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1.

L’INTERNO DELLA TERRA


Il ramo della Scienza che si occupa della Terra e della sua evoluzione è la geologia.

Qualche informazione è fornita dai materiali eruttati dai vulcani, ma non abbiamo altre informazioni dirette.
Provarono quindi con le trivellazioni, ovvero perforazioni meccaniche del suolo, ma si rivelarono
insufficienti perché interessavano soltanto i primi 10km di profondità mentre il volume totale del globo
terrestre è di 6400km. Quindi infine provarono ad indurre dei terremoti artificiali controllati che studiarne la
direzione e la velocità (riflesse o rifratte) delle onde sismiche che i terremoti producevano. Con questa
tecnica si è scoperto che dentro la Terra erano presenti delle discontinuità; infatti, si passava da uno strato
più denso ad uno meno denso.
All’interno della Terra sono state individuate tre tipi di discontinuità:
• La discontinuità di Mohorovičić, più semplicemente Moho, si trova a 30km di profondità e segna
il confine tra la crosta terrestre e il mantello;
• La discontinuità di Gutenberg a circa 2900km di profondità e segna il confine tra il mantello e il
nucleo esterno;
• La discontinuità di Lehmann a circa 5000km di profondità e segna il confine tra il nucleo esterno
dal nucleo interno.
LA CROSTA TERRESTRE
La crosta terrestre è formata da rocce, composte a loro volta da minerali. I minerali sono composti da
silicati di alluminio, infatti in precedenza era denominata con l’acronimo SIAL. In proporzione, la crosta
terrestre è più sottile di una buccia di pesca. Sotto i continenti lo spessore è di qualche decina di
chilometri mentre sotto gli oceani non arriva neanche a 10km. Però la crosta oceanica è più densa
della crosta continentale perché è più ricca di minerali di magnesio e di ferro.
IL MANTELLO
Il mantello è formato per lo più da silicati di magnesio; perciò, un tempo il mantello era denominato con
l’acronimo SIMA e raggiunge temperature fino a 2000°C. Il mantello è formato da astenosfera e
mesosfera. Prima di esse è presente la litosfera (insieme della crosta terrestre e parte superficiale del
mantello); sotto è presente l’astenosfera, formata in gran parte da magma, una materia incandescente che
ha un comportamento plastico simile a quello della plastilina e può emergere in superficie tramite dei
fori/spaccature della crosta terrestre, i vulcani. Infine, abbiamo la mesosfera, che è uno strato solido con
uno spessore di circa 2900km.
IL NUCLEO
Il nucleo, formato principalmente da ferro e un poco di nichel, infatti in precedenza era denominato con
l’acronimo NIFE. Il nucleo esterno (liquido) ha uno spessore di circa 2000km mentre il nucleo interno
può arrivare a temperature tra i 4000-5000°C ed è solido perché è sottoposto al peso degli strati più
esterni della Terra. Il nucleo ruota su sé stesso dando origine al campo magnetico terrestre, che
protegge il globo dalle radiazioni del vento solare e fa orientale l’ago della bussola.
2. LA FORMAZIONE DELLA TERRA
Probabilmente la Terra si è formata dall’accumulo di polveri e granelli di roccia. Per azione della forza di
gravità che è riuscita a compattare questi materiali si è ingrandita e diventava sempre più
incandescente, per tre ragioni principali:
• Il BOMBARDAMENTO di nuovi materiali che via via si aggiugevano;
• La PRESSIONE DEGLI ALTRI STRATI dagli strati più esterni;
• Grazie al fenomeno della RADIOATTIVITÀ che si trovava in atomi delle rocce che hanno poi
emanato energia.
Il calore che via via si formava si trasformò in una GRANDE SFERA DI MAGMA. Circa 4miliardi e mezzo di
anni fa iniziò a costruirsi il pianeta:
• FERRO: il materiale affondò verso il centro (materiale pesante) per formare il NUCLEO;
• SILICATI DI MAGNESIO: si posizionarono sopra il ferro a formare lo STRATO INTERMEDIO DEL
MANTELLO;
• SILICATI DI ALLUMINIO: si posizionarono in cima a tutto (materiali leggeri) diedero origine alla
CROSTA.
Dall’interno della Terra uscivano gas simili a quelli che emanano oggi i vulcani. Questi gas formarono la
PRIMA ATMOSFERA TERRESTRE (composta per l’80% da vapore acqueo e per il 18% da anidride
carbonica). Poi il pianeta GRADUALMENTE SI RAFFREDDÒ emettendo CALORE NELLO SPAZIO. Dopo si
formò la crosta terrestre (rocce solide) e gli OCEANI grazie alla condensazione del vapore acqueo. In
seguito, nacquero le PRIME FORME DI VITA UNICELLULARI non mineralizzate, ovvero SENZA LA
COLONNA VERTEBRALE, più successivamente nasceranno forme di vita PLURICELLULARI che erano
in grado anche di fare la FOTOSINTESI CLOROFILIANA, antenati degli odierni cianobatteri. Grazie alla
fotosintesi l’ossigeno si mescolò con l’anidride carbonica fino ad arrivare all’aria che RESPIRIAMO
OGGI.
3. LA TETTONICA DELLE PLACCHE
Il Sudamerica e l’Africa sono due continenti COMPLEMENTARI come tasselli di puzzle. Lo hanno
dimostrato diverse scoperte:
• Nella costa orientale del Sudamerica e nella costa occidentale dell’Africa sono presenti le stesse
formazioni rocciose;
• In Sudamerica e in Africa meridionale sono stati trovati resti di fossile di mesosauro, un rettile
d’acqua dolce che ha vissuto lì 250milioni di anni fa;
• In Brasile, Sudafrica, India, Antartide e Australia sono stati fatti ritrovamenti della pianta
Glossopteris vissuta lì 200milioni di anni fa. Era presente, inoltre, anche la stessa flora.
Queste scoperte hanno fatto capire che questi due continenti erano una volta uniti e si sono/stanno allontanati
fino a raggiungere le odierne posizioni. Nel 1915, Alfred Wegener uno scienziato tedesco, propose la
DERIVA DEI CONTINENTI: infatti 200milioni di anni fa i continenti erano separati come zattere che si
muovono. Alcuni satelliti artificiali hanno dimostrato che ha distanza di anni i CONTINENTI SI
ALLONTANANO ANCORA. La parte continentale era chiamata PANGEA mentre la parte acquatica era
chiamata PANTALASSA.
La LITOSFERA è formata da placche o zolle che si muovono con i MOVIMENTI TETTONICI. Dove le
placche si allontanano si ha la DERIVA DEI CONTINENTI ipotizzata da Wegener (come Europa e
Nordamerica).
Negli ultimi decenni grazie ai BATISCAFI e alla tecnica dell’ENDOSCANDAGLIO si è scoperto che al centro
degli oceani erano presenti delle DORSALI OCEANICHE (simili a grosse cicatrici). Al centro di ogni
dorsale è presente una spaccatura da cui fuoriesce il magma (grazie alle CORRENTI CONVETTIVE) sul
mantello che si raffredda lateralmente creando le CATENE MONTUOSE LATERALI. Il magma vecchio
si solidifica per dare spazio al nuovo magma formando sempre una NUOVA CROSTA TERRESTRE.
Lo scontro tra due placche CONTINENTALI porta alla compressione della CROSTA TERRESTRE e la fa
sollevare. Si ha infatti l’orogenesi come conseguenza dei movimenti tettonici. Come le Alpi nate dallo
scontro della placca africana contro quella euroasiatica.
Lo scontro tra una placca CONTINENTALE e una OCEANICA porta alla subduzione: infatti la crosta
oceanica (che è più densa) affonda sotto quella continentale. Dopo il magma sale in superficie formando
CATENE DI VULCANI, come le Ande in America.
3.
FENOMENI ENDOGENI E
FENOMENI ESOGENI
La tettonica delle placche è dovuta a fenomeni endogeni, ovvero fenomeni esogeni INTERNI della Terra,
infatti, sono alimentati dal CALORE EMESSO DALL’INTERNO DELLA TERRA.
Possono portare a delle conseguenze come la TETTONICA DELLE PLACCHE, LA DERIVA DEI
CONTINENTI, LO SGRETOLAMENTO DELLA SUPERFICIE TERRESTRE ecc…
Le Alpi (esempio) stanno crescendo di alcuni centimetri ogni anno perché l’Africa si avvicina sempre di più
all’Europa.

Gli agenti atmosferici sono invece FENOMENI ESOGENI ovvero che si manifestano esternamente e
sono alimentati dal CALORE DEL SOLE e disgregano la roccia nel fenomeno dell’EROSIONE:
• SBALZI DI TEMPERATURA: la pioggia che entra nelle rocce si congela, aumenta di volume e si
rompe;
• La PIOGGIA che provoca frane;
• Il VENTO che provoca granelli di sabbia corrose dalle rocce;
• I FIUMI E TORRENTI scavano valli a V e i ghiacciai scavano valli a U;
• L’ACQUA E L’ANIDRIDE CARBONICA scioglie le rocce calcaree formando i fenomeni carsici.

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