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Funzioni in più variabili

di Andrea Centomo
Email: andrea.centomo@unipd.it

Vicenza, 9 aprile 2018.

Esercizio 1. Dire se esiste il limite della funzione


x3 + y 2 p
f (x; y) = 2 2
 sin( 1 ¡ tan x )
x +y
per (x; y) ! (0; 0).

Soluzione. Iniziamo controllando che il punto (0; 0) sia un punto di accumulazione


per il dominio di f .

A questo proposito osserviamo che f è il prodotto di due funzioni. La prima


x3 + y 2
a(x; y) =
x2 + y 2
è denita in R2 ¡ f(0; 0)g, la seconda
p
b(x; y) = sin( 1 ¡ tan x )
è denita in
fx 2 R: 1 ¡ tan x  0g  R:
Non è dicile vedere allora che il sottoinsieme di R2
h  i
¡ ;  R ¡ f(0; 0)g
4 4
è contenuto nel dominio D della funzione e quindi che (0; 0) è un punto di accumu-
lazione D.

Osserviamo adesso che posto y = x se il limite esiste deve valere


x3 + x2 p x+1 p sin 1
lim 2
 sin( 1 ¡ tan x ) = lim  sin( 1 ¡ tan x ) = :
x!0 2x x!0 2 2
p
Tuttavia se calcoliamo lo stesso limite con y = jxj avremo

jxj3/2 + jxj p jxj1/2 + 1 p


lim 2
 sin( 1 ¡ tan x ) = lim  sin( 1 ¡ tan x ) = sin 1:
x!0 x + jxj x!0 jxj + 1

Ma sin 1 =
/ sin 1/2 e quindi il limite non esiste.

Esercizio 2. Si consideri la funzione


y 2 log(x)
f (x; y) =
x2 + y 2 ¡ 2x + 1
e si dica se è prolungabile per continuità in (1; 0). In caso aermativo studiare la
derivabilità e la dierenziabilità in (1; 0).

1
2 Sezione

Soluzione. La funzione è prolungabile per continuità se esiste nito il limite


y 2 log(x)
lim :
(x;y)!(1;0) x2 + y 2 ¡ 2x + 1

Se calcoliamo il limite quando y = x avremo


x2 log(x)
lim = 0:
x!1 2x2 ¡ 2x + 1
Osservato che
y 2 log(x) y 2 log(x)
=
x2 + y 2 ¡ 2x + 1 (x ¡ 1)2 + y 2
se usiamo la trasformazione in coordinate polari
x = 1 +  cos y =  sin
con  > 0 e  2 [¡; ) avremo
2sin2() log(1 +  cos )
f (; ) = = sin2() log(1 +  cos ):
2
Allora il limite di partenza diviene
lim sin2() log(1 +  cos ) = lim+  sin2() cos 
!0+ !0
e osservato che
0 < j  sin2() cos j < 
possiamo concludere che il limite vale 0. La funzione è dunque prolungabile per
continuità ponendo f(1; 0) = 0. In modo alternativo si poteva osservare che
y2
0 1
(x ¡ 1)2 + y 2
da cui
0  jf (x; y)j  jlog(x)j
e, per il teorema del confronto, si poteva concludere subito che il limite vale 0.

Per studiare la derivabilità ricorriamo alla denizione di derivata parziale


@f f (1 + h; 0) ¡ f (1; 0)
= lim =0
@x h!0 h
@f f (1; h) ¡ f (1; 0)
= lim =0
@y h!0 h
quindi la funzione è derivabile in (1; 0) e rf (1; 0) = (0; 0).

Per denizione, se f fosse dierenziabile in (1; 0) dovremmo avere


f (1 + h; 0 + k) = f (1; 0) + hrf(1; 0)  (h; k)i + o(k(h; k)k)
per una opportuna scelta di (h; k) 2 R2. Quindi anche
f (1 + h; k) = 0 + 0 + o(k(h; k)k) = o(k(h; k)k):
Per casa 3

Ciò signica che se la funzione è dierenziabile in (1; 0) deve essere


k 2 log(1 + h)
f (1 + h; k) h2 + k 2
¡0 k 2 log(1 + h)
lim = lim p = lim = 0:
(h;k)!(0;0) k(h; k)k (h;k)!(0;0) h2 + k 2 (h;k)!(0;0) (h2 + k 2)3/2

Se calcoliamo il limite quando h = k avremo


h2 log(1 + h) 1
lim 2 3/2
= 3/2 =
/0
h!0 (2h ) 2
quindi la funzione non è dierenziabile in (1; 0).

Esercizio 3. Data la funzione:


f (x; y) = log((x ¡ 3)(y 2 ¡ 1))
a) determinare il dominio D di f e disegnarlo nel piano cartesiano;
b) calcolare le derivate parziali di f in D;
c) calcolare nel punto (4; 2) la derivata di f nella direzione v = (1; 2)
d) scrivere l'equazione del piano tangente in (4; 2).

Soluzione. La funzione è ben denita quando


(x ¡ 3)(y 2 ¡ 1) > 0 , (x ¡ 3)(y + 1)(y ¡ 1) > 0
il suo dominio D è l'unione dei seguenti tre insiemi
A = f(x; y) 2 R2: x < 3 ^ ¡1 < y < 1g
B = f(x; y) 2 R2: x > 3 ^ y > 1g
C = f(x; y) 2 R2: x > 3 ^ y < ¡1g
ed è illimitato.

Figura 1.
4 Sezione

La funzione è derivabile parzialmente in D e


@f 1 1
= 2
 (y 2 ¡ 1) =
@x (x ¡ 3)(y ¡ 1) x¡3
@f 1 2y
= 2
 2y(x ¡ 3) = 2 :
@x (x ¡ 3)(y ¡ 1) y ¡1
Nel punto (4; 2) avremo  
4
rf(4; 2) = 1;
3
da cui  
4 8 11
Dvf (4; 2) = 1;  (1; 2) = 1 + = :
3 3 3

Lo stesso valore si può determinare ricorrendo alla denizione. Preso un incremento


nella direzione v del tipo (4; 2) + t(1; 2) = (4 + t; 2 + 2t) per denizione si ha

f (4 + t; 2 + 2t) ¡ f (2; 2)
Dvf (2; 2) = lim =
t!0 t
log((4 + t ¡ 3)((2 + 2t)2 ¡ 1)) ¡ log(3)
=lim =
t!0 t
log(4t3 + 12t2 + 11t + 3) ¡ log(3) 12t2 + 24t + 11 11
=lim = lim 3 = :
t!0 t t!0 4t + 12t + 11t + 3
2 3
L'equazione del piano tangente è
z = f (4; 2) + hrf (4; 2)  (x ¡ 4; y ¡ 2)i
ossia  
4
z = log(3) + 1;  (x ¡ 4; y ¡ 2)
3
4
z = log(3) + x ¡ 4 + (y ¡ 2)
3
4 20
z =x+ y + log(3) ¡ :
3 3

Per casa

Esercizio 4. Data la funzione


 
1
F (x; y) = arcsin p + arctan(x2 + y 2 ¡ 16)
1 + x2 ¡ 81

a) determinare il dominio D di f e disegnarlo nel piano cartesiano;


b) dire se D è un insieme limitato;
Per casa 5

c) stabilire ove la funzione è derivabile parzialmente rispetto a y e calcolare


@F
(x; y):
@y

Esercizio 5. Data la funzione


g(x; y) = e2x log (2x+4¡x
2 ¡4y 2)

a) determinare il dominio di g e disegnarlo nel piano cartesiano


b) calcolare le derivate parziali prime di g
c) alcolare le derivate direzionali di g nel punto (1; 1) nella generica direzione
v = (cos ; sin ) con 2 [0; 2).

Esercizio 6. Sia data la funzione


 p 
f (x; y) = log 1 + x + 2y
2

e dopo averne stabilito dominio D si calcoli rf (2; 2) e si determini l'equazione del


¡ ¡ p 
piano tangente al graco di f nel punto 2; 2; log 1 + 2 2 .

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