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Regolamento Corsi di Cliniche Legali

Università degli Studi di Napoli Parthenope


Delibera Dipartimento di Giurisprudenza del 22.06.2021 n. 19

Articolo 1
Oggetto
1. Il presente Regolamento disciplina l’attivazione, nell’ambito dei Corsi di laurea afferenti al
Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Napoli “Parthenope”, di corsi
denominati “Cliniche Legali” e il relativo funzionamento.

Articolo 2
Definizione
1. Le Cliniche legali si configurano come corsi curriculari in cui il tradizionale approccio teorico
nello studio delle discipline giuridiche viene contemperato con quello, più moderno, del Learning
by Doing. All’attività didattica in aula viene pertanto affiancata una parte pratico-applicativa utile in
un’ottica professionalizzante, oltreché fortemente stimolante per la partecipazione e la formazione
del senso critico e dell’autonomia di pensiero dei futuri laureati.
2. I corsi di Cliniche legali sono funzionali a consentire agli studenti di approfondire alcune
discipline giuridiche attraverso il coinvolgimento in attività didattiche sperimentali integrate, che
muovono dall’esame dei casi pratici nei diversi settori di specializzazione delle Cliniche. Lo
svolgimento dell’esperienza pratica si realizza sotto la supervisione di docenti e professionisti
specializzati.

Articolo 3
Finalità
1. L’attivazione di corsi di Cliniche legali risponde alle seguenti esigenze formative:
a) offrire agli studenti una formazione pratica, che promuova lo sviluppo di capacità comunicative e
relazionali, nonché di competenze di problem solving;
b) favorire il confronto attivo fra gli studenti e il mondo del lavoro, consentendo ai primi di entrare
in contatto con studi legali, notarili, associazioni con finalità di tutela di soggetti vulnerabili.

Articolo 4
Attivazione dei Corsi di Cliniche legali
1. I Corsi di Cliniche legali possono essere istituiti in uno o in entrambi i semestri.
2. La proposta di attivazione deve essere presentata al Consiglio di Corso di studi e al Consiglio di
Dipartimento da uno o più docenti, sulla base di Convenzioni di tirocinio curriculare già in essere o
in corso di stipulazione con soggetti esterni (istituzioni, aziende, studi professionali) che si
impegnano ad accogliere presso le proprie strutture gli studenti del Corso di Clinica legale per lo
svolgimento di specifiche attività pratiche. La proposta di attivazione deve prevedere la
denominazione della Clinica, l’indicazione del semestre (o dei semestri) in cui l’attività sarà
collocata, un programma didattico con indicazione delle lezioni teoriche e delle attività pratiche da
svolgersi, il numero di CFU e il s.s.d. o l'attività per il quale sono rilasciati, la valenza di
insegnamento obbligatorio o opzionale, le modalità di selezione iniziale degli studenti e di quelle di
verifica finale dell’attività.
3. Una volta attivato, il Corso di Clinica legale avrà come referente il/i docente/i che hanno
presentato la proposta di attivazione.

Articolo 5
Strutturazione dei Corsi di Cliniche Legali
1. I Corsi di Cliniche legali si strutturano in una parte teorica e in una parte pratica.
2. Nell’ambito della parte teorica, agli studenti vengono forniti elementi essenziali volti a
inquadrare i profili generali propri delle tematiche giuridiche ricorrenti nei casi trattati dalla singola
Clinica e a mettere in luce le implicazioni e gli obiettivi sul piano dell’acceso alla giustizia.
3. Nell’ambito della parte pratica, gli studenti dovranno confrontarsi con casi reali. Posti dinanzi a
fattispecie concrete, essi dovranno, sotto la guida di un supervisore (docente, dottorandi, dottori di
ricerca e cultori della materia, avvocati, notai, magistrati e altri operatori economico-sociali),
secondo un’organizzazione multidisciplinare delle Cliniche Legali:
a) individuare le norme giuridiche applicabili e fornire una soluzione al caso;
b) riflettere sulle questioni etiche e sociali sollevati dal caso esaminato;
c) osservare i problemi legati all’applicazione della legge nella prospettiva della “difesa dei
diritti”;
d) comprendere il modo in cui ci si deve relazionare con il cliente, con la controparte e con il
giudice.
La dimensione pratica consentirà agli studenti di imparare a comprendere i problemi, svolgere
ricerche, redigere pareri legali, condurre negoziazioni e gestire il rapporto con l’utenza.
4. La dimensione pratica della Clinica potrà prevedere la possibilità per gli studenti di venire in
contatto diretto con gli utenti e offrire, a titolo gratuito, supporto ad attività di assistenza e
consulenza su questioni giuridiche presso sportelli disponibili in contesti selezionati. Gli studenti
coinvolti nell’attività di sportello verranno inquadrati come volontari, pertanto l’attività di
consulenza e assistenza svolta non configurerà in alcun modo un rapporto di lavoro.
5. Il coinvolgimento degli studenti nelle attività pratiche della Clinica legale dovrà svolgersi nel
rispetto delle riserve professionali sancite dalla legge e dei limiti e divieti imposti dalle leggi
ordinamentali delle libere professioni.

Articolo 6
Accesso al Corso di Clinica legale
1. Le Cliniche legali sono rivolte agli studenti del corso di Laurea Triennale in Scienze
dell’Amministrazione, dell’Organizzazione e della Consulenza del Lavoro regolarmente iscritti al
III anno, del corso di Laurea Magistrale in Management Pubblico regolarmente iscritti al II anno e
del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza regolarmente iscritti al IV o V anno. La
partecipazione alle Cliniche legali esige il rispetto inderogabile delle propedeuticità.
2. Il numero complessivo di partecipanti al singolo Corso di Clinica legale, i criteri di selezione e di
partecipazione saranno regolamentati da un apposito bando di ammissione.

Articolo 7
Svolgimento del Corso di Clinica legale
1. Il Corso di Clinica legale è semestrale e, in base alla delibera istitutiva, ha valenza di:
a) insegnamento obbligatorio (6 CFU) nell'ambito di uno degli indirizzi del corso di studi, se
previsto dall'ordinamento didattico;
b) insegnamento opzionale (3 CFU) e Tirocinio curriculare (3 CFU).
2. Tutti gli studenti ammessi a frequentare il Corso di Clinica Legale sono tenuti a:
a) svolgere i compiti previsti dal programma didattico, assumendo l’obbligo di frequenza;
b) rispettare le norme in materia di igiene, sicurezza e salute sui luoghi di lavoro;
c) mantenere la necessaria riservatezza per quanto attiene ai dati, informazioni e conoscenze
acquisiti durante il tirocinio.
Per tale ragione gli studenti ammessi a frequentare il Corso di Clinica Legale sono tenuti alla
sottoscrizione di un’apposita dichiarazione d’impegno alla riservatezza, prima dell’inizio
dell’attività pratica che ne integra il programma didattico, e d’impegno allo svolgimento esclusivo
dell’attività assegnate.

Articolo 8
Conseguimento dei CFU
1. Il conseguimento dei CFU attribuiti al Corso di Clinica legale è subordinato al superamento della
prova di verifica finale che si terrà al termine dello svolgimento delle attività.
2. Le modalità di verifica finale sono stabilite dal/i docente/i referente/i del Corso.

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