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RELAZIONE PALLAMANO

Storia della pallamano


La pallamano è uno sport che ha origini antiche: si hanno testimonianze di giochi in cui si lanciava
la palla con le mani nella Cina del 2000 a.C., nell’antica Roma E anche nella cultura maya (nel gioco
maya, Più simile alla pallavolo perché la palla veniva colpita con anca o schiena).
Il progenitore dell’odierno gioco della pallamano può essere considerato la palla-porta, inventata
nel 1915 in Germania da Max Heiser, un insegnante di educazione fisica. Questi, traendo spunti dai
moltissimi giochi con la palla praticati al tempo, tra cui anche il calcio e la pallacanestro, ne
codificò le prime regole. In seguito si diffuse anche in paesi scandinavi e a partire dagli anni Venti
comincio a essere chiamato handball. Nel 1936 per volere di Adolf Hitler, fu incluso nel
programma dei Giochi olimpici: a quel tempo era praticato all’aperto e sui campi da calcio, la rosa
veniva completata da 11 giocatori.
La forma moderna della pallamano si è affermata solo all’inizio degli anni 60, quando il campo è
stato ridimensionato e posto all’interno di impianti coperti e il numero dei giocatori è stato fissato
a 7. In Italia questo sport si è imposto alla fine del degli anni Sessanta, grazie soprattutto al lavoro
di promozione realizzato dalla Federazione Italiana Giuoco Handball (fondata nel 1969). Dal 1972
la pallamano è inserita stabilmente all’interno del programma dei Giochi olimpici. Oggi la
pallamano è il secondo sport di squadra maschile più praticato al mondo dopo il calcio ed è il
primo sport di squadra tra quelli femminili.

Tecnica individuale
Le azioni fondamentali che caratterizzano la pallamano sono il passaggio, la ricezione, il tiro, il
palleggio e, per il portiere la parata.

-Il passaggio: è il fondamentale che consente di far avanzare la palla sul campo. Può essere
utilizzato in molti modi: da sopra la testa, da dietro la schiena, da sotto o all’altezza del ginocchio,
a pallonetto, tipo rugby.
Quello maggiormente usato, poiché adatto a scambi ravvicinati ma anche di media e lunga
distanza, è il passaggio con palla impugnata all’altezza della spalla: consente di imprimere una
traiettoria tesa, diretta all’altezza del petto del compagno, che si trova quindi nella condizione
migliore per riceverla.

-La ricezione: è il fondamentale che consente di entrare in possesso della palla lanciata da un
compagno o intercettata.

-Il tiro: è il fondamentale che conclude la fase di attacco e consiste nel proiettare la palla verso la rete
avversaria. Tecnicamente non è dissimile dal passaggio classico, ma richiede maggiore potenza e rapidità di
esecuzione. I movimenti che caratterizzano il tiro cambiano a seconda che esso venga eseguito con
entrambi i piedi in appoggio oppure in elevazione.

Il tiro si divide in 2 diversi modi:


-il tiro doppio appoggio (che viene effettuato con tutti e due i piedi a terra ed è
utilizzato soprattutto da giocano frontalmente alla porta avversaria) .
-il tiro in elevazione ( è utilizzato dai giocatori che si trovano nella zona centrale del
campo per superare in altezza la difesa avversaria).
-Il palleggio: consente al giocatore di mantenere il possesso della palla per un periodo
superiore ai 3 secondi concessi dal movimento in cui si prende in mano la palla oppure
sono effettuati i 3 passi consentiti. Come nella pallacanestro, il passaggio può essere
realizzato solo con una mano, spingendo la palla con la mano aperta dall’alto verso il basso
(e non accompagnandola da dietro o da sotto) per palleggiare sul posto oppure in
movimento.
-La parata: la parata è l’insieme delle azioni che il portiere utilizza per opporsi a ogni
tentativo avversario di far arrivare la palla in rete. Per fare questo, si posiziona davanti alla
linea di porta assumendo la posizione fondamentale di attesa e si muove descrivendo
idealmente un semicerchio che collega un palo all’altro. Per coprire nel modo più completo
lo specchio della porta, il portiere utilizza tutto il corpo .

Tecnica di squadra
L’acquisizione dei fondamentali individuali è il presupposto indispensabile per poter
entrare nella dinamica squadra.
La pallamano è un gioco veloce che si basa su passaggi frequenti e azioni di collaborazione
tra i giocatori, in fase sia offensiva che difensiva. Si divide in:
-Difesa: quando una squadra non è in possesso di palla il compito della difesa è ostacolare
l’attacco avversario impedendo soprattutto i tiri dal centro del campo verso la rete e
intercettando i passaggi: questo può essere fatto con azioni individuali o di gruppo. Il
regolamento sanziona i colpi al pallone per strapparlo dalle mani avversarie, ma ammette
l’uso della mano aperta per rubare la palla, quindi è sempre importante frapporre il proprio
corpo tra l’avversario e la palla in arrivo in modo da intercettarla o deviarla. La difesa si
divide in tre scelte difensive cioè:
-la difesa a uomo dove ogni giocatore ha il compito di marcare strettamente un
avversario. Questa tecnica è la più dispendiosa
-la difesa a zona che è la più utilizzata tra i principianti, ogni giocatore deve presidiare
una zona del campo e deve marcare tutti gli uomini che si trovano nella sua zona, I moduli
maggiormente utilizzati nella difesa a zona sono il 6-0, il 5-1 e il 4-2
-la difesa mista risulta dalla combinazione delle due.
-Attacco: quando una squadra è in attacco, il giocatore che porta la palla deve essere in
grado di eseguire scatti, finte e cambi di direzione per smarcarsi ed effettuare il passaggio al
compagno che è meglio posizionato. I compagni che non sono in possesso di palla devono sapersi
smarcare in modo adeguato e proporsi negli spazi lasciati liberi dalla difesa avversaria per ricevere
i passaggi. Tra le azioni di collaborazione offensiva a due più utilizzate nella pallamano, è
indispensabile ricordarne almeno due:
-La triangolazione, che avviene quando il giocatore che porta la palla a un compagno vicino e
poi scatta in avanti per ricevere il passaggio di ritorno;

-La sovrapposizione, che avviene lungo le fasce laterali quando un giocatore, proveniente dalle
retrovie, supera un compagno marcato in possesso palla e riceve da quest’ultimo un passaggio in
profondità.
I moduli offensivi più usati sono il 3-3 e il 2-4. SI tratta in entrambi i casi di combinazioni usati in
base alle caratteristiche della squadra avversaria, per creare situazioni di gioco convenienti per i
propri giocatori.
Il contropiede come negli altri sport si basa sull’errore di un’azione offensiva della squadra
avversaria per poi crearsi un capovolgimento della squadra che difendeva che diventa attaccante e
si può trovare in superiorità numerica.
Si divide in:

-contropiede diretto, quando è il portiere a effettuare il lancio;


-contropiede indiretto, quando il portiere effettua la rimessa verso un compagno e esso fa il
lancio in profondità.

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