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Brollo Stefano N° 103298 Pordenone

Gruppo 1 Dalla Tor Paolo N° 101751


Favretto Matteo N° 103285 13/03/2010

CARATTERIZZAZIONE DELLE OSCILLAZIONI


ELASTICHE DI UNA MOLLA

OGGETTO DELLA PROVA:


Stima del periodo di oscillazione e della costante elastica di una molla.
Nell’esperienza si dovranno effettuare due serie di misure (manuali) riguardanti:
1. l’allungamento della molla in funzione della massa appesa.
2. il periodo delle oscillazioni della molla mediante prima il cronometraggio manuale e
successivamente l’utilizzo di un sonar.
I metodi utilizzati per ricavare i dati verranno spiegati successivamente.

CENNI TEORICI:
L’esperienza riguarda lo studio di un sistema massa molla ed in particolare, sia
l’apprendimento dei concetti relativi alle misure dirette ed indirette e alla propagazione
degli errori, sia allo studio dei concetti riguardanti il moto armonico.

Se si analizza il precedente diagramma di corpo libero, possiamo constatare che le forze


agenti sulla massa appesa alla molla sono le seguenti:

 La forza elastica della molla rivolta verso l’alto: 𝐹𝑒 = 𝑘(𝑥𝑒𝑞 − 𝑥0 )

 La forza peso rivolta verso il basso: 𝐹𝑒 = 𝑚𝑔


Ove 𝑥𝑜 rappresenta la lunghezza della molla a riposo, 𝑘 la costante elastica propria della
molla, m la massa dell’oggetto appeso alla molla e g l’accelerazione di gravità.
Sappiamo inoltre che in posizione di equilibrio deve risultare:

𝐹𝑝 − 𝐹𝑒 = 0 ovvero (in modulo) – 𝑘(𝑥𝑒𝑞 -𝑥𝑜 )+mg=0

Ne consegue che la forza peso e la forza elastica sono uguali in modulo E possiamo
quindi andare a determinare la posizione di equilibrio del sistema:
𝑚𝑔
𝑥𝑒𝑞 = 𝑥 + [𝑚]
𝑘

Se invece abbiamo un sistema dinamico abbiamo 𝐹𝑝 − 𝐹𝑒 = 𝑚𝑎 potendolo così scrivere


d2x
come derivata seconda dello spazio rispetto al tempo dt 2 e riformulando l’equazione
precedentemente scritta andando ad esplicitare in questo caso la stessa accelerazione
otteniamo
d2 x
– 𝑘 𝑥 − 𝑥𝑒𝑞 = 𝑚𝑎 = 𝑚
dt 2
A questo punto sostituiamo a 𝑥 − 𝑥𝑒𝑞 con 𝜁 ottenendo così
d 2x 𝑚
– 𝑘𝜁 = 𝑚𝑎 = 𝑚 da cui 𝜔 =
dt 2 𝑘
Sapendo inoltre che 𝜁 = 𝐴𝑐𝑜𝑠(𝜔𝑡 + 𝜙) mi posso ricavare le sue derivate di primo e
secondo ordine e svolgendo gli opportuni calcoli ottengo che: 𝜁 ′′ + 𝜔2 𝜁 = 0
2𝜋
Ora sappiamo che 𝜔è legato al periodo di oscillazione T dalla relazione 𝑇 = 𝜔 𝑠 e che
per una funzione periodica : 𝑓 𝑥 + 𝑇 = 𝑓 𝑥 𝑎𝑑 𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜: cos 𝜔 𝑡 + 𝑇 + 𝜙 = cos 𝜔𝑡 + 𝜙
Esse risultano uguali, se gli argomenti del coseno sono uguali cioè se 𝑇 = 2𝜋 da cui
2𝜋
otteniamo che il periodo 𝑇 = 𝜔 [𝑠] e sostituendo :
𝑚
𝑇 = 2𝜋 [𝑠]
𝑠

MISURE DIRETTE ED INDIRETTE

Esistono due tipi di misure:

 MISURA DIRETTA: il valore della grandezza viene determinata con uno strumento
come nei casi che vedremo qui sotto.
 MISURA INDIRETTA: il valore della grandezza viene calcolato tramite una formula in
cui la grandezza da determinare è funzione di altre grandezze, i cui valori si
 suppongono noti da precedenti misure dirette (o anche indirette).

MISURAZIONI DIRETTE DI LUNGHEZZA, MASSA E TEMPO CON UNO


STRUMENTO DI MISURA

 LUNGHEZZA: immaginiamo di segnare su carta le posizioni degli estremi della molla


e di misurarle con un metro, alla cui misura associamo poi l’errore dovuto alla
sensibilità della strumento. Possiamo ripetere la misura più volte per poi farne la
media associando successivamente l’errore.
 MASSA: La misuriamo con una bilancia e alla misura ottenuta associamo l’errore
pari alla sensibilità della strumento.
 TEMPO: lo misuriamo con un cronometro ed al tempo registrato associamo l’errore
della sensibilità dello strumento. Anche in questo caso possiamo ripetere più volte
la misura per effettuarne poi la media . In questo modo possiamo misurare il
periodo di oscillazione del sistema massa-molla. Alternativamente possiamo
calcolarlo con la legge trovata in precedenza se conosciamo il valore della massa e
della costante elastica della molla.

MISURAZIONE INDIRETTA DEL PERIODO:

Viene ricavata in più fasi:

DETERMINAZIONE DELLA LUNGHEZZA: appendiamo un’estremità della molla ad un


gancio mentre l’altra estremità ad una massa m e ne andiamo a determinare
l’allungamento che ne consegue ponendolo come posizione iniziale 0 l .
Agganciamo poi un’ulteriore massa e ne determiniamo la variazione di
lunghezza Δ𝑙 rispetto alla posizione iniziale l0 .
L’operazione di misurazione la effettuiamo più volte per poi farne la media delle lughezze.
Associamo successivamente un errore di misura pari a due volte la sensibilità dello
strumento:
𝜀 Δ𝑙 = 𝜀𝑙1 + 𝜀𝑙2

DETERMINAZIONE DELLA MASSA: anche in questo caso la massa sarà data dalla
differenza tra le due masse usate per determinare rispettivamente la lunghezza
della molla a riposo con la prima massa e quella in elongazione con l’aggiunta della
seconda massa, ovvero otteniamo un m.

DETERMINAZIONE DELLA COSTANTE ELASTICA: in condizioni statiche sappiamo che vale
la seguente relazione k l2 l1 mg. Avendo già determinato il termine tra
parentesi e la massa e conoscendo la costante della forza di gravità possiamo
attraverso semplici passaggi matematici andarci a ricavare il valore della costante
Δ𝑚
elastica come segue: 𝐾 = (𝑙 −𝑙 ) ed il relativo errore relativo:
2 1
1 1
𝜀 𝑘 = 𝜀 Δ𝑚 + 𝜀(Δl)
Δ𝑚 Δ𝑙

DETERMINAZIONE DEL PERIODO: a questo punto abbiamo tutti i dati necessari per
𝑚
ricavarci il periodo con la formula ricavata in precedenza: 𝑇 = 2𝜋 [𝑠]nella quale
𝑘
la massa m è data in realtà da m. Anche in questo caso infine associamo al
1
valore ottenuto l’errore relativo dato da: 𝜀 𝑇 = 𝜀(𝑡)MISURAZIONE DIRETTA DEL
𝑡
PERIODO:

Nell’effettuare una misurazione diretta del periodo risulta più comodo e conveniente
misurare un tempo multiplo intero t NT del periodo piuttosto che una singola
oscillazione essendo questa più difficoltosa da registrare soprattutto con l’azionamento
manuale del cronometro. Da questa possiamo poi ricavare il periodo indirettamente:
𝑡
𝑇 = 𝑁 La convenienza deriva dal fatto che applicando le formule della propagazione degli
1
errori, troviamo: 𝜀 𝑇 = 𝑁 𝜀(𝑡)
cioè l’errore da attribuire alla misura indiretta di T è N volte minore dell’errore di misura di
t, che è a sua volta paragonabile all’errore di misura diretta di T.
La misurazione diretta del periodo è stata effettuata in due modi diversi:
1. MEDIANTE CRONOMETRO: agganciamo una massa alla molla la tendiamo e la
rilasciamo facendole compiere quindi delle oscillazioni. Cronometriamo quindi un
periodo di tempo t valido per 10 oscillazioni complete. Il tutto lo ripetiamo per 30
volte senza cambiare la massa. A questo punto calcoliamo la media per le 30
misurazioni del periodo ed il relativo scarto quadratico medio. Infine viene
nuovamente diviso tutto per 10 in modo tale da ottenere il periodo di una singola
oscillazione. Di per sé la misurazione si potrebbe ritenere diretta in quanto:
𝑡 1
𝑇= , 𝜀 𝑇 = 𝜀(𝑡)
10 10
Infine all’errore assoluto associamo il massimo errore 3 .

2. TRAMITE SONAR: si posiziona il sonar sulla verticale della molla al di sotto di essa.
Utilizziamo la stessa massa della prova precedente (100gr.) e una volta fatto entrare in
oscillazione il sistema, si avvia il sonar; i dati di periodo rilevati vengono inviati ad un
computer che li elabora sotto forma di grafico. Anche in questo caso registriamo il tempo
per 10 oscillazioni e ripetiamo le misurazioni 30 volte. Misuriamo poi per ognuna delle 30
misurazioni la distanza tra la prima e la decima cresta. Inseriamo poi i dati in tabella e
associamo a questi lo scarto quadratico medio.
MISURE ED ELABORAZIONE DEI DATI:

La strumentazione utilizzata nell’esperienza consiste in una molla, uno stativo sul quale
appendere la molla, un supporto masse (agganciato all’estremità libera della molla) sul
quale appendere le masse stesse.
Inoltre ci siamo serviti di un cronometro per la misurazione manuale e di un sonar
collegato ad un computer per rilevare le oscillazioni della molla.

MISURAZIONE INDIRETTA DEL PERIODO:

Δm Δl K
0,018 0,001 8,175
0,028 0,013 8,918
0,038 0,024 7,546
0,048 0,037 8,175
0,058 0,049 8,175
0,068 0,061 7,546
0,078 0,074 8,175
0,088 0,086 8,175
0,098 0,098 9,810

 La costante elastica della molla viene definita dalla formula:


𝑁
Δ𝑚 𝑖=1 𝑘𝑖
𝐾= 𝑔 𝑒 𝑓𝑎𝑐𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖 𝑠𝑖 𝑜𝑡𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒 < 𝐾 >= = 8.299
Δ𝑙 10

 Calcoliamo ora lo scarto quadratico medio dei valori di k 𝜎𝐾 = 0.6961 andando poi
a calcolare l’intervallo ove vi si possono trovare il 99.6% dei dati tale intervallo è
definito fra < 𝐾 > −3𝜎𝑥 𝑒 < 𝐾 > +3𝜎𝑥 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖 𝑓𝑟𝑎 6.211 𝑒 10.387

 L’errore relativo a k è pari a

𝜀 𝑘 𝜀 Δ𝑚 𝜀(Δ𝑙)
= + = 0.291
𝑘 < Δ𝑚 > < Δ𝑙 >
MISURAZIONE DIRETTA DEL PERIODO (cronometro):

n° Δt K n° Δt K n° Δt K
1 6,88 8,174 12 6,93 8,056 23 6,94 8,033
2 6,94 8,033 13 6,88 8,174 24 6,90 8,126
3 6,84 8,269 14 6,90 8,126 25 6,89 8,150
4 6,97 7,964 15 6,87 8,197 26 6,93 8,056
5 7,06 7,762 16 6,97 7,964 27 6,90 8,126
6 6,76 8,466 17 6,89 8,150 28 6,85 8,245
7 6,87 8,197 18 6,93 8,056 29 6,93 8,056
8 6,94 8,033 19 6,86 8,221 30 6,92 8,079
9 6,92 8,079 20 6,98 7,941 31 6,93 8,056
10 6,89 8,150 21 6,86 8,221 32 6,91 8,103
11 6,95 8,010 22 6,92 8,079 33 6,86 8,221

 Il periodo medio di oscillazione con una massa di 98g è dato dalla formula
1 𝑁
𝑁 𝑖=1 Δ𝑡𝑖
< 𝑇 >= = 0.690818
10

 L’errore relativo del periodo di oscillazione è dato da Le costante di allungamento k


è stata calcolata mediante la formula
𝑁
4𝜋 2 𝑚 1
𝐾= 2 𝑔 𝑒 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖 < 𝐾 >= 𝑘𝑖 = 8.108294
Δ𝑡𝑖 𝑁
𝑖=1
10

MISURAZIONE DIRETTA DEL PERIODO (sonar):

n° Δt K
1 6,94 8,033
2 6,93 8,056
3 6,95 8,010
4 6,94 8,033
5 6,94 8,033
6 6,95 8,010
7 6,95 8,010
8 6,94 8,033
9 6,93 8,056
10 6,96 8,005
11 6,95 8,010

 Costante elastica della molla (di ogni misurazione)

4𝜋 2 𝑚
𝐾𝑖 = 2
Δ𝑡𝑖
10

 Costante elastica media della molla


𝑁
1
< 𝐾 >= 𝑘𝑖 = 8.026
𝑁
𝑖=1

 Esempio di grafico tramite rilevazione col sonar:


COMMENTI FINALI:

L’esperienza nel complesso può considerarsi soddisfacente.


Per quanto riguarda il calcolo del periodo di oscillazione della molla, otteniamo un
riscontro numerico per tutti e tre i metodi utilizzati (T 0,69 s ) ovvero indirettamente,
tramite sonar e tramite cronometro. I relativi errori risultano essere però diversi.
Nel calcolo dell’errore relativo riguardante la misurazione cronometrica (otteniamo  s
) dato dalla sensibilità dello strumento, dalla relativa precisione e dai riflessi dello
sperimentatore. Infine l’errore di minor entità lo si ha con il sonar naturalmente prevedibile
grazie alla grande precisione ottenibile con l’utilizzo di apparecchiature elettroniche.
Anche nel calcolo della costante elastica, otteniamo praticamente lo stesso valore per tutti
e tre i metodi di calcolo ( k 8.29Nm1 indirettamente, mentre k=8.10 Nm1 con il
cronometro e k Nm1con il sonar). Come in precedenza, l’errore più rilevante lo si
otterrebbe con il calcolo indiretto ((k) 0,29Nm1 ) seguito da quello ottenuto con il
cronometro.
Questo dimostra la validità dei tre metodi utilizzati per il calcolo rispettivamente di costante
elastica e periodo di oscillazione.
Naturalmente sarebbe stato possibile ottenere misure più precise per la lunghezza della
molla se avessimo avuto a disposizione strumenti con una maggiore sensibilità di misura.