·~
~ a ⊥~
b =0↔~ b
In generale vale la relazione:
¯ ¯
~ ~ ~ ~ a | · ¯~
a · b = b · a = |~ b ¯ · cos γ
¯ ¯

Michele prof. Perini Fisica 15 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (direzione)

Michele prof. Perini Fisica 16 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (direzione)

Michele prof. Perini Fisica 16 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (direzione)

~
c
~
b

γ
~
a

Michele prof. Perini Fisica 16 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (direzione)


Il prodotto vettoriale è
una operazione che
abbina a due vettori un
~
c terzo vettore
~
b perpendicolare ad essi.

γ ~ a ×~
c =~ b
~
a ~
c ⊥~
a
c ⊥~
~ b

Michele prof. Perini Fisica 16 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (verso)

Michele prof. Perini Fisica 17 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (verso)

Michele prof. Perini Fisica 17 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (verso)

~
c
~
b

γ
~
a
c
−~

Michele prof. Perini Fisica 17 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (verso)

~
c
~
b
Il prodotto vettoriale è
γ anticommutativo.
~ ~
³ ´
~
a ~ ~ ~
c = a ×b = − b ×a
c
−~

Michele prof. Perini Fisica 17 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (modulo)

Michele prof. Perini Fisica 18 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (modulo)

Michele prof. Perini Fisica 18 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (modulo)


~
b
b~⊥
γ
b~∥ ~
a

Michele prof. Perini Fisica 18 / 160


Vettori Definizione geometrica

Prodotto vettoriale (modulo)


~
b ¯ ¯ ¯ ¯
¯~ ~
a × b ¯ = ¯~ ~
a × b⊥¯ =
b~⊥
¯ ¯ ¯ ¯
γ ¯ ¯ ¯ ¯
¯~ ¯
b~∥ ~ a | · ¯~
a | · ¯b ⊥ ¯ = |~
= |~ b ¯ · sin γ
¯ ¯
a

Michele prof. Perini Fisica 18 / 160


Vettori Definizione geometrica

Il prodotto vettoriale è massimo (in modulo) tra


vettori perpendicolari e vale zero (il vettore zero è
un vettore di modulo nullo) tra vettori paralleli.
¯ ¯ ¯ ¯
¯~a ×~ a | · ¯~
b ¯ = |~ a ⊥~
b¯ ↔ ~ b
¯ ¯ ¯ ¯

a ×~
~ a ∥~
b =~0 ↔ ~ b

Michele prof. Perini Fisica 19 / 160


Vettori Definizione algebrica
Un vettore può essere definito come una ennupla
ordinata sulla quale si definiscono le operazioni di
prodotto scalare-vettore e di somma.

Michele prof. Perini Fisica 20 / 160


Vettori Definizione algebrica
Un vettore può essere definito come una ennupla
ordinata sulla quale si definiscono le operazioni di
prodotto scalare-vettore e di somma.
y
B

~
AB

x
Michele prof. Perini Fisica 20 / 160
Vettori Definizione algebrica
Un vettore può essere definito come una ennupla
ordinata sulla quale si definiscono le operazioni di
prodotto scalare-vettore e di somma.
y
B
¡ ¢
A xA, y A, zA
~
AB ¡ ¢
B xB , y B , zB
 
xB − x A
~ =  yB − y A 
AB
A zB − z A

x
Michele prof. Perini Fisica 20 / 160
Vettori Definizione algebrica
Due vettori sono equivalenti se hanno le medesime
rispettive componenti. Due vettori equivalenti
hanno lo stesso modulo, direzione e verso.

Michele prof. Perini Fisica 21 / 160


Vettori Definizione algebrica
Due vettori sono equivalenti se hanno le medesime
rispettive componenti. Due vettori equivalenti
hanno lo stesso modulo, direzione e verso.
y

~
AB B

A B0

A~0 B 0

A0 x
Michele prof. Perini Fisica 21 / 160
Vettori Definizione algebrica
Due vettori sono equivalenti se hanno le medesime
rispettive componenti. Due vettori equivalenti
hanno lo stesso modulo, direzione e verso.
y

~
AB B

xB − x A

~ =  yB − y A  =
AB
zB − z A
A B0  
xB 0 − x A0
A~0 B 0 = A~0 B 0 =  y B 0 − y A 0 
zB 0 − z A0
A0 x
Michele prof. Perini Fisica 21 / 160
Vettori Definizione algebrica
Modulo di un vettore
 
vx
Dato il vettore ~
v =  v y  il suo modulo è
vz
q
v | = v = v x2 + v y2 + v z2
|~

~
v
vy
~
v vx
vy
vx x

Michele prof. Perini Fisica 22 / 160


Vettori Definizione algebrica
Prodotto scalare per vettore

Michele prof. Perini Fisica 23 / 160


Vettori Definizione algebrica
Prodotto scalare per vettore

Michele prof. Perini Fisica 23 / 160


Vettori Definizione algebrica
Prodotto scalare per vettore

~
−v

3~
2
v

~
v
1~
2
v

Michele prof. Perini Fisica 23 / 160


Vettori Definizione algebrica
Prodotto scalare per vettore

~
−v

αv x
   
vx
3~
2
v v = α  v y  =  αv y 
α~
vz αv z
~
v
1~
2
v v | = |α| |~
|α~ v|

Michele prof. Perini Fisica 23 / 160


Vettori Definizione algebrica

Somma tra vettori

Michele prof. Perini Fisica 24 / 160


Vettori Definizione algebrica

Somma tra vettori

Michele prof. Perini Fisica 24 / 160


Vettori Definizione algebrica

Somma tra vettori


y

~
b
~
c

~
a
x

Michele prof. Perini Fisica 24 / 160


Vettori Definizione algebrica

Somma tra vettori


y

~
c =~a +~b=
   
ax bx
~ =  ay  +  by  =
b
~
c az bz
 
ax + bx
~
a =  ay + by 
x az + bz

Michele prof. Perini Fisica 24 / 160


Vettori Definizione algebrica

Prodotto scalare

Michele prof. Perini Fisica 25 / 160


Vettori Definizione algebrica

Prodotto scalare

Michele prof. Perini Fisica 25 / 160


Vettori Definizione algebrica

Prodotto scalare

~ ~
a
b
γ
x

Michele prof. Perini Fisica 25 / 160


Vettori Definizione algebrica

Prodotto scalare
   
y ax bx
a ·~
~ b =  ay  ·  by  =
az bz

~ ~
a
b
γ
= ax bx + a y b y + az bz =
x
¯ ¯
a | · ¯~
= |~ b ¯ · cos γ
¯ ¯

Michele prof. Perini Fisica 25 / 160


Vettori Definizione algebrica

Il prodotto scalare, così ridefinito, è distributivo


rispetto all’addizione e, come da definizione
geometrica, è nullo in caso di vettori perpendicolari,
vale (in modulo) il prodotto dei moduli dei vettori in
caso di vettori paralleli.
   
ax bx
~a ·~
b =  ay  ·  by =
az bz
           
ax 0 0 bx 0 0
=  0  +  a y  +  0  ·  0  +  b y  +  0  =
0 0 az 0 0 bz

Michele prof. Perini Fisica 26 / 160


Vettori Definizione algebrica
           
ax bx ax 0 ax 0
=  0  ·  0  +  0  ·  by  +  0  ·  0  +
0 0 0 0 0 bz
| {z } | {z } | {z }
∥ ⊥ ⊥
           
0 bx 0 0 0 0
+  ay  ·  0  +  ay  ·  by  +  ay  ·  0  +
0 0 0 0 0 bz
| {z } | {z } | {z }
⊥ ∥ ⊥
           
0 bx 0 0 0 0
+  0  ·  0  +  0  ·  by  +  0  ·  0  =
az 0 az 0 az bz
| {z } | {z } | {z }
⊥ ⊥ ∥

= ax bx + a y b y + az bz

Michele prof. Perini Fisica 27 / 160


Vettori Definizione algebrica
La definizione algebrica di prodotto scalare vede la
definizione geometrica come caso particolare, basta
inserire i vettori in un opportuno sistema di
riferimento e ricordare che i vettori sono invarianti
per traslazioni e il loro modulo anche per rotazioni.

Michele prof. Perini Fisica 28 / 160


Vettori Definizione algebrica
La definizione algebrica di prodotto scalare vede la
definizione geometrica come caso particolare, basta
inserire i vettori in un opportuno sistema di
riferimento e ricordare che i vettori sono invarianti
per traslazioni e il loro modulo anche per rotazioni.
y

~
b
by
γ x
bx ~
a
Michele prof. Perini Fisica 28 / 160
Vettori Definizione algebrica
La definizione algebrica di prodotto scalare vede la
definizione geometrica come caso particolare, basta
inserire i vettori in un opportuno sistema di
riferimento e ricordare che i vettori sono invarianti
per traslazioni e il loro modulo anche per rotazioni.
y
   
ax bx
a ·~
~ b =  0  ·  by  =
~
b 0 0
by
γ x ¯ ¯
a | · ¯~
a x b x = |~ b ¯ · cos γ
¯ ¯
bx ~
a
Michele prof. Perini Fisica 28 / 160
Vettori Definizione algebrica

Il prodotto scalare è strettamente legato al modulo


di un vettore:
  
vx vx
~
v ·~ v )2 =  v y  ·  v y  = v x2 + v y2 + v z2 = |~
v = (~ v |2
vz vz

Michele prof. Perini Fisica 29 / 160


Vettori Definizione algebrica

Prodotto vettoriale
     
ax bx a y bz − az b y
a ×~
~ b =  a y  ×  b y  =  az bx − ax bz 
az bz ax b y − a y bx

Di seguito vedremo come il prodotto vettoriale così


definito, insieme alla definizione di prodotto scalare,
restituisca proprio le caratteristiche che definivano il
prodotto vettoriale “geometrico”.

Michele prof. Perini Fisica 30 / 160


Vettori Definizione algebrica

Perpendicolarità
a ×~ a ×~
³ ´ ³ ´
~ b ·~a =0↔~
a⊥ ~ b

~ ~ ~ ~
³ ´ ³ ´
~a ×b ·b = 0 ↔ b ⊥ ~a ×b

Basta eseguire i calcoli.

Michele prof. Perini Fisica 31 / 160


Vettori Definizione algebrica

Anticommutatività
~ ~
³ ´
~
a ×b = − b ×~
a

Basta verificare che data la definizione di prodotto


vettoriale, ogni componente del vettore risultato
cambia segno se si scambia a con b.

Michele prof. Perini Fisica 32 / 160


Vettori Definizione algebrica

Modulo
É sufficiente verificare l’identità:
¯ ¯ ¯ ¯
¯~
¯ ~ ¯
a | · ¯~
a × b ¯ = |~ b ¯ · si nγ
¯ ¯

´2 ³ ¯ ¯ ´2
~ ¯~ ¯
³
~a × b = a · ¯b ¯ · si nγ
|~ |
´2 ¯ ¯2
~ 2 ¯~ ¯
³
~a × b = |~ a | · ¯b ¯ · si n 2 γ
´2 ¯ ¯2 ¡
~ 2 ¯~ ¯
³
~a × b = a · ¯b ¯ · 1 − cos 2 γ
¢
|~ |

Michele prof. Perini Fisica 33 / 160


Vettori Definizione algebrica

¢2 ¢2
+ (a z b x − a x b z )2 + a x b y − a y b x =
¡ ¡
a y bz − az b y
´2 ³ ´2 ¯ ¯2
2 ¯~ ¯
³
= a x2 + a 2y + a z2 2 2 2
a | · ¯b ¯ · cos 2 γ
· b x + b y + b z − |~
···
¯ ¯2
a |2 · ¯~
¢2
b ¯ · cos 2 γ = a x b x + a y b y + a z b z
¡
|~
¯ ¯

Il membro di sinistra dell’ultima equazione


rappresenta la definizione “geometrica” del
a e~
quadrato del prodotto scalare dei due vettori ~ b,
mentre quello di destra ne rappresenta la definizione
“algebrica”.
Michele prof. Perini Fisica 34 / 160
Cinematica del punto

Ci occuperemo di seguito della descrizione del moto


dei corpi puntiformi, senza occuparci delle cause del
moto. Definiremo le grandezze fisiche che
descrivono il moto dei corpi, occupandoci dapprima
del caso unidimensionale e poi dei casi
bidimensionale e tridimensionale.
Per descrivere il moto di un corpo è necessario
stabilire un sistema di riferimento sia spaziale che
temporale.

Michele prof. Perini Fisica 35 / 160


Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
t = 0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
t = 0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
t = 1s
0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
t = 2s
1s
0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
t = 3s
1s
2s
0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
t = 4s
1s
2s
3s
0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
t = 5s
1s
2s
3s
4s
0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
t = 6s
1s
2s
3s
4s
5s
0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
t = 7s
1s
2s
3s
4s
5s
6s
0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
t = 8s
1s
2s
3s
4s
5s
6s
7s
0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
t = 9s
1s
2s
3s
4s
5s
6s
7s
8s
0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Cinematica del punto 1-D

Posizione
La posizione di un corpo può essere descritta da una
funzione del tempo, cioè, una relazione che abbini
ad ogni istante di tempo una posizione.
tt==10s
1s
2s
3s
4s
5s
6s
7s
8s
9s
0s

−1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
In simboli la posizione di un dato oggetto in un
certo istante di tempo si sintetizza con la scrittura:
x(t ).
Michele prof. Perini Fisica 36 / 160
Cinematica del punto 1-D

Velocità media e velocità istantanea


velocità media:
x(t 2 ) − x(t 1 ) ∆x
v [t1 ;t2 ] = =
t2 − t1 ∆t

velocità istantanea (se t 1 < t < t 2 e t 2 → t 1 ):


x(t 2 ) − x(t 1 ) d x(t )
v (t ) = lim =
t 2 →t 1 t2 − t1 dt

Michele prof. Perini Fisica 37 / 160


Cinematica del punto 1-D

Moto rettilineo uniforme


Il moto di un oggetto che si muove con velocità
costante lungo una linea retta si dice rettilineo
uniforme.
x(t ) − x(0)
v(t ) = v = → x(t ) = v t + x(0)
t −0

Michele prof. Perini Fisica 38 / 160


Cinematica del punto 1-D

Grafico v-t e posizione nel moto rettilineo uniforme:


v

∆x = x(t ) − x(0) = v t

0 t
Michele prof. Perini Fisica 39 / 160
Cinematica del punto 1-D

Grafico x-t e velocità nel moto rettilineo uniforme:


x

x(t )

∆x

∆t v = ∆x
∆t
x(0)
t

0 t

Michele prof. Perini Fisica 40 / 160


Cinematica del punto 1-D

Accelerazione media e accelerazione


istantanea
accelerazione media:
v(t 2 ) − v(t 1 ) ∆v
a [t1 ;t2 ] = =
t2 − t1 ∆t

accelerazione istantanea (se t 1 < t < t 2 e t 2 → t 1 ):

v(t 2 ) − v(t 1 ) d v(t ) d 2 x(t )


a (t ) = lim = =
t 2 →t 1 t2 − t1 dt dt2

Michele prof. Perini Fisica 41 / 160


Cinematica del punto 1-D

Moto rettilineo uniformemente accelerato


Il moto di un oggetto che si muove con
accelerazione costante lungo una linea retta si dice
rettilineo uniformemente accelerato.
v(t ) − v(0)
a(t ) = a = → v(t ) = at + v(0)
t −0

Michele prof. Perini Fisica 42 / 160


Cinematica del punto 1-D
Grafico a-t e velocità nel moto rettilineo
uniformemente accelerato:
a

∆v = v(t ) − v(0) = at

0 t
Michele prof. Perini Fisica 43 / 160
Cinematica del punto 1-D
Grafico v-t e accelerazione nel moto rettilineo
uniformemente accelerato:
v

v(t )

∆v

∆t a = ∆v
∆t
v(0)
t

0 t
Michele prof. Perini Fisica 44 / 160
Cinematica del punto 1-D
Grafico v-t e posizione nel moto rettilineo
uniformemente accelerato:
v

v(t )

v(0)
∆x = v(t )+v(0)
2
t t

0 t
Michele prof. Perini Fisica 45 / 160
Cinematica del punto 1-D

Equazione del moto nel moto rettilineo


uniformemente accelerato.
Dall’analisi del grafico v-t si ha che:
v(t ) + v(0)
∆x = t→
2
at + v(0) + v(0)
→ x(t ) − x(0) = t→
2
1
→ x(t ) = at 2 + v(0)t + x(0)
2

Michele prof. Perini Fisica 46 / 160


Cinematica del punto 1-D

In sintesi per il moto rettilineo uniformemente


accelerato valgono le equazioni:

Michele prof. Perini Fisica 47 / 160


Cinematica del punto 1-D

In sintesi per il moto rettilineo uniformemente


accelerato valgono le equazioni:
a(t ) = a
v(t ) = at + v(0)
1
x(t ) = at 2 + v(0)t + x(0)
2

Michele prof. Perini Fisica 47 / 160


Cinematica del punto 1-D

In sintesi per il moto rettilineo uniformemente


accelerato valgono le equazioni:
a(t ) = a a(t ) = 0
v(t ) = at + v(0) v(t ) = v(0) = v
1
x(t ) = at 2 + v(0)t + x(0) x(t ) = v t + x(0)
2

Michele prof. Perini Fisica 47 / 160


Cinematica del punto 1-D

Moto di caduta dei gravi:

Le equazioni del moto di un corpo che cade a partire


da fermo da una certa altezza h da terra sono:
g
x(t ) = − t 2 + h
2
v(t ) = −g t
Michele prof. Perini Fisica 48 / 160
Cinematica del punto 1-D

Moto di caduta dei gravi:

x
h
~
g t=0

0
Le equazioni del moto di un corpo che cade a partire
da fermo da una certa altezza h da terra sono:
g
x(t ) = − t 2 + h
2
v(t ) = −g t
Michele prof. Perini Fisica 48 / 160
Cinematica del punto 1-D

Moto di caduta dei gravi:

x
h x(0) = h
v(0) = 0
~
g t=0
a(t ) = −g
0
Le equazioni del moto di un corpo che cade a partire
da fermo da una certa altezza h da terra sono:
g
x(t ) = − t 2 + h
2
v(t ) = −g t
Michele prof. Perini Fisica 48 / 160
Cinematica del punto 1-D

Grafico x-t e velocità:


x
x(t 2 )

∆x
x(t 1 )
∆t
v [t1 ;t2 ] = ∆x
∆t

t
t1 t2

Michele prof. Perini Fisica 49 / 160


Cinematica del punto 1-D

Grafico v-t e accelerazione:


v
v(t 2 )

∆v
v(t 1 )
∆t
a [t1 ;t2 ] = ∆v
∆t

t
t1 t2

Michele prof. Perini Fisica 50 / 160


Cinematica del punto 1-D

Grafico v-t e posizione:


v

R t2
∆x = t1 v(t )d t

t
t1 t2

Michele prof. Perini Fisica 51 / 160


Cinematica del punto 1-D

Grafico a-t e velocità:


a

R t2
∆v = t1 a(t )d t

t
t1 t2

Michele prof. Perini Fisica 52 / 160


Cinematica del punto 2-D e 3-D

La posizione di un punto può essere descritta da un


vettore posizione le cui componenti sono le
proiezioni della posizione sugli assi x, y e z al variare
del tempo:  
x(t )
~ ) =  y(t ) 
s(t
z(t )

Michele prof. Perini Fisica 53 / 160


Cinematica del punto 2-D e 3-D

Michele prof. Perini Fisica 54 / 160


Cinematica del punto 2-D e 3-D

~
v

~
v

~
v

Michele prof. Perini Fisica 54 / 160


Cinematica del punto 2-D e 3-D

~
v
Velocità:

 
v x (t )
d~
s 
~ )=
v(t = v y (t ) 
dt
v z (t )

~ ) è tangente alla
v(t
~
v
traiettoria in ogni punto
della stessa.
~
v

Michele prof. Perini Fisica 54 / 160


Cinematica del punto 2-D e 3-D

Michele prof. Perini Fisica 55 / 160


Cinematica del punto 2-D e 3-D

~
v

~
a

~
a

~
v ~
a

~
v
Michele prof. Perini Fisica 55 / 160
Cinematica del punto 2-D e 3-D
Accelerazione:
~
v
 
a x (t )
d~
v 
~ )=
a(t = a y (t )  =
dt
~
a a z (t )

~
a ~∥ + a~⊥
=a
l’accelerazione può essere
sempre decomposta nella
~
v ~
a
somma di una
accelerazione parallela e
~
v una perpendicolare alla
velocità.
Michele prof. Perini Fisica 55 / 160
Cinematica del punto 2-D e 3-D

Moto parabolico

Michele prof. Perini Fisica 56 / 160


Cinematica del punto 2-D e 3-D

Moto parabolico

Michele prof. Perini Fisica 56 / 160


Cinematica del punto 2-D e 3-D

Moto parabolico
y
v y (0) v(0)
t=0

v x (0)

~
g

Michele prof. Perini Fisica 56 / 160


Cinematica del punto 2-D e 3-D

Moto parabolico
y
v y (0) v(0)
t=0
½
x(t ) = v x (0)t
g
y(t ) = − 2 t 2 + v y (0)t + y(0)
v x (0) g v y (0)
y =− x2 + x + y(0)
~ 2v x2 (0) v x (0)
g

Michele prof. Perini Fisica 56 / 160


Cinematica del punto Moto circolare
y

~
v
y Pγ ~c
a P x
xP

Michele prof. Perini Fisica 57 / 160


Cinematica del punto Moto circolare

Un moto circolare uniforme è il moto di un punto P


che si muove con velocità costante in modulo lungo
una circonferenza di raggio r . La posizione del
punto è completamente definita dal raggio della
circonferenza e dall’angolo γ. Il moto circolare è
caratterizzato da altre grandezze descrittive
caratteristiche quali periodo, frequenza e velocità
angolare.

Michele prof. Perini Fisica 58 / 160


Cinematica del punto Moto circolare

Accelerazione centripeta
Un punto in moto circolare subisce una
accelerazione che si puó decomporre in una
componente tangenziale (a t ) e in una radiale (ac ).
La componente radiale è detta accelerazione
centripeta:

v2
ac =
r

Michele prof. Perini Fisica 59 / 160


Cinematica del punto Moto circolare
Angolo e sua unità di misura
Un angolo per la geometria razionale è la porzione
di piano compresa tra due semirette. Questa
definizione di angolo non è fisicamente
soddisfacente in quanto misurare porzioni di piano
infinitamente estese non è per nulla semplice. Si
risolve la situazione definendo in modo operativo un
angolo come rapporto tra arco e raggio.

Michele prof. Perini Fisica 60 / 160


Cinematica del punto Moto circolare
Angolo e sua unità di misura
Un angolo per la geometria razionale è la porzione
di piano compresa tra due semirette. Questa
definizione di angolo non è fisicamente
soddisfacente in quanto misurare porzioni di piano
infinitamente estese non è per nulla semplice. Si
risolve la situazione definendo in modo operativo un
angolo come rapporto tra arco e raggio.

Michele prof. Perini Fisica 60 / 160


Cinematica del punto Moto circolare
Angolo e sua unità di misura
Un angolo per la geometria razionale è la porzione
di piano compresa tra due semirette. Questa
definizione di angolo non è fisicamente
soddisfacente in quanto misurare porzioni di piano
infinitamente estese non è per nulla semplice. Si
risolve la situazione definendo in modo operativo un
angolo come rapporto tra arco e raggio.
B B0

γ
r A0
Ar 0

Michele prof. Perini Fisica 60 / 160


Cinematica del punto Moto circolare
Angolo e sua unità di misura
Un angolo per la geometria razionale è la porzione
di piano compresa tra due semirette. Questa
definizione di angolo non è fisicamente
soddisfacente in quanto misurare porzioni di piano
infinitamente estese non è per nulla semplice. Si
risolve la situazione definendo in modo operativo un
angolo come rapporto tra arco e raggio.
B B0
AB Ú
Ù A0B 0
γ γ= = 0
r A0 r r
Ar 0

Michele prof. Perini Fisica 60 / 160


Cinematica del punto Moto circolare

Angolo e sua unitá di misura

Michele prof. Perini Fisica 61 / 160


Cinematica del punto Moto circolare

Angolo e sua unitá di misura

Michele prof. Perini Fisica 61 / 160


Cinematica del punto Moto circolare

Angolo e sua unitá di misura

Michele prof. Perini Fisica 61 / 160


Cinematica del punto Moto circolare

Angolo e sua unitá di misura


L’unità di misura degli
angoli è il radiante.
Angolo giro:
γ = 2π
Angolo piatto:
γ=π
Angolo retto:
γ = π2

Michele prof. Perini Fisica 61 / 160


Cinematica del punto Moto circolare

Periodo e frequenza
Il periodo (T ) è il tempo impiegato dal punto P a
compiere un giro di circonferenza. La frequenza ( f )
è il numero di giri effettuati dal punto P in un certo
intervallo di tempo:
n n 1
f = = =
∆t nT T
l’unità di misura della frequenza è l’Hertz ( H z )
oppure s −1 .

Michele prof. Perini Fisica 62 / 160


Cinematica del punto Moto circolare

Velocità angolare 1D
Velocità angolare media:
γ(t 2 ) − γ(t 1 ) ∆γ
ω[t1 ;t2 ] = =
t2 − t1 ∆t

Velocità angolare istantanea (se t 1 < t < t 2 e


t 2 → t 1 ):

γ(t 2 ) − γ(t 1 ) d γ
ω(t ) = lim =
t 2 →t 1 t2 − t1 dt

Michele prof. Perini Fisica 63 / 160


Cinematica del punto Moto circolare

Accelerazione angolare 1D
Accelerazione angolare media:
ω(t 2 ) − ω(t 1 ) ∆ω
α[t1 ;t2 ] = =
t2 − t1 ∆t

Accelerazione angolare istantanea (se t 1 < t < t 2 e


t 2 → t 1 ):

ω(t 2 ) − ω(t 1 ) d ω
α(t ) = lim =
t 2 →t 1 t2 − t1 dt

Michele prof. Perini Fisica 64 / 160


Cinematica del punto Moto circolare

Connessione tra grandezze angolari e lineari


1D:
AB = r γ
Ù

v =rω
at = r α
Sulla velocità angolare valgono le relazioni:
v 2πr 2π
ω= = = = 2π f
r Tr T

Michele prof. Perini Fisica 65 / 160


Cinematica del punto Moto circolare: leggi orarie
Le definizioni di velocità angolare e accelerazione
angolare solo formalmente identiche alle definizioni
di velocità e accelerazione, valgono quindi le leggi
del moto:

Michele prof. Perini Fisica 66 / 160


Cinematica del punto Moto circolare: leggi orarie
Le definizioni di velocità angolare e accelerazione
angolare solo formalmente identiche alle definizioni
di velocità e accelerazione, valgono quindi le leggi
del moto:
Moto circolare
uniformemente
accelerato:

α(t ) = α

ω(t ) = αt + ω(0)
1
γ(t ) = αt 2 + ω(0)t + γ(0)
2
Michele prof. Perini Fisica 66 / 160
Cinematica del punto Moto circolare: leggi orarie
Le definizioni di velocità angolare e accelerazione
angolare solo formalmente identiche alle definizioni
di velocità e accelerazione, valgono quindi le leggi
del moto:
Moto circolare
uniformemente Moto circolare uniforme:
accelerato:
α(t ) = 0
α(t ) = α
ω(t ) = ω(0) = ω
ω(t ) = αt + ω(0)
1 γ(t ) = ωt + γ(0)
γ(t ) = αt 2 + ω(0)t + γ(0)
2
Michele prof. Perini Fisica 66 / 160
Dinamica del punto Principi della dinamica

Primo principio della dinamica o principio


d’inerzia
Esistono sistemi di riferimento, detti inerziali,
rispetto ai quali un corpo non soggetto a forze si
muove di moto rettilineo uniforme.
Per un osservatore inerziale si ha che:
~ )=~
~i =~0 → v(t
X
F v
i

Michele prof. Perini Fisica 67 / 160


Dinamica del punto Principi della dinamica

Quantità di moto
La quantità di moto di un corpo è p ~ = m~v . Per gli
osservatori inerziali un corpo non soggetto a forze
mantiene costante la sua quantità di moto. L’effetto
dell’azione di una forza su un corpo è proprio quello
di far variare nel tempo la sua quantità di moto.
Si noti che in precedenza la forza era stata definita
a partire dall’effetto di deformazione degli oggetti, i
due effetti possono verificarsi contemporaneamente
(i corpi puntiformi però non modificano la loro
forma).
Michele prof. Perini Fisica 68 / 160
Dinamica del punto Principi della dinamica

Secondo principio della dinamica


Per un osservatore inerziale la risultante delle forze
applicate ad un corpo è pari al prodotto della
massa del corpo per la sua accelerazione:
~ md~
dp v
~i =
X
F = = m~
a
i dt dt

Michele prof. Perini Fisica 69 / 160


Dinamica del punto Principi della dinamica

Terzo principio della dinamica


In un sistema chiuso o isolato (un sistema sul quale
la risultante delle forze agenti esterne al sistema è
nulla) la somma delle forze agenti complessivamente
su tutti i corpi è sempre nulla.
~i =~0
X
F
i

Il terzo principio non è in contrasto con il secondo.


Il secondo principio riguarda i singoli corpi mentre il
terzo descrive una caratteristica relativa ad un
insieme di corpi interagenti tra loro.
Michele prof. Perini Fisica 70 / 160
Dinamica del puntoConservazione della quantità di
moto

Coerentemente con quanto previsto dal secondo e


dal terzo principio della dinamica in un sistema
isolato la quantità di moto (complessiva del sistema)
si conserva. Se F~i è la risultante delle forze applicate
ad ogni singolo componente del sistema si ha che:
~i
X dp
~i =~0 → =~0 →
X
F
i i dt

~i =~0 → ~i = cost~ant e
X X
→ dp p
i i

Michele prof. Perini Fisica 71 / 160


Dinamica del puntoConservazione della quantità di
moto

Michele prof. Perini Fisica 72 / 160


Dinamica del puntoConservazione della quantità di
moto

Prima:
m2
m1 v2
v1

Michele prof. Perini Fisica 72 / 160


Dinamica del puntoConservazione della quantità di
moto

Prima: Dopo:
m2 m1 + m2
m1 v2
v1 v

Michele prof. Perini Fisica 72 / 160


Dinamica del puntoConservazione della quantità di
moto

Prima: Dopo:
m2 m1 + m2
m1 v2
v1 v

Esempio conservazione della quantità di


moto 1D:
p prima = p dopo
m 1 v 1 + m 2 v 2 = (m 1 + m 2 )v

Michele prof. Perini Fisica 72 / 160


Dinamica del puntoConservazione della quantità di
moto
Esempio conservazione della quantità di moto 2D:
Prima:

Michele prof. Perini Fisica 73 / 160


Dinamica del puntoConservazione della quantità di
moto
Esempio conservazione della quantità di moto 2D:
Prima:

v~2 x
v~1

m1 m2
Michele prof. Perini Fisica 73 / 160
Dinamica del puntoConservazione della quantità di
moto
Esempio conservazione della quantità di moto 2D:
Prima:

~prima = m 1 v~1 + m 2 v~2 =


p
v~2 x µ ¶ µ ¶
v 1x v 2x
v~1 = m1
v 1y
+ m2
v 2y

m1 m2
Michele prof. Perini Fisica 73 / 160
Dinamica del puntoConservazione della quantità di
moto

Esempio conservazione della quantità di moto 2D:


Dopo:

Michele prof. Perini Fisica 74 / 160


Dinamica del puntoConservazione della quantità di
moto

Esempio conservazione della quantità di moto 2D:


Dopo:

~
v
x

m1 + m2

Michele prof. Perini Fisica 74 / 160


Dinamica del puntoConservazione della quantità di
moto

Esempio conservazione della quantità di moto 2D:


Dopo:

~
v ~dopo = (m 1 + m 2 )~
p v=
x µ ¶
vx
= (m 1 + m 2 )
vy
m1 + m2

Michele prof. Perini Fisica 74 / 160


Dinamica del punto Energia

Lavoro (forza costante e spostamento


rettilineo)
Il lavoro per andare dal punto A al punto B è il
prodotto scalare della forza per lo spostamento.

~
F
A ~∥
γF ~
AB B

~ · AB
L AB = F ~ = F · AB · cos γ = F
~∥ · AB
~

Michele prof. Perini Fisica 75 / 160


Dinamica del punto Energia

Lavoro (caso generale)


Il lavoro per andare dal punto A al punto B:

F~∥
d~sF
~
d~s ∥ B
A
d~sF
~

Z B
L AB = ~ · d~
F s
A

Michele prof. Perini Fisica 76 / 160


Dinamica del punto Energia
Se grafichiamo F∥ in funzione di s :
F∥

RB
L AB = A F∥d s

A B
Michele prof. Perini Fisica 77 / 160
Dinamica del punto Energia

Energia
L’energia è la capacità di compiere un lavoro.
Esistono diverse forme di energia. Di seguito ci
occuperemo dell’energia legata alla velocità
(cinetica) e di quella legata alla posizione
(potenziale).
L’unità di misura del lavoro e dell’energia è il Joule
(J).

Michele prof. Perini Fisica 78 / 160


Dinamica del punto Energia

Se si compie un lavoro su un corpo se ne può variare


la velocità.
Energia cinetica (K )
∆K = K B − K A = L AB
1
K = mv 2
2
1 1
∆K = mv B2 − mv 2A
2 2

Michele prof. Perini Fisica 79 / 160


Dinamica del punto Energia

Possiamo giustificare la definizione di energia cinetica


ipotizzando di applicare al corpo una forza costante che ne
faccia variare la velocità, in questo caso l’oggetto si muove di
moto rettilineo uniformemente accelerato:
µ ¶
1 2
∆K = F ∆s = ma∆s = ma a∆t + v A ∆t =
2
µ ¶ µ ¶
1 2 1 2
= m (a∆t ) + v A a∆t = m (v B − v A ) + v A (v B − v A ) =
2 2
1 1
= mv B2 − mv 2A
2 2

Michele prof. Perini Fisica 80 / 160


Dinamica del punto Energia

L’equazione che definisce la funzione di stato


energia cinetica è sempre valida (nell’ambito della
fisica classica). Per le energie legate alla posizione
abbiamo invece differenti espressioni a seconda delle
differenti situazioni analizzate. Per ora vedremo nel
dettaglio l’energia potenziale legata all’altezza
rispetto alla superficie terrestre in prossimità della
stessa (energia potenziale gravitazionale) e quella
legata all’allungamento di una molla (energia
potenziale elastica). In generale si ha che la
variazione di energia potenziale sia
∆U = UB −U A = −L AB .
Michele prof. Perini Fisica 81 / 160
Dinamica del punto Energia

Energia potenziale gravitazionale

Michele prof. Perini Fisica 82 / 160


Dinamica del punto Energia

Energia potenziale gravitazionale

Michele prof. Perini Fisica 82 / 160


Dinamica del punto Energia

Energia potenziale gravitazionale


y
~
g
B

h
F~g A
x

Michele prof. Perini Fisica 82 / 160


Dinamica del punto Energia

Energia potenziale gravitazionale


y
~
g
B ∆U = UB −U A = −L AB =
Z B
=− F~g d~
s=
A
h ¡ ¢
= mg y B − y A = mg h
F~g A
x U = mg y

Michele prof. Perini Fisica 82 / 160


Dinamica del punto Energia
Energia potenziale elastica
∆~
l

F~e

B
1 1
Z
∆Ue = UeB −Ue A = − F~e d~
l = k (∆l B )2 − k (∆l A )2
A 2 2

1
Ue = k (∆l )2
2
Michele prof. Perini Fisica 83 / 160
Dinamica del punto Energia
Grafichiamo Fe in funzione di ∆l :
Fe

k∆l B

k∆l A ∆Ue = 12 k (∆l B )2 − 12 k (∆l A )2

∆l

A B
Michele prof. Perini Fisica 84 / 160
Dinamica del punto Energia
Forze conservative

Quasi tutte le forze fisiche di cui ci occupiamo sono


conservative con alcune eccezioni significative. Gli
attriti, ad esempio, sono tipiche forze non
conservative, il lavoro delle forze d’attrito dipende
dal percorso effettuato ed, in generale, è non nullo
lungo un percorso chiuso.
Michele prof. Perini Fisica 85 / 160
Dinamica del punto Energia
Forze conservative

Quasi tutte le forze fisiche di cui ci occupiamo sono


conservative con alcune eccezioni significative. Gli
attriti, ad esempio, sono tipiche forze non
conservative, il lavoro delle forze d’attrito dipende
dal percorso effettuato ed, in generale, è non nullo
lungo un percorso chiuso.
Michele prof. Perini Fisica 85 / 160
Dinamica del punto Energia
Forze conservative

Quasi tutte le forze fisiche di cui ci occupiamo sono


conservative con alcune eccezioni significative. Gli
attriti, ad esempio, sono tipiche forze non
conservative, il lavoro delle forze d’attrito dipende
dal percorso effettuato ed, in generale, è non nullo
lungo un percorso chiuso.
Michele prof. Perini Fisica 85 / 160
Dinamica del punto Energia
Forze conservative
Una forza si dice
conservativa se il lavoro
A della forza lungo qualsiasi
percorso chiuso da A ad
A stesso vale 0.
Quasi tutte le forze fisiche di cui ci occupiamo sono
conservative con alcune eccezioni significative. Gli
attriti, ad esempio, sono tipiche forze non
conservative, il lavoro delle forze d’attrito dipende
dal percorso effettuato ed, in generale, è non nullo
lungo un percorso chiuso.
Michele prof. Perini Fisica 85 / 160
Dinamica del punto Energia

Energia meccanica e sua conservazione


L’energia meccanica è la somma dell’energia
cinetica e di quella potenziale. In un sistema in cui
agiscano solo forze conservative l’energia meccanica
si conserva. Si ha:

L AB + L B A = 0 → L AB − L AB = 0 → ∆K + ∆U = 0 →

→ K B − K A +UB −U A = 0 → K A +U A = K B +UB

A B

Michele prof. Perini Fisica 86 / 160


Dinamica del punto Energia

Energia meccanica e forze non conservative


Se in un sistema agiscono anche forze non conservative
l’energia meccanica varia. In particolare si ha:

∆E = L forze non conservative → ∆K + ∆U = L forze non conservative →

→ K B − K A +UB −U A = L forze non conservative →


→ E B − E A = L forze non conservative

Michele prof. Perini Fisica 87 / 160


Dinamica del punto Energia

Potenza
La potenza è il lavoro nell’unità di tempo:

dL F ~ d~s
P= = ~ ·~
=F v
dt dt
L’unità di misura della potenza è il Watt (W).

Michele prof. Perini Fisica 88 / 160


Moti relativi

Osservatori differenti descrivono con le stesse


modalità la medesima situazione fisica?
Come descrivono le situazioni fisiche gli osservatori
non inerziali?
Per gli osservatori non inerziali valgono i principi
della dinamica?
Vediamo come due osservatori A e B descrivono il
medesimo punto P tramite i loro rispettivi sistemi di
riferimento.

Michele prof. Perini Fisica 89 / 160


Moti relativi

~ = AB
Le posizioni (caso generale): AP ~ + B~P

zA P

zB

yA
A
xA xB B
yB

Michele prof. Perini Fisica 90 / 160


Moti relativi

Le velocità (solo traslazione): ~


v AP = ~
v AB + ~
vBP

zA P

zB

yA
A
yB
xA B
xB

Michele prof. Perini Fisica 91 / 160


Moti relativi

B P
A

Sia l’osservatore A che l’osservatore B descrivono la


situazione di P. A e B attribuiranno a P velocità
differenti ma questa non è una contraddizione.

Michele prof. Perini Fisica 92 / 160


Moti relativi

L’accelerazione (solo traslazione): ~


a AP = ~
a AB + ~
aB P

zA P

zB

yA
A
yB
xA B
xB

Michele prof. Perini Fisica 93 / 160


Moti relativi

B P
A

Sia l’osservatore A che l’osservatore B descrivono la


situazione di P. A e B attribuiranno a P
accelerazioni differenti ma questa non è una
contraddizione. Se B è un osservatore non inerziale,
descriverà accelerazioni (e conseguentemente forze)
apparenti agenti su P.

Michele prof. Perini Fisica 94 / 160


Moti relativi

Le velocità (solo rotazione): ~


v AP = ~
v AB = ~ ~ ;
ω × AB
v B P =~0
~
yA

xB
xA
A B ≡P

yB

Michele prof. Perini Fisica 95 / 160


Moti relativi

Michele prof. Perini Fisica 96 / 160


Moti relativi

B ≡P

Michele prof. Perini Fisica 96 / 160


Moti relativi

L’osservatore A descrive il
B ≡P moto di P come un moto
circolare, la velocità di P
(secondo A) continua a
A cambiare direzione ed
eventualmente verso e
modulo. Secondo
l’osservatore B, P è
fermo.

Michele prof. Perini Fisica 96 / 160


Moti relativi

L’accelerazione (solo rotazione, ω costante):


~
~
a AP = ~
a AB = ~
ω× ~ ~ ;~
ω × AB a B P =~0
¡ ¢

yA

xB
xA
A B ≡P

yB

Michele prof. Perini Fisica 97 / 160


Moti relativi

Michele prof. Perini Fisica 98 / 160


Moti relativi

B ≡P

Michele prof. Perini Fisica 98 / 160


Moti relativi

B ≡P L’osservatore A descrive il
moto di P come un moto
circolare, l’accelerazione
A di P (secondo A) è di tipo
centripeto. Secondo
l’osservatore B, P è
fermo.

Michele prof. Perini Fisica 98 / 160


Moti relativi

Le velocità (caso generale):


~
v AP = ~
v AB + ~ ω × B~P
vBP + ~

zA P

zB

yA
A
xA xB B
yB

Michele prof. Perini Fisica 99 / 160


Moti relativi

L’accelerazione (caso generale):


~
a AP = ~
a AB + ~
aB P + ~ ω × B~P + ~
ω× ~ α × B~P + 2~
ω×~
¡ ¢
vBP

zA P

zB

yA
A
xA xB B
yB

Michele prof. Perini Fisica 100 / 160


Moti relativi

Forze e sistemi inerziali (osservatore A) e non


inerziali (osservatore B):
Per A vale il secondo principio della dinamica:
~ = m~
F a AP ma per B non può valere altrettanto
~
(F = m~a B P ) altrimenti i due osservatori misurando
accelerazioni differenti dovrebbero giustificare il
medesimo fenomeno con forze reali differenti. Si ha
che F~ = m~ a AP → F~=
m ~ a AB + ~aB P + ~
ω× ~ ω × B~P + ~ α × B~P + 2~
ω×~
¡ ¡ ¢ ¢
vBP →
~ −m ~ a AB + ~ω× ~ ω × B~P + ~ α × B~P + 2~
ω×~
¡ ¡ ¢ ¢
F vBP =
m~aB P → F ~ +F ~appar ent i = m~ aB P
Michele prof. Perini Fisica 101 / 160
Moti relativi

Le trasformazioni di posizioni, velocità e


accelerazioni viste si dicono Galileiane e sono valide
nell’ipotesi che sia l’osservatore A che l’osservatore
B abbiano a disposizione il medesimo cronometro
per la misura dei tempi e il medesimo metro per la
misura delle lunghezze. Ogni osservatore possiede i
suoi strumenti di misura e non è detto che questi
funzionino esattamente allo stesso modo in tutte le
situazioni ma questo sarà oggetto della teoria della
relatività speciale e della teoria della relatività
generale formulate da Albert Einstein.

Michele prof. Perini Fisica 102 / 160


Gravitazione Il momento angolare

Il momento angolare (rispetto all’origine di una


particella che si muove nel piano xy)

Michele prof. Perini Fisica 103 / 160


Gravitazione Il momento angolare

Il momento angolare (rispetto all’origine di una


particella che si muove nel piano xy)
y

~
v
m
~
r
x
O

Michele prof. Perini Fisica 103 / 160


Gravitazione Il momento angolare

Il momento angolare (rispetto all’origine di una


particella che si muove nel piano xy)
y
   
rx 0
r =  r y ; ~
~ ω= 0 
0 ωz
~
v
m ~
~
r L =~ ~ = m ·~
r ×p r ×~
v=
x
O
|{z} ~
2
= m ·~ ω ×~
r × (~ r ) = mr ω
I

I è il momento d’inerzia
di m .
Michele prof. Perini Fisica 103 / 160
Gravitazione Il momento delle forze

Il momento delle forze (rispetto all’origine di una


particella che si muove nel piano xy)

Michele prof. Perini Fisica 104 / 160


Gravitazione Il momento delle forze

Il momento delle forze (rispetto all’origine di una


particella che si muove nel piano xy)
y

~
F
m
~
r
x
O

Michele prof. Perini Fisica 104 / 160


Gravitazione Il momento delle forze

Il momento delle forze (rispetto all’origine di una


particella che si muove nel piano xy)
y
d~
L m~r × d~
v
~ =
M =
dt dt
~
F
m r ×~
= m ·~ a =~ ~
r ×F
~
r
x
O ma anche
d~ ω
L mr 2 d~
~ =
M =
dt dt
= mr 2 · ~
α = I ·~
α
Michele prof. Perini Fisica 104 / 160
Gravitazione Il momento angolare e forze centrali
Conservazione del momento angolare (rispetto
all’origine di una particella che si muove nel piano
xy)

Michele prof. Perini Fisica 105 / 160


Gravitazione Il momento angolare e forze centrali
Conservazione del momento angolare (rispetto
all’origine di una particella che si muove nel piano
xy)
y
~
v
m
~
r
~
F
x
O

Michele prof. Perini Fisica 105 / 160


Gravitazione Il momento angolare e forze centrali
Conservazione del momento angolare (rispetto
all’origine di una particella che si muove nel piano
xy)
y
~
v
m
~ =~0 ↔ ~
M L = cost ant e
~
r
~
F
x In particolare per le forze
O
centrali:
~ =~
M ~ =~0 perché
r ×F
~ ~.
r ∥F
Michele prof. Perini Fisica 105 / 160
Gravitazione Forza di gravitazione universale

La legge della gravitazione universale di


Newton

Michele prof. Perini Fisica 106 / 160


Gravitazione Forza di gravitazione universale

La legge della gravitazione universale di


Newton
m1
~
F

~
−F r
m2

Michele prof. Perini Fisica 106 / 160


Gravitazione Forza di gravitazione universale

La legge della gravitazione universale di


Newton
m 1 Due masse puntiformi m 1
e m2 si attraggono con
~
F una forza di modulo
m1m2
F =G
r2
~
−F r direzione lungo la
m2 congiungente le due
masse e verso attrattivo.
Michele prof. Perini Fisica 106 / 160
Gravitazione Massa inerziale e gravitazionale

Massa inerziale e massa gravitazionale


m 1g m 2g
F =G
r2
m 1g m 2g
m 1i · a = G
r2
m 1g m 2g
a =G
m 1i r 2
m
Le verifiche sperimentali mostrano che m1g1i = 1, per
questo non faremo differenza tra massa inerziale e
massa gravitazionale.
Michele prof. Perini Fisica 107 / 160
Gravitazione Leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (leggi sperimentali


di Keplero basate sulle osservazioni di Tycho Brahe)

Michele prof. Perini Fisica 108 / 160


Gravitazione Leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (leggi sperimentali


di Keplero basate sulle osservazioni di Tycho Brahe)

Michele prof. Perini Fisica 108 / 160


Gravitazione Leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (leggi sperimentali


di Keplero basate sulle osservazioni di Tycho Brahe)

Michele prof. Perini Fisica 108 / 160


Gravitazione Leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (leggi sperimentali


di Keplero basate sulle osservazioni di Tycho Brahe)

1 I pianeti seguono
orbite ellittiche con il
Sole in uno dei due
fuochi dell’ellisse

Michele prof. Perini Fisica 108 / 160


Gravitazione Leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (leggi sperimentali


di Keplero basate sulle osservazioni di Tycho Brahe)

1 I pianeti seguono
orbite ellittiche con il
Sole in uno dei due
fuochi dell’ellisse
2 I pianeti mantengono
una velocità areolare
costante

Michele prof. Perini Fisica 108 / 160


Gravitazione Leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (leggi sperimentali


di Keplero basate sulle osservazioni di Tycho Brahe)

1 I pianeti seguono
orbite ellittiche con il
Sole in uno dei due
fuochi dell’ellisse
2 I pianeti mantengono
una velocità areolare
costante
p
3 T =k r3
Michele prof. Perini Fisica 108 / 160
Gravitazione Newton e leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (in conseguenza


della legge di gravitazione universale di Newton)

Michele prof. Perini Fisica 109 / 160


Gravitazione Newton e leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (in conseguenza


della legge di gravitazione universale di Newton)

mP

mS

Michele prof. Perini Fisica 109 / 160


Gravitazione Newton e leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (in conseguenza


della legge di gravitazione universale di Newton)

mP

mS

Michele prof. Perini Fisica 109 / 160


Gravitazione Newton e leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (in conseguenza


della legge di gravitazione universale di Newton)

mP 1 I pianeti seguono orbite,


almeno in prima istanza,
ellittiche

mS

Michele prof. Perini Fisica 109 / 160


Gravitazione Newton e leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (in conseguenza


della legge di gravitazione universale di Newton)

mP 1 I pianeti seguono orbite,


almeno in prima istanza,
ellittiche

mS 2 La forza gravitazionale è
una forza centrale quindi
si conserva il momento
angolare

Michele prof. Perini Fisica 109 / 160


Gravitazione Newton e leggi di Keplero

Moto dei pianeti attorno al Sole (in conseguenza


della legge di gravitazione universale di Newton)

mP 1 I pianeti seguono orbite,


almeno in prima istanza,
ellittiche

mS 2 La forza gravitazionale è
una forza centrale quindi
si conserva il momento
angolare

p
3 T = pG·m · r3
S

Michele prof. Perini Fisica 109 / 160


Gravitazione Newton e leggi di Keplero

Prima legge di Keplero dalla legge di Newton:


orbite di due corpi con masse molto diverse

Michele prof. Perini Fisica 110 / 160


Gravitazione Newton e leggi di Keplero
Seconda legge di Keplero dalla legge di
Newton

Michele prof. Perini Fisica 111 / 160


Gravitazione Newton e leggi di Keplero
Seconda legge di Keplero dalla legge di
Newton

mP
rA SA
mS α
rA
β
rB rB
SB

Michele prof. Perini Fisica 111 / 160


Gravitazione Newton e leggi di Keplero
Seconda legge di Keplero dalla legge di
Newton
d S A d SB
=
dt dt
d 2 r Aα d 12 r B2 β
¡1 2 ¢ ¡ ¢
mP
=
rA SA dt dt
mS α 1 2 dα 1 2 dβ
rA r = r
β 2 A dt 2 B dt
rB rB
SB r A2 ω A = r B2 ωB
m P r A2 ω A = m P r B2 ωB
L A = LB
Michele prof. Perini Fisica 111 / 160
Gravitazione Newton e leggi di Keplero

Terza legge di Keplero dalla legge di Newton

Michele prof. Perini Fisica 112 / 160


Gravitazione Newton e leggi di Keplero

Terza legge di Keplero dalla legge di Newton

mP
mS
r FG

Michele prof. Perini Fisica 112 / 160


Gravitazione Newton e leggi di Keplero

Terza legge di Keplero dalla legge di Newton

FG = m P ω2 r
µ ¶2
mP mP mS 2π
mS G = m P r
r2 T
r FG
2π p
T=p · r3
G · mS

Michele prof. Perini Fisica 112 / 160


Gravitazione Campo gravitazionale

Campo gravitazionale
Una massa M modifica le caratteristiche dello
spazio ad essa circostante, in modo tale che, una
eventuale seconda massa m risenta una forza di
attrazione gravitazionale:
~
F
~
g=
m
nel caso di una massa M puntiforme si ha:
M
g =G
r2
Michele prof. Perini Fisica 113 / 160
Gravitazione Flusso

Definizione di flusso di un campo vettoriale (caso


superficie piana e campo uniforme)

Michele prof. Perini Fisica 114 / 160


Gravitazione Flusso

Definizione di flusso di un campo vettoriale (caso


superficie piana e campo uniforme)

~
S
~
v
α

Michele prof. Perini Fisica 114 / 160


Gravitazione Flusso

Definizione di flusso di un campo vettoriale (caso


superficie piana e campo uniforme)

~
S
~
v
α
ΦS (~ v ·~
v) = ~ S = v · S · cos α

Michele prof. Perini Fisica 114 / 160


Gravitazione Teorema di Gauss

Teorema di Gauss sul flusso del campo


gravitazionale

Michele prof. Perini Fisica 115 / 160


Gravitazione Teorema di Gauss

Teorema di Gauss sul flusso del campo


gravitazionale

Michele prof. Perini Fisica 115 / 160


Gravitazione Teorema di Gauss

Teorema di Gauss sul flusso del campo


gravitazionale

m2

m1

m3

Michele prof. Perini Fisica 115 / 160


Gravitazione Teorema di Gauss

Teorema di Gauss sul flusso del campo


gravitazionale
Il flusso del campo ~g di una
m2 qualsiasi distribuzione di massa
attraverso una qualsiasi
m1 superficie chiusa dipende solo
dalla massa interna alla
superficie e vale:
m3
ΦS (~
X
g ) = −4πG mi
i

Michele prof. Perini Fisica 115 / 160


Gravitazione Teorema di Gauss

Applicazione del teorema di Gauss: campo ~ g


generato da una sfera di densità costante ρ (1)

Michele prof. Perini Fisica 116 / 160


Gravitazione Teorema di Gauss

Applicazione del teorema di Gauss: campo ~ g


generato da una sfera di densità costante ρ (1)

~
g ~
g
M R r
~
g
~
g

Michele prof. Perini Fisica 116 / 160


Gravitazione Teorema di Gauss

Applicazione del teorema di Gauss: campo ~ g


generato da una sfera di densità costante ρ (1)
Se r < R allora:

~
g ~
g Φd e f i ni zi one = ΦG auss
M R r
~
g 4
~
g −g · 4πr 2 = −4πG πr 3 · ρ
3
4
g = πGρr
3

Michele prof. Perini Fisica 116 / 160


Gravitazione Teorema di Gauss

Applicazione del teorema di Gauss: campo ~ g


generato da una sfera di densità costante ρ (2)

Michele prof. Perini Fisica 117 / 160


Gravitazione Teorema di Gauss

Applicazione del teorema di Gauss: campo ~ g


generato da una sfera di densità costante ρ (2)

~
g ~
g
M R r

~
g
~
g

Michele prof. Perini Fisica 117 / 160


Gravitazione Teorema di Gauss

Applicazione del teorema di Gauss: campo ~ g


generato da una sfera di densità costante ρ (2)
Se r > R allora:
~
g ~
g
Φd e f i ni zi one = ΦG auss
M R r
4
~
g −g · 4πr 2 = −4πG πR 3 · ρ
3
~
g 4
πR 3 ρ M
3
g =G =G
r2 r2

Michele prof. Perini Fisica 117 / 160


Gravitazione Energia gravitazionale
Energia potenziale gravitazionale per due
masse puntiformi

Michele prof. Perini Fisica 118 / 160


Gravitazione Energia gravitazionale
Energia potenziale gravitazionale per due
masse puntiformi
U

Michele prof. Perini Fisica 118 / 160


Gravitazione Energia gravitazionale
Energia potenziale gravitazionale per due
masse puntiformi
U

r m1m2
U = −G
r

Michele prof. Perini Fisica 118 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Corpo rigido

Corpo rigido (eventualmente rotante attorno


asse z)

Michele prof. Perini Fisica 119 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Corpo rigido

Corpo rigido (eventualmente rotante attorno


asse z)

Michele prof. Perini Fisica 119 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Corpo rigido

Corpo rigido (eventualmente rotante attorno


asse z)
z

Michele prof. Perini Fisica 119 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Corpo rigido

Corpo rigido (eventualmente rotante attorno


asse z)
z
Un corpo rigido può
essere modellizzato come
N masse puntiformi che
y mantengono posizioni
reciproche costanti nel
tempo.
x

Michele prof. Perini Fisica 119 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido

Michele prof. Perini Fisica 120 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido

Michele prof. Perini Fisica 120 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido


z
mi
B ~
ri

Michele prof. Perini Fisica 120 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido


z
mi
mi · ~
PN
~
ri ri
B ~= P
B i =1
=
N
i =1 m i
y
·~
PN
i =1 m i ri
=
M
x

Michele prof. Perini Fisica 120 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido e quantità di


moto

Michele prof. Perini Fisica 121 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido e quantità di


moto

Michele prof. Perini Fisica 121 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido e quantità di


moto
z
mi
B ~
ri

Michele prof. Perini Fisica 121 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido e quantità di


moto
z
mi PN
~i
PN
· v~i
i =1 m i · v i =1 m i
B ~
ri v~B = PN =
i =1 m i
M
y N N
M v~B = m i · v~i = ~i
X X
p
i =1 i =1

Michele prof. Perini Fisica 121 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido e risultante


delle forze

Michele prof. Perini Fisica 122 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido e risultante


delle forze

Michele prof. Perini Fisica 122 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido e risultante


delle forze
z
mi
B ~
ri

Michele prof. Perini Fisica 122 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Baricentro

Baricentro di un corpo rigido e risultante


delle forze
z
mi PN
~i
PN
~i
i =1 m i · a i =1 m i ·a
B ~
ri a~B = PN =
i =1 m i
M
y N N
M a~B = ~i = ~i
X X
mi · a F
i =1 i =1

Michele prof. Perini Fisica 122 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Momento angolare (rotazione attorno asse z , baricentro su asse z )

Michele prof. Perini Fisica 123 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Momento angolare (rotazione attorno asse z , baricentro su asse z )

Michele prof. Perini Fisica 123 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Momento angolare (rotazione attorno asse z , baricentro su asse z )

z
r~ixy
mi
B ~
ri

Michele prof. Perini Fisica 123 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Momento angolare (rotazione attorno asse z , baricentro su asse z )

N
~ ~ ~i =
X
L= ri × p
i =1
z N
r~ mi ~
r i × v~i =
X
ixy =
mi i =1
B ~
ri N
mi ~ ω×~
X
= r i × (~ ri ) =
y i =1
N
m i · r i2x y ~
ω=
X
=
i =1
x N
=~
ω m i · r i2x y = I~
ω
X
i =1

Michele prof. Perini Fisica 123 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Momento delle forze (rotazione attorno asse z , baricentro su asse z )

Michele prof. Perini Fisica 124 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Momento delle forze (rotazione attorno asse z , baricentro su asse z )

Michele prof. Perini Fisica 124 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Momento delle forze (rotazione attorno asse z , baricentro su asse z )

z
r~ixy
mi
B ~
ri

Michele prof. Perini Fisica 124 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Momento delle forze (rotazione attorno asse z , baricentro su asse z )

N N
~i = ~ ~i =
X X
M ri × F
i =1 i =1
z N
r~ mi ~ ~i =
X
ixy = ri × a
mi i =1
B ~
ri N
mi ~ α×~
X
= r i × (~ ri ) =
y i =1
N
m i · r i2x y ~
α=
X
=
i =1
x N
=~
α m i · r i2x y = I ~
α
X
i =1

Michele prof. Perini Fisica 124 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione

Corpo rigido e conservazione del momento


angolare (rotazione attorno asse z)

Michele prof. Perini Fisica 125 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione

Corpo rigido e conservazione del momento


angolare (rotazione attorno asse z)

Michele prof. Perini Fisica 125 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione

Corpo rigido e conservazione del momento


angolare (rotazione attorno asse z)
z
r~ixy
mi
B ~
ri

Michele prof. Perini Fisica 125 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione

Corpo rigido e conservazione del momento


angolare (rotazione attorno asse z)
z
r~ixy N
d~
L
mi ~i = = I~
α
X
~
ri M
B i =1 dt

y N
~ i =~0 ↔
X
M
i =1
x ~ ω = costante
L = I~

Michele prof. Perini Fisica 125 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione

Corpo rigido ed energia cinetica di rotazione


(rotazione attorno asse z)

Michele prof. Perini Fisica 126 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione

Corpo rigido ed energia cinetica di rotazione


(rotazione attorno asse z)

Michele prof. Perini Fisica 126 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione

Corpo rigido ed energia cinetica di rotazione


(rotazione attorno asse z)
z
r~ixy
mi
B ~
ri

Michele prof. Perini Fisica 126 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione

Corpo rigido ed energia cinetica di rotazione


(rotazione attorno asse z)
z N
1
r~ixy K=
X
m i v i2 =
mi
~
ri i =1 2
B
N
1X
y = m i r i2x y ω2 =
2 i =1
1
= I ω2
x 2

Michele prof. Perini Fisica 126 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Alcuni momenti d’inerzia rispetto all’asse z
Descrizione I
z
R
y
Anello: I = M R 2
x

z
R
y
Disco: I = 12 M R 2
x

Michele prof. Perini Fisica 127 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Alcuni momenti d’inerzia rispetto all’asse z
Descrizione I
z
R
y
Guscio cilindrico sottile: I = M R 2
x

z
R
y
Cilindro pieno: I = 12 M R 2
x
Michele prof. Perini Fisica 128 / 160
Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Alcuni momenti d’inerzia rispetto all’asse z
Descrizione I
z
R
y
Sfera cava sottile: I = 23 M R 2
x

z
R
y
Sfera piena: I = 25 M R 2
x

Michele prof. Perini Fisica 129 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione
Alcuni momenti d’inerzia rispetto all’asse z
Descrizione I
z

y
Asta sottile: I = 12
1
M L2
x

y
Asta sottile: I = 13 M L 2
x

Michele prof. Perini Fisica 130 / 160


Cenni di dinamica dei corpi rigidi Rotazione

Rotazione e traslazione dei corpi rigidi


In generale un corpo rigido può traslare e ruotare.
Ne descriviamo il comportamento traslatorio
riferendoci al baricentro del corpo, alla sua velocità
e accelerazione.
Ne descriviamo la rotazione rispetto un sistema di
riferimento con asse z parallelo all’asse di rotazione.

Michele prof. Perini Fisica 131 / 160


Gas Gas ideali
Gas ideale
Un gas ideale è un gas:

Studiamo le grandezze macroscopiche dei gas


(pressione, volume e temperatura) per ottenere
informazioni sulle grandezze microscopiche (massa,
velocità).
Michele prof. Perini Fisica 132 / 160
Gas Gas ideali
Gas ideale
Un gas ideale è un gas:
costituito da molecole uguali

Studiamo le grandezze macroscopiche dei gas


(pressione, volume e temperatura) per ottenere
informazioni sulle grandezze microscopiche (massa,
velocità).
Michele prof. Perini Fisica 132 / 160
Gas Gas ideali
Gas ideale
Un gas ideale è un gas:
costituito da molecole uguali
le cui molecole si muovono in modo casuale

Studiamo le grandezze macroscopiche dei gas


(pressione, volume e temperatura) per ottenere
informazioni sulle grandezze microscopiche (massa,
velocità).
Michele prof. Perini Fisica 132 / 160
Gas Gas ideali
Gas ideale
Un gas ideale è un gas:
costituito da molecole uguali
le cui molecole si muovono in modo casuale
per il quale gli urti tra molecole e tra molecole
e pareti del contenitore sono elastici

Studiamo le grandezze macroscopiche dei gas


(pressione, volume e temperatura) per ottenere
informazioni sulle grandezze microscopiche (massa,
velocità).
Michele prof. Perini Fisica 132 / 160
Gas Gas ideali
Gas ideale
Un gas ideale è un gas:
costituito da molecole uguali
le cui molecole si muovono in modo casuale
per il quale gli urti tra molecole e tra molecole
e pareti del contenitore sono elastici
le cui molecole non interagiscono tra loro, se
non durante gli urti.
Studiamo le grandezze macroscopiche dei gas
(pressione, volume e temperatura) per ottenere
informazioni sulle grandezze microscopiche (massa,
velocità).
Michele prof. Perini Fisica 132 / 160
Gas Legge di Gay-Lussac

Legge sperimentale di Gay-Lussac (V = cost )

Michele prof. Perini Fisica 133 / 160


Gas Legge di Gay-Lussac

Legge sperimentale di Gay-Lussac (V = cost )

Michele prof. Perini Fisica 133 / 160


Gas Legge di Gay-Lussac

Legge sperimentale di Gay-Lussac (V = cost )


p(P a)

t (°C)

−273, 15°C

Michele prof. Perini Fisica 133 / 160


Gas Legge di Gay-Lussac

Legge sperimentale di Gay-Lussac (V = cost )


p(P a)

p0
p = p0 + t
273, 15
t (°C)

−273, 15°C

Michele prof. Perini Fisica 133 / 160


Gas Legge di Charles

Legge sperimentale di Charles (p = cost )

Michele prof. Perini Fisica 134 / 160


Gas Legge di Charles

Legge sperimentale di Charles (p = cost )

Michele prof. Perini Fisica 134 / 160


Gas Legge di Charles

Legge sperimentale di Charles (p = cost )


V (m 3 )

t (°C)

−273, 15°C

Michele prof. Perini Fisica 134 / 160


Gas Legge di Charles

Legge sperimentale di Charles (p = cost )


V (m 3 )

V0
V = V0 + t
273, 15
t (°C)

−273, 15°C

Michele prof. Perini Fisica 134 / 160


Gas Legge di Boyle

Legge sperimentale di Boyle (t = cost )

Michele prof. Perini Fisica 135 / 160


Gas Legge di Boyle

Legge sperimentale di Boyle (t = cost )

Michele prof. Perini Fisica 135 / 160


Gas Legge di Boyle

Legge sperimentale di Boyle (t = cost )


p(P a)

V (m 3 )

Michele prof. Perini Fisica 135 / 160


Gas Legge di Boyle

Legge sperimentale di Boyle (t = cost )


p(P a)

pV = p i Vi

V (m 3 )

Michele prof. Perini Fisica 135 / 160


Gas Legge di Avogadro

Legge di Avogadro
In 22,4 litri di gas, anche diversi, alla pressione di 1
atmosfera e alla temperatura di 0°C è presente una
mole di molecole di gas.

Michele prof. Perini Fisica 136 / 160


Gas Legge di Avogadro

Legge di Avogadro
In 22,4 litri di gas, anche diversi, alla pressione di 1
atmosfera e alla temperatura di 0°C è presente una
mole di molecole di gas.

mole e numero di Avogadro


Una mole è un numero di Avogadro, N A ≈ 6 · 1023 , di
entità elementari.

Michele prof. Perini Fisica 136 / 160


Gas Legge dei gas perfetti

Dalle leggi sperimentali si ricava:

l’esistenza di una temperatura minima


raggiungibile dai gas che è -273,15°C=0 K

L’equazione di stato dei gas perfetti sintetizza e


puntualizza le leggi di Charles, Boyle, Gay-Lussac e
Avogadro in un’unica espressione matematica nella
quale n è il numero di moli del gas, p è la pressione
in Pa, V è il volume in m 3 , R è una costante detta
dei gas e T è la temperatura in gradi Kelvin.
Michele prof. Perini Fisica 137 / 160
Gas Legge dei gas perfetti

Dalle leggi sperimentali si ricava:

l’esistenza di una temperatura minima


raggiungibile dai gas che è -273,15°C=0 K
l’equazione di stato dei gas perfetti: pV=nRT
L’equazione di stato dei gas perfetti sintetizza e
puntualizza le leggi di Charles, Boyle, Gay-Lussac e
Avogadro in un’unica espressione matematica nella
quale n è il numero di moli del gas, p è la pressione
in Pa, V è il volume in m 3 , R è una costante detta
dei gas e T è la temperatura in gradi Kelvin.
Michele prof. Perini Fisica 137 / 160
Gas Teoria cinetica dei gas

Teoria cinetica dei gas ideali monoatomici:

Le molecole di gas in monoatomico possono essere


assimilate a punti materiali elastici liberi di
muoversi. In un certo volume di gas le velocità delle
particelle saranno, in generale, tra loro differenti e
dalla complessa distribuzione. Per ora ci
accontentiamo di studiare il comportamento medio
delle molecole di gas. Di seguito si farà riferimento
alla velocità delle particelle intendendo con questa
la loro velocità media.

Michele prof. Perini Fisica 138 / 160


Gas Teoria cinetica dei gas

Una molecola con velocità lungo asse x v x e


massa m in un contenitore cubico di lato L .
Gas Teoria cinetica dei gas

Una molecola con velocità lungo asse x v x e


massa m in un contenitore cubico di lato L .

y
t =0

v~x

x
L
Gas Teoria cinetica dei gas

Una molecola con velocità lungo asse x v x e


massa m in un contenitore cubico di lato L .

y
t =0

v~x

x
L
Gas Teoria cinetica dei gas

Una molecola con velocità lungo asse x v x e


massa m in un contenitore cubico di lato L .

y
t=
t=∆t0/2

v~x v~x

x
L
Gas Teoria cinetica dei gas

Una molecola con velocità lungo asse x v x e


massa m in un contenitore cubico di lato L .

y
t=
t=∆t0/2

v~x v~x v~x

x
L
Gas Teoria cinetica dei gas

Una molecola con velocità lungo asse x v x e


massa m in un contenitore cubico di lato L .

y
t t= ∆t
t==∆t
0/2

v~x v~x v~x v~x

x
L
Gas Teoria cinetica dei gas

Una molecola con velocità lungo asse x v x e


massa m in un contenitore cubico di lato L .

y
t t= ∆t
t==∆t
0/2

v~x v~x v~x v~x

x
L
Gas Teoria cinetica dei gas

Una molecola con velocità lungo asse x v x e


massa m in un contenitore cubico di lato L .

y
t t= ∆t
t==∆t
0/2
Fx 1 2mv x
p= = · =
v~x v~x v~x v~x L 2 ∆t L2

v x 2mv x mv x2
= · = 3 →
x 2L L2 L
L pV = mv x2

Michele prof. Perini Fisica 139 / 160


Gas Teoria cinetica dei gas

Gas in un certo volume


Possiamo generalizzare l’equazione pV = mv x2 :
se N è il numero delle molecole: pV = N mv x2

in definitiva si ha:
N mv 2
pV =
3
Michele prof. Perini Fisica 140 / 160
Gas Teoria cinetica dei gas

Gas in un certo volume


Possiamo generalizzare l’equazione pV = mv x2 :
se N è il numero delle molecole: pV = N mv x2
essendo le velocità delle molecole distribuite in
modo casuale lungo le tre direzioni cartesiane
si avrà v x = v y = v z

in definitiva si ha:
N mv 2
pV =
3
Michele prof. Perini Fisica 140 / 160
Gas Teoria cinetica dei gas

Gas in un certo volume


Possiamo generalizzare l’equazione pV = mv x2 :
se N è il numero delle molecole: pV = N mv x2
essendo le velocità delle molecole distribuite in
modo casuale lungo le tre direzioni cartesiane
si avrà v x = v y = v z
ricordando il prodotto scalare e la sua
definizione algebrica v 2 = v x2 + v y2 + v z2 = 3v x2
in definitiva si ha:
N mv 2
pV =
3
Michele prof. Perini Fisica 140 / 160
Gas Energia cinetica dei gas e temperatura
Teoria cinetica e equazione dei gas perfetti:
N mv 2 n · N A · mv 2 2
µ ¶
1
pV = = = nN A mv 2 = nRT
3 3 3 2
esaminando gli ultimi due membri dell’uguaglianza
precedente si ottiene:
1 3 R 3
mv 2 = T = kB T
2 2 NA 2
la velocità media di una molecola di gas è legata
alla temperatura assoluta dalla relazione:
s
3k B T
v=
m
Michele prof. Perini Fisica 141 / 160
Gas Velocità e velocità media

Le velocità delle particelle di gas sono tutte diverse.


La velocità media è una tra le velocità ma non è
l’unica. Maxwell dimostrò che la probabilità di
trovare una particella con velocità tra una v mi n e
una v max è data da:
v max ¶3 2
m
Z µ
2 mv
2 − 2kB T
P (v mi n < v < v max ) = 4π v e dv
v mi n 2πk B T

Michele prof. Perini Fisica 142 / 160


Termodinamica I Primo principio

Primo principio della termodinamica

Michele prof. Perini Fisica 143 / 160


Termodinamica I Primo principio

Primo principio della termodinamica

Michele prof. Perini Fisica 143 / 160


Termodinamica I Primo principio

Primo principio della termodinamica


Q >0

L<0 L>0
Sistema termodinamico

Q <0

Michele prof. Perini Fisica 143 / 160


Termodinamica I Primo principio

Primo principio della termodinamica


Q >0
∆U = Q − L

L’energia interna (U ) di un
L<0 L>0
sistema termodinamico è
Sistema termodinamico funzione dello stato
termodinamico del sistema,
dipende cioè solo da pressione,
volume e temperatura del
Q <0
sistema.

Michele prof. Perini Fisica 143 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isocore
Primo principio e trasformazioni isocore dei
gas

Michele prof. Perini Fisica 144 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isocore
Primo principio e trasformazioni isocore dei
gas

Michele prof. Perini Fisica 144 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isocore
Primo principio e trasformazioni isocore dei
gas
p(P a)

A
V (m 3 )

Michele prof. Perini Fisica 144 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isocore
Primo principio e trasformazioni isocore dei
gas
p(P a)

B
V = cost
∆U = Q − L
∆U = nC V (TB − T A ) − 0
A
V (m 3 )

Michele prof. Perini Fisica 144 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isobare
Primo principio e trasformazioni isobare dei
gas

Michele prof. Perini Fisica 145 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isobare
Primo principio e trasformazioni isobare dei
gas

Michele prof. Perini Fisica 145 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isobare
Primo principio e trasformazioni isobare dei
gas
p(P a)

A B

V (m 3 )

Michele prof. Perini Fisica 145 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isobare
Primo principio e trasformazioni isobare dei
gas
p(P a)

p = cost
A B ∆U = Q − L
∆U = nC p (TB − T A ) − p (VB − V A )

V (m 3 )

Michele prof. Perini Fisica 145 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isoterme
Primo principio e trasformazioni isoterme dei
gas

Michele prof. Perini Fisica 146 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isoterme
Primo principio e trasformazioni isoterme dei
gas

Michele prof. Perini Fisica 146 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isoterme
Primo principio e trasformazioni isoterme dei
gas
p(P a)

B
V (m 3 )

Michele prof. Perini Fisica 146 / 160


Termodinamica I Trasformazioni isoterme
Primo principio e trasformazioni isoterme dei
gas
p(P a) pV = cost
∆U = Q − L
0 =Q −L
VB
µ ¶
A L AB = nRT · ln
VA
B ∆U = 0 perché per i gas
V (m 3l’energia
) interna dipende
solo dalla temperatura.
Michele prof. Perini Fisica 146 / 160
Termodinamica I Trasformazioni adiabatiche
Primo principio e trasformazioni adiabatiche
dei gas

Michele prof. Perini Fisica 147 / 160


Termodinamica I Trasformazioni adiabatiche
Primo principio e trasformazioni adiabatiche
dei gas

Michele prof. Perini Fisica 147 / 160


Termodinamica I Trasformazioni adiabatiche
Primo principio e trasformazioni adiabatiche
dei gas
p(P a)

B V (m 3 )

Michele prof. Perini Fisica 147 / 160


Termodinamica I Trasformazioni adiabatiche
Primo principio e trasformazioni adiabatiche
dei gas
p(P a)

pV γ = cost
A Cp
γ=
CV
∆U = Q − L
∆U = 0 − L
B V (m 3 )

Michele prof. Perini Fisica 147 / 160


Termodinamica I Cicli

Primo principio e cicli dei gas

Michele prof. Perini Fisica 148 / 160


Termodinamica I Cicli

Primo principio e cicli dei gas

Michele prof. Perini Fisica 148 / 160


Termodinamica I Cicli

Primo principio e cicli dei gas


p(P a)

V (m 3 )

Michele prof. Perini Fisica 148 / 160


Termodinamica I Cicli

Primo principio e cicli dei gas


p(P a)

∆U = Q − L
0 =Q −L
Il lavoro è l’area
all’interno
3
del ciclo.
V (m )

Michele prof. Perini Fisica 148 / 160


Termodinamica I CV e C p

Per i gas monoatomici valgono le relazioni:

Calore specifico a volume costante


3 3
∆U = nC V ∆T → Rn∆T = nC V ∆T → C V = R
2 2

Michele prof. Perini Fisica 149 / 160


Termodinamica I CV e C p

Per i gas monoatomici valgono le relazioni:

Calore specifico a volume costante


3 3
∆U = nC V ∆T → Rn∆T = nC V ∆T → C V = R
2 2
Relazione (di Mayer) tra calori specifici e determinazione di C p

∆U = nC p ∆T −p∆V → nC V ∆T = nC p ∆T −nR∆T →

5
→ CV = C p − R → C p = R
2
Michele prof. Perini Fisica 149 / 160
Termodinamica II Clausius e Kelvin
Secondo principio della termodinamica:
enunciato di Clausius
É impossibile realizzare una trasformazione il cui unico
risultato sia il passaggio di calore da un corpo a temperatura
più bassa ad uno a temperatura più alta.

L’impossibilità espressa dai principi va letta in senso statistico


come una eventualità estremamente improbabile.
Michele prof. Perini Fisica 150 / 160
Termodinamica II Clausius e Kelvin
Secondo principio della termodinamica:
enunciato di Clausius
É impossibile realizzare una trasformazione il cui unico
risultato sia il passaggio di calore da un corpo a temperatura
più bassa ad uno a temperatura più alta.

Secondo principio della termodinamica:


enunciato di Kelvin
É impossibile realizzare una trasformazione il cui unico
risultato sia la trasformazione in lavoro di calore tratto da
un’unica sorgente a temperatura uniforme.

L’impossibilità espressa dai principi va letta in senso statistico


come una eventualità estremamente improbabile.
Michele prof. Perini Fisica 150 / 160
Termodinamica II Macchine termiche

Macchine termiche

Michele prof. Perini Fisica 151 / 160


Termodinamica II Macchine termiche

Macchine termiche

Michele prof. Perini Fisica 151 / 160


Termodinamica II Macchine termiche

Macchine termiche
T+
Q+

L− L+
Macchina termica

Q−
T−

Michele prof. Perini Fisica 151 / 160


Termodinamica II Macchine termiche

Macchine termiche
T+
Q+ Una macchina termica è un
dispositivo fisico o teorico in
grado di scambiare calore
L− L +(assorbirne o cederne) e lavoro
Macchina termica
(produrne o subirne) con
l’ambiente circostante. Per
Q− poter funzionare in modo
continuo le macchine termiche
T− devono essere cicliche.

Michele prof. Perini Fisica 151 / 160


Termodinamica II Rendimento
Rendimento macchine termiche

Michele prof. Perini Fisica 152 / 160


Termodinamica II Rendimento
Rendimento macchine termiche

Michele prof. Perini Fisica 152 / 160


Termodinamica II Rendimento
Rendimento macchine termiche
T+
Q+

L
Macchina termica

Q−
T−

Michele prof. Perini Fisica 152 / 160


Termodinamica II Rendimento
Rendimento macchine termiche
In una macchina termica
T+ ciclica (∆U = 0) che
Q+ produca lavoro meccanico
scambiando calore con
l’ambiente esterno il
L
Macchina termica rendimento è:
L
η= =
Q+
Q−
T− Q + − |Q − | |Q − |
= = 1−
Q+ Q+
Michele prof. Perini Fisica 152 / 160
Termodinamica II Coefficiente di prestazione
Coefficiente di prestazione di una macchina frigorifera

Michele prof. Perini Fisica 153 / 160


Termodinamica II Coefficiente di prestazione
Coefficiente di prestazione di una macchina frigorifera

Michele prof. Perini Fisica 153 / 160


Termodinamica II Coefficiente di prestazione
Coefficiente di prestazione di una macchina frigorifera

T+
−Q +

L
Macchina frigorifera

Q−
T−

Michele prof. Perini Fisica 153 / 160


Termodinamica II Coefficiente di prestazione
Coefficiente di prestazione di una macchina frigorifera
In una macchina
T+ frigorifera ciclica (∆U = 0)
−Q + che pompi calore da una
sorgente a temperatura
più bassa verso una
L sorgente a temperatura
Macchina frigorifera
più alta utilizzando lavoro
meccanico il coefficiente
Q− di prestazione è:
T− Q−
ε=
L
Michele prof. Perini Fisica 153 / 160
Termodinamica II Ciclo di Carnot

Ciclo di Carnot

Michele prof. Perini Fisica 154 / 160


Termodinamica II Ciclo di Carnot

Ciclo di Carnot

Michele prof. Perini Fisica 154 / 160


Termodinamica II Ciclo di Carnot

Ciclo di Carnot
p(P a)

D
B V (m 3 )
A

Michele prof. Perini Fisica 154 / 160


Termodinamica II Ciclo di Carnot

Ciclo di Carnot
p(P a) AB: isoterma a
temperatura T−
C BC: adiabatica
CD: isoterma a
temperatura T+
DA: adiabatica
D Rendimento del ciclo di
Carnot:
B V (m 3 )
T−
A ηC = 1 −
T+
Michele prof. Perini Fisica 154 / 160
Termodinamica II Teorema di Carnot
Rendimento massimo macchine termiche:
teorema di Carnot

Michele prof. Perini Fisica 155 / 160


Termodinamica II Teorema di Carnot
Rendimento massimo macchine termiche:
teorema di Carnot

Michele prof. Perini Fisica 155 / 160


Termodinamica II Teorema di Carnot
Rendimento massimo macchine termiche:
teorema di Carnot
T+
Q+

L+
Macchina termica

Q−
T−
Michele prof. Perini Fisica 155 / 160
Termodinamica II Teorema di Carnot
Rendimento massimo macchine termiche:
teorema di Carnot
Il rendimento di una
T+ macchina termica che
Q+ lavori tra una temperatura
massima T+ e una minima
L+ T− è sempre inferiore o
Macchina termica uguale al rendimento di
un ciclo di Carnot tra le
medesime temperature:
Q−
T−
T− η ≤ ηC = 1 −
T+
Michele prof. Perini Fisica 155 / 160
Termodinamica II Entropia
Trasformazioni reversibili
Una trasformazione è detta reversibile se in ogni
istante è possibile definire in modo univoco
pressione, volume e temperatura di tutto il sistema
termodinamico, affinché ciò avvenga la
trasformazione deve avvenire in tempi molto lunghi.

Michele prof. Perini Fisica 156 / 160


Termodinamica II Entropia
Trasformazioni reversibili
Una trasformazione è detta reversibile se in ogni
istante è possibile definire in modo univoco
pressione, volume e temperatura di tutto il sistema
termodinamico, affinché ciò avvenga la
trasformazione deve avvenire in tempi molto lunghi.

Entropia e la sua variazione


L’entropia (S ) è una funzione di stato la cui
variazione è data da:
dQ
dS =
T
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Termodinamica II Entropia e sua variazione

Universo
Termodinamica II Entropia e sua variazione

Sistema

Ambiente
Universo

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Termodinamica II Entropia e sua variazione

Entropia dell’universo e trasformazioni reversibili


A seguito di una trasformazione reversibile l’entropia
dell’universo rimane costante: d SU = 0.

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Termodinamica II Entropia e sua variazione

Entropia dell’universo e trasformazioni reversibili


A seguito di una trasformazione reversibile l’entropia
dell’universo rimane costante: d SU = 0.

Entropia dell’universo e trasformazioni irreversibili


A seguito di una trasformazione irreversibile
l’entropia dell’universo aumenta: d SU > 0.

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Termodinamica II Entropia e sua variazione

Entropia dell’universo e trasformazioni reversibili


A seguito di una trasformazione reversibile l’entropia
dell’universo rimane costante: d SU = 0.

Entropia dell’universo e trasformazioni irreversibili


A seguito di una trasformazione irreversibile
l’entropia dell’universo aumenta: d SU > 0.

Secondo principio della termodinamica: formulazione entropica


É impossibile realizzare una trasformazione
termodinamica che faccia diminuire l’entropia
dell’universo. In termini matematici: d SU ≥ 0.
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Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Da situazioni meno probabili a più probabili


TS >> TD
Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Da situazioni meno probabili a più probabili


TS >> TD
Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Da situazioni meno probabili a più probabili


TTSS>>
> TTDD
Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Da situazioni meno probabili a più probabili


TTSS>>
> TTDD
Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Da situazioni meno probabili a più probabili


TTSS>>
> TTDD
Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Da situazioni meno probabili a più probabili


TTSS>>
> TTDD
=

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Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Diavoletto di Maxwell, da situazioni più


probabili a meno probabili
TS = TD

-
Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Diavoletto di Maxwell, da situazioni più


probabili a meno probabili
TS >
= TD

-
Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Diavoletto di Maxwell, da situazioni più


probabili a meno probabili
TS >
= TD

-
Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Diavoletto di Maxwell, da situazioni più


probabili a meno probabili
TTSS>>
= TTDD
>

-
Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Diavoletto di Maxwell, da situazioni più


probabili a meno probabili
TTSS>>
= TTDD
>

-
Termodinamica II Secondo principio e probabilità

Diavoletto di Maxwell, da situazioni più


probabili a meno probabili
TTSS>>
= TTDD
>

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