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JERRY ESSAN MASSLO

è stato un rifugiato sudafricano in Italia, assassinato da una banda di criminali, la cui


vicenda personale emozionò profondamente l'opinione pubblica
• Jerry Essan Masslo è nato il 4 dicembre 1959 a Umtata, ora chiamata Mthatha, in Sudafrica da cui provengono
molti leader tra cui Nelson Mandela.
• È morto il 25 agosto 1989 a Villa Literno
NONOSTANTE VIVESSE IN POVERTÀ, IN UNA CAPANNA DI LEGNO E LAMIERE , RIUSCÌ A
PORTARE AVANTI GLI STUDI NELLE SCUOLE PER «SOLI NERI»; IL PADRE, DOPO UN
INTERROGATORIO DA PARTE DELLA POLIZIA, NON FECE PIÙ RITORNO A CA SA E
DIVENTÒ UNO DEI TANTI " MISSING" ("SCOMPARSI").
A SEGUITO DEL COLPO DI STATO DEL 1987 DECISE DI SCAPPARE INSIEME ALLA SUA
FAMIGLIA, DOVE ARRIVÒ IN LUSAKA, NELLO ZAMBIA, DOVE VIVEVANO ALC UNI SUOI
FAMILIARI.
Aiutati da un loro amico marinaio, insieme al fratello, si imbarcarono clandestinamente
per l'Europa, in una nave cargo nigeriana, nascosti in una scialuppa di salvataggio con
cibo e acqua per il viaggio. Durante il tragitto, a causa di una violenta febbre che colpì
suo fratello, fu costretto a scendere dalla nave alla ricerca di farmaci in Nigeria,
acquistati i medicinali però non riuscì più a risalire sulla nave che salpò proseguendo il
suo tragitto; in seguito Masslo non ebbe mai più notizie del fratello. Per raggiungere
l'Europa fu costretto a vendere gli unici oggetti di valore che aveva, un bracciale e un
orologio, ricordo del padre, per poter così comprare un biglietto d'aereo per Roma-
Fiumicino, dove atterrò il 21 marzo del 1988.
Quando arrivò a Roma nel 1998, fece domanda per l’asilo politico alle autorità di pubblica sicurezza, però non
gli fu data perché era concessa solo hai cittadini dell’est Europa ( e lui veniva dall’Africa).

Il Ministero dell'Interno decise definitivamente il rilascio di Jerry Masslo, dopo due settimane di
trattenimento in una cella dell'aeroporto di Roma-Fiumicino così poteva così rimanere in Italia, ma
senz'alcuno status giuridico definito.
Le condizioni di vita delle migliaia di immigrati, che già da alcuni anni raggiungevano Villa
Literno per cercare lavoro nelle campagne, erano durissime. Alla fine degli anni ottanta, il
comune campano contava circa 10.000 abitanti che viveva prevalentemente di agricoltura.
Jerry Masslo, ogni mattina all'alba, insieme a centinaia di immigrati, raggiungeva il paese
dove si attendeva l'arrivo dei caporali o si contrattava direttamente con il datore di lavoro
per poi recarsi nei campi a raccogliere il pomodoro. Il lavoro di raccolta, poteva durare in
alcuni casi anche quindici ore al giorno e veniva pagato a "cassette" (ottocento o mille lire a
cassetta).
L’ASSASINIO DI JERRY MASSLO
Quasi al termine della stagione di raccolta nei campi, la sera del 24 agosto 1989, Jerry Masslo si era
ritirato nel capannone di via Gallinelle, dove dormiva con altri 28 immigrati. Alcune persone, con i
volti coperti, fecero irruzione con armi e spranghe chiedendo che venissero consegnati loro tutti i
soldi che avevano addosso. Per gli immigrati, che non avevano altro sistema che conservare tra i loro
indumenti tutto il denaro che guadagnavano, significava dover consegnare agli assalitori tutto ciò che
avevano guadagnato in due mesi e oltre di lavoro.