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CAPITOLO 4 soddisfazione dei suoi desideri e alla sua 1

LA REALTA’ SOCIALE autoaffermazione. Gli altri sono valutati da lui in


rapporto alle sue pretese, infatti l’altro è considerato
come un ostacolo da superare o come strumento da
A. Partire dalla realtà sociale
utilizzare e sfruttare.
Partendo dalla realtà sociale l’uomo è un essere sociale
Tuttavia il prevalere degli interessi individuali potrebbe
infatti la socialità è una dimensione costitutiva dell’essere
portare al conflitto. Infatti questo conflitto viene superato
uomo (nasce o cresce in una realtà e da essa riceve
con la creazione del “contratto sociale”: che consiste
quanto è necessario per vivere). Il punto di partenza è
nell’accordo tra gli individui per un interesse comune
conoscere qual è la concezione dell’uomo, infatti da una
dove ognuno accetta delle limitazioni purché gli vengano
particolare visione di uomo segue una concezione e
riconosciuti alcuni diritti. Facendo così la società nasce
strutturazione della realtà sociale. In questo processo
dall’egoismo dei singoli individui.
si viene a creare una “morale” che, partendo da alcuni
La morale di questa concezione di società
principi, offre i criteri per stabilire:
individualistica è che: si è giusti quando si resta fedeli
1. ciò che è bene e ciò che è male;
al patto sociale. In questa concezione diventa “virtù”
2. E ciò che è giusto e ciò che è ingiusto.
(come valore morale) l’egoismo razionale.
Il “vangelo” della concezione individualistica è il
B. UNA LETTURA DEL FATTO SOCIALE
liberalismo: dove ognuno fa i propri interessi, infatti
Quali sono le letture della realtà sociale?
dallo scontro degli interessi deriverà un miglioramento
della società .
B1. La concezione individualistica della società
In questa concezione individualistica la società è la
B2. La concezione collettivistica della società
somma di individui. Ciò che conta in questa società è
Nella concezione collettivistica il fondamento non è la
l’interesse dell’individuo, infatti solo l’individuo ha
persona ma la società. Qui l’individuo non ha dignità e
valore di “fine” mentre gli altri individui hanno valore
nemmeno autonomia poiché l’individuo è un ingranaggio
di “mezzo” per realizzare i suoi interessi. Il singolo
della macchina. L’individuo è una “parte” e un “mezzo”
individuo è direttamente interessato solo alla “sua”
della società-fine.
sopravvivenza, all’appagamento dei suoi bisogni, alla
In questa concezione collettivistica la società non è L’uomo è persona: l’uomo è relazionalità ed è aperto 2
l’insieme delle parti ma è un organismo superiore che si all’altro, alla società e al trascendente.
identifica con lo Stato. La persona ha il primato su tutte le cose. Infatti
La morale della concezione collettivistica: in questa soltanto la persona ha valore di “fine” e non di
visione è buono e giusto ciò che ha come finalità la “mezzo” e quindi sono le cose (strutture, istituzioni,
collettività e non il singolo. attività , creato, ecc.) che hanno valore di “mezzo” per il
Il Vangelo della concezione collettivistica è lo bene(“fine”) dell’uomo.
storicismo: dove la storia va avanti con i conflitti di classe Giovanni XXIII nell’enciclica Mater e Magistra al
che creeranno una società senza classi. numero 230 dice che: “i singoli esseri umani sono e
devono essere il fondamento, il fine e il soggetto di tutte le
La Dottrina Sociale della Chiesa al numero 125 dice istituzioni in cui si esprime e si attua la vita sociale”.
che “la persona: La Gaudium et Spes dice che: “dall’indole sociale
1. non può mai essere pensata come assoluta dell’uomo appare evidente che il perfezionamento della
individualità (esaltare il singolo) società umana e lo sfruttamento della società stessa
2. e nemmeno può essere pensata come pura cellula di dipendono tra di loro. Infatti principio, soggetto e fine di
un organismo disposto a riconoscerle (esaltare la tutte le istituzioni sociali è la persona umana poiché l’uomo
collettività ) cresce in tutte le sue doti e può rispondere alla sua
3. ma deve essere pensata come una persona che ha un vocazione attraverso i rapporti con gli altri, i mutui doveri
ruolo funzionale all’interno di un sistema”. e il colloquio con i fratelli”. La persona è al centro di
La Chiesa denuncia la visione riduttiva, individualistica o tutto, infatti tutte le cose, il progresso, l’organizzazione
massificata della persona umana. del lavoro, della società , della politica e dell’economia
partono dall’uomo ed all’uomo ritornano.
B3. La concezione personalistica della società In questa concezione personalistica della società , la
(La concezione personalistica della società è la società non è solo vista come un mezzo per la
concezione che viene fatta propria dall’insegnamento realizzazione delle persone ma è anche l’ambito e il luogo
sociale della Chiesa). in cui la persona umana esprime se stessa, poiché essa è
socialità: “gli esseri umani essendo persone sono d. Alla libera scelta del proprio stato e diritto di 3
socievoli per natura”. priorità dei genitori all’educazione dei figli;
La morale della concezione personalistica della e. Al lavoro;
società : Gli esseri umani sono nati per convivere e f. Alla riunione ed associazione;
operare gli uni a bene degli altri. g. All’emigrazione e all’immigrazione;
Il Vangelo della concezione personalistica della società h. Alla partecipazione politica ed alla certezza di
è la collaborazione: la società diventa una grande diritto.
famiglia legata da atteggiamenti di solidarietà . (la società -
Stato è un mezzo mentre la società – convivenza è un Ad ogni diritto corrispondono dei doveri. Questi diritti
compimento). sono detti in maniera generica. Sarà compito della ricerca
morale stabilire i giusti criteri per definire concretamente
C. LE CONSEGUENZE SUL PIANO MORALE l’applicazione di questi principi.

C1. I diritti universali dell’uomo


C2. Il principio di sussidiarietà
Secondo i diritti universali dell’uomo, egli ha una dignità
Definizione:
e dei diritti innati, universali, irrinunciabili ed
inalienabili. 1. Quadragesimo anno numero 35 dice che: “è illecito
I diritti Innati sono legati alla natura stessa dell’uomo e togliere agli altri individui ciò che essi possono
non sono frutto di legislazione positiva (dichiarazione compiere con la forza e l’industria propria per affidarlo
ONU del 1948); alla comunità, così come è ingiusto rimettere a una
1. I Diritti sono: (Enciclica Pacem in terris numeri. 4-11 maggiore e più alta società quello che dalle minori e
e Centesimus Annus n. 47) inferiori comunità si può fare”. Infatti la funzione degli
a. Alla vita, ai mezzi indispensabili per un tenore di organismi superiori è di aiuto ( e non di
vita dignitoso (alimentazione, vestiario, cure sostituzione) alle iniziative dei singoli e dei gruppi
mediche, abitazione, ecc.); intermedi. La promozione della persona umana passa
b. Al rispetto della sua persona, libertà di attraverso la cura della famiglia, dei gruppi, delle
pensiero, istruzione; associazioni e delle realtà intermedie. Questo può
c. Alla libertà religiosa; avvenire grazie alle espressioni di tipo culturale,
economico, sportivo, ricreativo e politico alle quali le Le situazioni che invece potrebbero favorire il 4
persone creano in modo libero; principio di sussidiarietà sono:
1. Il rispetto e la promozione della persona e della
2. Il Diritto canonico: “Il principio di sussidiarietà dice famiglia;
che è illecito togliere agli individui minori ciò che 2. La valorizzazione delle associazioni e delle
possono compiere con le proprie forze, per affidarlo organizzazioni intermedie;
alle comunità maggiori”. 3. L’incoraggiamento delle iniziative private;
Il fine del principio di sussidiarietà è quello di 4. L’articolazione pluralista della società;
coinvolgere al massimo la partecipazione dei singoli 5. Il decentramento burocratico ed
nei processi decisionali per evitare il centralismo dei amministrativo;
grandi gruppi. 6. E infine l’equilibrio tra la sfera pubblica e la
La Sussidiarietà è intesa in senso positivo come: sfera privata con conseguente riconoscimento
aiuto economico, istituzionale e legislativo alle della funzione sociale del privato.
entità sociali più piccole;
La Sussidiarietà in senso negativo: impone allo
Il principio di Sussidiarietà si oppone allo statalismo e
Stato di astenersi quando restringerebbe lo spazio
all’antistatalismo:
vitale delle cellule minori ed essenziali della
società. 1. Lo statalismo: pretende di imporre la presenza dello
Stato (logiche e strutture) in tutti i campi della
Le situazioni che potrebbero contrastare il società e della vita pubblica del cittadino;
principio di sussidiarietà sono: 2. Mentre l’antistatalismo: rifiuta una struttura
1. Accentramento; centrale efficiente per favorire una libera
2. Eccessiva burocrazia; associazione (radicalizzata nelle sue espressioni) che
3. Assistenzialismo; porta ad un pluralismo selvaggio ed alla difesa di
4. Presenza eccessiva ed ingiustificata dello Stato. interessi corporativi.

C3. Il Principio di Solidarietà


Il principio di Solidarietà è un principio di tipo 1. Il Principio sociale: è principio sociale in quanto 5
ontologico (essere) ed etico (dovere, fare ed agire). regola le istituzioni facendo in modo che le
Il principio di Solidarietà esprime il reciproco legame e la “strutture di peccato” siano trasformate in
reciproca responsabilità che vige tra gli esseri umani. “strutture di solidarietà” mediante la creazione e
Infatti: l’opportuna modifica di leggi, regole di mercato e di
1. In senso stretto esprime il legame e la ordinamenti;
responsabilità del singolo e dei corpi intermedi 2. E la virtù sociale: è virtù morale in quanto la
verso la comunità più ampia e generale; solidarietà non è un sentimento compassione
2. Mentre in senso largo esprime il legame e la superficiale per i mali di tante persone vicine o
responsabilità della comunità più ampia o lontane ma è un sentimento di perseveranza e di
generale verso il singolo e i corpi intermedi in cui impegno costante per il bene comune, cioè per il
il singolo si forma e si sviluppa. bene di tutti e di ciascuno poiché tutti siamo
Oggi si osserva il legame di interdipendenza tra gli uomini veramente responsabili di tutto.
ed i popoli che si manifesta a qualsiasi livello (ad esempio
lo sviluppo informatico ha contribuito alla moltiplicazione CEI, Per un Paese solidale. Chiesa italiana e
dei mezzi di comunicazione e l’aumento degli scambi Mezzogiorno n.8: per un federalismo solidale
commerciali rivelano che è possibile stabilire relazioni tra Caritas in Veritate numero 58: “Il principio di
persone lontane o sconosciute). A questo processo di sussidiarietà va mantenuto strettamente connesso con il
interdipendenza nella comunicazione e negli scambi principio di solidarietà e viceversa, perché se la
commerciali contrasta la disuguaglianza tra Paesi sussidiarietà senza la solidarietà scade nel particolarismo
sviluppati e Paesi poveri. L’interdipendenza deve sociale, è altrettanto vero che la solidarietà senza la
mirare a creare un maggiore benessere diffuso in sussidiarietà scade nell'assistenzialismo” (Caritas in
tutta la comunità umana (Caritas in Veritate n.33). Veritate numero 58). Un sano federalismo che:
Queste relazioni di interdipendenza, che sono forme di 1. Non accentua le distanze;
solidarietà , devono trasformarsi in solidarietà etico- 2. Possa essere una spinta virtuosa nel bonificare i
sociale. La solidarietà si presenta sotto 2 aspetti rapporti sociali e nel rendere i governanti
complementari:
direttamente responsabili della qualità dei servizi 2. E dall’altra parte indica un insieme di condizioni 6
erogati ai cittadini; generali affinché le persone e i gruppi sociali
3. Conta sul sistema integro di investimenti pubblici possano raggiungere la loro finalità e vocazione.
e privati per le infrastrutture, la lotta alla Il principio del bene comune si allontana dalla visione
criminalità e l’integrazione sociale. individualistica e collettivistica della società per cui:
1. non può essere inteso e realizzato a partire da un
C4. Principio del bene comune progetto di società di ispirazione liberale;
Significato di bene comune: 2. E nemmeno non può essere inteso e realizzato a
1. Gaudium et Spes: il bene comune è l’insieme di quelle partire da un progetto di società di tipo
condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettivistico o dirigista.
collettività e sia ai singoli membri di raggiungere la Compendio n.166 dice che l’esigenza del bene comune è:
propria perfezione più pienamente e più velocemente; 1. Impegno per la pace;
2. Compendio n.164: il bene comune non consiste nella
2. Organizzazione dei poteri dello Stato;
semplice somma dei beni particolari di ciascun soggetto
3. Salvaguardare l’ambiente;
del corpo sociale. Essendo di tutti e di ciascuno è un bene
4. Prestazione dei servizi essenziali come:
comune poiché indivisibile e anche perché soltanto
alimentazione, lavoro, abitazione, ecc.
insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo
anche in vista del futuro; Per il Compendio n.167: il bene comune richiede la
capacità e la ricerca costante del bene altrui come se
Bene di tutti gli uomini e di tutto l’uomo, fosse proprio.
promozione integrale dell’uomo e dei suoi diritti.
A chi tocca lavorare per il bene comune?
Il significato del principio del bene comune è duplice:
Compendio n.167 e 168: alle singole persone e allo Stato;
1. Da una parte indica la doverosa apertura delle
Compendio n.169: lo Stato deve garantire coesione e
persone e gruppi sociali e dei loro legittimi
unitarietà e organizzare la società civile. Allo Stato
interessi particolari agli interessi generali nel
spetta il compito di regolare i conflitti e di richiamare al
superamento di ogni forma di corporativismo;
bene comune i gruppi che se ne allontanano. Tuttavia lo
Stato non deve violare l’iniziativa privata, i diritti
delle persone e dei corpi intermedi, poiché nei corpi CAPITOLO 5 7
intermedi risiede la garanzia delle libertà concrete che
LA GIUSTIZIA E IL DIRITTO
rendono effettiva la libertà .

1. L’UOMO È RELAZIONALITÀ:
C5. Verso un vero altruismo (Emanuel Levinas) La natura dell’uomo si manifesta nel suo relazionarsi con
La solidarietà si presenta ancora come una virtù l’ambiente circostante. La relazionalità umana si qualifica
imperfetta. Infatti la tensione ideale superiore deve per le virtù morali. Infatti la relazionalità è di amore e non
portare non soltanto a rispettare l’altro cioè difendere i di concorrenza.
suoi diritti ed interessi ma anche a creare con l’altro un La formulazione dei principi nell’uomo, come ad
rapporto di donazione e di generosità: “io devo all’altro esempio il diritto di solidarietà , lavoro, salute, ecc.,
più di quanto devo a me stesso”. La solidarietà: devono essere regolati tramite alcune leggi, affinché
1. è dissimmetrica poiché si dà senza sperare una vengano salvaguardate da chi ne vorrebbe trarre
ricompensa dall’altro; profitto per scopi privati. Infatti, le norme servono per
2. è disinteressata poiché è il volto della carità . salvaguardare i diritti e la dignità della persona umana.
Secondo Gaudium Et Spes n.38: la carità è la legge Paolo VI diceva che: la giustizia è la misura minima della
fondamentale dell’umana perfezione e perciò anche della carità, infatti non c’è amore se non c’è un minimo di
trasformazione del mondo. rispetto della giustizia, cioè senza riconoscere l’altro
La solidarietà in senso pieno vista solo nell’ottica come soggetto di diritto che crea in me il dovere
umana sembrerebbe pura poesia o utopismo ma se la corrispettivo.
guardiamo nella prospettiva della fede non è utopia ma
una questione concreta. Per Tommaso la giustizia è la virtù per la quale
ciascuno attribuisce a ciascuno il suo diritto.
La giustizia è la virtù che rapporta e vincola gli uomini tra
loro e nella società secondo il criterio dell’uguaglianza.
Gli elementi distintivi della giustizia sono 3: 2. LA GIUSTIZIA GENERALE O LEGALE 8
I. alterità: la finalità della giustizia non è per se La giustizia generale (o legale) ordina l’uomo al bene
stessi ma anche per gli altri; comune della società.
II. l’obbligatorietà: la giustizia deve essere La giustizia generale tutela il bene della società. Infatti
obbligatoriamente rispettata da tutti; regola i singoli e i rapporti particolari al bene della società
III. l’eguaglianza: la giustizia da a ciascuno il suo, secondo le leggi in essa vigenti. Questa giustizia generale
secondo un criterio di equità. prende corpo nella legge che ne codifica ed esprime le
esigenze. Per cui la società fa le leggi e il cittadino deve
Il diritto è all’origine della giustizia. attenersi ad esse.
Diritto: è ciò che spetta ad una persona come proprio e All’interno della Giustizia generale abbiamo la giustizia
inalienabile. speciale.
Dal punto di vista del diritto oggettivo: è diritto ciò che La giustizia speciale è quella giustizia che tutela il
spetta ad una persona e che le è dovuto. bene dell’individuo. Infatti si fa garante del bene del
Dal punto di vista del diritto soggettivo: il diritto è il singolo nei confronti di un altro singolo o del gruppo nei
potere che una persona ha di esigere e di disporre di una confronti di un altro singolo o gruppo della stessa società
cosa, e di fare o pretendere un’azione. di appartenenza. La giustizia speciale si divide in 2:

Il primo vincolo della giustizia è di ordine giuridico: è I. La giustizia distributiva(stato): regola il rapporto
una questione oggettiva per cui si dà alla persona ciò che tra lo Stato e i cittadini, infatti lo Stato distribuisce
le spetta secondo un principio oggettivo. oneri(tasse) e benefici(servizi) ai cittadini
Il secondo vincolo della giustizia è di ordine etico: è seguendo il principio di equità. Ravasi dice: non c’è
una questione oggettiva e soggettiva per cui si dà alla peggiore ingiustizia che fare parti eguali fra diseguali;
persona ciò che le spetta sia secondo un principio
oggettivo e sia secondo un principio di umanità dato II. La giustizia commutativa (stato e cittadino): regola i
dall’amore. rapporti tra i singoli membri della società . In questo
rapporto entrambe le parti sono reciprocamente
soggetto di diritti e di doveri. La giustizia
commutativa ha come obiettivo gli scambi (di beni e b. Quando il danno non è direttamente inteso ma se 9
servizi) e i contratti stipulati per quel determinato ne è responsabili in base al principio del
scopo o proposito. Questo vuol dire che nei contratti e volontario in causa (quando cioè il danno sia
negli scambi commerciali, il valore di ciò che si dà (a conseguenza prevedibile di un’azione o di
una cosa) deve corrispondere al valore di ciò che si un’omissione evitabile). Il volontario in causa è un atto
riceve (ciò che ti danno deve corrispondere al prezzo colposo in cui non c’è volontà di danneggiare ma vi è la
che davvero vale). colpa di non aver adempiuto a una cautela dovuta.
La giustizia commutativa crea il perfetto Esempio: comportamento stradale, edile ed ecologico;
equilibrio, cioè la piena corrispondenza del diritto c. Nei casi di teppismo;
al dovere e l’uguaglianza quantitativa delle parti d. Ogni danno arrecato sia per incuria e sia per
teppismo ai beni della comunità.
al di là del principio della solidarietà e gratuità.

3. LA RESTITUZIONE 4. AL DI LA DELLA GIUSTIZIA


La restituzione è una riparazione ad un danno arrecato A volte la giustizia commutativa non è sufficiente per la
per ricreare l’ordine violato. realizzazione di una giustizia sostanziale poiché ha la
La restituzione è l’atto con cui si rende al proprietario stretta osservanza della giustizia commutativa può
legittimo ciò che per diritto stesso gli appartiene, oppure si legittimare la nascita di sistemi oppressivi e
riparano danni ingiustamente arrecati (ingiusta sfruttativi nei confronti delle povere genti. Ad
dannificazione) come ad esempio danni morali, fisici, esempio: il debito internazionale è una brutta piaga
economici, ecc. poiché a volte le nazioni ricche, avvalendosi del principio
L’ingiusta dannificazione è una sorta di furto commutativo, nell’aiutare i stati più poveri richiedono un
dimezzato: in essa non si ha la malizia dell’arricchirsi tasso di interesse alto potando gli stati poveri ad
ingiustamente ma del recar danno al prossimo nella sua indebitarsi sempre di più.
legittima proprietà . Si ha un’ingiusta dannificazione in 4
Per cui è necessario fare riferimento alla virtù della
casi:
gratuità (è quella giustizia nobile di cui parla Gesù )
a. Quando la si compie in odio al proprietario e
quando lo scopo è danneggiare qualcuno; affinché si possa riconosce nell’altro la fratellanza e di
conseguenza si possa rinunciare nel pretendere che l’altro
debba corrispondere tanto quanto noi gli abbiamo dato in volte, alcuni si chiedono se è giusto rispettarla o 10
precedenza. È quindi si rinuncia ad ogni costo alla meno.
reciprocità forzata. La gratuità è quella virtù che regola
7. LEGGI MERE PENALI (escamotage per aggirare la
i rapporti tra soggetti singoli e tra le comunità.
legge)

Nel passato si ammettevano 2 possibilità:


5. IL DIRITTO E LA SUA DETERMINAZIONE
È necessario determinare i contenuti concreti dei a. Eseguire la prestazione comandata;
diritti e cioè decidere cosa è mio e cosa è tuo nei vari b. Oppure pagare le pene previste per i trasgressori
settori della vita morale. I vari codici religiosi a volte se condannati come inadempienti. Era un modo
risultano generici e indeterminati poiché non sempre per giustificare la scappatoia alla legge poiché si
danno risposte precise e concrete ai problemi vari e poteva farla franca.
complessi. In passato questo ragionamento causava nella mentalità
delle persone che la legge non fosse uguale per tutti per
cui chi era furbo, potente e buon appoggiato si poteva
6. LE LEGGI CIVILI DELLO STATO permettere di non rispettare le leggi o addirittura di
Le leggi civili dello stato hanno lo scopo di determinare piegarle al proprio interesse.
ciò che è giusto o ingiusto nei rapporti interpersonali Oggi invece, partendo dall’idea che la legge ha come
dell’uomo. Le leggi dello Stato hanno l’obiettivo di: finalità il bene comune e la difesa dei diritti dei cittadini,
a. Tutelare il bene comune e far rispettare la bisogna dire che: “il contenuto delle leggi vincola in
giustizia; coscienza”.
b. Stabilire chi ha torto o ragione;
c. Tutelare i diritti e imporre doveri;
Dunque la legge civile (la legge positiva) fatta dell’uomo
(seppur imperfetta) cerca di determinare e precisare ciò
che è giusto per il bene comune. Anche se a volte la
legge civile presenta dei limiti. E dinanzi a questi limiti, a
8. LEGGI INGIUSTE ED EPICHEIA (= giusta L’obiezione di coscienza di fronte ad una legge dello Stato 11
interpretazione di una legge) attesta il valore prioritario della persona e della sua giusta
libertà, poiché afferma la necessità che ogni norma civile sia
Si ricorre al principio dell’epicheia quando entrano in coerente con il valore morale e richiama tutti (soprattutto i
conflitto nell’uomo la legge morale con la legge cristiani) ad ubbidire a Dio e non agli uomini.
vigente dello Stato. Tuttavia bisogna dire che l’epicheia
va usata quando si presuppone che la persona abbia un 10. LA RIFORMA DELLE LEGGI
equilibrio, una maturità ed una coscienza formata capace Le leggi civili non hanno un valore definitivo. Infatti le
di porre giudizi. Infatti dinanzi a determinate leggi lo leggi civili devono sempre essere confrontate con le
stato dà la possibilità di essere obiettori di coscienza. esigenze della giustizia naturale. Oggi nasce anche la
È giusto precisare che le leggi possono subire necessità di modificare sia le singole leggi e sia anche
cambiamenti e modifiche se non hanno riscontro con i interi sistemi giuridici degli stati per soddisfare le
problemi concreti. Ciò che interessa sapere è che la legge esigenze della giustizia naturale.
non deve essere osservata esteriormente ma deve essere
11. IL DIRITTO NATURALE
capita interiormente poiché la legge ha il valore di
Il diritto naturale viene prima della legge positiva. La
difendere e promuovere la persona.
legge naturale è legata alla natura interna dell’uomo che
Dio ha messo nel suo cuore.
9. COME COMBACIARE L’OBBEDIENZA ALLA LEGGE
La legge positiva ha il compito di determinare e
E L’OBIEZIONE DI COSCIENZA
normare in maniera più precisa la legge naturale. Per
La Chiesa ha sempre detto che se una legge prevede
questo la legge positiva deve confrontarsi con le
comportamenti ingiusti o dannosi nei confronti
problematiche dell’uomo, affinché la legge positiva possa
dell’altro, il cristiano è chiamato all’obiezione di
essere espressione delle esigenze umane e quindi
coscienza.
portavoce della legge naturale.
L’obiezione di coscienza non si radica nell’autonomia
assoluta del soggetto rispetto alla norma fatta da uno Stato,
ma l’obiezione di coscienza si fonda sulla fondazione
morale della legge civile.

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