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D i o d o z e n e r         

I diodi Zener sono diodi costruiti per funzionare nella regione di breakdown, in prossimità
della tensione di Zener VZ (ginocchio) dove la caratteristica del diodo diventa quasi verticale.

Ad un diodo normale viene applicata di


consueto una tensione fra anodo e cadoto
come indicato in figura (in blu)
causandone in tal modo una
polarizzazione diretta.

In tal modo il diodo è operativo nella sua


zona caratteristica corrispondente al
quadrante di piano superiore destro.

Quando viene applicata una


polarizzazione inversa (in rosso) il diodo
lavora nel quadrante di piano inferiore
sinistro.

Superata la tensione di Zener VZ il rapporto        : cioè, a piccole variazioni di

tensione corrispondono elevate escursioni di corrente causando un surriscaldamento del


componente e una sua possibile conseguente distruzione. Per i normali diodi a giunzione la
tensione di Zener VZ=5 ÷10V . Dicevamo che un diodo Zener è costituito in modo da poter
lavorare in zona di polarizzazione inversa, il valore VZ dipende dalla resistività del materiale
delle sue giunzioni. E' possibile fabbricare diodi Zener con VZ variabile fra qualche V e
qualche centinaio di V. Il valore di VZ è sempre nominale ed è affetto da una tolleranza.

Abbiamo già visto come la caratteristica volt-ampere di un diodo a giunzione polarizzato


direttamente possa essere schematizzata tramite una spezzata a secondo del tipo di
approssimazione che vogliamo.

abbiamo notato come, in ogni caso, se polarizzato inversamente il diodo a giunzione debba
essere considerato un circuito aperto. Il diodo tradizionale se polarizzato inversamente con
tensione inferiore a quella di Zener rischia la rottura.

Queste considerazioni in zona di polarizzazione diretta continuano a valere per il diodo Zener
ma, ovviamente, esistono anche delle schematizzazioni per la zona di lavoro inversa: Premesso
che nella zona di interdizione VZ < V<0 il modello di funzionamento rimane quello di un
circuito aperto.

Lo schema varia a secondo se vogliamo


considerare la resistenza differenziale RD
della zona di breakdown. Nel primo caso
avremo:

nel secondo

La regola generale per considerare un circuito comprendente più diodi in un circuito consiste
nel fare delle ipotesi sulla loro polarizzazione; si sostituiscono i diodi col loro circuito
equivalente e si verifica che siano rispettate le condizioni per cui tale circuito equivalente è
valido.
S t a b i l i z z a t o r e d i t e n s i o n e       

Un utilizzo tipico del diodo Zener è quello di stabilizzatore di tensione. Nel seguente circuito
sia la corrente iL che passa nel carico RL, sia la tensione di uscita vo ai capi del carico stesso
dipendono da vi ;

quindi se vi non è stabile non sono stabili conseguentemente iL e vo .

Il diodo Zener usato come stabilizzatore viene applicato tramite la seguente configurazione:

La resistenza R serve a limitare la corrente nello zener. Per la legge di Ohm:

trascurando in prima approssimazione la c.d.t. su RD si ha.   

Considerando che VZ è affetto da una tolleranza, la iL è massima quando la tensione VZ è


massima, viceversa essa è minima quando VZ è minima.

              in pratica si usa la


con valori di R superiori non è garantita una corretta stabilizzazione. Valori più piccoli sono
accettabili ma comportano una inutile dissipazione di potenza aggiuntiva.

poi per calcolare la tensione di uscita vo:

si riesce ad esprimere la vo in funzione della iL in modo indipendente dal carico RL. Se


vogliamo, invece, valutare le escursioni della vo in funzione della vi si ha la convenienza ad
usare il teorema di Millmann:

Viene introdotto il fattore di stabilizzazione (calcolato a vuoto in assenza di carico).


Ovviamente S è preferibile che sia il più basso possibile per cui si sceglie Rmax.

Ad esempio se nel circuito precedente viene usata R=150Ω RD=8Ω VZ=5V    iZmax=80mA.
Calcola i valori massimi e minimi di IZ e vo per una vi variabile da 10 a 15V. Si ottiene:

                         

Se nel circuito precedente inseriamo un carico RL in parallelo allo Zener con Vi=10V e con una
corrente nel carico che può variare fra 0 e 30mA, applicando la:

 
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