Sei sulla pagina 1di 3

Prorogatio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La prorogatio, in diritto, è un istituto giuridico per il quale i titolari degli organi possono
continuare ad esercitare le loro funzioni nonostante sia scaduto il loro mandato, in attesa della
nomina o dell'elezione dei successori.

Indice
Storia
La prorogatio nell'ordinamento italiano
Note
Voci correlate
Collegamenti esterni

Storia
Si tratta di un istituto di antica origine, già conosciuto dal diritto romano. Ha lo scopo di evitare
che il ritardo nel rinnovo di un organo ne pregiudichi la continuità di funzionamento, e si applica
sia agli organi civilistici[1] che a quelli pubblici[2].

La prorogatio nell'ordinamento italiano


La Costituzione italiana prevede casi di prorogatio delle Camere e del Presidente della Repubblica.

Ai sensi dell'art. 61 della Costituzione, le Camere esercitano le loro funzioni anche dopo la fine
della legislatura, fino all'elezione dei nuovi membri. Nel silenzio della Costituzione, a parte la
ratifica dei decreti legge, per cui la stessa prevede la convocazione delle Camere, ancorché sciolte,
si discute in dottrina se durante il periodo di prorogatio le Camere abbiano la pienezza dei poteri o
debbano limitarsi agli atti di ordinaria amministrazione.
La prorogatio delle Camere si distingue
dalla loro proroga: la prima opera di diritto, la seconda è effetto di un atto delle stesse Camere,
adottato con legge, che l'art. 60 della Costituzione ammette solo in caso di guerra.

L'art. 85 della Costituzione prevede che se le Camere sono sciolte o mancano meno di tre mesi alla
fine della legislatura, l'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo entro 15 giorni dalla
riunione delle nuove Camere, sicché i suoi poteri sono prorogati.

La prorogatio dei consigli comunali e provinciali è disciplinata nell'art. 38 del D.Lgs. 18 agosto
2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), laddove stabilisce che i
consigli durano in carico sino all'elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto
di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili.
Quanto ai consigli regionali, la Corte costituzionale ha ritenuto che la disciplina della loro
prorogatio spetti allo statuto regionale (salvi i casi di scioglimento o rimozione disposti da organi
statali, ai sensi dell'art. 126 della Costituzione, in relazione ai quali la disciplina dell'eventuale
prorogatio spetterebbe alla legge statale)[3].

La legge n. 444 del 15 luglio 1994 ha disciplinato la prorogatio degli organi amministrativi, la sua
configurabilità era stata a lungo dibattuta in dottrina e in giurisprudenza. Essa consente la
prorogatio degli organi dello Stato, degli enti pubblici o a partecipazione pubblica, per i 45 giorni
successivi alla scadenza; durante questo periodo possono essere adottati atti di ordinaria
amministrazione e atti urgenti ed indifferibili, con indicazione dei motivi di urgenza e di
indifferibilità.

La sentenza della Corte Costituzionale n. 208 del 16/4/1992, ha negato l'applicazione analogica
delle norme inerenti agli enti locali sulla proroga dei poteri ed ha sostenuto che il meccanismo
della prorogatio non opera automaticamente, in assenza di un'espressa previsione legislativa, allo
scadere del mandato del titolare dell'organo. La Corte ha rilevato, inoltre, che «Se è previsto per
legge che gli organi amministrativi abbiano una certa durata e che quindi la loro competenza sia
temporalmente circoscritta, un'eventuale prorogatio di fatto sine die – demandando all'arbitrio di
chi debba provvedere alla sostituzione di determinarne la durata pur prevista a termine dal
Legislatore ordinario – violerebbe il principio della riserva di legge in materia di organizzazione
amministrativa, nonché quelli dell'imparzialità e del buon andamento» (v. motivazione, Corte
Cost. 208/92, paragrafo 4.6.). La giurisprudenza costituzionale successiva[4] si è attestata su questa
posizione[5].

Note
1. ^ Maurizio de Tilla, "L'Istituto della prorogatio e i poteri dell'amministratore." Archivio delle
locazioni e del condominio, 2007.
2. ^ Mario Vanni, Sulla prorogatio delle autorità indipendenti: note a margine della vicenda
dell'autorità per l'energia. n.p.: Società editrice il Mulino, 2011.
3. ^ Giampiero Buonomo, Prorogatio degli organi regionali: chi deve disciplinarla e come (https://
www.academia.edu/11435277/La_prorogatio_degli_organi_e_le_Regioni), Diritto e giustizia, 28
giugno 2003.
4. ^ Ferraiuolo, G. (2010). La Corte costituzionale torna sul tema della prorogatio degli organi
politici regionali. Considerazioni a margine della sent. n. 68 del 2010. Società editrice il Mulino.
5. ^ Fabio Corvaja, Prescadenza e prorogatio del Consiglio regionale. n.p.: Società editrice il
Mulino, 2014.

Voci correlate
Organo (diritto)

Collegamenti esterni
Prorogatio su Duralex, su web.tiscalinet.it.
Controllo di
Thesaurus BNCF 17265 (https://thes.bncf.firenze.sbn.it/termine.php?id=17265)
autorità

Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Prorogatio&oldid=125041678"

Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 13 gen 2022 alle 18:38.
Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono
applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le condizioni d'uso per i dettagli.

Potrebbero piacerti anche