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VALUTAZIONE DELLA CRITICITA’ ACUSTICA DELL’EDIFICIO

Per il progetto occorre prevenire il rischio di disturbo acustico adottando degli accorgimenti progettuali,
tipologici e distributivi. Si esegue la valutazione delle criticità acustiche del progetto partendo dall’analisi
della sensibilità acustica dei locali. Per ogni piano si esegue una classificazione dei vari ambienti in base al
rumore prodotto da questi secondo la seguente tabella.

-CRITICITA’ ACUSTICA-

Per ogni tipologia di locale viene assegnata una classe di sensibilità, che aumenta con il diminuire del
rumore prodotto. Una volta effettuata la classificazione degli ambienti, si passa all’assegnazione di un
punteggio a seconda della classe di contatto tra i locali D e C, meritevoli di protezione, con i locali A e B, che
producono rumore.

-TABELLA 2-

Più alto è il punteggio e maggiore è la criticità.

Il punteggio viene assegnato ad ogni piano procedendo come indicato dalla tabella seguente:

-TABELLA 3-

PIANO TERRA

-PIANO TERRA RUMORE PRODOTTO-

Classe di contatto A: 16 contatti

Classe di contatto B: 9 contatti

Classe di contatto C: 2 contatti

Classe di contatto D: 4 contatti

Punteggio: (1 x 16) + (2 x 9) + (3 x 2) + (4 x 4) = 56 punti

Criticità acustica di classe D

PIANO PRIMO

-PIANO PRIMO RUMORE PRODOTTO-

Classe di contatto A: 15 contatti

Classe di contatto B: 8 contatti

Classe di contatto C: 2 contatti

Classe di contatto D: 2 contatti

Punteggio: (1 x 15) + (2 x 8) + (3 x 2) + (4 x 2) = 45 punti

Criticità acustica di classe D

A tutti e due i piani dell'edificio i punti più critici risultano essere i contatti delle aule didattiche con i bagni.
Le scale di emergenza non sono state considerate nel conteggio dato che saranno utilizzate solo in caso di
necessità e quindi non produrranno quasi mai rumore. Per quanto riguarda il contatto degli ambienti molto
sensibili con i bagni, è previsto l'utilizzo di divisori con ottimo potere fonoisolante. Infine, anche per gli uffici
e per i corridoi, che affacciano sull'atrio, sono state prese misure di isolamento acustico, e dato che i
divisori sono pareti vetrate, andrà utilizzato un vetro con ottimo potere fonoisolante.

DIMENSIONAMENTO PANNELLI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA

Il volume centrale della biblioteca ha un’altezza maggiore rispetto a tutti gli altri volumi della scuola, con
un’ inclinazione di 20° in direzione Sud-Est. Scelta fatto in quanto si è pensato di disporre al di sopra in
copertura, dei pannelli fotovoltaici, alternati a finestre apribili.

La potenza elettrica degli impianti alimentati da fonti rinnovabili che devono per obbligo di legge essere
installati negli edifici di nuova costruzione, viene calcolata utilizzando la seguente formula:

P = 1/K x S

Dove:

S rappresenta la superficie in pianta del fabbricato a livello del terreno in mq, che per il nostro edificio
scolastico misura 2724 mq.

Il valore di K, dal 1° gennaio 2017, vale 50 (i consumi previsti devono essere coperti per il 50 % da fonti
rinnovabili).

P = 2724 / 50 = 54,48 kWp

Il valore ricavato, per edifici pubblici, va maggiorato del 10 %.

54,48 x 1,10 = 59,92 kWp

La potenza del sistema deve quindi essere di 60 kWp.

Abbiamo scelto i Moduli fotovoltaici Znshine ZXP6 da 270 Wp, in silicio policristallino, con una trasparenza
del 30 % della superficie totale, per avere maggiore luminosità nell’ambiente sottostante l’impianto
fotovoltaico e una schermatura per la luce diretta.

N. moduli necessari: 60 / 0,27 = 222 moduli

Ogni modulo è composto da 72 celle, con dimensioni esterne di 1,60 mq.

Area complessiva necessaria del sistema: 222 x 1,60 = 355 mq.

Con l’ausilio del software PvGis si è verificato che, la resa annua di progetto, con inclinazione di 20° e
azimuth -30° è di 1215,38 kWh.

-PVGIS GRAFICO-

IMPIANTO IDRICO-SANITARIO

All’interno dell’edificio sono stati dislocati un numero sufficiente di servizi da coprire in modo ottimale
tutto il complesso scolastico (di seguito la pianta del piano primo con evidenziati in giallo i servizi e in rosso
la ventilazione degli scarichi).
È stato previsto un cavedio che contenga le tubazioni di scarico e i condotti idrici con un’intercapedine di 20
cm, inserita tra due murature di spessore 10 cm.

-PIANTA IMPIANTI IDRICO-SANITARI-

VENTILAZIONE DEGLI SCARICHI

Come tipologia di ventilazione abbiamo optato per quella primaria poiché è un sistema economico e le
diramazioni degli apparecchi sanitari allacciati alla colonna di scarico non sono molto lunghi, non superiori a
4 m. Le unità di scarico presenti sono composte, per ogni piano, da servizi con 5 wc e 6 lavamani e un
servizio handicap.

Per il calcolo dell’intensità di scarico Qt di acque usate che affluiscono in una colonna si esegue la
sommatoria dei singoli valori specifici di scarico secondo i tipi di apparecchi allacciati.

-VALORI UNITA’ DI SCARICO-

Wc: Gruppo unità di scarico 10, intensità di scarico Q 2,50 l/sec.

Lavamani: Gruppo di unità di scarico 2, intensità di scarico Q 0,50 l/sec.

Qt = (13 x 2,50) + (13 x 0,50) = 39 l/sec.

Mediante le formule riduttive della contemporaneità si determina il carico ridotto Qr, cioè il carico
probabile contemporaneo: Qr = 0,7 √Qt = 0,7 √39 = 4,37 l/sec.

Quindi, mediante il sistema di ventilazione scelto o la pendenza fissata, si determinano i rispettivi diametri
di colonne e collettori, consultando la relativa tabella:

DIAMETRO DEI SIFONI DEGLI APPARECCHI

Nella tabella seguente sono riportati diametri minimi da assegnare ai sifoni, al tratto di allacciamento
orizzontale, al tratto verticale ed alla eventuale ventilazione secondaria, per gli apparecchi idrosanitari.

-DIMENSIONE SIFONI-

DIMENSIONAMENTO DELLE COLONNE (VENTILAZIONE PRIMARIA)

-DIAMETRO COLONNE-

Ø interno/esterno: 115/125 mm.

DIMENSIONAMENTO DEI COLLETTORI DI ACQUE USATE

Mediante la tabella seguente possiamo dimensionare i singoli allacciamenti degli apparecchi e le


diramazioni di raccolta degli stessi fino alla colonna di scarico (altezza di riempimento h/d = 50%).

-DIMENSIONE COLLETTORI ACQUE USATE-

Qr = 4,37 l/sec = 4,97 l/sec.

Ø interno/esterno: 115/125 mm

Pendenza: 1,5%

DIMENSIONAMENTO DEI COLLETTORI DI SCARICO ESTERNI AL FABBRICATO (FOGNATURE)

La tabella seguente ci permette di determinare le diramazioni di scarico di acque usate installate


esternamente ai fabbricati (altezza di riempimento h/d = 70 %).
-DIMENSIONE TUBI FOGNATURE-

Qr = 4,97 l/sec = 5,0 l/sec

Ø interno/esterno: 101/110 mm

Pendenza: 1,0%

CONDOTTI DI SCARICO

Pianta dei servizi sanitari presi in esame per i calcoli dei condotti.

In giallo le tubazioni di scarico del diametro di 125 mm.

In verde le tubazioni di scarico del diametro di 40 mm.

-SERVIZI SANITARI-

DIMENSIONAMENTO DEI PLUVIALI

-MASTERPLAN CON PLUVIALI-

Il dimensionamento dei pluviali è funzione del carico delle acque meteoriche Q, dell’intensità pluviometrica
Ip, assunta mediante pari a 0,041 l/s m², e del tipo di superficie esposta all’acqua, valutata in proiezione
orizzontale (A = m²) per la quale si utilizza un fattore riduttivo K della intensità suddetta.

Portata Q = Ip x A x K (l/s)

-GENERE DI SUPERFICIE ESPOSTA K-

Aree di copertura e relative portate Q

Falda 1 : 845 mq Q1 = 0,041 x 845 x 0,6 = 20,78 l/s

Falda 2 : 528 mq Q1 = 0,041 x 528 x 0,6 = 12,98 l/s

Falda 3 : 285 mq Q1 = 0,041 x 285 x 0,6 = 7,01 l/s

Falda 4 : 305 mq Q1 = 0,041 x 305 x 0,6 = 7,50 l/s

-DIAMETRO COLLETTORI

Dimensionamento collettori dei pluviali con pendenza 1,5%

Falda 1 : 20,78 l/s = Ø 187/200 mm

Falda 2 : 12,98 l/s = Ø 147/160 mm

Falda 3 : 7,01 l/s = Ø 115/125 mm

Falda 4 : 7,50 l/s = Ø 115/125 mm

-DIAMETRO COLONNE-

Dimensionamento colonne dei pluviali

Falda 1 : 20,78 l/s = Ø 147/160 mm

Falda 2 : 12,98 l/s = Ø 147/160 mm


Falda 3 : 7,01 l/s = Ø 101/110 mm

Falda 4 : 7,50 l/s = Ø 101/110 mm

NORME DI PREVENZIONE INCENDI PER L’EDILIZIA SCOLASTICA

Secondo il Decreto Ministeriale 26 agosto 1992 (G.U. 16 settembre 1992, n 218), in relazione alle presenze
effettive contemporaneamente in essere prevedibili di alunni e di personale docente e non docente,
l’edificio sarà individuato al tipo 3, con un numero che comprende da 501 a 800 persone.

A seguito della verifica della compatibilità della capacità di deflusso , l’affollamento di ogni piano risulta
compatibile con le uscite di sicurezza presenti.

PIANTA PRIMO PIANO

Presenze: n.315

Moduli di uscita: n.8

Capacità di deflusso: 315 : 8 = 39.375 < 60

-PIANTA PRIMO PIANO DI EVACUAZONE CON LE VIE DI ESODO-

PIANTA PIANO TERRA

Le persone che escono dalla scala esterna del Piano Primo sono 240 (4 moduli x 60), al Piano Terra
confluiscono tutte quelle persone che non escono da lì, perciò la loro presenza di sovrappone
all’affollamento dello stesso Piano Terra. Quindi, il numero di persone che defluiscono attraverso le uscite
del Piano Terra è: n.560 (persone presenti nell’intero edificio) – 240 = 320

Moduli di uscita: 12

Capacità di deflusso: 320 : 12 = 26.6 < 60

- PIANTA TERRA PIANO DI EVACUAZIONE CON LE VIE DI ESODO-

Capacità di deflusso dell’intero edificio: n.560 (persone totali) : 16 (12 moduli al P.T e 4 alle scale esterne) =
35 < 60

Pertanto, dal complesso delle uscite dell’edificio possono defluire 960 persone ( 720 dal P.T + 240 dalle due
scale esterne) > 560 presenti.

La lunghezza delle vie di uscita è stata rispettata, dato che non deve essere maggiore di 30 metri a partire
dalla porta di ogni aula.

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