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Analisi B – 5 crediti – Sez. Prof.

Schlesinger
Programma dettagliato d’esame
L’esame orale consisterà in una discussione della prova scritta e in una interrogazione sull’intero
programma del corso. Lo studente dovrà saper illustrare con precisione tutte le definizioni e tutti i
risultati presentati a lezione e nelle esercitazioni, e conoscere esempi che delucidino la teoria. E’
richiesta la conoscenza della dimostrazione dei teoremi contrassegnati con un asterisco.

A) Equazioni differenziali ordinarie lineari

1) Equazioni lineari a coefficienti costanti del II ordine


(testo di riferimento: Crasta-Malusa, Matematica 2, Pitagora Editrice)
Principio di sovrapposizione* (Teoremi 4.23 e 4.30), struttura dell' integrale generale*, equazione
caratteristica e soluzione dell' equazione omogenea* (par. 4.4 p. 153). Ricerca di soluzioni
particolari col metodo di somiglianza (par. 4.5). Problema di Cauchy o ai valori iniziali (teorema
4.26). Oscillazioni libere* (esempio 4.11). Oscillazioni smorzate* (esempio 4.12). Oscillazioni
forzate e risonanza (esempio 4.29). Cenno al teorema di esistenza e unicità per la soluzione di un
problema di Cauchy (testo teoremi 4.7, 4.21 e 4.26).
Esercizi suggeriti: pp. 167-169 n. 4.1.1-2-5, 4.2.1-3, 4.3.1-3-4, 4.4 e 4.5 e 4.6: tutti.

2) Sistemi di due equazioni differenziali lineari omogenee a coefficienti costanti:


Ricerca di soluzioni mediante autovettori e autovalori: se w è un autovettore della matrice A
relativo all’autovalore lamba, allora exp(lambda x) w è una soluzione del sistema v’=Av *.
Equivalenza di un' equazione del II ordine con un sistema di due equazioni del prim' ordine.
Riferimento: dispense disponibili sul sito. Per maggiori dettagli si può consultare
http://www.egwald.com/linearalgebra/lineardifferentialequations.php

B) Serie di Fourier
Serie e coefficienti di Fourier. Polinomi trigonometrici. Relazioni di ortogonalità* (p. 343 ed esercizio
8.9). Teorema di convergenza puntuale ( CM 8.67 oppure Bramanti-Pagani-Salsa Teorema 3.4 p. 578).
Approssimazione in media quadratica. Formula di Parseval (8.39). Esempi del testo 8.66, 8.68 e 8.69.
Esercizi sulla pagina web.

C) Calcolo differenziale per funzioni di più variabili


Funzioni di due variabili: dominio, immagine, curve di livello e grafico.Insiemi limitati. Insiemi
connessi. Intorni circolari. Punti interni, punti di frontiera, insiemi aperti e insiemi chiusi.
Definizione di limite per funzioni di due variabili. Continuità. Continuità di somma, prodotto,
quoziente. Continuità delle funzioni composte. Continuità delle funzioni elementari. Cenno al
calcolo dei limiti per funzioni di due variabili.

Riferimento sul testo Cap 2 paragrafi 2.1-2.3 pp. 25-41. Esercizi consigliati: n. 2.1-2.9 p. 58

Derivate parziali e derivate direzionali. Funzioni differenziabili. Matrice Jacobiana. Gradiente.


Differenziabilità implica continuità, esistenza tutte derivate direzionali, e formula del gradiente
(Teoremi 2.44, 2.45, 2.54)*. Piano tangente al grafico di una funzione di due variabili. Gradiente
individua direzione massima variazione* (2.56). Una funzione di classe C1 è differenziabile.
Derivazione funzione composta. Perpendicolarità del gradiente rispetto alle linee (superfici) di
livello*: la dimostrazione vista a lezione si può ritrovare a p. 11 di
http://math.colorado.edu/~angele/calc3-sp07/lec/Lecture17/Lecture17hand.pdf
Si può consultare anche
http://www.math.harvard.edu/archive/21a_summer_06/handouts/directional.pdf
Riferimenti sul testo: paragrafo 2.4 p. 41
http://it.wikipedia.org/wiki/Funzione_differenziabile
http://it.wikipedia.org/wiki/Matrice_Jacobiana
http://it.wikipedia.org/wiki/Regola_della_catena (derivazione funzione composta= chain rule)
http://en.wikipedia.org/wiki/Level_set (perpendicolarità di gradiente e curve-superfici di livello)
www.math.harvard.edu/archive/21a_summer_06/handouts/tangent.pdf (equazioni rette e piani
tangenti)
Esercizi consigliati su CM: p. 60 n. 10, 11, 12; p. 112 n. 3.5,3.6
Esercizi sul calcolo differenziale (prof. Sianesi) disponibili sul sito nei file 3esercizicalcolodiff.pdf e
4esercizicalcolodiff.pdf

D) Applicazioni a problemi di ottimizzazione.

Estremi locali liberi. Teorema di Weierstrass (3.7). Teorema di Fermat* (Teo 3.10 e 3.39) e punti
stazionari. Derivate parziali seconde. Teorema di Schwarz (2.61). Derivate direzionali seconde e
matrice Hessiana * ( p. 57 e p. 82) . Test della matrice Hessiana per il riconoscimento dei punti
stazionari * (Teorema 3.17 oppure appunti di lezione).

Esercizi consigliati su CM: p. 111-112 tutti


Sito su cui trovare animazioni sul piano tangente ecc.:
http://www.math.lsa.umich.edu/courses/215/12maple/18demos/

E) Integrali doppi
Integrali doppi: domini normali rispetto all' asse x o all' asse y, formula di riduzione (= teorema di
Fubini =integrali iterati: testo teorema 5.3 p. 190). Cambiamento di variabili negli integrali doppi: il
caso lineare (testo esempio 5.10) e il caso delle coordinate polari (*testo formula 5.19);
determinante Jacobiano e il caso generale (Teorema 5.8). Simmetrie e integrali doppi. Esempi di
calcolo di volumi, masse e baricentri
Riferimenti sul testo: paragrafi 5.1, 5.2, 5.3, 5.5, 5.7
Esercizi consigliati sul testo: esempio 5.17 p. 211, esercizi p. 219 n.
5.1,5.2,5.3,5.4,5.5,5.6,5.7,5.8,5.9.
Molti altri esercizi sugli integrali sono disponibili sul sito tra materiale per il download.

F) Campi vettoriali
Campi vettoriali e campi di forze. Esempi: campi gravitazionale, elettrico e magnetico. Lavoro di
un campo e integrale di linea di seconda specie. Campi conservativi e potenziale. Il lavoro di un
campo conservativo è uguale alla differenza di potenziale: il teorema fondamentale del calcolo per
gli integrali di linea (p. 243 e 6.21). Teorema 6.25 * (il un campo ammette potenziale se e solo se il
lavoro compiuto dal campo è “indipendente dal cammino”). Rotore e divergenza di un campo
vettoriale. Un campo è localmente conservativo se e solo se è irrotazionale* (dimostrazione sul
testo a p. 257). Il caso di domini semplicemente connessi* (Teorema 6.33, dimostrazione p. 257).
Metodi di calcolo del potenziale di un campo conservativo. Formula di Gauss-Green nel piano
(*con dimostrazione nel caso di un rettangolo coi lati paralleli agli assi, p. 255 sul testo). Il teorema
di Gauss-Green come caso bidimensionale del teorema del rotore e come caso bidimensionale del
teorema della divergenza.
Riferimenti: Crasta-Malusa Cap. 6 paragrafi 6.1, 6.2, 6.3, 6.4 Esercizi consigliati: p.260 da 6.1 a
6.11
http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_di_Green