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Quando si parla di terapie innovative relative ai tumori, bisogna conoscere le

caratteristiche molecolari delle varie mutazioni per applicare le terapie biologiche. Le


terapie si distinguono in Terapie orizzontali e terapie verticali, e sono delle terapie
specifiche per cercare di colpire la cellula tumorale su più punti e non indurla a morte. Le
cellule tumorali, indipendentemente dalla mutazione, hanno attivato dei processi quali la
proliferazione cellulare, la proliferazione di invasione, la traslazione, sfuggire all’apoptosi e
l’angiogenesi. Per uccidere queste cellule quindi bisogna capire dove si trovano le
mutazioni, e a seconda delle mutazioni di cui siamo a conoscenza, è possibile applicare
differenti terapie. Il significato della terapia orizzontale è quella di utilizzare due farmaci
che agiscono su punti diversi. Quando si parla, invece, di terapia verticale consiste
nell’utilizzare due farmacia per una stessa via. Queste terapie vengono utilizzate
quando la malattia continua il suo corso e non colpiscono tutte le cellule ma
solamente quelle che portano la mutazione. Per cui è importante conoscere i punti per
ogni tumore per poterli trattare.

CANCRO DEL POLMONE


Non comprende solo le patologie strettamente legate al polmone ma a tutto l’apparato
respiratorio. Il polmone rappresenta il 95% delle neoplasie maligne nel sesso maschile e
l’incidenza è più alta nei paesi maggiormente industrializzati. Negli anni precedenti il
rapporto maschi-femmine era di 5:1, ma negli ultimi anni l’incidenza nelle donne è
aumentata. Per quanto riguarda l’incidenza, oltre ai fattori endogeni ed esogeni, l’età è
uno dei fattori principali. La sopravvivenza globale a 5 anni è del 10%-15%. Il tumore
al polmone non è facile da diagnosticare per cui è importante una prevenzione primaria.
Questo perché nel caso del tumore del polmone, ci si può ritrovare ad avere i primi
sintomi quando il tumore è in uno stadio avanzato, anche perché avendo due polmoni se
uno dei due è “ostacolato”, l’altro sopperisce e per questo non è facilmente
diagnosticabile. Non si conoscono presidi terapeutici non chirurgici in grado di incidere in
maniera significativa sulla sopravvivenza per cui l’unica arma è quella della prevenzione.
Bisogna saper distinguere i vari tipi di
prevenzione:

• Prevenzione Primaria: eliminare le cause che provocano l’insorgenza di un tumore.


La maggior parte dei tumori infatti è correlata all’esposizione che gli individui hanno
nella loro vita a sostanze e situazioni ambientali.
• Prevenzione Secondaria: diagnosticare un tumore in fase iniziale, quando è ancora
curabile, in modo da poter intervenire prima che la neoplasia si manifesti clinicamente
o, più appropriatamente, su lesioni preneoplastiche in modo da interromperne la
progressione verso il cancro.
• Prevenzione Terziaria: ridurre, quando è in atto una neoplasia, lo sviluppo di
complicazioni, la formazione di tumori secondari e la possibilità di ricadute dopo il
trattamento iniziale della malattia.

Le cause si distinguono
in:
• Endogene: Suscettibilità individuale e pneumopatie associate.
• Esogene: Esposizione ambientale ed occupazionale (Parliamo del fumo di sigaretta,
anche passivo, e l’inquinamento). L’incidenza del tumore al polmone varia al variare
dell’età in cui si inizia a fumare, dal numero di anni di fumo, dalla presenza del filtro o da
qualsiasi altra cosa che possa impedire l’assunzione di determinate sostanze. Infatti il
rischio di contrarre il tumore al polmone viene ridotto del 50%, 10 anni dopo aver
smesso di fumare. Il carcinoma polmonare nel non fumatore esiste in una forma specifica
che è l’ADENOCARCINOMA, un tumore più aggressivo rispetto allo squamoso che di
solito è presente nei soggetti fumatori. La sopravvivenza post-operatoria è maggiore nei
non fumatori rispetto ai fumatori e solitamente abbiamo la presenza di mutazioni
specifiche che nei fumatori non troviamo. Solitamente le terapie biologiche sono più
efficaci e ottengono dei risultati.

[Differenza tra i polmoni di un NON FUMATORE e quelli di un


FUMATORE].

Il fumo della sigaretta è alla base delle patologie cardiovascolari, come infarto, ictus e
aterosclerosi, e dei tumori del polmone, della bocca, dell’esofago, della vescica e della
mammella.

LA CANNABIS
Inizialmente si pensava che la cannabis non provocasse lo stesso danno della
sigaretta, ma in realtà è molto più forte per le sostanze che vengono aggiunte. I fumatori di
cannabis sono più a rischio di contrarre malattie respiratorie croniche ed acute. La
cannabis contiene sette volte più catrame e monossido di carbonio di quello del
tabacco e aumenta il rischio dei fumatori di sviluppare tumore al polmone di 20 volte
rispetto ad una sigaretta di tabacco.
Sono principalmente 3 le sostanze che compongono il
fumo:
1. NICOTINA: Provoca dipendenza per cui agisce principalmente nel SNC.
2. CATRAME: Viene rilasciato dalla combustione della carta e si deposita sulla superficie
epiteliale, determinando una cattiva ossigenazione e una cattiva respirazione.
3. MONOSSIDO DI CARBONIO: sottrae ossigeno al sangue e peggiora di
conseguenza il funzionamento di tutti gli organi, in particolare di muscoli e cervello.
Altre componenti del fumo
sono:
• L’HCN (Acido cianidrico) è un veleno respiratorio in quanto a forti dosi inibisce la
respirazione delle cellule.
• CO (Ossido di carbonio) interferisce con il trasporto dell’ossigeno nel sangue e
conseguentemente con il suo utilizzo da parte della cellula.
• Gli aldeidi esercitano un’attività inibitrice della mucosa dell’apparato respiratorio,
impedendo il trasporto e l’eliminazione di sostanze estranee e favorisce la penetrazione
delle sostanze corpuscolate del fumo nelle porzioni profonde dell’albero respiratorio.
• Monossido di azoto è prodotto dalla decomposizione dei nitrati presenti nel tabacco.
• Il benzopirene si lega a centri nucleofili del DNA (sia adenine che guanine) formando
degli addotti che permettono degli accoppiamenti errati.
• Il Radon rappresenta un elemento volatile e radioattivo, in grado di indurre mutazioni a
carico del
DNA e incrementa il rischio di tumore
polmonare
• L'Amianto mostra un ruolo sinergico con il fumo di tabacco per lo sviluppo di
carcinoma del polmone.
Altri fattori sono:
• Inquinamento atmosferico
• Virus
• Predisposizione genetica: mutazioni ereditarie a carico di p53 (come la sindrome di Li-
Fraumeni)
predispongono al carcinoma del polmone, oltre che all’insorgenza di altri tipi di
tumore.
• Malattie polmonari: come la bronchite cronica o la tubercolosi, predispongono i soggetti
che ne sono affetti ad una maggiore probabilità di sviluppo di cancro mortale del polmone.
Soprattutto nei casi iniziali, per quanto riguarda i sintomi, la prima cosa che notiamo, è
un’astemia marcata o una dispnea (ovvero una cattiva respirazione); nella maggior parte
dei casi il paziente avverte un calo ponderale, ovvero comincia a perdere peso senza
una corrispondenza di diminuzione della dieta. Negli stadi più avanzati oltre la tosse
e il dolore, può presentarsi un versamento pleurico o un dolore a livello diaframmatico,
perché la grande dimensione della massa può anche determinare una paralisi del
diaframma.
Nel caso in cui vi sia il sospetto di un tumore polmonare gli esami che vanno
fatti sono:
- Rx Torace
- Citologia espettorato
- Broncoscopia con biopsia e/o citologia
- Agoaspirato TC guidato
- Mediastinoscopia
- Biopsia linfonodi superficiali
- Biopsia lesioni a distanza
- Toracentesi (mediante un grosso ago si preleva una piccola quantità di liquido
pleurico per verificare se vi è l’interessamento della pleura).
- VATS: Videotoracoscopia
- Toracotomia
In seguito ai risultati degli esami poi avviene il giudizio di resecabilità, la valutazione
funzionale cardiopolmonare e il giudizio di operabilità.
Gli esami effettuati in laboratorio
sono:
• Esami di chimica clinica routinari: VES, emocromo, etc.
• Markers circolanti di proliferazione cellulare
• Markers tessutali di prognosi
Se vi è il sospetto della presenza di un carcinoma, vengono valutati i MARCATORI
TUMORALI, i quali però non forniscono specificità e un rilievo costante.
Il carcinoma polmonare, è un tipo di tumore che ha una maggiore localizzazione di
metastasi a distanza. Oltre l’interessamento linfonodale può dare metastasi a livello del
cervello, pleurico (che indica uno stadio molto avanzato), osseo, epatico, gastrointestinale,
renale.
I tumori del polmone si distinguono in
• TUMORI A PICCOLE CELLULE: sono dei tumori che rispondono bene alle terapie
ma hanno la caratteristica di essere particolarmente invasivi.
• TUMORI NON A PICCOLE CELLULE: reagiscono poco alle terapie ma hanno poca
invasività. Quando è diagnosticato significa che il tumore è già disseminato.
• SQUAMOCELLULARI: sono dei tumori che hanno una prognosi migliore.
• TUMORI CENTRALI ED IN PROSSIMITÀ DELL’ILO: rappresentano il 70-80% e
si sviluppano originariamente soprattutto alla periferia delle diramazioni bronchiali
intermedie ovvero nelle aree comprese tra i bronchi segmentali e sub-segmentali.

TUMORI PERIFERICI: ben definiti, individuabili radiologicamente in fase precoce (20-30%);

• TUMORI CHE SI SVILUPPANO NEL CONTESTO DEL PARENCHIMA O


MULTIFOCALI: prendono origine nella regione bronchiolo-alveolare del polmone.

Le metastasi avvengono per:


• Via diretta
• Via linfatica
• Via ematica

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