Sei sulla pagina 1di 2

NODO ATRIOVENTRICOLARE

Il nodo atrioventricolare è detto anche avviatore secondario del cuore con una frequenza
propria di 40-60 battiti al minuto

Il nodo atrioventricolare é dotato di automaticitá

in condizioni normali non si vede perché l’impulso che proviene dal nodo senoatriale
attravverso degli atri raggiunge il nodo atrioventricolare prima che la depolarizzazione
spontanea del nodo raggiunga la soglia per la genesi del potenziale d’azione

Vuol dire che il nodo atrioventricolare ci mette di più a raggiungere la soglia dal nodo seno
atriale

nel momento in cui il nodo seno atriale per qualche motivo fosse ko o non funziona o non
riesce a generare l’impulso, il nodo atrioventricolare acquista ovviamente la sua autonomia e

Nel momento in cui, invece, ovviamente il pacemaker diventa il nodo atrioventricolare che si
trova sostanzialmente nella zona di confine tra atrio e ventricolo, l’impulso dal nodo atrio
ventricolare conduce in maniera perfetta a livello dei ventricoli ma va al contrario negli atri.

atri e ventricoli si contraggono contemporaneamente.

Quindi dal punto di vista meccanico non ha senso ma abbiamo detto che gli atri non sono così
fondamentali per il riempimento. Gli atri completano l’ultimo 10%,

é un sistema di protezione intrinseca,

Il nodo atrioventricolare è abbastanza grade 15mm x 10mm, quindi una bella, un bel nodo. È
collocato nel setto interatriale ,è la porta di ingresso ai ventricoli a livello degli atri e contiene
soprattutto cellule di transizione cioè quelle allungate, di conduzione ma anche ovviamente
cellule in grado, abbiamo visto, di generare spontaneamente il potenziale d’azione. È
suddiviso in tre regioni definite AN, N e NH.

Una zona di transizione tra atrio e nodo = AN


Una vera zona nodale = N
E una zona di transizione tra nodo e fascio di His = NH
Quindi tre componenti in serie
Allora attenzione! Il potenziale d’azione atrioventricolare è simile a quello del nodo seno
atriale.
La cosa importante dal punto di vista fisiologico è che a livello del nodo atrioventricolare la
conduzione dell’impulso subisce un ritardo enorme siamo addirittura a 200ms che è proprio
un arresto di questa rapidissima conduzione che consente prima si completi la contrazione
degli atri ed poi quella dei ventricoli,
La conduzione risulta rallentata soprattutto a livello della regione AN che è la più lunga anche
se la velocità diventa minima nella regione N che è quella centrale che però essendo più breve
alla fine gioca un peso minore.
la velocità da 1m/s negli atri scende a livelli di 0,05m/s, 5cm/s e quindi il tempo di
attraversamento del nodo atrioventricolare è estremamente lungo.
A cosa è legato questo rallentamento? Sostanzialemente al calibro delle cellule che sono più
piccole, al fatto che sono molto suddivise e anche a una refrattarietà relativa lunga che rende
le cellule del nodo atrioventricolare incapaci di depolarizzarsi a seguito di stimoli molto
ravvicinati.
impulsi/stimoli quando cadono nel periodo refrettario assoluto non riescono ad depolarazzare
la cellula vengono bloccati.
Questo è da un certo punto di vista importante, anche protettivo perché il nodo
atrioventricolare non solo è un filtro dal punto di vista temporale ma anche un filtro che
proprio per questa sua caratteristica di avere una lunga refrattarietà impedisce che eventuali
strani ritmi come nella defibrillazione atriale dove la frequenza può diventare molto molto
elevata si trasferiscano, con questa erraticità, ai ventricoli.
Quindi il nodo atrio ventricolare costituisce una zona di protezione per i ventricoli da
anomalie che in qualche modo vengano generate nella parte atriale
Quindi un rallentamento da un lato
un periodo refrattario relativo molto lungo e quindi una incapacità di generare, far passare
impulsi a frequenze sopra a quelle massime che ci sono concesse ragionevolmente dal punto
di vista meccanico.
la massima efficienza del sistema si raggiunge intorno a frequenze di 160 battiti al minuto.
Il 180 poi, alla fine, quello che si guadagna in frequenza lo si perde poi in realtà nella quantità
che viene espulsa ad ogni singolo battito. Quindi il sistema poi alla fine rimane in una
situazione in cui si guadagna più in gittata.

Potrebbero piacerti anche