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Caligiuri

Lezione 26.01.2021
Approccio critico cerca di approfondire senza confondere cause con gli effetti di documentarsi sulle
informazioni e confrontare quello denigratorio non è la stessa cosa.
Pedagogia delle relazioni di aiuto è una forma di relazione che presuppone l’impegno
dell’insegnante a prendersi cura della formazione e crescita degli studenti. È dunque l’elemento
essenziale. Nella disabilità occorre operare con approcci di volta in volta personalizzati.
Relazioni di aiuto devono tenere conto dello studente e delle relazioni con la famiglia.
La relazione richiede anche competenze relazionali e comunicative, ossia chi insegna deve avere
queste abilità, perché l’insegnamento e comunicazione integrazione e scambio.
Le relazioni di aiuto anticipano quello che può essere il destino della pedagogia ossia una branchia
della medicina. Anche se la pedagogia è un campo di studi e non una scienza.
Noi abbiamo condizioni di epigenetica, genetica, psicoanalisi, comunicazione pubblica, se non
abbiamo queste insieme di discipline non possiamo insegnare.
Libro Andrea Canevaro padre della pedagogia speciale, che si occupa di situazione particolari e
speciali insegna all’università di Bologna. Arrigo Chieregatti e parroco ha insegnato in Cambogia e
per università Bologna e Bergamo
Relazione di attaccamento e di aiuto pubblicato da Mario Pallagrosi, Cristiano Carlone e Isabella
Marini, tre medici specializzati in psichiatria presso sapienza di Roma.
Chi insegna non può non avere elementi di medicina, c’è un legame stretto tra pedagogia e
medicina.
Secondo aspetto delle relazioni di aiuto è l’educazione alla differenza ciascuno di noi è differente.
L’educazione alla differenza che si declina per quanto riguarda il sostegno, in ambito scolastico,
per chi ha particolari tipi di novità che vanno incluse all’interno della comunità scolastica e della
comunità sociale come prevede la nostra Costituzione.
Nell’ambito dell’educazione alla differenza, alla diversità, all’alterità, Morin ipotizza i sette saperi
necessari all’educazione del futuro:
1)concetto di conoscenza, chi insegna non sa cos’è la conoscenza, quindi bisogna studiare i caratteri
celebrali, mentali, culturali della conoscenza umana per questo si parla di neuroscienza, quindi non
si può insegnare se non si ha cognizione di neuroscienza.
2) principi di una conoscenza pertinente, capace di cogliere i problemi probanti superando la
frammentazione delle conoscenze, questa separazione tra sapere scientifico e sapere umanistico. La
conoscenza è unica. Ad. Es. Dante nella Divina Commedia manifesta conoscenze di ogni tipo
storiche, astronomiche, letterarie
3) terzo sapere indispensabile per l’educazione del futuro ci ricorda Edgar Morin che è insegnare la
condizione umana, perché in effetti noi non siamo uno, nessuno e centomila e“in ciascuno di noi
convive una confederazione delle anime” sostiene Pereira di Antonio Tabucchi.
L’essere umano e nel contempo fisico, biologico, psichico culturale, sociale c’è, dunque, unità e
complessità all’interno di ciascuno di noi. Appunto per questo ciascuno di noi è differente.
4) insegnare l’identità terrestre, difatti, tutti gli essere umani vivono gli stessi problemi di vita e di
morte, siamo intimamente collegati. Come l’incipit del libro“ Per chi suona la campana” dice essa
suona per te, quando suona la campana e come un pezzo di te che se ne va.
5) Altro punto affrontare le incertezze: le scienze ci hanno fatto acquisire molte certezze, ma nel
corso del ventesimo secolo ci hanno rivelato innumerevoli campi di incertezze, quindi secondo
Morin bisogna insegnare i principi di strategia che permettono di affrontare i rischi inattesi e incerti.
Bisogna apprendere a navigare in un oceano di incertezze attraverso un arcipelago di certezze.
6) Il sesto sapere indispensabile per l’educazione del futuro è insegnare. La comprensione degli
umani è fondamentale questo riporta ai temi del nazismo della multiculturalità. Si pensi
all’immigrazione che nei prossimi anni sarà incontenibile per una ragione demografica. Difatti,
l’immigrazione è il risultato delle differenze economiche che ci sono all’interno delle varie aree
della terra.
7) settimo sapere, indispensabile per l’educazione del futuro, è l’etica del genere umano. La
condizione umana, infatti, si basa su tre pilastri: l’individuo, la specie, la finzione umana e la
società ci sono due grandi finalità politiche il reciproco controllo fra la società e l’individuo e,
quindi, la democrazia.
Noi non viviamo in una società democratica è una finzione di sistema democratico, perché la
democrazia ha un senso quando è composta da cittadini che sono in grado di identificare,
società ci sono due grandi finalità politiche il reciproco controllo fra la società e l’individuo e,
quindi, la democrazia.
Noi non viviamo in una società democratica è una finzione di sistema democratico, perché la
democrazia ha un senso quando è composta da cittadini che sono in grado di identificare,
controllare. Il tema centrale della convivenza umana è come controllare i conti e poi mancano i
cittadini che gestiscono la cosa pubblica nell’interesse della collettività. Quando mancano queste
due condizioni, i cittadini consapevoli che sono in grado di controllare e i diretti responsabili che
sono in grado di guidare la società siamo di fronte alla procedura elettorale, siamo di fronte ad
un’ideologia, come il nazismo, il comunismo, il fascismo anche la democrazia è un’ideologia, e
come tutte le ideologie ha dei limiti
Quando parliamo di relazione di aiuto parliamo di scuola, di democrazia, di noi stessi e di chi deve
essere incluso all’interno della società partendo da condizioni di difficoltà, che sono oggettive in
una relazione fisica, psichica, comunicazionale sensoriale.
Oggi problema per essere compreso va inquadrato da un punto di vista culturale. Se ad es. parliamo
di questione meridionale, l’inquadratura è storico culturale, anche quando si parla di
comunicazione, criminalità vanno inquadrati un contesto culturale, cosi come per l’educazione ed
ancor di più se la stessa riguarda allievi che più degli altri hanno bisogno di essere sostenuti a causa
di specifici problemi.
La cultura oggi ha avuto una grande trasformazione. Prima si intendeva con il termine cultura la
conoscenza del passato ora con cultura identifichiamo la capacità di prevedere l’avvenire. Si parla
quasi sempre in funzione di quello che deve accadere, perché viviamo in una società dove le cose le
ascoltiamo e le consideriamo fatte. Le vediamo e le consideriamo accadute. Viviamo in una società
di fantasmi.
La cultura, quindi, è la capacità prevedere, di sondare il futuro. Altro errore che noi commettiamo
oltre alla non considerazione della natura culturale che ci aiuta ad inquadrare il fenomeno e che noi
li analizziamo con due errori di fondo il primo è spaziale e l’altro è temporale.
spaziale es pandemia analizzata dl nostro punto di vista, si analizza dal punto di vista di europei,
italiani, meridionali, calabresi, ossia da un limitato punto di vista, da dove noi veniamo dal nostro
punto di osservazione. Inoltre, i problemi vengono esaminati dal punto di vista storico, ad es.
fenomeni come fascismo la rivoluzione francese etc. Noi li inquadriamo con la nostra sensibilità il
nostro punto di vista, i valori del nostro tempo, noi leggiamo oggi la storia di ieri. Il fenomeno,
quindi viene inquadrato con i valori di questo tempo. Noi leggiamo la storia di ieri con occhi che
non sono quelli di ieri ma sono di oggi. Benedetto Croce diceva ogni storia è storia contemporanea
perché chi la legge, la legge con gli occhi di oggi, inquadrata quindi nel contesto odierno.
Terzo aspetto che riguarda la contestualizzazione, riguarda il disagio, viviamo in un’epoca di
disagio crescente che non è solo un aumento delle disabilità, ma è più complesso.
Toffler, un futurologo americano, spiega a tal proposito lo shock de futuro sul pianeta si sono
susseguite 800 generazioni di uomini, e dice che di queste generazione di uomini 650 sono vissute
nelle caverne nelle ultime sei generazione è stata scoperta la stampa è entrata nell’uso comune in
modo di diffondere il sapere in modo estesa, inoltre, è stato inventato il motore a scoppio fino ad
arrivare all’ultima generazione che è la società dei consumi. Scuola e università formano persone
che hanno competenze che portano alla formazione per il lavoro che consente di produrre un
reddito in modo da consumare. La società e programmata per il consumo. Il concetto di Toffler vuol
dire che l’uomo ha avuto un’accelerazione biologica negli ultimi secoli eccessiva quindi si trovava
a disagio nei confronti della contemporaneità.
L’avvento del digitale è l’ultimo pezzo delle accelerazioni costanti che hanno riguardato l’umanità.
L’aria del disagio cresce ed ha un impatto sullo insegnamento del sostegno. Gli allievi certificati
sono sempre di più, perché la necessità di aiuto è sempre maggiore non sono per coloro che hanno
la certificazione, perché hanno bisogni educativi speciali. Ma tale situazione di aiuto è più ampia.
L’educazione e la disabilità non sono più quelle di un tempo si è assistito ad una trasformazione
antropologica profonda, perché si ha che fare con studenti a tre dimensioni, difatti, in una stessa
persona coincidono tre contesti: contesto fisico, quello virtuale, perché siamo tutti collegati con
internet, e la dimensione aumentata. Le tecnologie sono delle estensioni dell’umano.
Ci sono piattaforme web che studiano metodi per far connettere due persone con il pensiero senza
parlare attraverso la piattaforma digitale. Il nostro sistema educativo è incentrato sul sistema
analogico e, quando, usiamo le tecnologie avviene la trasposizione delle competenze analogiche
usando altre tecniche per trasmettere gli stessi contenuti. Oggi le scuole e le università sono di
masse e non contemplano le trasformazioni in atto ed abbiamo un cortocircuito cognitivo che si
realizza in tre aspetti:
Il primo è quello del linguaggio. Ariun Appadurai è un antropologo statunitense di origine indiana
che parla di decadenza linguistica vuol dire che non si hanno le parole per descrivere ciò che
abbiamo fatto, usiamo termini impropri. Secondo lui, dunque, la crisi economica del 2008 è stata
conseguenza di questa decadenza linguistica, perché sono andati in crisi i contratti finanziari. Infatti
essendo la finanza un campo in cui lo sviluppo e rapido e veloce, i contratti che regolavano le
che parla di decadenza linguistica vuol dire che non si hanno le parole per descrivere ciò che
abbiamo fatto, usiamo termini impropri. Secondo lui, dunque, la crisi economica del 2008 è stata
conseguenza di questa decadenza linguistica, perché sono andati in crisi i contratti finanziari. Infatti
essendo la finanza un campo in cui lo sviluppo e rapido e veloce, i contratti che regolavano le
attività finanziarie non contemplavano tutte quelle che erano le trasformazioni sociali ed
economiche che si stavano, nel frattempo, realizzando. Quindi da questa incertezza linguistica si è
avuta la crisi del 2008, questo concetto vale per l’economia, per la finanza e per tutti i settori
sociali. Infatti, noi usiamo termini che descrivono in modo approssimativo la realtà e non avendo le
parole per descrivere, non possiamo capire ciò che sta accadendo intorno a noi. Questo è, dunque, il
cortocircuito cognitivo.
Il secondo è la disinformazione è il dato caratteristico di questo tempo la stessa si rappresenta con
la dismisura dell’informazione da un lato ed il basso livello sostanziale e di istituzione dell’altro.
A livello celebrale non siamo in grado di elaborare più di sette concetti per volta e di rispondere a
cinque stimoli per volta al secondo. Pertanto, ciò che arriva in più viene perso. Quindi il secondo
aspetto è il basso livello di istruzione.
Secondo il linguista Tullio De Mauro, il 75% degli italiani sono analfabeti, non sa leggere un testo
della nostra lingua. Uno studio condotto dall’OCSE dice che nel nostro paese il 26,9% vi sono
analfabeti funzionali che non sanno leggere e scrivere tra gli stessi vi è una percentuale di laureati e
diplomati. Quindi questo crea basso livello di istruzione sostanziale.
Il terzo cortocircuito cognitivo avviene all’interno della scuola, nell’ambito delle classi, perché
entrano in contatto due tipi di generazioni, i docenti da un lato, la cui età media è molto elevata, e
dall’altro gli studenti che elaborano le informazioni in maniera differente questo crea dei problemi
evidenti.
Pertanto ci sono tre cortocircuiti cognitivi su cui dobbiamo confrontarci e sono il linguaggio, la
disinformazione e le relazioni che si hanno con gli studenti, il fatto generazionale che fa si che al
livello celebrale vi sia una diversa elaborazione delle informazioni.
De Simone, linguista, parlando delle forme del sapere che stiamo perdendo, diceva ci sono a
confronto due tipi di intelligenza: l’intelligenza razionale che è stata esercitata da un’intensa attività
di lettura e scrittura; l’intelligenza simultanea a cui sono abituate le nuove generazioni che
acquisiscono molto mediante le immagini, in questo tipo di intelligenza ognuno si ferma su aspetti
diversi, un colore, un dettaglio e.t.c., quindi, è legata alla condizione emotiva di ciascuno.
Pertanto, questi due tipi di intelligenza si possono sintetizzare in: intelligenza razionale, più
sviluppata nelle generazioni passate; intelligenza emotiva, presente nelle generazioni odierne.
Questo dualismo di intelligenze crea un cortocircuito all’interno delle classi.
In questo quadro, la pedagogia, sia quella sociale che speciale fa fatica a reggere il confronto con le
informazioni, anche perché utilizziamo un linguaggio, approccio, delle definizioni culturali che
sono non adeguate.
Nell’ambito dell’educazione dei disabili e il diritto allo studio perché siamo tenuti alle relazioni di
aiuto, ossia a mettersi in relazione con lo studente e la sua famiglia?
Bisogna farlo perché lo prevede la nostra Costituzione. La stessa, all’art. 2 dispone che la
Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e richiede l’adempimento dei
doveri inderogabili di solidarietà politica e economica e sociale. L’art 34 della Cost. statuisce che la
scuola è aperta a tutti. L’art 38 della Cost. al secondo comma dispone:” gli inabili e i minorati
hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Le disposizioni costituzionali, hanno fatto discendere una serie di norme dalle quali emergono due
cose: la prima che sono tutte successive al 68; il secondo aspetto è dato dal fatto che le norme che
riguardano la disabilità sono quella del 75 e poi c’è quella n. 517/77 che introduce il tema del
sostegno. Erano gli anni in cui Franca Falcucci sottosegretario del ministero dell’istruzione era
presidente di una commissione parlamentare che aveva approfondito i temi della disabilità in
correlazione alla scolarità. Altro aspetto che le persone con disabilità sono sempre più numerose
dall’anno 2000 fino all’ultima nota ministeriale del 12/11/2020 che riguarda le iscrizioni alle
scuole.
C’è una relazione tra numero di norme, maggiore negli ultimi anni, e aumento egli studenti
certificati con disabilità. L’attenzione sociale, invece, è più bassa sul riconoscimento dei diritti delle
minoranze che riguardano non solo la scuola, ma tutto il contesto sociale.
Pertanto, dalle regole dobbiamo passare alle dimensioni, quando si parla di relazioni di aiuto a
quante persone bisogna rivolgersi? In Italia, in base ai dati Istat dell’anno scolastico 2019/2020, a
quasi 300000 alunni con disabilità pari al 3,5 degli iscritti.
In Italia i docenti sono 835000 dei quali 150000 di sostegno, e di questi 1/3 sono supplenti.
Il numero dei docenti di sostegno saranno sempre di più secondo l’associazione nazionale
insegnanti e formatori perché, secondo i dati, l’area del disagio, all’interno della scuola certificata
dall’asl, è destinata ad aumentare. Difatti nell’anno scolastico 97/98 la presenza degli alunni con
disabilità era 1,40% rispetto agli altri alunni. Dieci anni era arrivata a 1,95 e nel 2018 al 3,10.
Relazione del professore omaggio al disabile. In Calabria ci sono 6993 per 8861 alunni la media è
insegnanti e formatori perché, secondo i dati, l’area del disagio, all’interno della scuola certificata
dall’asl, è destinata ad aumentare. Difatti nell’anno scolastico 97/98 la presenza degli alunni con
disabilità era 1,40% rispetto agli altri alunni. Dieci anni era arrivata a 1,95 e nel 2018 al 3,10.
Relazione del professore omaggio al disabile. In Calabria ci sono 6993 per 8861 alunni la media è
superiore a quella nazionale. Gli insegnanti di sostegno in Calabria è distribuita secondo la
condizione territoriale delle province.
Il numero dei docenti di sostegno è autorizzato dal ministero economia e finanza, dunque, è una
logica finanziaria non legata ai bisogni. Vi è, dunque, nella scuola italiana un doppio aspetto, da un
lato la scuola e l’università sono degli ammortizzatori sociali e dall’altro si vogliono gestire glia
ambiti dell’istruzione come delle aziende tenendo conto dei numeri e dei parametri economici.
Quando si parla di disabilità bisogna porre al centro la persona non la disabilità. Dunque, occorre
usare un linguaggio politicamente corretto quando si parla di disabilità.
Nella cost. art 38 al comma due parla di inabile e minorato, minorato “minus aves” una persona
intellettualmente poco dotata e per estensione anche fisicamente poco dotata. Deficit dal latino
“deficere” ossia mancanza non è una semplice menomazione o sindrome ma è un concetto più
vasto. Dunque, c’è una persona che si trova in svantaggio rispetto alla maggioranza dei cittadini.
Handicap, portatore di handicap deriva dalla parola inglese handcap che letteralmente significa
mano nel berretto, che era un gioco di azzardo nel 600 agli inizi del 900 il termine viene utilizzato
per indicare i bambini che avevano una menomazione fisica.
Disabile, che per nascita o eventi della vita ha difficoltà ad interazioni con il contesto sociale, è un
termine che deriva dal latino abile, ossia avere, maneggevole come cosa. Passando dalla cosa alla
persona significa capace, quindi il prefisso “dis” messo prima della parola abile ha un’indicazione
dispregiativa. Ha un significato peggiorativo.
Le menomazioni che danno luogo a disabilità e al riconoscimento dell’etica che sono meritevoli
dell’inserimento del sostegno scolastico sono di cinque tipi:
Fisiche (menomazione di un arto, quando si è paraplegici); psichiche (schizofrenie, ritardo mentale,
disturbo personalità autismo); intellettive (degenerazione del sistema nervoso che possono portare
ad. Es. all’epilessia); comunicazionale (dislessia); sensoriali (ciechi e sordi).
Gli aspetti delle minorazioni si incontrano con disturbi specifici dell’apprendimento e ci sono
diverse gradazioni di minorazione ad. Es. si può essere cieco o ipovedente.
Oltre ai docenti scolastici che devono elaborare strategie didattiche, ci sono altre figure
professionali che dovrebbero aiutare il docente di sostegno come l’assistente all’autonomia e alla
comunicazione, l’assistente alla persona. Figure che dovrebbero coadiuvare docente ed allievo per
ampliare l’autonomia di quest’ultimo. Sono Comune, Provincia e Asl che devono garantire queste
figure insieme agli assistenti sociali. Questo determina a pieno titolo l’inclusione scolastica.
Tuttavia, c’è un errore concettuale tra mente e corpo definito l’errore di Cartesio dal neurologo
portoghese Antonio Damasio scritto il libro L’errore di Cartesio, emozione, ragione e cervello
umano
Damasio parte dal concetto dell’errore filosofico di Cartesio “cogito ergo sum” che ha condizionato
la visione del mondo. Invece, si è visto che il corpo e la mente interagiscono all’interno della
persona. Quindi quando il corpo ha delle menomazioni ciò influisce sul funzionamento della mente.
Questi aspetti vanno tenuti presenti quando si svolge l’attività di docente di sostegno, il quale deve
essere specializzato per ciascuna minorazione che gli si presenta perché richiedono tecniche ad hoc.
Gli insegnanti hanno funzione ruolo sociale formazione della selezione, della verifica. La scuola
italiana è un ammortizzatore sociale, inoltre, in essa è impossibile bocciare, e se non selezione si
abbassa il livello di formazione degli studi. Tutto questo alimenta il facilismo amorale. Questo
fenomeno ha avuto inizio nel 1968 che ha portato all’abbassamento dell’istruzione ed alla facilità di
conseguimento dei diplomi e delle lauree. Questa situazione, invece di ridurre le distanze sociali,
paradossalmente le ha ampliate.
Secondo Marx sono i poveri ad avere bisogno dello Stato, nell’ambito scolastico, i ricchi possono
andare nelle scuole private, soprattutto nelle università private, dopo la transizione nel mondo del
lavoro è più agevole rispetto alle università statali. Dunque, si allarga il divario sociale, e la
semplificazione del diritto allo studio penalizza le famiglie meno abbienti.
Una scuola democratica promuove il merito, perché la democrazia è un livellamento verso l’alto.
Nell’ambito del facilismo, le recenti disposizioni ministeriali per le scuole primarie e medie
prevedono le promozioni obbligatorie. Difatti, l’art. 3 Dlgs 62/2017 “Gli alunni della scuola
primaria sono ammessi alla classe successiva e alla scuola primaria di scuola secondaria di primo
grado, anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima
acquisizione. La mancata ammissione alla classe successiva, può avvenire solo in casi eccezionali e
comprovati da specifica motivazione con decisione unanime adottata dal consiglio di classe”.
Ancora in questo senso la Circolare ministeriale 1865/2017 per le scuole secondarie di primo grado
“Solo in casi eccezionali e comprovata d specifica motivazione, sulla base dei criteri definiti dal
collegio dei docenti della classe, in sede di scrutini, presieduti dal dirigente scolastico, possono non
ammettere l’alunna o l’alunno alla classe successiva”.
Ancora in questo senso la Circolare ministeriale 1865/2017 per le scuole secondarie di primo grado
“Solo in casi eccezionali e comprovata d specifica motivazione, sulla base dei criteri definiti dal
collegio dei docenti della classe, in sede di scrutini, presieduti dal dirigente scolastico, possono non
ammettere l’alunna o l’alunno alla classe successiva”.
Altro aspetto controverso è la femminilizzazione del corpo docenti, in Italia scuola infanzia 99,3%
sono donne, scuola primaria il 96,3% sono donne, scuola media il 78% sono donne, scuole superiori
65,7% sono donne.
Considerazione Antropologa Ida Magli, professoressa universitaria, in un libro del 2013 scrive: “la
prima causa di cambiamento del ruolo della scuola e stata la concomitante trasformazione del ruolo
delle donne da casalinga a lavoratrice. Una trasformazione che per quanto riguarda l’Italia è
avvenuta in modo esplicito e definitivo soltanto dagli anni 80 in poi, ossia dopo la rivoluzione del
68. La scuola è il luogo dove si trascorre la parte più importante della giornata. Gli adulti che
assistono, curano, aiutano, sgridano, impegnano, sono quasi tutte di sesso femminile. Questo dato di
fondamentale importanza, non viene però messo in rilievo da nessuno. Sono ormai molti anni che i
maschi sono allevati, inculcati, educati e sottoposti all’autorità e al potere esclusivo delle donne,
con il risultato che il tempo che i ragazzi trascorrono con una figura maschile ivi compresa quella
del padre è brevissimo. Le statistiche agli esami provano che le studentesse sono più bravi degli
studenti, non ci potrebbe essere dimostrazione migliore del fatto che viene fornito un insegnamento
più adatto alle menti femminili che a quelle maschili, in quanto è diverso il modo con il quale i
maschi guardano ai problemi”.
Una circostanza che potrebbe motivare la maggiore presenza delle donne in ambito scolastico è il
basso stipendio seguito da difficoltà dell’avanzamento nella carriera professionale. Questo, perché,
gli stipendi degli insegnanti italiani sono inferiori a quelli della media europea.
Gli studenti italiani sono negli ultimi quattro posti delle classifiche OCSE per le abilità di base,
questo incide sulle differenze sociali. Uno studio condotto da due ricercatori americani che si
chiama La prima catastrofe secondo cui i figli delle persone ricche ascoltano nei primi quattro anni
di vita 49000 di parole e i figli di famiglie povere ascoltano nei primi quattro anni di vita 13000 di
parole con delle conseguenze sulle capacità cognitive che si formano nei primi anni di vita. Quindi
il livello di qualità scolastico andrebbe anticipato sin dalla scuola dell’infanzia.
L’insegnante in base all’art. 33 della cost. hanno libertà di insegnamento, da un lato è uno spazio
fondamentale di creatività di capacità di espressione, ma dall’altro può essere di irresponsabilità.
Quindi, bisogna vedere come si esercita la professione di insegnante (insegnare, lascio il segno
nelle menti). L’insegnante deve essere un docente intellettuale che comprende ciò che lo circonda
ed è in grado di trasmetterlo ai propri allievi. Pertanto, ci vuole conoscenza culturale, conoscenza
delle parole, competenze psicologiche, sociali, storiche, mediche. Soprattutto per l’insegnante di
sostegno la competenza medica è rilevante. L’insegnante di sostegno, unitamente agli altri docenti
deve garantire l’inclusione all’interno della scuola e della società.
Riflessione di Carlo Scataglini, libro del 2013 Sostegno è un caos clamo e io non cambio mestiere
nel libro si legge: “il sostegno è una specie di caos calmo uno ossimoro disordinato e lento per il
quale niente e semplice o scontato, niente è uguale due volte, nemmeno aprire la porta ed entrare in
classe al mattino. Tutto è sempre una scoperta”.
Contesto dell’ora di lezione per un’erotica del cambiamento il testo di Recalcati dice che la
passione che dovrebbe guidare il docente per lasciare il segno nella mente dello studente.
Dunque sul docente di sostegno non si possono scaricare interamente quelle relazioni di aiuto ma
bisogna avere il supporto anche degli altri docenti. Dunque, per gli alunni con disabilità l’intera
comunità scolastica deve esser coinvolta.
Il docente di sostegno ha una funzione specifica perché è assegnato ad un dato studente.
Un recente decisione del consiglio di stato n.340/2000 ha segnato la qualità del sevizio scolastico, i
genitori hanno chiesto sostituzione del docente al dirigente scolastico con uno migliore perché
quello non erano capace di svolgere in concreto la didattica ed il consiglio di stato ha dato loro
ragione.
Relazioni di aiuto consistono nel fare in modo di avere competenze didattiche e di carattere medico
per come relazionarsi nei confronti della scuola, dello studente e della famiglia.
Occorre relazionarsi con colleghi e famiglia è importante fare capire, per quanto possibile, il
progetto di vita perché gli studenti si formano per il domani e occorre usare le parole giuste. Alle
persone con disabilità occorre fornire degli insegnanti che hanno delle abilità aggiuntive rispetto a
quelle che il normale docente deve avere, occorre quindi avere un approccio educativo e medico.
Il pedagogista deve avere delle competenze mediche che lo possono guidare, orientare nello
svolgimento del proprio lavoro. Difatti, si parla di pedagogia clinica, di pedagogia sociale che sono
termini che sono più strettamente collegati con l’aspetto medico. Dunque, avere attenzione alla cura
della persona, promuovere le abilità, anche per il progetto di vita e possibile inserimento nel mondo
del lavoro del ragazzo. La promozione delle abilità necessita di un circuito di carattere sociale,
perché la scuola non è un’isola e, dunque, occorre fare un’analisi delle risorse sul territorio. Questo
fa sì che il ragazzo sia al centro del contesto scolastico ed occorre osservare i tempi i ritmi e le
abilità che sono proprie degli allievi con disabilità. Quindi occorre promuovere una didattica che sia
della persona, promuovere le abilità, anche per il progetto di vita e possibile inserimento nel mondo
del lavoro del ragazzo. La promozione delle abilità necessita di un circuito di carattere sociale,
perché la scuola non è un’isola e, dunque, occorre fare un’analisi delle risorse sul territorio. Questo
fa sì che il ragazzo sia al centro del contesto scolastico ed occorre osservare i tempi i ritmi e le
abilità che sono proprie degli allievi con disabilità. Quindi occorre promuovere una didattica che sia
alla portata individuale, ponendo al centro la persona e non la disabilità. Una dimensione solidale
un’identità terrestre, come dice Morin, “siamo tutti parteci di un comune destino, di un comune
viaggio”.
Le tecnologie possono essere utili per includere gli studenti con disabilità.

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