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Fascismo o Libertà

Chiamata alle armi per una resistenza consapevole


di Julian Rose
Tradotto da Federico Pecchini

Eccoci qui. Niente più speculazioni su "ciò che ci attende dietro


l'angolo"; i guardiani della prigione ci stanno scortando lungo il corridoio
di cemento e le chiavi della cella sono appese alla loro cintura. Ognuno
di noi, a sua volta, è stato condannato - senza preavviso e senza
processo - per il solo fatto di essere Umano e di aver scelto di esprimersi
di conseguenza. Questa è la nuova definizione di "terrorista".

Le linee dello scontro sono tracciate; non c'è altro modo per affermarlo
onestamente, siamo nella battaglia della - e per la - nostra vita. Andiamo
avanti con il coraggio e la convinzione che derivano dal rifiuto di essere
sviati dal sentiero della verità. Oppure capitoliamo al sistema di controllo
centrale e cadiamo in una fossa molto oscura senza alcuna via di uscita.

Ci sapremo riconoscere dal calibro delle nostre azioni. Non serve


indossare un distintivo che annuncia "la resistenza". L'armata che
diventeremo si andrà formando organicamente. Non è richiesta nessuna
uniforme, nessuna "uniformità" visibile. Conosciamo il nostro compito e
non abbiamo bisogno di aspettare un comando.

Siamo consapevoli della portata della guerra in atto contro di noi. E


siamo consapevoli di essere sensibili a certi elementi della sua oscura
agenda. Quindi sappiamo che dobbiamo liberarci di quelle vulnerabilità
per uscirne vincitori. Questa è la prima lezione nell'arte di questa
particolare forma di guerra. Un guerriero senza autodisciplina e senza
consapevolezza di sé è una causa persa.

Affrontare un nemico spesso invisibile è una sfida inedita. Tuttavia, una


componente chiave dell'armeria del nostro repressore si basa su
tecnologie digitali, algoritmiche ed irradianti. Ad esse si puó resistere
rifiutando di adeguarsi agli strumenti e alle pratiche di questa cultura di
controllo mentale basata sulla "convenienza".

La tirannia che ora si sta manifestando direttamente ha preso piede a


causa dell'incapacità, o della riluttanza, di coloro che occupano posizioni
di potere nello spezzare la catena di comando anti-vita che scende
dall'alto verso il basso e di difendere così la verità e la giustizia. La
paura e la corruzione sono i principali strumenti utilizzati per mettere a
tacere coloro che non dovrebbero tacere.

Questo sta portando alla completa abdicazione - da parte di tutte le


categorie di funzionari statali - di ogni integrità, responsabilità ed
impegno nel difendere gli standard morali e civili fondamentali.

Eppure ci sono molti che si stanno risvegliando proprio nella


realizzazione di essere prigionieri. Per alcuni, questo provoca il desiderio
di cercare un riparo dalla tempesta e, se possibile, di chiudere gli occhi
dinnanzi alla realtà di una prigionia che si estende su ogni aspetto della
loro vita quotidiana. Ma altri, intuendo le profonde implicazioni di ciò che
potrebbe accadere se non si reagisce ora, decidono di non voltare le
spalle al pericolo e diventano guerrieri per la causa della giustizia, della
verità e della libertà.
Ora, il bello di affrontare le sfide è che un elemento cosmico invisibile
fornisce immediatamente supporto nella missione che si è scelto di
intraprendere. Mentre per coloro che cercano di nascondersi, non si
verifica alcun evento propizio.

Scegliere la libertà ci rende potenti, ma porta con sé un acuto senso di


responsabilità nel "mettere in pratica ciò che si predica". Non è davvero
possibile abbandonare tutte le cattive abitudini in una volta sola, come
scoprono tutti coloro che intraprendono la strada della coscienza. Ma è
possibile, ed assolutamente necessario, agire senza indugio sulle
proprie devianze principali.

Non ci si può opporre alle vie dell'oligarchia tecnocratica e alla sua


ragnatela di globalizzazione corporativa resistendo con una mano e
sostenendola con l'altra. Questa strada porta ad un luogo ben peggiore
del nulla ed è l'antitesi del percorso del guerriero.

Al fine di garantire la continuità tra le proprie parole e le proprie azioni, è


necessario fare una rapida scansione di quelle abitudini quotidiane che
non sono in linea con la propria determinazione nel difendere la
giustizia, la verità e la libertà.

La priorità più ovvia, data la natura dei nostri oppressori, è di ritirare il


proprio sostegno (denaro) dalle grandi banche; smettere di acquistare
cibo dai grandi supermercati e medicinali dalle grandi aziende
farmaceutiche. Seguiranno altri passi, ma senza iniziare ritirando il
proprio sostegno a questi colossi responsabili del dilagante degrado
sociale, ecologico ed economico, si può davvero dire che ci si oppone al
fascismo in nome della libertà?

La dittatura che stanno imponendo su di noi - usando l'alibi di quella


chimera che è il Covid - ci fornisce l'opportunità piú lampante che
abbiamo mai avuto per scendere in campo. È esattamente il
catalizzatore giusto per far vedere, o almeno cercare, la verità - e poi
agire di conseguenza.
Il caos intenzionale che si sta manifestando ora è il nostro campanello
d'allarme. L' "ordine dal caos" che è stato pianificato è l'imposizione di
uno stato fascista; è così semplice. E abbiamo tutto il tempo per
riconoscerne i sintomi.

Ogni arteria della società, in qualunque parte del mondo "democratico"


(post) industrializzato in cui viviamo, è stata costantemente avvelenata
dall'ingegneria sociale, dalla pianificazione predittiva e dall'agenda
tecnocratica strisciante emanata dall'ambizione globale di un'oligarchia
di pochi "eletti" che voglio governare il mondo. Un'ambizione avallata in
precedenza dai sostenitori di Hitler nella Germania nazista, Franco in
Spagna, Mussolini in Italia e Stalin in Russia, solo per citarne alcuni.

Le nostre istituzioni politiche si sono arrese al progetto del Quarto Reich


e la maggior parte della popolazione ha seguito a ruota, senza rendersi
conto di quale programma si stia effettivamente svolgendo.

L'avanguardia del "nuovo" fascismo non è un esercito di occupazione,


ma una riprogrammazione digitale della mente umana. Una coperta
tecnologica tossica di controllo "virtuale" che separa l'uomo dalla natura,
distruggendo così le basi dell'evoluzione umana.

Noi che ora ci uniamo insieme, lo stiamo facendo per creare un'armata
in grado di resistere e di ribaltare questo culto di morte. Ecco perché la
nostra integrità nel "praticare come predichiamo" è così vitale. Dobbiamo
usare i nostri poteri di discriminazione per vedere oltre le nostre
esitazioni e per eliminare le presunte "comodità" che minano e ritardano
il nostro impegno attivo nel rispondere agli imperativi chiave del nostro
tempo.

Quindi, lentamente ma inesorabilmente, i compromessi che ci deviano


dal nostro obiettivo - solo per rimpinguare le tasche di coloro che
affermiamo di voler combattere - saranno cancellati ed aboliti. Gli esseri
integrati in grado di emergere vittoriosi dalle proprie vicissitudini
personali, saranno gli unici capaci di affrontare gli oppressori
apparentemente inamovibili di questo pianeta, dei suoi popoli e di tutte
le entità viventi che compongono la sua vasta diversità.
La liberazione di tutto ciò dipenderà dal coraggio e dall'urgenza che
investiremo nel direzionare le nostre pulsioni interiori ed esteriori verso
l'integrità e la verità. Questo è ciò che significa davvero scegliere la
libertà invece del fascismo.

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