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Osservazione:

Come abbiamo già detto nelle scorse lezioni si nota che fra la parte corticale e quella più
interna della trave non vale la congruenza, infatti i puntoni compressi deformano lo strato
corticale mentre lo strato interno, non contribuendo ad alcun tipo di meccanismo resistente,
non si deforma. Questa è una diretta conseguenza del teorema statico grazie al quale
sappiamo che se consideriamo un sistema equilibrato ma non congruente allora la
sollecitazione resistente che ricaviamo è una stima per difetto della reale/effettiva resistenza
della trave.

Se prendiamo le formulazioni della normativa per il calcolo del momento torcente di progetto
vediamo che, a meno della resistenza ridotta del calcestruzzo e di giochi trigonometrici, esse
sono identiche a quelle ottenute tramite il modello a traliccio di Rausch nella lezione
precedente (noi consideravamo θ=45 ° mentre la normativa si porta dietro l’angolo):

cotan ( θ ) sin 2 (θ)


T Rcd =2 A t f 'cd
'
↔ T Rd =2 Ωm t f cd
1+ cotan2 (θ) tan (θ)

As f yd
T Rcd =2 A f yd cotan ( θ ) ↔ T 'Rd' =2 Ωm A ss
s s tan(θ)

∑ Al f y d ' 2 Ωm tot
T Rcd =2 A ↔ T Rd= f yd A sl tan (θ)
um cotan ( θ ) pm

Poiché la torsione produce tensioni tangenziali come anche il taglio, nel caso in cui siano
presenti simultaneamente le sollecitazioni di taglio e torsione, la verifica di sicurezza risulta
dalla combinazione delle due sollecitazioni:

T ed V ed
+ ≤1
T Rcd V Rcd

I pedici Rcd si riferiscono a resistenze di progetto, mentre i pedici ed si riferiscono alle


sollecitazioni agenti.

Esempio: trave rampante di una scala inclinata di un angolo θ=32°


Se gli scalini fossero semplice aggetto dalla trave si comporterebbero come delle mensole
indipendenti l’una rispetto all’altra e si formerebbero degli spostamenti differenziali (i.e
fessure) in corrispondenza degli spigoli di contatto fra un gradino e l’altro.

Per questo motivo viene inserito uno spessore non nullo, in corrispondenza della gola, come
si vede dall’immagine precedente che va dai 4 ai 6 cm. A completamento della scala
vengono messe le lastre, spesse circa 3 cm, delle alzate e delle pedate (quest’ultime hanno in
verità spessori più ridotti delle prime) che sono posate a loro volta su uno strato di malta di 2
cm. Quindi se vogliamo calcolare lo spessore massimo dobbiamo tenere conto dell’alzata
(16-17 cm), della lastra di pedata con malta relativa (5-6 cm) e dello spessore di
solidarizzazione degli scalini (4-6cm):

17+5+5=27 cm

Per quanto riguarda l’altezza minima essa è invece pari a:

5+5=10 cm

Perché si considera uno strato solidarizzante di 5 cm e uno spessore lastra di pedata – malta
di allettamento anch’esso pari 5 cm.
Grazie a questi due valori possiamo calcolare lo spessore medio della scala:
27+10
smedio = =18,5 ≅ 19 cm
2

Quindi il carico di progetto per unità di area sulla scala è il seguente:

kN
Pd =1.35 g +1.5 q=1.35∙ 25 ∙ ( 1.00 ∙ 0.19 ) +1.5 ∙ 4=6.4+6=12.4
m2

Per quanto riguarda invece il tratto rampante sulla trave il carico di progetto dipende dalla
larghezza della rampa:
' kN kN
Pd =1.20 ∙12.4 2 =14.9 l
m m

Ma non solo, sulla trave rampante gravano anche i pianerottoli il cui carico viene equamente
distribuito fra le due travi rampanti del vano scala, si ottiene quindi il carico sui tratti
orizzontali:

'' kN kN
Pd =1.50∙ 12.4 =18.6 l
m 2
m

Figura 1: l'ultima misura non è corretta, la lunghezza del tratto è di 1.50 m.

Se rettifichiamo la trave rampante, dobbiamo considerare il carico perpendicolare all’asse


della porzione inclinata di trave:

' kN
Pd =14.9 ∙cos (32 ° )=12.6 l
m
Per il calcolo del taglio sollecitante si considera la risultante dei carichi distribuiti agenti sulla
trave rettificata (si ricordi che la lunghezza totale della trave è pari a 1.20+2.85+1.50=5.55m)

Da qua si ricavano poi le reazioni vincolari con relativo andamento (lineare a tratti) del taglio
e del momento flettente (parabolico a tratti, cioè con curvature diverse a seconda del carico
distribuito):

Se consideriamo una parete di separazione appartamento – scale di spessore circa 15 cm


abbiamo di conseguenza fissato il lato corto della trave rampante, per quanto riguarda il lato
lungo consideriamo 1/10 della sua lunghezza (55 cm) e, per evitare sezioni troppo allungate e
poco efficienti, consideriamo un’altezza della trave pari a 45 cm:

Il peso proprio della trave vale:


kN
P p=15 ∙ 45 ∙ 25=1.7
m

Per cui il momento massimo vale:

M max
sd = ( 41,7 ∙ 2.62−22.3 ∙2.02 )+ ( 18 ∙ 1.7 ∙5.5 )=( 64.2+6.42) kN ∙ m=70.6 kNm
2

E di conseguenza il taglio massimo:


max 5.5
V sd =44.4 +1.7 ∙ =44.4+ 4.7=49.1 kN
2
Quindi, considerando un’altezza utile pari a 40 cm:

'
h =40 cm

Si ottiene l’armatura necessaria a flessione:

70600000 2 2
As≥ =503 mm =5.03 cm
0.9∗400∗390

Che corrisponde a queste due possibili scelte:

2 2
4 ϕ 14=6.28 c m ; 3 ϕ 16=6.03 cm

Per quanto riguarda invece l’armatura a taglio (in ipotesi di inclinazione delle bielle
compresse pari a 45° e staffe verticali) invertendo la formula si ottiene:

A sw
V Rd=0.9 d f ( ctg ( α )+ ctg ( θ ) ) ∙ sin(α )
s yd

A sw V Rd s
V Rd=0.9 h' f yd → A sw ≥
s 0.9 h' f yd

In ipotesi di utilizzare staffe con passo 20 cm (i.e s=20 cm) si ricava:

49100∙ 200 2 2 2
A sw ≥ =69.9 mm =0.7 cm =0.35 cm /braccio
0.9 400 390

Poiché quest’area si riferisce ad un solo braccio della staffa andrebbero bene staffe del tipo
ϕ 8, che conduce a:

V Rd=70.2 kN
Quindi il passo delle staffe può essere aumentato fino a 285 mm e in definitiva si assume:

ϕ 8 ; s=250 mm

Da cui si ottiene:

V Rd=56.1 kN >V sd =49.1 kN

Non resta ora che calcolare l’armatura a torsione considerando uno spessore del tratto
corticale pari al diametro della circonferenza massima inscritta:

t=3 cm

I dati geometrici del problema a torsione sono i seguenti:

2
h m=42 cm ; bm=12cm →Ω m=504 c m ; pm=10 8 cm

Considerando un calcestruzzo di classe C30 si ha invece:

N ' N
f cd =17 2
; f cd=0.8 f cd =13.6
mm mm 2

Manca solo ora il calcolo di A sl e di A sw; ipotizziamo un’armatura longitudinale costituita da


ϕ 16 disposti come in figura e delle staffe trasversali identiche a quelle del problema a taglio:

2
A sl =( 5+5 ) ϕ 16=20.1 c m

A sw=ϕ 8 /250

Ora che abbiamo definito tutti i dati non resta che calcolare i momenti torcenti di progetto
associati ai 3 differenti meccanismi di collasso e prendere il minimo:
T rd1 =Ωm f ’ cd t=50400 ∙13.6 ∙ 30=20 563 200 N ∙ mm=20.56 kN ∙ m

T rd 2 =2Ω m A ss f yd /s=2 5040050 390/250=7.86 kN ∙ m

Ωm tot
T rd3 =2 f yd A sl =2 50400/1080390 2010=73.16 kN ∙ m
pm

Trd=min(20.56 ; 7.86 ; 73.16)=7.86 kN ∙ m

N.B: visto che, nel modello di Rausch, la verifica da cui si genera la formula che utilizziamo
viene fatta in corrispondenza di un nodo l’area da utilizzare si riferisce ad una sola staffa (i.e
2
A ss =A ϕ 8 =50 mm ). Mentre nella verifica a taglio si considera l’area di due braccia di staffe.
La modalità di collasso del traliccio di Rausch è per snervamento delle staffe. Pertanto,
l’elemento più debole del traliccio sono le staffe e se si volesse aumentare la resistenza a
torsione della trave di dovrebbe aumentare il loro numero.
Il momento torcente sollecitante agisce esclusivamente nel tratto rampante della trave e
dipende dal momento di incastro dello scalino:

2 2
l l 1.2 kN ∙m
mt =m =P d ∙l ∙ =12.4 ∙ =8.9
2 2 2 m

Il momento torcente è una sollecitazione emi-simmetirca (esattamente come il taglio) e perciò


il suo andamento corrisponde a quanto rappresentato nella figura sopra con momento torcente
all’incastro pari a (momento sollecitante massimo):

mt 8.9
mt , incastro=l ∙ =2.85 ∙ =12.7 kN m=T max
sd
2 2

Quindi all’estremo della rampa abbiamo:

V sd
V sd V rd ∙ 100
V rd
19.4 kN 56. 1kN +35 %
T sd
T sd T rd ∙100
T rd
12.7 kN ∙ m 7.86 kN ∙ m −40 %

Quindi solo il 35% del taglio resistente serve per la verifica di sicurezza (nella parte inclinata
delle scale) mentre il restante 65% delle staffe è in sovrannumero per il taglio, questo
significa che il restante 65% delle staffe è disponibile per la verifica a torsione in aggiunta a
quanto già calcolato. Perciò agli estremi della rampa le staffe disponibili per la torsione sono:

ϕ 8/250+0.65 ∙ ϕ 8/250=1.65 ϕ 8/250

E di conseguenza il momento torcente resistente T rd2 agli estremi della rampa vale:

T rd =1.65 ∙7.86=12.97 kN ∙ m(¿T sd ≅ 13 kN ∙ m)

Agli estremi della rampa la staffatura necessaria è quindi:

0.35 ∙ φ 8/250 →taglio ; 1.65∙ φ 8 /250 → torsione

Perciò la staffatura complessiva agli estremi della rampa risulta di:

( 1.65+0 .35 ) φ 8/ 250=2 φ 8/ 250=φ 8/125 ≅ φ 8 /120

che corrisponderebbe pertanto alla scelta di progetto per quanto riguarda la rampa inclinata.
Nei tratti orizzontali della trave non c’è momento torcente ma solo taglio e si è visto che la
staffatura φ8/250 è adeguata ad assorbire il taglio sollecitante. Tuttavia, è anomalo realizzare
una trave con staffatura con passo 250mm nei tratti orizzontali e staffatura che poi scende a
120mm di passo nella rampa (o almeno all’inizio della rampa). Pertanto, si assume una
staffatura standardizzata del tipo:

φ 8 /12 0

anche nei tratti orizzontali della trave.


Nonostante l’armatura a flessione e quella a torsione siano additive (sovrapponibili lungo la
sezione e computabili come un’unica armatura longitudinale) si osserva che il punto di
momento flettente massimo è in asse alla rampa dove il momento torcente è nullo. Viceversa,
dove il momento torcente è massimo, il momento flettente non è massimo ed è questa la
sezione in cui fare attenzione.
A 1.50m dall’appoggio di dx il momento flettente è pari a:

M sd ( z=1.50 )=44.4 ∙ 1.50−27.9 ∙ 0.75=45.7 kN ∙ m


Dei 5.03 c m2 di armatura necessaria ne servono effettivamente solo:

45.7 ∙5.03
70.6 :5.03=45.7 : x → x= =3.25 c m2
70.6

Questo significa che all’estremo della rampa (momento torcente massimo) dei 3 ϕ 16 calcolati
per la resistenza a flessione ne servono al massimo 1.62 e i rimanenti 1.38 non sono necessari
a flessione e possono essere computati a torsione. È in sostanza lo stesso ragionamento che
abbiamo adottato per il taglio. Quindi, assumendo un’armatura aggiuntiva a torsione pari a:

2
1.38 ϕ 16=2.77 c m

Si può ridurre l’armatura longitudinale a torsione dai 10 ϕ 16 inizialmente ipotizzati a 6 ϕ14,


infatti si ha:

2 2 2
A sl =2.77 c m +6 ∙ 1.57 c m =12.2 c m

T 10
rd
ϕ 16
: A10 ϕ 16 =T 12.2
rd :12.2c m
2

2
73.16 kN ∙ m:10 ϕ 16=x :12.2 c m

12.2
x=T rd = ∙73.16=44.4 kN ∙ m≫T sd =12.7 kN ∙ m
20

Quindi l’armatura può essere così disposta:

- 3ϕ 16 al lembo inferiore (vedi soletta rampante per la sagomatura)


- 3+3ϕ 14 distribuiti lungo l’altezza (tipica armatura a torsione)
- Staffe ϕ 8/120 (eventualmente in prossimità dell’asse, dove torsione e taglio sono
nulli, la staffatura si può diradare a 200m di passo)

Ora che abbiamo dimensionato la trave dobbiamo fare lo stesso anche per gli scalini
Figura 2: in nero la rete elettrosaldata, in giallo le staffe

Se lo spostamento dello scalino fosse verticale, esso avrebbe una componente perpendicolare
alla superficie della scala (intradosso, freccia verde) ed una componente lungo l’intradosso
della scala (freccia blu). Ma lo spostamento indicato dalla freccia blu è impossibile perché a
sinistra dello scalino ci sono altri scalini e poi altre strutture che ne impediscono lo
spostamento in quella direzione. Pertanto, lo spostamento dello scalino non può essere altro
che, per congruenza, ortogonale all’intradosso della rampa ed è questo il motivo per cui si
considera anche la sola componente del carico ortogonale all’intradosso della rampa). La
sezione dello scalino corrisponde quindi a quanto rappresentato in figura.

Se l’inflessione avviene nella direzione della freccia verde ci si può aspettare una zona
compressa (al di sotto dell’asse neutro tracciato rosso) come disegnata e di conseguenza i
ferri vanno posti nella zona più lontana possibile dall’asse neutro per contrastare gli sforzi di
trazione. Il momento d’incastro dello scalino si calcola in funzione del momento torcente
distribuito:

scalino kN ∙ m
M inc =mt ∙ l scalino=8.9 ∙ 0.3=2.67 kN ∙ m
m
Per calcolare i ferri di armatura necessari si usa la solita formula di predimensionamento
facendo attenzione al calcolo dell’altezza utile della sezione (c=¿copriferro):

h' =4 cm+17 ∙ cos 32°−c ≅ 14 cm

2670000 2 2 2 2
As ≥ =54 mm =0.54 cm → ϕ 10=0.85 c m ; 2 ϕ 8=1.00 c m
0.9 ∙140 ∙ 390

Nella suola inferiore degli scalini andrà ovviamente inserita una rete elettrosaldata (nero) e
delle staffe che seguono il profilo del gradino opportunamente ancorate nella suola che
servono principalmente a tenere in posizione i ferri.

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