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La Rivoluzione Russa

Introduzione
L’Unione sovietica, il primo della storia governato dai comunisti, nasce in seguito alla
rivoluzione bolscevica e alla conseguente guerra civile.
Fino alla prima guerra mondiale, la Russia era un Impero vastissimo, governato in modo
dispotico da uno Zar. Nel 1917, si susseguono però due rivoluzioni e salgono al potere i
bolscevichi guidati da Lenin.

Rivoluzione del 1905


Nella prima guerra mondiale, l’Impero Russo si presentava come un impero assolutamente
arretrato, soltanto alcune zone infatti avevano vissuto uno sviluppo industriale e più del 90%
della popolazione era composta da contadini che chiaramente vivevano in condizioni di
estrema miseria. Rispetto agli altri Stati Europei, l’impero Russo era ancora guidato da un
monarchia assoluta, in cui lo zar aveva tutti i poteri, ogni forma di protesta politica era
chiaramente proibita e le minoranze etniche venivano perseguitate infatti in questo periodo
in Russia cominciano ad essere perseguitati gli ebrei.
C’erano dei partiti politici di opposizione che però vivevano in modo clandestino per esempio
esisteva il partito socialdemocratico che si rifaceva al marxismo.
Il marxismo è una dottrina del filosofo Karl Marx, un filosofo tedesco, nel quale sosteneva
che gli operai avrebbero dovuto prendere il potere attraverso a una rivoluzione e dare vita a
una società nuova basata sul socialismo, una politica che ha come fine la riduzione delle
disuguaglianze sociali-economiche di tutti i cittadini, l’abolizione di ogni privilegio e lo
sfruttamento dei lavoratori.
Quindi il partito socialdemocratico che agiva in totale clandestinità si proponeva come
obiettivo quello di cambiare la Russia verso la rivoluzione che avrebbe portato al potere la
classe operaia.

Ma il partito socialdemocratico al suo interno era profondamente diviso, infatti, c’erano due
schieramenti:
-Menscevichi(in russo indica la minoranza);
-Bolscevichi(in russo indica la maggioranza);

I Menscevichi erano convinti che la Russia non fosse ancora pronta per una vera e propria
rivoluzione socialista e che quindi bisognasse passare attraverso un processo di riforme e di
modernizzazione del paese.
I Bolscevichi, invece, erano convinti che si potesse instaurare il socialismo fin da subito
attraverso una vera e propria rivoluzione, nella quale coinvolgere i contadini e gli operai,
attraverso la quale abbattere definitivamente lo zarismo.
Già nel 1905 in Russia, cominciarono delle vere e proprie esercitazioni, proteste e rivolte, lo
Zar Nicola II cerca di reprimerle con la la forza e con l’aiuto dei soldati queste proteste
eppure allo stesso tempo cede ad alcune richieste popolari come ad esempio viene istituito
per la prima volta in Russia una sorta di parlamento, la “DUMA”, in realtà i poteri di questo
parlamento erano limitati e lo zar poteva scioglierlo in qualsiasi momento.

Ma il problema principale fu la Prima Guerra Mondiale, difatti la Russia non era in grado di
affrontare questo conflitto e di far fronte ai costi ed un impegno militare così grande. La
guerra porterà ad un peggioramento assoluto nelle condizioni di vita della popolazione.
Lo zar divenne sempre meno popolare in Russia, addirittura la chiesa Ortodossa cominciò a
criticarlo. L’8 marzo del 1917 (secondo il calendario Gregoriano, nel calendario Giuliano il
23 febbraio secondo il calendario russo )le proteste raggiungono il loro apice e scoppia una
vera e propria rivoluzione ovvero la “Rivoluzione di febbraio”

Rivoluzione di febbraio
Scioperi, manifestazioni molto violente, ammutinamenti pensiamo che i soldati invece di
intervenire per sedare queste queste rivolte si misero dalla parte di coloro che si ribellavano,
pretesero anche loro che lo zar lasciasse il trono, il sovrano si trova costretto abdicare e si
formò un governo provvisorio.
Questo governo si trovò fin da subito ad affrontare delle questioni molto complesse,
pensiamo ad esempio alla guerra nella quale le Russia era ancora coinvolta e poi c’era il
problema dei contadini che chiedevano fossero assegnate loro delle terre, questo governo
provvisorio era comunque formato dell’aristocrazia e da borghesi liberali e quindi non
avevano nessuna intenzione di proseguire con una rivoluzione socialista cioè di portare al
potere i contadini e gli operai.
Questa è solo la prima parte della Rivoluzione Russa, infatti scoppierà a poco un’altra
rivoluzione, quella di ottobre, nel frattempo nelle fabbriche e nei villaggi, i contadini e i soldati
si riuniscono e si organizzano nei Soviet.

In questi Soviet facevano parte dei delegati dei contadini, soldati e operai, i veri protagonisti
di questa rivoluzione. Questi soviet subivano fortemente l’influenza dei socialisti bolscevichi
cioè volevano arrivare ad una rivoluzione di di tipo socialista, quindi soviet avevano come
obiettivo finale quello di abbattere il governo provvisorio, di porre fine alla guerra, di
occupare e assumere il controllo delle fabbriche e di distribuire le terre ai contadini.

Questo è un periodo difficile per la Russia perché il governo provvisorio guidato da


Kerenskij, non si preoccupava di interrompere la guerra ma nemmeno gestiva queste rivolte
che ormai all’ordine del giorno c’erano in tutta la Russia. In tutto questo a capo dei
Bolscevichi c’era Lenin (che nell’aprile del 1917 torna in Russia dall’esilio di cui era stato
costretto), egli capì che era giunto il momento per passare all’azione per permettere a questi
soviet di prendere definitivamente il potere e quindi di trasformare la Russia in un paese
socialista.
Il governo provvisorio non seppe reagire adeguatamente a questa situazione e quindi i
bolscevichi presero sempre più potere all’interno dei soviet, tanto da arrivare alla rivoluzione
d'ottobre.
I bolscevichi occuparono a Pietrogrado il Palazzo d’Inverno che era la residenza invernale
degli zar e che successivamente è stata resa la sede del governo provvisorio.
Questa seconda rivoluzione non fu violenta come quella di febbraio, quindi i bolscevichi
presero il posto del governo provvisorio ed ebbero il sostegno di tutti i rappresentanti di
questi soviet sparsi per tutta la Russia.
Una volta arrivati al potere i bolscevichi fanno tutto si aspettavano:
-cessano le ostilità con gli altri paesi, infatti la Russia esce dalla prima guerra mondiale;
-Vengono confiscate le grandi terre ai proprietari terrieri alla chiesa e vengono distribuiti ai
soviet dei contadini, idem per la gestione delle fabbriche;
-Vengono nazionalizzate le banche;
-Viene riconosciuta l’uguaglianza di tutti i popoli della Russia.
Nel marzo del 1918 viene firmato un trattato di pace con la Germania che però comportava
la perdita di molti territori che avevano fatto parte dell’impero russo ma Lenin pensò che
fosse necessario appunto cedere questi territori per garantire la pace alla popolazione russa.
Ma l’uscita della prima guerra mondiale non significa però purtroppo la fine dei conflitti per la
popolazione russa, scoppia una guerra civile, le armate bianche volevano restaurare il
potere dello zar contro il governo bolscevico perchè fin da subito avvertiti da una parte della
popolazione come una forza autoritaria.
Con le armate bianche si schierarono anche gli eserciti di diversi paesi europei che avevano
visto con grande paura la rivoluzione l’arrivo dei bolscevichi al potere.

Nel 1922 nasce l’Unione delle Repubbliche sovietiche, era uno stato federale

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