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Riserve mondiali e consumi di energia comparati col nucleare

dell'ing.Pietruccio Soraperra

In questi giorni mi sono incuriosito nel guardare le statistiche IEA ed


alcune sue proiezioni. Parlo in particolare del documento “Key
graphs 2010” scaricabile all’ indirizzo
http://www.worldenergyoutlook.org/docs/weo2010/key_graphs.pdf
A pag. 7 il grafico “World oil production by type in the New Policies
Scenario” mostra quali potrebbero in future essere i tassi di
produzione di petrolio: si vede che verrà gradualmente sostituito da
gas di petrolio liquido e da giacimenti non convenzionali tipo gli
scisti bituminosi e le sabbie bituminose: queste ultime sono
soluzioni con alti costi economici e altissimi costi ambientali.

Un ulteriore contributo verrà dato da giacimenti che devono ancora


essere scoperti ed altri che devono essere ancora sviluppati: in
parole povere si andrà a raschiare il fondo del barile e ci si aspetta,
fiduciosi, di trovare ancora tanto petrolio o qualcosa di simile.
Fin qui niente di nuovo rispetto a quanto già detto nell’Outlook IEA
del 2008. Quello però che balza agli occhi, e che stranamente non
ha ricevuto né commenti né attenzioni, è che la curva che
rappresenta il petrolio fornito dai giacimenti attualmente produttivi,
ha già cominciato il suo declino che lo porterà via via a spegnersi:
quella curva mostra una riduzione di circa ¾ da qui al 2035.

Detto in altre parole, secondo quella curva, abbiamo già “piccato”:


abbiamo cioè già raggiunto e superato il picco di Hubbert per il
petrolio convenzionale. Non è certo una cosa da poco se viene
detta da IEA..
Interessanti, e per niente rassicuranti, sono anche gli sviluppi che
sta prendendo l’analisi delle riserve per quanto riguarda il carbone
[1], [2].

L’altra notizia di una certa popolarità, quest’anno, riguardo


all’energia, è la scoperta di vasti giacimenti di gas non
convenzionale imprigionato in un particolare tipo di roccia (scisti).
Anche questo non rappresenta una novità rispetto alle riserve
computate nell’Outlook IEA del 2008; la “notizia” consiste nella
possibilità di estrarlo finalmente a costi di produzione tollerabili,
carico ambientale a parte. Si tratta del cosiddetto “shale gas” di cui
fornisco alcuni links di introduzione e approfondimento [3], [4] , [5] ,
[6] , [7] , [8] , [9] dove si può anche constatare come, a dispetto
dell’ampia diffusione di questa risorsa, l’estrazione in zone
densamente popolate, come potrebbe essere l’Europa, potrebbe
creare considerevoli problemi dal punto di vista dell’accettabilità
della popolazione, per via dell’impatto ambientale, in particolare sul
consumo e l’inquinamento dell’acqua nonché sulla dispersione del
metano, gas serra dagli effetti molto marcati (molte volte più
dell’anidride carbonica, per qualcuno addirittura 70 volte per altri
25).

In particolare qualche perplessità me l’ha data un articolo del Sole


24 ore che titola “Maxi scoperta di gas (non convenzionale) in
Argentina” [10]. Si tratterebbe di un giacimento dal potenziale di
127.5 miliardi di metri cubi di gas. Ma quanti sono realmente? Con
cosa li posso confrontare per capire la reale portata di quel
numero? La prima considerazione che posso fare consiste
nell’osservare che un miliardo di metri cubi sono un chilometro cubo
(cioè un cubo da un chilometro di lato): l’Italia, ad esempio, ne
consuma circa 80 ogni anno. Questo dato, però, non chiarisce bene
il contesto.

Anche altre considerazioni che si trovano in letteratura


sull’argomento energia e riserve non sembrano del tutto verosimili,
o per lo meno appaiono di difficile valutazione. Ho provato, allora, a
fare un po’ di ordine mettendo insieme quelle informazioni sulle
riserve delle fonti non rinnovabili e sul fabbisogno energetico.
La difficoltà più grossa è rappresentata dalla disomogeneità dei dati
(piedi cubi, metri cubi, barili, tonnellate equivalenti di petrolio,
tonnellate equivalenti di gas, tera-wattora ecc…). Ho riportato allora
tutti i dati energetici dei documenti citati in una sola unità di misura
(le tonnellate equivalenti di petrolio “tep”) in modo da renderli
confrontabili.

Normalmente si ragiona in milioni di tonnellate equivalenti di


petrolio, i “Mtep” (si legge mega-tep). Ma in questo caso, parlando
di consumi mondiali e riserve globali, è meglio utilizzare i miliardi di
tonnellate equivalenti di petrolio, cioè i “Gtep” (si legge giga-tep).

Per avere un termine di paragone si tenga presente che il


fabbisogno primario di energia nel nostro paese, espresso con
questa unità di misura, ammonta a circa 0.18 Gtep. Ecco dunque
cosa è risultato.

***Trasformazioni di unità di misura*** (valori di massima)


1 Mtep = 11.63 TWh
1 barile = 0.159 mc
densità petrolio 750-820 kg/mc
densità del carbone 1100 – 1300 kg/mc
potere calorifico petrolio = 42 MJ (da 1 tep = 11630 kWh)
potere calorifico carbone = 16-23-32 MJ (lignite – sub bituminosi –
litantrace, antracite)
1 barile equivalente di petrolio = 0.127 tep
1 barile equivalente di petrolio corrisponde a 170 mc di metano
1 kmc metano = 0.75 Mtep
1 Mtec = 0.56 Mtep
Il Mtec è una tonnellata equivalente di carbone. Il corrispondente
energetico può essere ricavato osservando che secondo DOE
1.081.000 milioni di tonnellate di carbone corrispondono a 610.000
Mtep
***Consumi annuali mondiali attuali***
12 Gtep di cui:
- 4 => Petrolio (circa 5 kmc)
- 3 => Carbone (circa 3 kmc)
- 2.5 => Metano (circa 3300 kmc) (70 volte il volume del lago di
Garda)
- 1.8 => Rinnovabili
- 0.7 => Nucleare
probabilmente il fabbisogno ammonterà a circa 17 Gtep nel 2030
causa aumento della popolazione e maggior benessere nei paesi in
via di sviluppo.
***Riserve fonti fossili***
*Petrolio (Gtep)*
————————————
140 già consumati
————————————
170 riserve accertate
140 presumibili
150 Non Convenzionali – sabbie bituminose (Canada, Venezuela)
250 Non Convenzionali – scisti bituminosi
———————————–
710 Riserve totali
*Carbone (Gtep)*
500 riserve accertate realmente estraibili (secondo studi recenti)
120 in più secondo posizioni ottimistiche (dipartimento energia
USA)
———————————–
620 Riserve totali
In realtà sarebbero circa 10′000 quelle teoricamente esistenti ma
non estraibili (per esempio si trovano 2000 mt sottoterra e oltre)
*Metano (Gtep)*
140 riserve accertate
170 presumibili
180 Non Convenzionali – shale gas realmente estraibile
280 Non Convenzionali – shale gas non realisticamente estraibile
———————————–
760 Riserve totali
***Ricapitolando sulle fonti fossili***
*Riserve accertate a basso costo (Gtep)*
170 riserve accertate petrolio
140 riserve accertate metano
500 carbone estraibile con mezzi automatici
———————————–
810 Riserve totali
Corrispondenti ai prossimi 45 anni di consumi energetici mondiali
nell’ ipotesi di un raddoppio dei consumi nei prossimi 40 anni
*Altre riserve totali ottimistiche e non convenzionali a costi
economici e ambientali alti (Gtep)*
540 riserve petrolio presumibili, sabbie e scisti
350 riserve metano presumibili e shale gas realmente estraibili
120 carbone ottimistico
———————————–
1010 Riserve ulteriori
Corrispondenti al fabbisogno energetico mondiale di ulteriori 40
anni oltre ai valori dati sopra nell’ ipotesi che dal 2050 non cresca
più il fabbisogno energetico mondiale (è usato solo come termine di
paragone)
***Settore nucleare***
*Riserve da fonti di energia nucleare con la tecnologia attuale*
Uranio (Gtep)
210 riserve accertate secondo le stima della UE (relazione Reul -
ho ipotizzato un riciclo spinto del combustibile e l’ utilizzo di reattori
di III generazione)
320 presumibili (forum nucleare Svizzera)
310 Non Convenzionali (fosfati e rocce a basso tenore di U)
———————————–
840 Riserve totali con tecnologia attuale (II e III generazione)
*Riserve da fonti di energia nucleare coi reattori di IV generazione*
(ordine di grandezza)
100′000 Gtep col solo utilizzo di Uranio come elemento fertile
300′000 Gtep si aggiungerebbero grazie all’utilizzo del Torio come
elemento fertile

Riferimenti:
[1] http://daily.wired.it/news/politica/le-riserve-mondiali-di-carbone-
potrebbero-essere-una-frazione-delle-stime-previste.html
[2]
http://www.istitutocalvino.it/studenti/siti/terra/minacce/risorse/carbon
e.html
[3] http://www.newclear.it/?p=2488
[4] http://www.adnkronos.com/IGN/Altro/?id=3.1.1396130809
[5] http://www.tecnologiaericerca.com/2010/12/18/lo-shale-gas-
rivoluzionera-la-produzione-energetica-mondiale/
[6] http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-12-17/roccia-
pieno-metano-nuove-214900.shtml?uuid=AYD0VfsC
[7] http://delleconomia.it/articoli/2010-12/il-nuovo-oro-nero-si-
chiama-shale-gas.php
[8]
http://www.mercatoelettrico.org/Newsletter/20101213newsletter.pdf
[9] http://temi.repubblica.it/limes/shale-gas-la-soluzione-ai-bisogni-
energetici-europei/14546
[10] http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-12-
08/maxi-scoperta-argentina-064323.shtml?uuid=AYgwMxpC