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Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Dipartimento di Ing. Elettronica


corso di
ELETTRONICA APPLICATA

Ing. Rocco Giofrè

Esercizi su semiconduttori e
diodi

I/1
RICHIAMO SUI DIODI
Linearizzazione a tratti
Rf D V iI

Circuito equivalente
+
Rf

Ri
Ri
Stato off
Ri
V٧ v
Rf V
Stato on Caratteristica linearizzata
+

Esistono due possibili metodi di analisi:

Metodo degli stati Metodo degli scatti


Si assume che ogni diodo presente nel Si determinano i punti di scatto di ogni diodo nel
circuito sia in uno stato preciso (ON o OFF) circuito imponendo la condizione id=0A e
sostituendolo con il circuito equivalente vd=v٧ ( nel caso ideale id=0A e vd=0V ). Nel
relativo allo stato scelto.
scelto Il circuito,
circuito reso piano della curva di trasferimento v0=f(v f(vi) si
lineare, è esaminato con le leggi di Kirchkoff riportano i punti di scatto così individuati e si
verificando che siano corrette le assunzioni uniscono con tratti di retta. I lati estremi della
iniziali e ripetendo l’analisi in caso di caratteristica linearizzata si determinano
assunzione non corretta (es. (es corrente calcolando la pendenza delle semirette per i
positiva in un diodo considerato OFF) punti di scatto estremi calcolate per vi<<0 e
vi>>0 .
A cura dell’Ing. R. Giofrè I/2
RICHIAMO SUI DIODI
Linearizzazione a tratti (3)
I I
V Rf
Rf D V
+

V V V V
Ri

Circuito Equivalente Tensione di soglia Resistenza dinamica

I
I I
D Ri

β α
V V V V
V V

Interruttore Ideale Resistenza Inversa Risultato

 1   
1   arctg   arctg 1 
  arctg     Rf 
 Ri   R f // Ri   

A cura dell’Ing. R. Giofrè I/3


ESERCIZIO SUI DIODI (Metodo degli Stati)
Dato il circuito di figura,
figura ricavare la corrente I
R1 D2 R2
• V1 = 15V
• V2 = 10V
V1 V2
• R1 = 10 k Ω D1
I
• R2 = 5 k Ω
• V٧ = 0.7V
0 V
• rD = 0 Ω
• ri = 1MΩ

Metodo degli
g stati
Si assume che ogni diodo presente nel circuito sia in uno stato preciso (ON
o OFF) sostituendolo con il circuito equivalente relativo allo stato scelto. Il
circuito, reso lineare, è esaminato con le leggi di Kirchkoff verificando che
siano corrette le assunzioni iniziali e ripetendo l’analisi in caso di
assunzione non corretta (es. corrente positiva in un diodo considerato OFF)

A cura dell’Ing. R. Giofrè I/4


ESERCIZIO SUI DIODI (Metodo degli Stati)

I t i 1:
Ipotesi 1 D1 e D2 ON
Devo sostituire i due diodi con due batterie di valore V٧
R1 V٧ R2

v1  v  V1 V٧ V2
I1   1.43mA
A I1 I
R1
v     v2   v 
I  2mA
R2
L’ipotesi 1
 I D 2  I  2mA OK non è corretta

 I D1  I1  I  0.57mA NO

Lo stato del diodo D1 non è corretto,


corretto perchè la corrente che lo attraversa
risulta negativa. Infatti avendolo supposto in polarizzazione diretta la sua
corrente non può essere negativa.

A cura dell’Ing. R. Giofrè I/5


ESERCIZIO SUI DIODI (Metodo degli Stati)

I t i 2:
Ipotesi 2 D1 OFF e D2 ON
Devo sostituire rispettivamente: il diodo D1 con una resistenza di
valore ri e il diodo D2 con una batteria di valore V٧

R1 VD1 V٧ R2
I
V1 V2 ri è sicuramente trascurabile
ri
perchè molto elevata

v1  v2  v  D2 ON OK
I  1.6mA
R1  R 2

VD1  V1  R1I  15  16  1V D1 OFF OK

L’ipotesi
L ipotesi 2 è corretta

A cura dell’Ing. R. Giofrè I/6


ESERCIZIO SUI DIODI (Metodo degli Scatti)

Determinare la transcaratteristica vout(vin) del seguente


circuito
R
Vin Vout
Dati del problema
• VR = 5V •V٧ = 0.7V DZ D
•rD = 0 Ω Ro
• Ro = 1 k Ω
• R = 10 Ω •rZ = 0 Ω
VR
• VZ = -8V •ri = ∞ Ω

Metodo degli scatti


Si determinano i punti di scatto di ogni diodo nel circuito imponendo la condizione id=0A
e vd=v٧ ( nel caso ideale id=0A e vd=0V ). Nel piano della curva di trasferimento
v0=f(vi) si riportano i punti di scatto così individuati e si uniscono con tratti di retta. I lati
estremi della caratteristica linearizzata si determinano calcolando la pendenza delle
semirette, con origine nei punti di scatto estremi, per vi<<0 e vi>>0 .

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Circuito equivalente di un diodo zener
_ + VAB _
+ VAB
VA VB Vγ
IDZ

IDZ VA VB
|VZ|

Il circuito equivalente del diodo Zener si ottiene in tre semplici passaggi:


1.
1 Due diodi
D di di ideali
id li antiparalleli
ti ll li
2. Un generatore di tensione |V٧| in serie al diodo che ha la punta nello
stesso verso del diodo zener e con il polo positivo verso il polo negativo
del diodo (regione n)
3. Un generatore di tensione |Vz| in serie al diodo che ha la punta nel verso
opposto del diodo zener e con il polo positivo verso il polo negativo del diodo
(praticamente il ramo superiore invertito)

Perchè?

1. Lo zener conduce come un diodo "normale"


normale quando VAB>VV٧ (ramo sup.)
2. Si comporta come un diodo nel verso opposto quando VAB<-|VZ| (ramo inf.)

A cura dell’Ing. R. Giofrè I/8


Circuito equivalente di un diodo zener II
_ + VAB _
+ VAB
VA VB Vγ
IDZ

IDZ VA VB
|VZ|
Nella regione 3 e quindi per VAB> V٧ lo zener si
comporta come una batteria di valore V٧ IDZ
Nella regione 2 e quindi per |VZ ||-<
< VAB < |V ٧| lo
zener si comporta come una resistenza di
valore infinito
Nella regione 1 e quindi per VAB< -|VZ| lo zener
si comporta come una batteria di valore -|VZ|
-|VZ|
-VAB V٧ VAB

1 -IDZ 3

A cura dell’Ing. R. Giofrè I/9


ESERCIZIO SUI DIODI (Metodo degli Scatti)
Q i di Il circuito
Quindi i it di diventa:
t


Vin IDZ R
Vout

|VZ| D
ID Ro Iout
VR

Dal circuito si evince che Vout=Iout*Ro

attenzione: la condizione di "SCATTO" è la SIMULTANEA "VD=V٧ e ID=0 A"


vout
Rappresentazione dei punti di
scatto dei diodi nel piano (Vin, Vout) vin-S3 vin-S2 vin-S1
vin

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ESERCIZIO SUI DIODI (Metodo degli Scatti)
Per Vin>>0 entrambi i diodi sono in conduzione diretta è Vout=VR+V٧
Vγ vout
Vin IDZ R
Vout
vout-S1

|VZ| D Ro Iout
ID
Vout   vR  v   VR

vin-S1 vin
perchè ID=0 A

valida fino a quando Vin> Vin-S1 come calcolo Vin-S1???

Al p
punto di scatto si ha ID=0A e q
quindi si p
può scrivere:
vin  v 
vin  v   RI out  R 0 I out  0 I out 
R  R0
R0
vout  R 0 I out 
R  R0
 vin  v    vR  v   vout  S1  5  0.7  5.7 V

 R0  R0
vin  VR  V  1   vin  S1  6.45 V
 R  R 0  R  R 0

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ESERCIZIO SUI DIODI (Metodo degli Scatti)
Per Vin
i <Vin-s1
i 1 il diodo zener è in pol.
pol dir.
dir mentre il diodo di uscita è interdetto

Vγ vout
Vin ID R Vout
Z vout-S1

|VZ| D Ro Iout
ID
R0
vin  v   RI out  R 0 I out  0 VR
R  R0
vin-S2 vin-S1 vin

v in  v  R0
I out 
R  R0
Vout  R 0 I out 
R  R0
 vin  v   Dalla
D ll quale
l sii può
determinare la
ò

pendenza della retta!

per Vin-S2<Vin<Vin-S1 il diodo


di d zener è in
i conduzione
d i di tt mentre
diretta t il
diodo di uscita è interdetto

I DZ  0A  I out Vout  0 V vout  S 2  0 V vin  v 

vin  S 2  v 
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ESERCIZIO SUI DIODI (Metodo degli Scatti)
S3: (cioè per Vin=VZ ) il diodo zener scatta in pol. inv. mentre il diodo di uscita è
interdetto vout
Vγ R
Vin IDZ Vout vout-S1

|VZ| D Ro Iout
ID
vin  VZ VR
vin-S2 vin
I DZ  0A  I out vin-S3 vin-S1

vout  S 3  0 V vin  S 3  VZ

per Vin-S3<Vin<Vin-S2 tutte e due i diodi sono interdetti IDZ=0A


vin  vDZ
vin  v DZ  RI out  R 0 I out  0 VZ<VDZ<V٧ I  0A IZ
R  R0

Vout  R 0 I out  0 V
vZ v٧ VZ

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ESERCIZIO SUI DIODI (Metodo degli Scatti)
Per Vin<<0 lo zener è in conduzione inversa (la tensione ai suoi capi è VZ=-
8V), e il diodo in uscita è interdetto vout
Vγ R
Vin IDZ Vout vin-S3 vout-S3
vin
||VZ| D Ro Iout
ID R0
R  R0
VR
vin  v Z  RI out  R 0 I out  0
Transcaratteristica g
globale
vout
vin  v Z
I out  vout-S1
R  R0

R0
vin-S3 R  R0

R0 vin
Vout  R 0 I out   vin  vZ  vin-S2 vin-S1
R  R0 R0
R  R0

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Sollecitazione al circuito
Disegnare l’andamento della tensione d’uscita quando in
ingresso al circuito viene posta una sinusoide
voutt
Vout
vout-S1

vin-S3

vin-S2 vin-S1 vin


i t

Vin
t

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CIRCUITO A DIODI

Si disegni la transcaratteristica Vo=f(VI) del circuito di figura


indicando chiaramente i punti di scatto e le pendenze dei vari tratti
giustificando la risposta. Si considerino i diodi ideali.

+ VC

Dati: I1 R3
VC = 5 V +
I1 = 2 mA Vo
D1
R1 = 1 kΩ
R1
R2 = 2 kΩ +
R3 = 2 kΩ. Vi

R2 D2

Ripetere l’esercizio sostituendo il diodo D2 con un


diodo zener con VZ=-7V

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CIRCUITO A DIODI
Osservando il circuito,
circuito si può supporre che,che per valori sufficientemente
positivi della tensione Vin, entrambi i diodi siano interdetti.
Conviene allora iniziare l’analisi ipotizzando che:
+ VC
D1 e D2 siano entrambi OFF
Il circuito da studiare si può semplificare come:
I1 R3
Vo  VC  R 3 I0  5 V  4 V  9 V 1
+
A
R1
Questa situazione si mantiene finché la tensione + B Vo
ai capi dei diodi rimane negativa.
negativa La tensione ai Vi
capi di D2 (con le usuali convenzioni di segno) è R2
pari a –Vo e quindi è effettivamente negativa.
La tensione ai capi di D1 invece risulta pari a:
 R2 
VD1  VA  VB  VAB  Vo  Vi   2
R
 2  R 1
Quindi il diodo D1 scatterà quando:
V0
Vi  Vin  D1   13.5 V
 R2   R2 
VAB  Vo  Vi  0  
 R 2  R1   R 2  R1 

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CIRCUITO A DIODI

La pendenza della retta che unisce i punti Vin-D1 e Vin-D2 vale 0.5
vout

2.22
0 V  2.22  0.5 Vi  Vi   4.44 V  Vin  D 2
0 .5

vin-D2 vin-D1 vin

Questa situazione, D1 ON e D2 OFF si mantiene per tensioni d’ingresso comprese


tra Vin-D2
i D2 <V
Vin
i <V
Vin-D1
i D1

Per Vin <Vin-D2 si nota come la tensione d’uscita resti fissa a zero volt perché il diodo
D2 entrando in conduzione diretta cortocircuita l’uscita.
Con D2 diodo
Nel caso in cui il diodo D2 fosse sostituito con zener
un diodo zener l’unica differenza si avrebbe vout
quando D2 è in polarizzazione inversa in
quanto lo zener forzerebbe il valore della
tensione d’uscita a VZ e non a Vo =VC+R3Io
cosa che si verificherà per una Vin diversa da
Vin-D1 determinata
d t i t precedentemente
d t t vin
vin-D2 vin-D1

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