Sei sulla pagina 1di 10

NOTIZIE A.N.P.I.

Chioggia
Foglio d’informazione della Sezione “Otilla Monti Pugno”

Anno VII° numero 76 copie inviate n. 497 GIOVEDI’ 17 MARZO 2022

PACE !
La Segreteria “CONDANNIAMO
nazionale ANPI:
FERMEMENTE L’INVASIONE DELL’UCRAINA”
La Segreteria Nazionale dell’ANPI condanna fermamente l’invasione della
Ucraina da parte della Federazione Russa. E’ un atto di guerra che nega il
principio dell’autodeterminazione dei popoli, fa precipitare l’Europa sull’orlo di
un conflitto globale, impone una logica imperiale che contrasta col nuovo
mondo multipolare, porta lutti e devastazioni.
L’ANPI, PRESENTE IN TUTTE LE MANIFESTAZIONI PER LA PACE:
ANCHE CHIOGGIA HA RISPOSTO PER LA PACE CON UNA
GRANDE MOBILITAZIONE POPOLARE SABATO 5 MARZO.

Tante, tante persone hanno risposto all’appello lanciato da associazioni,


movimenti, partiti cittadini, per chiedere la fine della guerra tra Russia e Ucraina.
Tra i promotori dell’iniziativa il TAVOLO CITTADINO PER LA COSTITUZIONE, l’
A.N.P.I., l’Associazione AMARE CHIOGGIA. Nel corso della manifestazione è
intervenuto per l’ANPI, il Presidente del Comitato cittadino Enrico Veronese.

CELEBRATO, DOMENICA 6 MARZO, IL XVII° CONGRESSO


PROVINCIALE DELL’A.N.P.I. DI VENEZIA.
IN PREPARAZIONE DEL XVII° CONGRESSO NAZIONALE IN PROGRANNA
DAL PROSSIMO 24 MARZO, si è svolto a Zelarino (Mestre-Venezia) domenica 6
marzo, il XVII° Congressp Provinciale della ASSOCIAZIONE NAZIONALE
PARTIGIANI D’ITALIA di Venezia, al quale hanno partecipato i due delegati di
Chioggia, Piergiorgio Vianello e Giorgio Varsisco. Tema centrale del congresso:
IL RAFFORZAMENTO E LA PIENA ATTUAZIONE DELLA CARTA
COSTITUZIONALE.
Nel corso dei lavori è stata evidenziata la posizione di netta condanna della
Associazione in merito all’invasione da parte della Russia dell’Ucraina,
auspicando che vengano subito fermate le azioni militari; trovata una soluzione
pacifica e si dia la massima assistenza alle popolazioni così duramente colpite
dalla tragedia della guerra. L’ANPI RIAFFERMA IL PRINCIPIO DELL’ARTICOLO
11 DELLA COSTITUZIONE.
Rafforzamento dell’Associazione e radicamento nel territorio, sono stati gli
argomenti più dibattuti e, infine, sono stati eletti i delegati al Congresso Nazionale
e i componenti del nuovo Direttivo Provinciale nel quale, in rappresentanza della
sezione di Chioggia è stato riconfermato il compagno Piergiorgio Vianello.
Nei prossimi giorni, il Direttivo provinciale sarà convocato per eleggere il nuovo
Presidente provinciale e a completare gli organismi statutari.
_________________________________________________________________

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

TESSERAMENTO 2022
Continua con successo la Campagna Tesserativa per l’anno 2022: a
tutt’oggi, abbiamo superato il 70% dei rinnovi e molto soddisfacenti anche i
numeri delle nuove adesioni.
Ricordiamo che la Sede di Calle Biseghella 346, rimane aperta tutte le
mattine (festivi e domeniche comprese) dalle ore 9.oo alle ore 11.00
Coloro che fossero impossibilitati a venire in sede nell’orario indicato,
possono telefonare; troveremo un orario o un luogo più consono.
INFO: 041.404647 (solo mattino) 3313456592 (pomeriggio e sera).
L’A.N.P.I. LA CASA COMUNE DI TUTTI GLI ANTIFASCISTI !
OTTO MARZO
IL MANIFESTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DONNE A.N.P.I.
27 GENNAIO - 10 FEBBRAIO
Come abbiamo ampiamente evidenziato sulla stampa locale, dobbiamo verificare come la
ricorrenza del 27 gennaio “GIORNATA DELLA MEMORIA dell’olocausto del Popolo Ebraico
e delle vittime Militari e Civili italiani internati nei lager nazisti” sia stata celebrata in modo
ridottissimo dall’Amministrazione comunale di Chioggia prendendo alla lettera le indicazioni
del Prefetto di Venezia che, per contrastare il Covid-19, auspicava, per l’appunto,
celebrazioni al minimo; cosa che invece, in molte città della provincia, è stata celebrata con
la dovuta solennità.
Speriamo che per le prossime ricorrenze del 25 aprile e 2 giugno, si ritorni alla consueta
celebrazione pubblica.
10 FEBBRAIO “GIORNO DEL RICORDO” delle vittime italiane delle foibe e l’esodo giuliano
dalmata. Ricordiamo questo giorno con la dovuta riverenza, perché siamo fermamente
convinti che tutte le vittime della guerra debbano essere degnamente ricordate. Nello stesso
tempo non possiamo non rilevare come, da parte degli ambienti della destra italiana, si tenti
di speculare su quei tragici avvenimenti per riabilitare in qualche modo il regime fascista e
l’occupazione della Jugoslavia durante la seconda guerra mondiale.

IL 27 GENNAIO A PADOVA
Giovedì 27 gennaio, in rappresentanza dell’ANPI di Chioggia, il Presidente Enrico Veronese
ha partecipato alle celebrazioni per la “GIORNATA DELLA MEMORIA”.
Dapprima all’orazione civile del sindaco di Padova, di Gianni Parenzo (Comunità Ebraica) e
di Maurizio Lenzi (Museo dell’Internato Ignoto), poi la installazione di una PIETRA
D’INCIAMPO all’Università per lo studente fiumano Desiderio Milch, quindi quella in Via dei
Fabbri 3 (Ghetto di Padova) per Paolo Shaul Levi, arrestato a Chioggia il 5 dicembre 1943 e
morto appena arrivato ad Auschwitz.. La professoressa Gina Cavalieri (Museo Ebraico) ha
tratteggiato la figura di Levi assieme ad alcune studentesse del liceo Tito Livio. Enrico
Veronese, con il Labaro dell’Associazione ha poi reso omaggio in Via San Martino e
Solferino, alla Pietra d’Inciampo in ricordo di Gemma Bassani, nata a Chioggia nel 1911 e da
Padova, deportata nel 1943 in un lager nazista.
PER NON DIMENTICARE…
Grazie alla ricerca storica del nostro Presidente ANPI di Chioggia Enrico Veronese, ci stiamo
adoperando perché il prossimo 27 gennaio 2023 si possano posare due nuove Pietre
d’Inciampo in memoria di altre due vittime della follia nazista. Ricordiamo che a Chioggia,
grazie all’ ANPI e con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, sono state installate 5
“Pietre d’Inciampo” in ricordo di GUIDO LIONELLO, nel 2019; GIUSTO GREGO e GIULIO
BERGO ORO nel 2020; ARDUINO BOSCOLO ANZOLETTI e GIOVANNI BULLO nel 2021.

PAOLO SHAUL LEVI


Paolo Shaul Levi, nato nel 1904 a Padova, aveva trascorso a Chioggia gli ultimi
quattro mesi della sua vita da uomo libero, tra l’agosto e l’autunno del 1943,
ospite della famiglia del fornaio Diomiro Toffoli. ARRESTATO IL 5 DICEMBRE
1943 E MAI PIU’ TORNATO DAL CAMPO DI STERMINIO NAZISTA DI
AUSCHWITZ.

CESARE CARMI
Nel 1941, dopo tre anni dell’entrata in vigore delle leggi razziali, Cesare Carmi – ventenne
figlio di una famiglia ebraica monferrina di casa a Genova – dopo un periodo scolastico non
brillantissimo viene inviato a Chioggia per lavorare nello stabilimento conserviero ittico
“SACIA” del cugino Mario Pontecorboli. Cesare trova sistemazione a casa di Sara Cirella e
Diomiro Toffoli,, “la zia e lo zio” (ricerche di archivio non consentono ancora di dirimere la
questione se fossero veri parenti, ma si sa che in laguna l’appellativo è rivolto anche per
affetto e vicinanza), titolari di un panificio in Corso Vittorio Emanuele II, all’angolo con Calle
Scopici.
Per adempiere alle formalità burocratiche, Toffoli segnala all’autorità della pubblica sicurezza
la presenza di Cesare in casa sua: per quanto vessati ed esclusi da moltissimi aspetti della
vita civile, nel 1941 e nel 1942 – a guerra mondiale ampiamente in corso – le cittadine e i
cittadini di religione ebraica non rischiano ancora per la propria incolumità personale. Anche
se già c’erano avvisaglie che andavano oltre l’apartheid: la famiglia di Cesare si rifugia tra il
Piemonte e Bologna, Mario Pontecorboli (pure “discriminato” per la sua attività d’impresa),
invita il cugino a seguirlo in Svizzere. Ma il giovane genovese a Chioggia ha trascorso due
anni spensierati, maturando amicizie e una tenera simpatia, ricambiata, per la coetanea Flavia
Silvestri, anche lei sfollata da Genova. Tra Calle Gabardi e Calle Gradara, dove viveva la
ragazza, nel giro di poche centinaia di metri si è sviluppato un nuovo nucleo di interesse
amicale e familiare, di chiara matrice antifascista: da Genova arriva Sellica, la sorella di Sara e
anche la più giovane parente Liliana Repetto, più tardi comandante partigiana nel centro
storico lagunare.
Alla fine dell’estate 1943, mentre i tempi si fanno via via più foschi, capita in città anche
PAOLO SHAUL LEVI, intellettuale padovano che del giovane potrebbe essere genitore, e si
unisce alla brigata ligure del Rione Sant’ Andrea dispensando cordialità e saggezza. Attorno a
loro, soccorrevole, la famiglia del capitano Vittorio Albertini, vicino di casa e di fede socialista,
futuro esponente del Comitato di Liberazione Nazionale. Forse per non lasciare quest’oasi di
apparente idillio, Cesare Carmi decide di non mettersi in salvo oltre confine.
Finché, il 30 novembre dello stesso anno (oltre due mesi dopo l’armistizio con gli
angloamericani, a quattro dalla caduta del fascismo con l’instaurazione della Repubblica
Sociale Italiana), una circolare del ministro dell’interno Buffarini impone, di concerto con le
autorità occupanti naziste, l’arresto di tutte e di tutti gli ebrei e la loro spedizione nei campi di
concentramento. Il 5 dicembre Paolo Shaul Levi, il 16 dicembre Cesare Carmi vengono
prelevati da casa Toffoli – l’indirizzo era noto per via della segnalazione innocente di due anni
prima – e tradotti al carcere di Venezia, dove dormono anche per terra. Cesare così comincia
a scrivere incessantemente alla sua Flavia, cercando anche di tranquillizzarla: chiede aiuto per
risolvere le spicciole necessità del suo nuovo stato di privazione (biancheria, cibo, denaro), si
lascia andare a pensieri per il futuro, la presenza del più anziano Paolo gli da conforto. Nelle
ultime ore del 1943 i due vengono trasferiti a Fossoli, nel Carpigiano, in quello che dopo la fine
della guerra verrà conosciuto come l’ultimo passaggio prima dei lager tedeschi: qui Cesare
viene inserito nel lavoro in cucina e comincia a pensare che tornerà libero solo dopo la fine
delle ostilità e l’abrogazione delle leggi raziali. Non è purtroppo così: il 22 febbraio 1944 tutti i
reclusi di Fossoli partono per Auschwitz a bordo di treni per il bestiame, non tutti arrivano vivi.
DI PAOLO SHAUL LEVI E DI CESARE CARMI, PIU’ NESSUNA TRACCIA NE’ TANTOMENO
LETTERA: IL SECONDO DIVENTA UN NUMERO, 174482, TATUATO SOPRA IL BRACCIO
SINISTRO.
Nel febbraio 1946, a guerra conclusa verso il referendum istituzionale che farà dell’Italia una
Repubblica, Liliana Repetto – che un anno prima aveva condotto il Servizio Informazione e
Propaganda verso la liberazione di Chioggia – scrive alla famiglia di Cesare per dire che ha
incontrato un sopravvissuto da Auschwitz, il veneziano Luciano Mariani (che lassù aveva
perso tutti i propri cari), il quale aveva conosciuto proprio il genovese nel servizio alla Buna, la
fabbrica di gomma plastica interna al campo di sterminio, dove aveva lavorato anche Primo
Levi.
Succede che nel gennaio 1945, quando l’avanzata dell’Armata Rossa era ormai inesorabile, i
nazisti abbandonarono il lager in fretta e furia, lasciando dietro solo gli infermi agonizzanti e
trascinando con se, nella neve della steppa polacca, coloro che erano ancora in grado di
camminare. Tra essi appunto Cesare Carmi, che inevitabilmente trovò la morte durante la
lunga traversata. Non una data, non una sepoltura sono di lui note, così come per Paolo Shaul
Levi, probabilmente finito nel gas.
A Genova, a Padova, a Chioggia hanno continuato a piangerli in tanti. Tra essi, Flavia
Silvestri, che aveva conservato tutte le lettere scambiate con Cesare in prigionia. Finché, nel
2013, alla sua scomparsa il marito Alessandro Cerruti (già collega di Carmi), le ritrova intatte e
le consegna alla Comunità Ebraica di Genova, che ha provveduto a recapitarle a Luciana
Laudi, figlia di Elda, la sorella di Cesare. Due anni fa la signora archivista storica e
collaboratrice del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, decise di pubblicarle in
un volume edito da Il Prato, “Venezia-Fossoli: direzione Auschwitz”. Ed è come farli rivivere
per sempre, nello spirito della Chioggia del tempo.
Il volume è acquistabile in formato fisico ed abook dal sito della casa editrice “IL
PREATO” oppure da https://www.ibs.it/venezia-fossoli-direzione-auschwitz-lettere-libro-
luciana-laudi/e/97888633647736

LUTTO
Mercoledì 16 febbraio è venuto a mancare il caro amico e compagno DINO
BALDIN, militante dell’ANPI e dirigente comunista, già consigliere
comunale di Chioggia per il P.C.I. e poi per Rifondazione Comunista.
Qualche anno fa, Dino Baldin aveva raccolto in un volumetto “IL GIOCO
DEL TEGOLINA” la sua lunga militanza ed esperienza politica.
Al funerale, svoltosi lunedì 21 febbraio a S.Anna di Chioggia, l’ANPI è stata
presente con il Segretario e il Labaro del Comitato assieme a tanti altri
amici e compagni.

Seguite l’ANPI di Chioggia anche nella pagina


fb: “ANPI CHIOGGIA”

Per seguire l’ANPI nazionale:


www.anpi.it - www.patriaindipendente.it

RINGRAZIAMENTO
Ringraziamo vivamente il caro amico e compagno MARIO GIANNI per
averci permesso l’acquisto di una nuova stampante, indispensabile per
l’attività della sezione.

NOTIZIE A.N.P.O. Chioggia Anno VII° Numero 76 Copie inviate n. 494


GIOVEDI’ 17 MARZO 2022
Foglio informativo del Comitato A.N.P.I. di Chioggia: Calle Biseghella
n.346 - Tel. 041.494647 email: anpichioggia@libero.it
LA SEDE RIMANE APERTA TUTTE LE MATTINE (festivi e domeniche
comprese) DALLE ORE 9.oo ALLE ORE 11.oo
PRESSO LA SEDE SONO A DISPOSIZIONE COPIE STAMPATE DEL
NOTIZIARIO.

Potrebbero piacerti anche