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Cognome e nome__Pappalepore Vanessa____classe__3C___data_19/01/22____

Leggi con attenzione il documento e svolgi le successive consegne.


La mia arte di ostetrico possiede tutte le altre caratteristiche che competono alle levatrici, ma ne differisce
per il fatto che fa da levatrice agli uomini e non alle donne, e che si applica alle loro anime partorienti, e non
ai corpi. E questo c'è di assolutamente grande nella mia arte: l'essere capace di mettere alla prova in ogni
modo se il pensiero del giovane partorisce un fantasma ed una falsità, oppure un che di vitale e di vero.
Poiché questo, almeno, è comune a me ed alle levatrici: non posso generare sapienza; quello che già molti
mi hanno rinfacciato, che io, sì, interrogo gli altri, ma poi io stesso non manifesto nulla su nessun
argomento, adducendo come causa il mio non essere sapiente in nulla, è un rimprovero che risponde a
verità. La causa di ciò è questa: il dio mi costringe a far da levatrice, ma mi ha proibito di generare. Quanto a
me, dunque, non sono affatto sapiente in qualche cosa, né ho alcuna sapienza scoperta che sia come un
figlio generato dalla mia anima. Ma di quelli che mi frequentano, alcuni appaiono dapprima ignoranti, ed
anche molto, ma poi tutti, continuando a frequentarmi, almeno quelli ai quali il dio lo conceda, fanno
progressi così straordinari, che se ne rendono conto essi stessi, ed anche gli altri. E questo è chiaro: da me
non hanno mai imparato nulla, ma sono loro che, da sé stessi, scoprono e generano molte belle cose.
Tuttavia, siamo stati il dio e io a fare loro da levatrici. [...] Coloro che mi frequentano, anche in questo
provano le stesse sofferenze delle partorienti: infatti, hanno le doglie, e notte e giorno sono pieni di
perplessità, molto più di quelle. E la mia arte è in grado di destare e di far cessare questa sofferenza.
E con questi va così.
Platone, “Teeteto", trad. di G. Reale, in “Tutti gli scritti”,
a cura di G. Reale, Bompiani, Milano 2000
COMPRENSIONE DEL TESTO
Perché Socrate paragona la sua pratica del dialogo filosofico all'arte dell'ostetrico? Max 5 righi ___/0,5 p

Socrate paragona la sua pratica del dialogo filosofico a quella dell’arte dell’ostetrico, poiché ne possiede
tutte le caratteristiche che competono le levatrici con la sola differenza di far partorire gli uomini (come
genere umano, non come sesso maschile) e non unicamente le donne. Tale arte si applicherà alle anime
partorienti degli uomini e non ai loro corpi.

Quali critiche sono state mosse da molti cittadini a Socrate? Max 5 righi ______/0,5 p

Molti cittadini hanno mosso una particolare critica nei confronti di Socrate, che sia quella di interrogare gli
altri con una conseguente assenza di manifestazione del pensiero personale su un qualsiasi argomento,
adducendo come causa l’incapacità di essere sapiente in qualcosa.

Quali effetti provoca la pratica del dialogo filosofico di Socrate su coloro _____/0,5 p
che iniziano a frequentarlo? Max 5 righi

L’inizio della frequentazione genera un’iniziale parvenza di sostanziale o totale ignoranza, ma che con il suo
proseguimento, per mezzo del volere di Dio, genererà progressi straordinari, tali da esserne consapevoli
loro e chi li circonda.

RIFLESSIONE
Rifletti sul significato del dialogo e della ricerca nel pensiero Socratico Max 10 righi
____/2,5 p

Per mezzo di quanto analizzato, potremmo affermare, che il metodo di indagine filosofica e di ricerca nel
pensiero usato da Socrate è il Dialogo, ovvero lo scambio e il confronto con l’interlocutore attraverso la
parola, perché secondo Socrate da lui nulla è stato imparato, bensì da loro stessi sono state scoperte e
generate molte belle cose, tuttavia fatte partorire da Dio e Socrate a far loro da levatrici. in tale chiave viene
detto che l’anima aiutata a partorire proverà le stesse sofferenze delle partorienti, che hanno le doglie e
sono piene di perplessità
CONOSCENZE

Socrate afferma che la sua fama di sapiente è forse legata al fatto che egli è realmente in possesso di una
particolare sapienza. Di che tipo di sapienza si tratta? ____/ 1,5 p

Per Socrate la prima condizione della ricerca e del dialogo è la coscienza della propria ignoranza, difatti
nell’Apologia di Platone, si narra che Socrate quando seppe che l’Oracolo di Delfi l’aveva proclamato il più
sapiente tra gli uomini, interpretò il responso come se sapiente è chi sa di non sapere. Si tratta del concetto
cardine del pensiero di Socrate, che per essere compreso dovrà essere analizzato per mezzo di una sottile
Polemica contro i filosofi della natura. Infatti, sostenere che sapiente è chi sa di non sapere, significa
considerare che intorno allo studio approfondito del tutto di carattere cosmico, nulla possa venir detto con
estrema certezza.

Individua le parole chiave che fanno riferimento alla metodologia socratica del dialogo: dopo averle
individuate elabora un testo che sia ben organizzato dal punto di vista logico ed espliciti il significato di
ciascuna delle parole chiave

macrologia – confutazione – persuasione – ironia – definizione – persuasione – brachilogia – adulazione –


maieutica – insegnamento – tecnica – brachilogia – concetto – soggettivismo – umanismo – ignoranza –
ricerca _____/ 2,5 p

Come già affermato, il dialogo socratico, tratta lo scambio e il confronto con l’altro attraverso la parola,
nell’esame a cui Socrate sottopone gli interlocutori cercando di preoccuparsi principalmente di rendere gli
interlocutori consapevoli della loro stessa ignoranza, ed è proprio a questo fine che si avvarrà l’ Ironia. Nello
specifico, L’Ironia socratica è un gioco di parole, capace di mettere a nudo le coscienze altrui, che
inizialmente si sentiranno particolarmente soddisfatti delle loro formule cristallizzate e certezze ma che poi
si sentiranno sempre più ignoranti per mezzo delle insistenti e sempre più specifiche domande poste
attraverso l’utilizzo della brachilogia. L'ironia quindi sarà il metodo specifico utilizzato da Socrate per svelare
all’uomo la sua ignoranza, per mezzo della tecnica della confutazione e per gettarlo in uno stato di vergogna
capace di spingerlo verso una conoscenza più approfondita della verità e quindi invogliandolo alla ricerca di
ciò che è vero tentando di purificare l’anima e la mente delle mal fondate credenze del vivere quotidiano.
Esattamente in questo concetto risiederà la Maieutica, cioè l’arte di far partorire di cui Platone ci parla in
modo prorompente, dicendo che Socrate aveva ereditato dalla madre (ostetrica) tale professione. Infatti in
relazione a ciò verrà definito ostetrico di anime, colui che aiutava gli intelletti a partorire il loro (inteso come
degli uomini) genuino punto di vista sulle cose. Tutto questo scaturirà poi, il concetto di auto-educazione.
Però c’è una domanda che necessita di una risposta, la quale è: che cosa Socrate è in grado di far “partorire”
ai propri interlocutori? a tale domanda sarà capace di rispondere Platone, presentando il filosofo come
colui che è costantemente impegnato ad applicare il metodo delle definizioni, che verrà messo in atto per
mezzo dell'interrogativo “che cos’è?”, ossia la richiesta di una definizione precisa di ciò di cui si sta parlando.
A tal proposito se verrà posta la domanda di conferire la definizione di bellezza, per esempio, l’interlocutore
certamente risponderà per mezzo di elementi di sua conoscenza che rappresentano secondo il suo pensiero
la bellezza e mai dando la definizione di quest’ultima che interesserà certamente Socrate sin dall’inizio.
Esponi le analogie e le differenze tra Socrate e i Sofisti ____/ 2 p

Per capire in modo opportuno la figura di Socrate bisognerà certamente collocarla sia dal punto di vista
storico che filosofico. La storiografia tradizionale però, precludendosi l’opportunità della comprensione
esatta di tale filosofo, ha deciso di collocarlo nell’ “illuminismo greco”, periodo di cui i sofisti furono i
maggiori esponenti. Per tale ragione sarà altrettanto necessario analizzare le analogie e le differenze tra
Socrate e i Sofisti. Socrate sarà legato alla sofistica fondamentalmente per l’attenzione verso l’uomo e un
sostanziale disinteresse per le indagini del cosmo; per la tendenza di cercare nell’uomo i criteri
fondamentali del pensiero e dell’azione; l’atteggiamento spregiudicato utilizzato, poiché è spregiudicato
colui che si spoglia dei pregiudizi altrui, mettendo profondamente in discussione se stesso attraverso molti
quesiti e infine la propensione verso la dialettica e il paradosso. Contrariamente però gli elementi che
invece allontaneranno socrate dai sofisti saranno sicuramente un più sofferto amore verso la verità non
accontentandosi di vuota retorica o esibizionismo verbale che per Socrate sarà fine a se stesso e per il
tentativo incessante di andare sicuramente oltre il relativismo morale e conoscitivo, nel quale si era
sviluppata la sofistica. Quindi, senza dubbio tali analogie e differenze saranno in grado di definire Socrate
come figlio ma anche avversario della sofistica.

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