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La Gioconda di Leonardo da

Vinci
Autore: Leonardo da Vinci.
Cosa: Dipinto che ritrae una donna dal
sorriso enigmatico.
Quando: 1503 circa.
Caratteristiche: dipinto ad olio su
tavola di pioppo. Dimensioni
77cmx53cm.
Dove: Museo del Louvre.
Movimento artistico: Rinascimento
italiano.
LINK -
https://www.youtube.com/watch?v=zUgHJ7y7
NMk&t=1s
LINK Hubscuola -
https://www.youtube.com/watch?v=PtV-
Pb4Jzvc&t=61s
LINK Hubscuola -
https://www.youtube.com/watch?v=VXsVYXb
GwqE&t=28s
Un dipinto ricco di
mistero
Il mistero che aleggia
intorno all’identità della
donna ritratta è un
infondato luogo comune,
alimentato dalla recente
letteratura su Leonardo,
che vede segreti nascosti
praticamente ogni attività
del maestro toscano. La
soluzione è in realtà
piuttosto semplice.
Committente e soggetto

Giorgio Vasari espone con


chiarezza e sicurezza che
Francesco del Giocondo, ricco
mercante fiorentino,
commissiona a Leonardo il
ritratto di sua moglie Lisa
Gherardini. Non illustra nei
dettagli il motivo per cui l’opera
non arriverà mai nella casa del
suo committente ma lo lascia
intuire spiegando che il pittore
ci lavora per ben quattro anni e
non lo porta a compimento.
Leonardo lavora all’opera
per anni

Il quadro resta quindi al suo


creatore e diventa per lui un
esercizio di stile, tanto che
continuerà a lavorarci e ad
apportarvi modifiche per
almeno dieci anni. Lo seguirà in
tutti i suoi viaggi e sarà con lui
fino alla fine, nella sua ultima
dimora ad Amboise, dove, con
ogni probabilità il re Francesco I
lo acquista dall’allievo e erede
Gian Giacomo Caprotti.
Analisi dell’opera
Il dipinto ritrae a metà figura una giovane
donna con lunghi capelli scuri.
È inquadrata di tre quarti, il busto è
rivolto alla sua destra, il volto verso
l’osservatore. Le mani sono incrociate in
primo piano e con le braccia si appoggia
a quello che sembra il bracciolo di una
sedia. Indossa un sottile abito scuro che
si apre sul petto in un’ampia scollatura. Il
capo è coperto da un velo trasparente e
delicatissimo che ricade sulle spalle in un
drappeggio. I capelli sono sciolti e
pettinati con una scriminatura centrale, i
riccioli delicati ricadono sul collo e sulle
spalle.
Il volto
Gli occhi grandi e profondi ricambiano
lo sguardo dello spettatore con una
espressione dolce e serena. Le labbra
accennano un sorriso.
Non indossa alcun gioiello, sulle vesti
non appare nessun ricamo prezioso. La
semplicità con cui si presenta esalta la
sua bellezza naturale a cui,
evidentemente, non necessita di
fronzoli.
Lo sfondo a sinistra

Alle sue spalle è visibile la linea


retta di una balaustra. Il
balcone si affaccia su un
paesaggio limpido e
lontanissimo.
Sulla sinistra del quadro si
scorge una strada che si snoda
attraverso una valle,
fiancheggiata da ripide
montagne, quindi uno specchio
d’acqua, probabilmente un lago
a giudicare dall’andamento dei
riflessi, quindi ancora
formazioni montuose sullo
sfondo.
Lo sfondo sul lato destro
Sul lato destro ancora una linea
serpentinata descrive il corso di un
fiume impetuoso, sono visibili rapide e
cascate e un ponte su tre arcate. Il
corso del fiume si perde in un altopiano
aldilà del quale si scorge un altro lago,
posto ad una quota più elevata rispetto
al primo. Quindi ancora montagne che
in modo graduale si innalzano fino a
raggiungere altissimi ghiacciai.
La linea dell’orizzonte taglia la figura
all’incirca all’altezza della fronte, che
risulta quindi essere quasi del tutto
immersa nel
paesaggio.
L’attenzione ai dettagli

Nell’esecuzione di questo
ritratto Leonardo ha posto
un’attenzione maniacale nello
studio di ogni dettaglio: nella
trasparenza del velo come nella
terra rossa che ricopre la strada;
nell’incarnato delle mani e del
collo come nei riflessi dell’acqua;
nello studio delle ombre sul volto
come nella resa atmosferica. Lo
studio dell’anatomia e
dell’espressione umana si sposa
perfettamente con l’indagine
paesaggistica e geologica.
L’illusione del movimento

Alla perfezione tecnica si unisce


poi quell’elemento di moto che
costituisce la vera e propria
magia del dipinto: la figura è
stante ma non immobile. La
morbidezza delle carni lascia
percepire il leggero movimento
del respiro. Il volto, non in asse
con le spalle, lascia intendere una
delicata rotazione della testa.
Una rotazione che ancora non si
è conclusa, come suggerisce lo
sguardo che compie un passo
ulteriore rispetto alle spalle e al
viso.
L’illusione del movimento

Il sorriso e l’ovale dai contorni


sfumati suggeriscono che le
labbra e le guance stanno
delicatamente cambiando
espressione. Il moto è anche
nella natura che la avvolge e
accoglie: le rocce sono ora aspre
ora erose, l’apparente immobilità
dei ghiacciai si scioglie nelle
acque tranquille dei laghi e in
quelle rapide del fiume.
È la vita stessa Il miracolo che si
rivela in questo dipinto.
LA TECNICA DI LEONARDO
Il contrapposto
Il miracolo della vita o della natura
naturans, si esprime nell’opera di
Leonardo attraverso sofisticate
elaborazioni tecniche.

Il contrapposto, introdotto da
Leonardo e Michelangelo, e largamente
usato da tutti i pittori del ‘500, consiste
nella rotazione in direzioni opposte
delle gambe, del busto e della testa.
Questa torsione, che può essere più o
meno evidente, infonde movimento alla
figura seduta e consente al pittore di
ricavare dal corpo umano la massima
potenza espressiva.
LO SFUMATO
Uso dei contorni non netti
Lo sfumato, di cui si fa largo uso nella
Gioconda, consiste in un passaggio
soffuso e graduale dalle superfici che
descrivono i volti e gli incarnati a ciò
che li circonda. Nel suo Trattato della
Pittura Leonardo raccomanda di non
tracciare il viso con contorni netti,
perché questo li renderebbe rigidi e
spigolosi.

Nel viso di Monna Lisa, l’impossibilità di


individuare una precisa linea di
contorno delle gote, del mento e delle
labbra fa sì che l’espressione appaia
cangiante, in divenire.
LA PROSPETTIVA AEREA
Luce e colore
contribuiscono alla
prospettiva
Per i pittori del ‘400 la prospettiva è
una rigida questione matematica. Si
fissa un punto di fuga coerente con il
punto di vista e si fanno convergere
verso questo punto tutte le linee che
nella visione geometrica della realtà
sono tra loro parallele.

Questo determina il rimpicciolimento


proporzionale degli oggetti, dei corpi,
delle architetture e dà all’occhio
l’illusione della profondità. Leonardo,
da investigatore qual è della natura,
non può accontentarsi di questa visione
tutta teorica.
LA PROSPETTIVA AEREA
Luce e colore
contribuiscono alla
prospettiva
Il senso della distanza e della
lontananza passano anche
attraverso il colore e la luce.
L’aria, che ha una sua
consistenza, frapponendosi tra
l’occhio e l’oggetto sbiadisce il
primo e aumenta il tono della
seconda. Ecco dunque che le
rocce scure di cui si compongono
le montagne in primo piano
diventano in lontananza sempre
più chiare arrivando quasi a
confondersi con il cielo.
L’omaggio di Raffaello a
Leonardo

Raffaello si trova a Firenze


all’inizio del ‘500, ha la fortuna di
vedere all’opera Leonardo nella
sala del Consiglio a Palazzo
Vecchio e senz’altro di ammirare
anche i dipinti di committenza
privata. È alla Gioconda che si
ispira quando nel 1506 ritrae
Maddalena Strozzi.
La piccola e raffinatissima tela
raffigura la nobildonna nella
stessa posizione di Monna Lisa.
Si trova anch’essa su una
terrazza, è seduta e appoggia il
braccio sinistro al bracciolo della
sedia, le mani appoggiate l’una
sull’altra. Stessa posizione del
busto e della testa. A differenza
di Leonardo, il pittore urbinate
sceglie di porre la figura in
posizione preminente rispetto
allo sfondo, la linea dell’orizzonte
si trova all’altezza delle spalle e
tutta la testa spicca sullo sfondo
azzurro del cielo, il paesaggio
inoltre è collinare e non impervio
e tormentato come quello
descritto sopra.
La donna poi, anch’essa
nobile e moglie di un ricco
mercante ma decisamente
meno avvenente di Lisa,
indossa un abito
preziosissimo e si adorna di
numerosi gioielli.
Nella concezione
rinascimentale l’imitazione di
un maestro più anziano non
è considerata un plagio ma
costituisce un atto di
omaggio.

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