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 c   ced. L¶Ott  c c
’ entuki, 1918 circ cc
Affront ndo  ri rgomenti, ho not to qu nto è difficile comunic re l propri compren ione, nche cc
qu ndo i p rl dell' rgomento più comune e ci i riolge un per on ben cono ciut . Il no tro lingu ggio
è troppo poero per poter fornire delle de crizioni e tte e complete. ’ ho coperto che que t m nc nz di
compren ione tr gli uomini è un fenomeno m tem tic mente regol to con l te preci ione dell t ol
pit goric . L compren ione dipende, in gener le, d ll co iddett « p iche » degli interlocutori, e più in
p rticol re d llo t to di que t « p iche » nel momento con ider to.
L'e ttezz di que t legge i può erific re ogni p o. Per un reciproc compren ione, non è ufficiente
che chi p rl ppi come p rl re, è nche nece rio che chi colt ppi come colt re. Per que to
motio po o fferm re che e p rl i nel modo che ritengo e tto, tutti coloro che ono qui, con
pochi ime eccezioni, pen erebbero che ono p zzo. M d l momento che deo p rl re que to uditorio
co  com'è, e che i p rtecip nti mi deono eguire, occorre prim di tutto porre le b i per un
compren ione comune.
Nel cor o del no tro incontro doremo fi re dei punti di riferimento ffinché l coner zione ri ulti
effic ce. Per or orrei olt nto propori di pro re o er re le co e, i fenomeni che i circond no, e
opr ttutto oi te i, d un punto di i t dier o d quello che i è bitu le o n tur le. O er re olt nto,
perché f re di più non è po ibile e non con l olontà e l cooper zione dell' colt tore, qu ndo e o
mette di colt re p i mente e cominci f re, cioè qu ndo entr in uno t to ttio.
Molto pe o, p rl ndo con l gente, enti mo e primere più o meno pert mente l'ide che l'uomo, co 
come l'incontri mo nell it ordin ri , è in qu lche modo il centro dell'unier o, l « coron dell
cre zione » o, per lo meno, un'entità gr nde e import nte; che le ue po ibilità ono qu i illimit te, e i
uoi poteri qu i infiniti. M , contempor ne mente, engono  nz te un certo numero di ri ere: perché
l'uomo i co , i dice che occorrono delle condizioni eccezion li, delle circo t nze peci li, l'i pir zione, l
riel zione, e co  i .
Tutt i , e tudi mo que t concezione dell'uomo, ci ccorgi mo ubito che e è co tituit d un in ieme
di c r tteri tiche che non pp rtengono un unico uomo, m più indiidui re li o imm gin ri. Nell it
re le non incontreremo m i un uomo del genere, né nel pre ente, né come per on ggio torico del p to.
Inf tti ogni uomo h le proprie debolezze e, e lo gu rdi mo d icino, il mir ggio di gr ndezz e di potenz
 ni ce.
V' ltr p rte, il f tto più intere nte non è che gli uomini ed no gli ltri ttr er o que to mir ggio, m
che, per un p rticol re c r tteri tic del loro p ichi mo, e i, come per rifle o, lo tr feri c no e te i e
e l' ttribui c no; e e non proprio per l tot lità, lmeno in p rte. Co , pur e endo delle nullità o qu i,
e i imm gin no di corri pondere que to tipo collettio, o di non e erne molto lont ni.
M e un uomo e ere incero er o e te o, non incero come 'intende bitu lmente, m
piet t mente incero, llor , di fronte ll dom nd : « Che co ei? » non conterà u un ri po t
r icur nte. ’ or , enz pett re che rrii te d oli ll'e perienz di cui to p rl ndo, e perché po i te
comprendere meglio ciò che intendo dire, orrei uggerire ci cuno di oi di por i l dom nd : « Che co
ono? » Sono certo che il 95% di oi i troerà in imb r zzo, e che finirete per ri ponderi con un' ltr
dom nd : « Che co ignific ? »
Que t è l pro che un uomo h i uto tutt l it enz por i t le dom nd , e che ritiene cont to di
e ere « qu lco », ddirittur qu lco di molto prezio o che non è m i t to me o in dubbio. Nello
te o tempo egli è inc p ce di pieg re che co 'è que to qu lco , inc p ce per ino di d rne un minim
ide , d l momento ch'egli te o l'ignor . ’ e l'ignor , non è for e perché que to « qu lco » molto
emplicemente non e i te, m ol mente i uppone che e i t ? Non è tr no che le per one dedichino co 
poc ttenzione e te e, ll cono cenz di e te e? Non è tr no che chiud no gli occhi con t nto
ciocco compi cimento u ciò che ono re lmente, e che p ino l it nell pi ceole coninzione di
r ppre ent re qu lco di prezio o? ’ e i dimentic no di gu rd re il uoto in opport bile che i cel
dietro l uperb f cci t cre t d l loro utoing nno, e non i rendono conto che que t f cci t h un
 lore pur mente conenzion le.
Per l erità, non è empre co . Non tutti i gu rd no co  uperfici lmente. Ci ono degli uomini che
cerc no, che h nno ete dell erità profond e i forz no di tro rl , che tent no di ri olere i problemi
po ti d ll it , di rri re ll'e enz delle co e, dei fenomeni, e di penetr re in e te i. Se un uomo
r gion e pen in modo corretto, qu lunque tr d egu per ri olere que ti problemi, dee
ineit bilmente ritorn re é e cominci re ri olere il problem di ciò che egli te o r ppre ent e di
qu l è il uo po to nel mondo che lo circond . Inf tti, enz que t cono cenz , l u ricerc rà pri di
un centro di gr ità. Le p role di  : « Cono ci te te o » re t no il motto di tutti coloro che cerc no
l er cono cenz e l'e ere.
Ho ppen u to un p rol nuo : l'« e ere ». Per g r ntirci che con que t p rol intendi mo tutti l
te co , ono nece rie delle pieg zioni.
Ci i mo ppen chie ti e ciò che un uomo pen di e te o corri ponde ciò che egli è in re ltà, e oi i
iete interrog ti u ciò che iete. Qui ci ono un medico, un ingegnere, un rti t . ’ i ono re lmente ciò
che noi pen i mo che i no? Po i mo ritenere che l per on lità di ci cuno di e i i imil bile ll
profe ione, ll'e perienz che tr mite l profe ione, o per l u prep r zione, e i h nno cqui ito?
Ogni uomo iene l mondo imile un foglio di c rt bi nc ; m le circo t nze e le per one che gli t nno
intorno f nno g r per imbr tt re que to foglio e per ricoprirlo di ogni genere di critte. ’d ecco
interenire l'educ zione, le lezioni di mor le, il pere che chi mi mo cono cenz , tutti i entimenti di
doere, onore, co cienz ecc. ’ ogni educ tore procl m il c r ttere immut bile e inf llibile dei metodi
ch'egli te o utilizz per inne t re que ti r mi ll' lbero dell « per on lità » um n . A poco poco il foglio
i m cchi , e più è m cchi to di prete e « cono cenze », più l'uomo è con ider to intelligente. Più ono
numero e le critte nel po to chi m to « doere », più il po e ore è con ider to one to; e co  i per ogni
co . Il foglio co  porc to, ccorgendo i che le m cchie engono c mbi te per meriti, le con ider
prezio e. ’cco un e empio di ciò che chi mi mo «uomo », cui ggiungi mo pe o delle p role come «
t lento » e « genio ». ’ppure il no tro « genio » edrà il uo umore gu t r i per tutto il giorno e l
m ttino, egli ndo i, non tro le p ntofole cc nto l letto.
L'uomo non è libero, t nto nelle ue m nife t zioni che nell it . Non può e ere ciò che orrebbe e ere, e
nemmeno ciò che crede di e ere. Non omigli ll'imm gine che h di e te o, e le p role « uomo, coron
dell cre zione » non gli i d tt no.
« Uomo »: un p rol lti on nte, m dobbi mo chiederci di che tipo di uomo i tr tt . Non certo l'uomo
che i irrit per delle ciocchezze, che pre t ttenzione delle me chinità i l ci coinolgere d tutto ciò
che gli uccede intorno. Per ere il diritto di chi m r i uomo, bi ogn e ere un uomo, e « e ere un uomo
» è po ibile olt nto gr zie ll cono cenz di é, e l l oro u di é nell direzione indic t d t le
cono cenz .
Aete m i pro to o er re ciò che i uccede qu ndo l o tr ttenzione non è concentr t u un
problem preci o? Suppongo che per molti di oi que t i un condizione bitu le, ebbene oi mente
pochi l' bbi no o er t i tem tic mente. For e iete con peoli del modo in cui il no tro pen iero
procede per oci zioni fortuite, qu ndo fil no cene e ricordi enz lcun r pporto, qu ndo tutto ciò che
c de nel c mpo dell no tr co cienz , o emplicemente lo fior , ci u cit delle oci zioni c u li. Il filo
dei pen ieri embr olger i enz interruzione, te endo in ieme fr mmenti di imm gini di precedenti
percezioni, e tr tte d dier e regi tr zioni imm g zzin te nell no tr memori . ’ mentre que te
regi tr zioni corrono e i olgono, il no tro pp r to form tore te e ince ntemente l tr m dei
pen ieri p rtire d que to m teri le. L regi tr zione delle no tre emozioni corre nello te o modo:
pi ceole e pi ceole, llegri e preoccup zione, ri o e irrit zione, pi cere e dolore, imp ti e ntip ti .
Qu lcuno i lod , e oi iete contenti; qu lcuno i rimproer , e il o tro umore i gu t . Qu lche noità i
ttir , e immedi t mente dimentic te ciò che t nto i intere  un ttimo prim : in poco tempo que t
nuo co orbe il o tro intere e l punto d ommergeri complet mente; e d'un tr tto oi non l
domin te più; iete p riti> i tro te leg ti que t co , di olti in e ; in re ltà, è l co domin ri,
teneri prigionieri.
Que to m rrimento, que t propen ione l ci r i domin re è, otto  ri te forme, propri ci cuno di
noi è que to che ci leg e ci impedi ce di e ere liberi. ’, quel che è peggio, que to f tto orbe tutte le
no tre forze e il no tro tempo, e ci toglie ogni po ibilità di e ere oggettii e liberi, due qu lità e enzi li
per chi decide di eguire l i dell cono cenz di é.
Vobbi mo lott re per liber rci, e ogli mo lott re per cono cerci. Cono cere e ilupp re e te i
co titui cono un impegno co  import nte e co  erio, cui bi ogn dedic re uno forzo co  inten o, che
umer elo nel modo olito, in mezzo tutte le ltre co e, è impo ibile. L'uomo che i ume que to
impegno dee metterlo l primo po to nell propri it , perché l it non è co  lung d poterl prec re
in co e inutili.
Che co permetterà ll'uomo di con cr re utilmente il proprio tempo ll ricerc , e non l libertà d ogni
tt cc mento?
Libertà e erietà. Non l erietà delle opr ccigli ggrott te, delle l bbr tir te, dei ge ti ccur t mente
c lcol ti, delle p role mi ur te fr i denti, m l erietà che uol dire determin zione e per eer nz nell
ricerc , inten ità e co t nz , in modo che l'uomo, nche nei momenti di ripo o, per egu il uo obiettio
princip le.
Chiedetei: « Sono libero? » Molti r nno tent ti di ri pondere di , e i tro no in un condizione di
rel ti icurezz m teri le, enz preoccup zioni per il dom ni, e e non dipendono d ne uno per l
propri u i tenz o per l celt delle proprie condizioni di it . M è quell l libertà? É olt nto un
que tione di condizioni e teriori?
H i p recchi oldi, ii nel lu o e godi del ri petto e dell tim gener le. All te t delle import nti
ziende d te controll te i tro no uomini c p ci, che ti ono profond mente deoti. In poche p role, l tu
it è un ero letto di ro e. Pen i di e ere tot lmente libero, poiché, dopo tutto, il tuo tempo ti pp rtiene.
Sei un p trono delle rti, d i di po izioni u problemi mondi li orbendo un t zz di c ffè, e ti intere i
llo iluppo dei Poteri piritu li n co ti. Non ei e tr neo lle co e piritu li e ti enti tuo gio di fronte
lle que tioni filo ofiche. Sei colto e i truito. Gr zie lle tue cono cenze che coprono i più  ri ti c mpi del
pere, h i l reput zione di uomo intelligente in gr do di ri olere qu lunque problem . Sei il modello
dell¶uomo r ffin to. In bree, ei un per on d inidi re.
Que t m ttin ti ei egli to otto l'influ o di un brutto ogno. Que to leggero m lumore è comp r o
r pid mente, m h l ci to qu lche tr cci : un pecie di lentezz , di e it zione nei moimenti. V i llo
pecchio per p zzol rti i c pelli e, in ertit mente, l ci c dere l p zzol . Appen l r ccogli, ti fugge di
nuoo. L riprendi con un po' di imp zienz , e per l terz olt ti ciol d lle m ni. Cerchi di fferr rl l
olo, e inece l m ndi colpire lo pecchio. Inutilmente cerchi di ferm rl . Cr c! Un tell di fr mmenti
comp re ullo pecchio ntico di cui nd i co  fiero. Accidenti! I n tri del di ppunto cominci no
gir re. H i bi ogno di c ric re l'irrit zione u qu lcuno. Accorgendoti che il tuo dome tico i è dimentic to
di po re il giorn le cc nto l c ffè del m ttino, il  o tr bocc e decidi che quel buono null non può
t re più lungo in c tu .
É enut l'or di u cire. V l momento che è un bell giorn t e non h i d f re molt tr d , decidi di
nd re piedi, mentre l' utomobile t' egue l p o. Il bel ole ti f un effetto ril nte. Un
embr mento form to i ll' ngolo dell i ttir l tu ttenzione. Aicin ndoti, corgi un uomo
enuto ul m rci piede. Con l' iuto dei p nti, qu lcuno lo d gi u un t i che lo port ll'o ped le. Tu
o eri che il i o tr n mente f mili re del t i t ti ricord per oci zione l'incidente che ti è c pit to
l' nno cor o. St i rientr ndo c dopo er fe teggi to llegr mente un nnier rio, c'er no dei
p ticcini co  delizio i! Quel d nn to dome tico,dimentic ndo i il giorn le del m ttino, ti h roin to l
col zione. Non i può rimedi re que to gu io? Vopo tutto, i dolci e il c ffè h nno l loro import nz !
’ccoti proprio d  nti l f mo o c ffè doe  i ogni t nto con gli mici. M perché ti er enuto in mente
l'incidente? H i qu i dimentic to i f tidi dell m ttin t ... ’ de o, il dolce e il c ffè ono proprio co 
buoni?
To! Vue belle r g zze l t olo icino. Che biond inc nteole! ’ll ti l nci uno gu rdo m lizio o e
u urr ll¶ mic : ³’cco il tipo di uomo che mi pi ce³. Cert mente ne un f tidio merit più l tu
ttenzione, né  l l pen di prender el per delle ciocchezze. C'è bi ogno di f rti not re com'è c mbi to il
tuo umore mentre f cei cono cenz con l bell biond , e come i è m ntenuto per tutto il tempo p to
in u comp gni ?
Ritorni c c nticchi ndo un motietto llegro, e per ino lo pecchio rotto può olo tr pp rti un orri o.
M ... e l' ff re per cui eri u cito t m ttin ? Solo or te ne ei ricord to... Niente di gr e! Vopo tutto, i
può empre telefon re.
St cchi il riceitore e l centr lini t ti p un numero b gli to. Chi mi un' ltr olt , e l'errore i ripete.
Un uomo ti erte g rb t mente che lo t i ecc ndo. Tu ri pondi che non dipende d te; ne egue un
di cu ione d ll qu le pprendi con tupore che ei un c fone, un idiot , e che e chi mi ncor ...
Il t ppeto che ti i è rricci to tr i piedi ti e per , e dore ti entire con che tono di oce gridi il
dome tico che ti port un letter . É l letter di un per on che tu timi e l cui opinione ti preme molto.
Il contenuto del me ggio è co  lu inghiero che l tu irrit zione poco poco  ni ce, per l ci re il
po to quell delizio en zione di imb r zzo che è olit u cit re l' dul zione. Al termine dell letter ,
ei di ottimo umore.
Potrei continu re lungo de criere l o tr giorn t , o oi, uomini liberi! Pen te for e che e geri? No,
ono dell'i t nt nee pre e d l io.
Quell che i ho r ccont to er un giorn t di un uomo import nte e di f m intern zion le, rico truit e
de critt d l mede imo quell er te , come e empio iente di pen ieri e entimenti oci tii.
Vo'è llor l libertà, qu ndo le per one e le co e domin no un uomo l punto ch'egli dimentic il uo
umore, i uoi ff ri e e te o? Un uomo oggetto c mbi menti del genere è in gr do di ere un
tteggi mento lmeno un po' erio er o l propri ricerc ?
Or iete in gr do di c pire meglio che un uomo non è nece ri mente quel che embr , e che non ono i
f tti e teriori o le itu zioni che cont no, m l truttur intern dell¶uomo e il uo tteggi mento in
r pporto quei f tti.
M for e pen te che qu nto bbi mo ppen detto i ero olt nto per le oci zioni p eggere. For e l
itu zione è dier ri petto lle co e che l'uomo « cono ce».
M io chiedo tutti oi: e per qu lche motio i fo e impo ibile mettere in pr tic per molti nni le
o tre cono cenze, che co ne re terebbe? Non rebbe come ere del m teri le che col tempo  por e
dient ecco? Ricord tei del foglio di c rt bi nc . É un d to di f tto che nel cor o dell no tr it
imp ri mo continu mente delle co e nuoe. ’ chi mi mo « cono cenz » i ri ult ti di que t
ccumul zione. M , di petto di tutte que te cono cenze, non i mo pe o lont ni d ll it re le, e
quindi di d tt ti? Noi i mo ilupp ti metà, come i girini, o, più pe o ncor , emplicemente
«i truiti», cioè in po e o di fr mmenti di inform zioni u t nte co e, m tutte  ghe e in degu te. ’
inf tti i tr tt olt nto di inform zioni: non po i mo chi m rle « cono cenze ». L cono cenz è un
proprietà in lien bile dell'uomo, non può e ere né più gr nde né più piccol di lui. Inf tti un uomo «
cono ce » olt nto qu ndo egli te o « è » quell cono cenz .
Qu nto lle o tre coninzioni, non le ete m i i te c mbi re? Non ono oggette nch'e e delle
o cill zioni, come tutto ciò che è in noi? Non rebbe più corretto chi m rle opinioni nziché coninzioni,
i to che dipendono t nto d l no tro umore che d lle no tre inform zioni, o nche, emplicemente, d llo
t to dell no tr dige tione in quel momento?
Ognuno di oi non è che un b n le e empl re di utom nim to. Prob bilmente pen te che, per f re ciò
che f te e per iere come iete, i no nece ri un'« nim » e per ino uno « pirito». M for e b t un
chi ett per ric ric re l moll del o tro mecc ni mo. L o tr r zione quotidi n di cibo contribui ce
ric ric re que t moll e rinno re continu mente l'inutile r b nd delle o tre oci zioni. V que to
fondo emergono dei pen ieri leg ti, che oi cerc te di connettere in ieme pre ent ndoli come prezio i e
per on li. ’, ltrett nto, coi entimenti e le en zioni p eggere, con gli umori e le e perienze i ute, ci
crei mo il mir ggio di un it interiore. Ci  nti mo di e ere co cienti, c p ci di r gion mento, p rli mo
di Vio, dell'eternità, dell it etern , e di rgomenti ele ti; p rli mo di tutto ciò che i può imm gin re;
di cuti mo, defini mo e  luti mo, m ometti mo di p rl re di p rl re di noi te i e del no tro re le  lore
oggettio.
Inf tti i mo tutti coninti che e ci m nc qu lco , po i mo icur mente cqui irlo.
Se con tutte le co e che ho detto ono riu cito chi rire, nche minim mente, in qu le c o ie
que t'e ere che chi mi mo uomo, oi te i rete in gr do di tro re un ri po t ll dom nd di ciò che
gli m nc , di ciò che può pett r i re t ndo com'è, di qu li  lori può ggiungere l  lore che h .
Ho già detto che certi uomini h nno f me e ete di erità: e un uomo del genere i interrog ui problemi
dell it ed è incero con e te o, i conincerà pre to che non gli è più po ibile iere come h i uto,
né e ere ciò che è t to finor ; che h bi ogno ogni co to di tro te un i d'u cit d que t itu zione,
e che un uomo può ilupp re dei poteri e delle c p cità n co te olt nto ripulendo l propri m cchin d
ogni incro t zione ccumul t nel cor o dell it . Per cominci re r zion lmente que t pulit , è nece rio
edere ciò che  pulito, doe e come; m ederlo d é è qu i impo ibile. In que to c mpo, per cogliere
un co qu lunque, è nece rio o er re d ll'e terno: ecco perché è indi pen bile l' iuto reciproco.
Se ricord te l'e empio di identific zione che i ho f tto prim , potrete c pire qu nto un uomo i cieco
qu ndo i identific i propri umori, entimenti e pen ieri. M l no tr dipendenz i limit ciò che
po i mo cogliere prim i t , ciò che è co  eidente che non m ncherà di ttir re l no tr ttenzione?
Vi ricord te qu nto bbi mo detto circ il modo in cui giudichi mo il c r ttere delle per one, diidendole
rbitr ri mente, in buone e c ttie?. M n m no che un uomo cominci cono cer i, copre continu mente
dentro di é nuoe zone di mecc nicità, che chi meremo utom ti mo: zone in cui l u olontà, il uo « io
oglio » non h lcun potere, e doe tutto è co  confu o e fuggente, che gli è impo ibile r cc pezz r i
enz e ere iut to e guid to d ll' utorità di qu lcuno che .
Ri umendo, ecco lo t to delle co e per qu nto rigu rd l cono cenz di é: per f re, bi ogn pere, m
per pere, bi ogn coprire come pere; e que to non po i mo coprirlo d oli.
M c è un ltro petto dell ricerc : lo iluppo di é. Vedi mo un po' qui come t nno le co e. É chi ro che
un uomo, bb ndon to e te o, non può imp r re d l proprio mignolo come ilupp re e te o, né
t nto meno che co , preci mente, dee ilupp re.
M poco poco, incontr ndo per one che cerc no, p rl ndone, leggendo libri ullo iluppo di é, iene
ttr tto nell'orbit di que ti problemi.
’ co troerà? In primo luogo un bi o di ci rl t neri pudor t , inter mente b t ull' idità, ul
de iderio di render i l it f cile, ing nn ndo gli ingenui che cerc no di u cire d ll'impotenz piritu le.
Prim di er imp r to ep r re il gr no d l loglio, p erà molto tempo, dur nte il qu le il bi ogno di
coprire l erità ri chi di  cill re e di pegner i, o di perertir i. Prio di fiuto, l'uomo può l ci r i
tr cin re in un l birinto che fini ce dritto dritto ulle corn del di olo. Se rie ce tir r i fuori d que to
primo p nt no ' egli ri chi di c dere in un nuo p lude, quell dell p eudocono cenz .
In que to c o l erità gli errà erit in un form co   g e indige t d d re l'impre ione di un
delirio p tologico. Gli errà indic to il modo di ilupp re poteri e c p cità n co te che, condizione di
per eer re, gli con entir nno cert mente, enz troppi gu i, di poter domin re qu l i i co , d lle
cre ture nim te ll m teri inerte e gli elementi. Tutti que ti i temi, fond ti ulle più dier e teorie,
ono tr ordin ri mente educenti, oi mente proprio per l loro  ghezz . ’ i ttir no p rticol rmente
le per one « emii truite » che h nno un'inf rin tur nel c mpo dell cono cenz po itii t .
V l momento che l m ggior p rte delle que tioni tudi te d l punto di i t delle teorie occulte o
e oteriche oltrep i limiti delle nozioni cce ibili ll cienz modern , t li teorie gu rd no que t'ultim
d ll' lto in b o: pur ricono cendo i meriti dell cienz po iti , ne minimizz no l'import nz e l ci no
c pire che l cienz è un f llimento, e nche peggio.
A che copo nd re ll'unier ità e con um r i ui te ti uffici li, e teorie di que to genere permettono di
di degn re tutte le ltre cono cenze e di pronunci r i definiti mente u tutte le que tioni cientifiche?
M lo tudio di que te teorie non rie ce m i d rci un co e enzi le: e o, ncor meno dell cienz , non
gener l'oggettiità in m teri di cono cenz . Que to tudio tende offu c re il cerello dell'uomo e
ridurre l u c p cità di r gion re e di pen re in modo giu to, col ri ult to di condurlo ll p icop ti .
’cco l'effetto di que te teorie ull'uomo emi i truito che le c mbi per utentiche riel zioni. V' ltr p rte,
l loro zione non è molto dier nei confronti di quegli cienzi ti che ono t ti nche minim mente
tocc ti d l eleno dell'in oddi f zione per come  nno le co e.
L no tr m cchin ment le h l proprietà di poter e ere conint di qu lunque co , purché eng
ottilmente influenz t nell direzione olut , in modo ripetuto e per i tente. Un co che ll'inizio può
pp rire urd , finirà per embr re r zion le, purché l i ripet con in i tenz e coninzione ufficienti.
’ mentre un p rticol re tipo di uomo i limiterà ripetere le fr i f tte che gli ono rim te impre e nell
mente, un ltro cercherà proe e p r do i ofi tic ti per giu tific re le proprie erzioni. M entr mbi
ono d compi ngere nello te o modo. Tutte que te teorie f nno delle fferm zioni che, come i dogmi,
non po ono e ere erific te: in ogni c o, non coi mezzi che bbi mo di po izione.
A que to punto, l ricerc tore err nno uggeriti dei metodi di iluppo di é, ritenuti in gr do di condurre
uno t to in cui le loro fferm zioni po ono e ere erific te. In line di principio, non ci rebbe null d
ridire. M , in re ltà, l pr tic prolung t di que ti metodi ri chi di condurre il ricerc tore troppo zel nte
ri ult ti del tutto pi ceoli. Un uomo che deri ce lle teorie occulte e i crede dot to in que to c mpo,
rà inc p ce di re i tere ll tent zione di pplic re i metodi che h tudi to, cioè p erà d ll teori ll
pr tic . Potrà nche gire con prudenz , eit ndo i metodi che, uo p rere, comport no dei ri chi, e
cegliendo i mezzi più icuri e utentici. Potrà nche prenderli in e me con l m im cur . Tutt i , l
tent zione di pplic rli e l'in i tenz con cui gli ollecit no l nece ità di f rlo, m gnific ndogli l n tur
mir colo dei ri ult ti e tenendone ccur t mente n co ti gli petti neg tii, tutto ciò porterà
que t'uomo pro rli.
Può d r i che, periment ndoli, copr dei metodi che ono inoffen ii. Può ddirittur tr rne dei benefici.
M , molto pe o, i metodi di iluppo di é che engono propo ti ll erific , i come mezzi che come
fini, ono contr ddittori e incompren ibili. V l momento che que ti metodi  nno pplic ti un m cchin
co  comple e m l cono ciut come org ni mo um no, e coinolgono contempor ne mente quell¶ petto
dell no tr it che gli è intim mente leg to, che chi mi mo p ichi mo, llor il minimo errore di
pplic zione, l minim in ertenz , il minimo ecce o di pre ione, po ono prooc re ll m cchin
d nni irrep r bili. È già fortun to chi rie ce u cire indenne d que to e p io!
Purtroppo, l m ggior p rte di coloro che i dedic no llo iluppo di poteri e f coltà piritu li termin no l
loro c rrier in m nicomio, oppure i roin no l lute e l p iche l punto d ridur i e ere dei m l ti
inc p ci di d tt r i ll it . Le loro fil engono ingro te d coloro che ono ttir ti er o lo p eudo
occulti mo d l f cino del mi tero e delle co e mir colo e. Ci ono poi degli indiidui d ll olontà
e trem mente debole, che ono dei f lliti nell it e che, per certe mire per on li, ogn no di ilupp re il
potere e l c p cità di ottomettere gli ltri. Infine, ci ono quelli che cerc no emplicemente delle noità,
che cerc no un modo per dimentic re le preoccup zioni o per ottr r i ll noi dell routine quotidi n ,
co  d fuggire ogni conflitto.
M ri m no che  ni cono le per nze di r ggiungere i poteri cui mir no, co toro c dono f cilmente in un
ci rl t neri più o meno con peole. Mi ricordo empre un cl ico e empio di ricerc tore di poteri
p ichici un uomo gi to, molto i truito, che e gir to il mondo in cerc di co e mir colo e. All fine
e perduto tutti i uoi beni, e nello te o tempo e perduto ogni illu ione circ le ue ricerche.
Voendo e cogit re nuoi mezzi di opr ienz , gli enne in mente di utilizz re l p eudo cono cenz che
gli er co t t t nti oldi ed energie. Vetto e f tto. Scri e un libro, con uno di quei titoli che picc no ulle
copertine dei libri di occulti mo, qu lco come ³Metodo di iluppo delle forze n co te dell'uomo.
L'oper i pre ent  otto form di ette conferenze, e co titui un bree enciclopedi di metodi egreti
per ilupp re il m gneti mo, l'ipnoti mo, l telep ti , l chi roeggenz , i i ggi nel mondo tr le, l
leit zione, e ltre educenti f coltà. L nci to con gr n pubblicità, que to metodo fu me o in endit un
prezzo propo it to, m ll fine eni conce o uno conto noteole (fino l 95%) i clienti più
rec lcitr nti o più p r imonio i, p tto che ne r ccom nd ero l lettur gli mici.
A c u dell'intere e gener le u cit to d t li que tioni, il ucce o uperò tutte le pett tie dell' utore.
Ben pre to egli cominciò riceere numero e lettere di cquirenti che, in termini entu i ti, ri petto i e
deferenti, gli i riolge no come « C ro M e tro » e « Molto S ggio Inizi tore », e primendo l loro più
profond ricono cenz per l pregeole e po izione di quelle i truzioni prezio i ime, che e no loro
con entito di ilupp re dier e f coltà occulte in modo orprendentemente r pido.
In bree tempo ne r ccol e un bell collezione, e ogni letter er per lui un orpre . All fine ne rriò
un con l riel zione che, gr zie l uo metodo, lo criente, in meno di un me e, er riu cito leit re.
’gli r ggiun e llor il colmo dello tupore.
’cco le e tte p role che di e in quell'occ ione: « Sono tupef tto dell' urdità di ciò che t uccedendo.
lo te o, che ono l' utore di que to metodo, non ho ff tto le idee chi re circ l n tur dei fenomeni che
in egno. ’ que ti idioti non olo gu zz no in que ti di cor i enz c po né cod , m i indu tri no per ino
di c  rne qu lco . ’ de o un uperidiot h imp r to ddirittur ol re. Che urdità... Se ne  d l
di olo! Pre to gli metter nno l c mici di forz in pien leit zione, e rà un bel ollieo. Si ie meglio
enz imbecilli del genere tr i piedi ».
Signori occulti ti, iete d' ccordo con le conclu ioni dell' utore di que to m nu le di iluppo p ichico? Se
i h que t con peolezz , llor non è e clu o che i po tro re ccident lmente qu lco di ero in
un'oper del genere, perché pe o un uomo, benché ignor nte, è in gr do di p rl re con ingol re
correttezz di molte co e, enz nemmeno perne il motio. M poiché, contempor ne mente, dice
un'enormità di ciocchezze, tutte le erità enunci te ne re t no complet mente ommer e, e ri ult
pr tic mente impo ibile i ol re d quel mucchio di cempi ggini l perl er .
Voi chiederete: « Come i pieg que to mi tero? » Il motio è emplice. Come ho già detto, noi non
bbi mo delle cono cenze che ci pp rteng no, cioè forniteci d ll it te in modo t le che non ci
po no e ere ottr tte. Tutte le no tre cono cenze non ono ltro che emplici inform zioni, e po ono
e ere t nto utili qu nto inutili. A orbendole come pugne, noi po i mo f cilmente re tituirle p rl ndone
con logic e coninzione, pur enz c pirci null . ’ con l te f cilità po i mo perderle, perché non ono
no tre, m ono t te rier te dentro di noi come un liquido in un recipiente. Briciole di erità ono p r e
d ppertutto, e per coloro che nno e comprendono, è impre ion nte con t t re come l gente i
cont tto con l erità, e tutt i i ciec e inc p ce di penetr rl .
Per l'uomo che cerc l erità, è molto meglio non ddentr r i negli o curi me ndri dell tupidità e
dell'ignor nz um n , piutto to che entur r i d olo. Inf tti, enz le indic zioni di qu lcuno che ,
egli può ubire ogni p o un modific zione impercettibile dell m cchin , che lo obbligherà in eguito
perdere molto più tempo rip r rl di qu nto ne bbi impieg to d nneggi rl .
Che pen ere te oi di un tip ccio gr nde e gro o che i pre ent come un « e ere di dolcezz ngelic »,
ggiungendo che «ne un ltro intorno lui è in gr do di giudic re il uo comport mento, d to ch'egli ie
u un pi no ment le cui le regole dell it p ichic non i pplic no»? In erità, d molto tempo t le
comport mento rebbe douto ubire un e me p ichi trico. Que to è l'e empio di un uomo che con
co cienz e per eer nz « l or » u e te o ogni giorno per delle ore, di un uomo, cioè, che con cr
tutti i uoi forzi d pprofondire e d ggr  re un deform zione p ichic orm i co  eri che, ono
coninto, errà pre to rinchiu o in m nicomio.
Potrei cit ri centin i di e empi di ricerche m l dirette e pieg ri doe  nno finire. Potrei f ri i nomi
di per one molto note nell it pubblic , che ono t te quilibr te d ll'occulti mo e iono in mezzo noi,
orprendendoci per l loro eccentricità. Potrei diri e tt mente qu le metodo li h dei ti, cioè in qu le
c mpo h nno « l or to » e i ono « ilupp ti », e come e perché que ti metodi h nno colpito il loro
p ichi mo. M que to rgomento co tituirebbe d olo il tem di un lung coner zione e, per m nc nz
di tempo, non mi permetterò di dilung rmici or .

Più un uomo i rende conto degli o t coli e degli imbrogli che lo ttendono ogni p o in que to c mpo,
più i conince che è impo ibile eguire l i dello iluppo di é tr mite i truzioni d te c o d per one
incontr te per c o, o tr mite inform zioni r ccolte qu e là in letture e coner zioni fortuite.
Contempor ne mente, egli cominci intr edere, prim come un tenue b rlume, poi empre più
chi r mente, l i luce dell erità che non h m i me o di illumin re l'um nità ttr er o le epoche
remote. Le origini dell'inizi zione i perdono nell notte dei tempi. V un'epoc ll' ltr i deline no culture
e ciiltà emer e d lle profondità di culti e mi teri che, perpetu mente in tr form zione, comp iono e
comp iono per poi nuo mente ri pp rire.
L Gr nde Cono cenz iene tr me per ucce ione di er in er , di popolo in popolo, di r zz in r zz . I
gr ndi centri inizi tici in Indi , Siri , ’gitto, Greci , ri chi rono il mondo di iid luce. Vi gener zione in
gener zione, engono tr m nd ti con reerenz i nomi ener ti dei gr ndi inizi ti, port tori ienti dell
erità.
L erità, fi t per mezzo di critti imbolici e di leggende, iene tr me lle m e per e ere
con er t otto form di co tumi e di cerimonie, di tr dizioni or li, di monumenti, di rte cr , tr mite il
me ggio egreto dell d nz , dell mu ic , dell cultur e dei  ri riti. L te erità iene comunic t
pert mente, dopo p rticol ri proe, coloro che l cerc no, e iene con er t int tt per tr mi ione
or le lungo l c ten di coloro che nno.
M , dopo un certo tempo, i centri inizi tici i e tinguono uno dopo l' ltro, e l' ntic cono cenz i ritir in
fiumi otterr nei, ottr endo i gli occhi dei ricerc tori. Anche i port tori di que t cono cenz i
n condono, e pur ri ult ndo cono ciuti coloro che li circond no, non per que to ce no di e i tere.
Ogni t nto emergono in uperficie delle correnti i ol te, riel ndo che d qu lche p rte, in profondità,
nche i no tri giorni corre il po ente fiume dell' ntic cono cenz dell'e ere.
Aprir i un  rco fino que t corrente, tro rl , ecco l'obiettio e lo copo dell ricerc ; poiché, un olt
tro t , un uomo può cor ggio mente ffid r i ll i nell qu le i impegn ; in eguito, non gli re t che
« cono cere » per «e ere» e « f re». Su que t i , un uomo non rà m i complet mente olo; nei
momenti difficili, riceerà un o tegno e un direzione, perché tutti coloro che eguono que t i ono
colleg ti in un c ten ininterrott .
For e, come unico ri ult to po itio di tutte le di g zioni nei me ndri dell'occulti mo l'uomo che cerc
potrà ilupp re in é, condizione di con er re l c p cità di pen re e giudic re corrett mente, quell
peci le f coltà di di crimin zione che i può chi m re fiuto. Que t'uomo re pingerà le tr de dell
p icop ti e dell'errore, e cercherà in t nc bilmente le ie utentiche. ’ nche qui, come per l cono cenz
di é, il principio che ho già cit to re t or no: « Per f re, bi ogn pere; m per pere, bi ogn coprire
come pere ».
L'uomo che con tutto il proprio e ere, con il proprio « io » più profondo, cerc l erità di que to principio,
rri ineit bilmente ll coninzione che per « coprire come pere per f re », dee tro re inn nzitutto
colui d l qu le può imp r re ciò che ignific re lmente « f re », cioè un guid illumin t , periment t ,
che comincerà dirigerlo piritu lmente e dienterà il uo m e tro.
’d è qui che il fiuto di un uomo ume tutt l u import nz , ’gli te o i ceglie un guid .
N tur lmente, l condizione indi pen bile è di cegliere un uomo che ; ltrimenti tutto il en o dell u
celt è perduto. Chi può dire doe i può condurre un guid che non !
Ogni ricerc tore ogn un guid che . L ogn , m è r ro che i dom ndi oggetti mente e
incer mente: « Sono degno di e ere guid to? Sono pronto eguire l i ? »

’ ci un er otto il  to cielo tell to, lz gli occhi quei milioni di mondi opr l tu te t . For e u
ognuno di e i formicol no mili rdi di e eri imili te, per ino uperiori , te per co tituzione. Gu rd l
Vi L tte . In quell'infinità, l Terr non può nemmeno e ere con ider t un gr nello di bbi . L Terr i
i di ole, p ri ce, e con e p ri ci nche tu. Voe ei? Chi ei? Co uoi? Voe uoi nd te? L'impre
cui ti t i ccingéndo non potrebbe e ere pur folli ?
Vi fronte tutti quei mondi, interrog ti ui tuoi copi e le tue per nze, ulle tue intenzioni e i mezzi per
re lizz rle, u ciò che i può e igere d te, e dom nd ti fino che punto ei prep r to ri pondere. Ti
ttende un i ggio lungo e difficile; ti t i dirigendo er o un p e e tr no e cono ciuto. L tr d è
infinit mente lung . Non i e ti potr i ripo re, né doe ciò rà po ibile. Vei preedere il peggio. Vei
prendere con te tutto ciò che è nece rio per il i ggio.
Cerc di non dimentic re null , perché poi rà troppo t rdi per rimedi re ll'errore: non r i tempo di
ritorn re cerc re ciò che h i dimentic to. V lut le tue forze. Sono ufficienti per tutto il i ggio? Qu ndo
r i in gr do di p rtire?
Ricord ti che più tempo p er i per tr d , più r i bi ogno di port rti delle proi te, co che rit rderà
ulteriormente l tu m rci , e llungherà pure l dur t dei prep r tii. ’ ogni minuto è prezio o. Un olt
che ti ei deci o p rtire, perché perdere tempo?
Non cont re ull po ibilità di torn re. Que t e perienz potrebbe co t rti c ri im . L guid i è
impegn t olt nto condurti ll met , non è obblig t ri ccomp gn rti indietro. S r i bb ndon to te
te o, e gu i te e ti infi cchi ci o perdi l tr d , potre ti non ritorn re m i più. ’ nche e l troi, re t
il problem : torner i no e lo?
Ogni ort di di enture ttendono il i ggi tore olit rio che non cono ce bene l i , né le regole di
condott che e comport . Tieni mente che l tu i t h l proprietà di pre ent rti gli oggetti lont ni
come e fo ero icini. Ing nn to d ll pro imità dell met er o cui tendi, bb gli to d ll u bellezz e
non endo mi ur to le tue forze, non noter i gli o t coli ull i ; non edr i i numero i fo ti che
t gli no il entiero. In mezzo pr ti erdi co p r i di plendidi fiori, l'erb lt n conde un profondo
precipizio. É molto f cile inci mp re e c deri dentro, e gli occhi non ono ttenti ogni p o che t i per
f re.
Non dimentic rti di concentr re tutt l tu ttenzione u ciò che ti t immedi t mente intorno. Non
occup rti di mete lont ne, e non uoi c dere nel precipizio.
Però non dimentic re il tuo copo. Ricord tene continu mente e m ntieni io il de iderio di r ggiungerlo,
per non perdere l direzione giu t . ’ un olt p rtito, t i ttento; ciò che h i oltrep to, re t indietro
e non i ripre enterà più: ciò che non o eri ul momento, non lo o erer i m i più.
Non e ere troppo curio o, e non perdere tempo con ciò che ttir l tu ttenzione m non ne  le l pen .
Il tempo è prezio o, e non dee e ere prec to per co e che non ono dirett mente in rel zione con l tu
met .
Ricord ti doe ei e perché ei l.

’ de o puoi metterti in c mmino. c


Non er tropp cur di te, e r mment che ne uno forzo iene m i f tto in no.
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