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CAPITOLO I

OGGETTI DI INTERPRETAZIONE

INTERPRETARE ATTI

Quando si parla di interpretare un ATTO o un COMPORTAMENTO UMANO, interpretare può significare:

1) fare congetture intorno agli SCOPI,ai MOTIVI, o alle INTENZIONI di un SOGGETTO AGENTE. (Es. Interpreto
le sue parole come un avvertimento)

2) sussumere un certo ATTO o COMPORTAMENTO sotto una CLASSE DI ATTI o COMPORTAMENTI. (ES.
Questo atto costituisce omicidio)

3) qualificare un atto secondo lo schema di qualificazione offerto da una norma (Es. Alzando la mano ha
espresso voto favorevole)

INTERPRETARE EVENTI

Quando si parla di interpretare un evento storico o sociale, INTERPRETARE significa congetturare una
relazione CAUSA EFFETTO tra un certo fatto condizionante ed un fatto condizionato. (Es. La crisi economica
è interpretata come effetto della speculazione finanziaria)

INTERPRETARE TESTI

Quando si parla di interpretare un TESTOo un DISCORSO, INTERPRETARE significa attribuire significato ad


un frammento di linguaggio.

Spesso non si distingue ( la linea di demarcazione è molto sottile) tra L’INTERPRETAZIONE DEL TESTO in
quanto tale e L’INTERPRETAZIONE DEL COMPORTAMENTO UMANO consistente nel produrre quel testo (le
intenzioni).

La distinzione concettuale va tenuta ferma in quanto una cosa è INTERROGARSI SUL SIGNIFICATO delle
parole, altro è INTERROGARSI SULLE SUPPOSTE INTENZIONI di chi le ha scritte o pronunciate.

L’INTERPRETAZIONE GIURIDICA appartiene ovviamente al genere della INTERPRETAZIONE TESTUALE .

In espressioni del tipo INTERPRETAZIONE GIURIDICA, INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO, INTREPRETAZIONE


DEGLI ATTI NORMATIVI, il vocabolo INTERPRETAZIONE denota o l’ATTIVITA’ DI ACCERTARE O DECIDERE IL
SIGNIFICATO DI UN DOCUMENTO O DI UN TESTO GIURIDICO o il RISULTATO DI TALE ATTIVITA’.
Accertare o decidere se l’interpretazione sia attività di accertamento o di decisione del SIGNIFICATO è
questione controversa affrontata da diverse teorie dell’interpretazione.

Quando si parla della INTERPRETAZIONE DI FONTI DEL DIRITTO, INTERPRETARE significa chiarire : ora il
CONTENUTO NORMATIVO di una DISPOSIZIONE , ora il SUO CAMPO DI APPLICAZIONE.

INTERPRETARE NORME E INTERPRETARE FATTI

Nel linguaggio giuridico si parla comunemente di INTERPRETAZIONE DI NORME e di INTERPRETAZIONE DI


FATTI. Entrambe queste espressioni sono censurabili.

A) INTREPRETARE NORME

Questa espressione presuppone che l’interpretazione giuridica abbia ad oggetto norme.

L’interpretazione giuridica ha ad OGGETTO non già NORME, ma TESTI o DOCUMENTI NORMATIVI. Si


interpretano non già NORME, ma TESTI o DOCUMENTI NORMATIVI. In altri termini si INTERPRETANO
DISPOSIZIONI ESPRIMENTI NORME.

Sicché la NORMA costituisce non già l’OGGETTO, bensì il RISULTATO dell’attività INTERPRETATIVA.

Parlando di interpretazione di norme si crea la falsa impressione che il significato dei TESTI NORIMATIVI sia
interamente PRECOSTITUITO all’interpretazione, sicchè gli interpreti non avrebbero che da prenderne
conoscenza.

B) INTERPRETARE FATTI

Si usa dire che gli ORGANI GIURISDIZIONALI interpretano FATTI. Questa espressione è infelice e fuorviante
dal punto di vista della teoria dell’interpretazione.

Interpretare assume 2 significati diversi a saconda che l’OGGETTO di INTERPRETAZIONE siano TESTI o FATTI
(EVENTI, COMPROTAMENTI).

Interpretare un fatto significa CONGETTURARE una SPIEGAZIONE CAUSALE di un EVENTO (non attribuire
significato ad un comportamento), se è un ATTO UMANO interpretarlo significa CONGETTURARE GLI SCOPI
O LE INTENZIONI DELL’ AGENTE o SUSSUMERE l’ATTO in questione sotto una classe di ATTI o qualificarlo
secondo una NORMA.

Nell’ambito giuridico INTERPRETARE UN FATTO significa includere quel fatto entro una classe di fatti, o
sussumere quel fatto sotto una norma che lo disciplina.

L’INTERPRETAZIONE DELLA CONSUETUDINE

L’interpretazione giuridica è INTERPRETAZIONE TESTUALE. Questa caratterizzazione si riferisce alla


INTERPRETAZIONE DELLE FONTI ATTO(dei documenti normativi).

La CONSUETUDINE produce norme senza la mediazione di documenti normativi, produce norme prive di
disposizioni, norme non formulate.
L’espressione INTERPRETAZIONE DELLA CONSUETUDINE può essere intesa in 2 modi:

1) Si può parlare di INTERPRETAZIONE DELLA CONSUETUDINE per intendere l’interpretazione delle


RACCOLTE DI USI E CONSUETUDINI.

Gli usi e le consuetudini non vanno confusi con le RACCOLTE DI USI , di cui all’art 9 disp. Prel cod civ.

Le norme prodotte per via consuetudinaria vanno tenute distinte dai documenti che danno ad esse
formulazione e ne comprovano l’esistenza. Le CONSUETUDINI producono diritto, ossia generano NORME
GIURIDICHE. Le RACCOLTE DI USI danno formulazione ufficiale alle norme in questione. Esse non producono
le norme consuetudinarie: si limitano a FORMULARE, REGISTRARE e DOCUMENTARE NORME che sono
preesistenti alle raccolte stesse, senza mutare le norme consuetudinarie in norme scritte.

Siffatte raccolte sebbene siano FONTI DI COGNIZIONE, non di produzione del diritto, si presentano come
DOCUMENTI NORMATIVI. Sicchè l’interpretazione della consuetudine cosi intesa non differisce
dall’interpretazione delle FONTI ATTO.

2) L’INTERPRETAZIONE DELLA CONSUETUDINE ha ad oggetto la FONTE DI PRODUZIONE detta


CONSUETUDINE e non le fonti di cognizione. Così intesa l’interpretazione della consuetudine è cosa
radicalmente diversa dall’interpretazione testuale. La CONSUETUDINE in quando cosa distinta dalle norme
che da essa scaturiscono non è un testo ma è un COMPORTAMENTO SOCIALE.

Interpretare un COMPORTAMENTO SOCIALE è altra cosa dall’INTERPRETARE un enunciato, un testo.

L’interpretazione della consuetudine non consiste nell’ascrivere significato a formulazioni normative, ma


nel RICOSTRUIRE norme ascrivendo senso ad una prassi sociale; consiste nell’inferire da una prasi sociale
l’esistenza di NORME, cioè nel congetturare che certi SOGGETTI si COMPORTINO in un certo modo in
ossequio ad una norma, che essi ritengono esistente e vincolante.

CAPITOLO II

L’ATTIVITA’ INTERPRETATIVA

PRIMA AMBIGUITA’: PROCESSO - PRODOTTO

Con il vocabolo INTERPRETAZIONE ci si riferisce o ad una ATTIVITA’, o al RISULTATO/PRODOTTO di tale


attività.

La INTERPRETAZIONE in quanto attività è un processo mentale. La INTEPRETAZIONE in quanto risultato di


tale processo è un DISCORSO.

L’ATTIVITA’ INTERPRETATIVA può essere scomposta in una serie di operazioni tipiche:

1) L’ANALISI TESTUALE

2)LA DECISIONE INTORNO AL SIGNIFICATO

3)L’ARGOMENTAZIONE DI TALE DECISIONE


L’ANALISI TESTUALE consiste:

1) Nell’identificare la funzione grammaticale dei vocaboli impiegati nella formulazione di un enunciato


normativo

2) Nell’identificare la funzione logica dei vocaboli impiegati

3) Nell’identificare la struttura sintattica della disposizione

L’ARGOMENTAZIONE non è propriamente parte dell’ interpretazione, è L’INSIEME DELLE RAGIONI che si
adducono a SOSTEGNO DELL’INTERPRETAZIONE.

L’ARGOMENTAZIONE è parte integrante del DISCORSO INTERPRETATIVO.

SECONDA AMBIGUITA’: ASTRATTO-CONCRETO

Con il vocabolo INTERPRETAZIONE ci si riferisce talvolta all’ATTRIBUZIONE DI SIGNIFICATO ad un TESTO


NORMATIVO, talaltra alla QUALIFICAZIONE GIURIDICA di una FATTISPECIE CONCRETA.

Sebbene questa seconda cosa presupponga logicamente la prima e siano reciprocamente indistinguibili nel
processo di interpretazione si tratta di due attività intellettuali logicamente distinte.

Un conto è interrogarsi sul senso di una sequenza di parole, un altro conto è domandarsi se una particolare
fattispecie concreta ricada o meno nel campo di applicazione di una data norma.

Dobbiamo distinguere tra:

1) INTERPRETAZIONE IN ASTRATTO (orientata ai testi) che consiste nell’identificare il contenuto normativo


(la norma o le norme), implicito in un testo normativo (fonte del diritto), senza riferimento ad alcuna
fattispecie concreta;

2) INTERPRETAZIONE IN CONCRETO (orientata ai fatti ) che consiste nel sussumere una fattispecie concreta
nel campo di applicazione di una norma previamente identificata in astratto.

L’INTERPRETAZIONE IN ASTRATTO consiste nel riformulare il testo interpretato.

L’INTERPRETAZIONE IN CONCRETO è la decisione intorno alla estensione di un concetto ( del concetto


mediante il quale l’autorità normativa ha configurato una classe di fattispecie).

L’INTERPRETAZIONE IN ASTRATTO consiste nell’attribuire significato ad enunciati normativi completi.

L’INTERPRETAZIONE IN CONCRETO consiste nel determinare il significato di predicati in senso logico, ossia
di termini che denotano classi.

Nell’un caso si identificano le NORME IN VIGORE, nell’altro si identificano i CASI CONCRETI che sono
disciplinati da ciascuna norma.

L’INTERPRETAZIONE IN ASTRATTO riduce l’indeterminatezza dell’ORDINAMENTO GIURIDICO, identificando


le norme in vigore; mentre l’INTERPRETAZIONE IN CONCRETO riduce l’indeterminatezza delle norme
identificando i casi concreti che sono disciplinati da ciascuna norma.
LA FORMA LOGICA DELLE NORME

Le Norme giuridiche non sono già prescrizioni categoriche, bensì PRESCRIZIONI CONDIZIONALI/IPOTETICHE.

Un enunciato condizionale può essere analizzato in due componenti:

1) UN ANTECEDENTE, cioè la parte del’enunciato che determina la condizione

2) UN CONSEGUENTE, cioè la parte dell’enunciato che statuisce la conseguenza

Ogni norma giuridica presenta una forma logica condizionale che può essere raffigurata con la formula: “Se
F allora G”.

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