Sei sulla pagina 1di 3

PERCORSO: UN MONDO A COLORI

Musica – Slide Orchestra


Il timbro è quel carattere del suono che ci permette di capire da quale voce o da
quale strumento è prodotto un suono. Ogni persona ha un proprio timbro vocale
diverso così come per gli strumenti. Due suoni che hanno uguale altezza, durata
ee intensità, sembrano molto diversi se li ascoltiamo da strumenti diversi perchè
il loro timbro dipende:
- dal materiale, dalla forma e dalle dimensioni dello strumento,
- dal mezzo vibrante che produce il suono (corde, fiato, legno, metallo),
-dal modo in cui lo strumento è suonato, battendo, soffiando, pizzicando...

Il timbro musicale può anche essere definito "colore del suono" e naturalmente
non è misurabile. Il timbro, infatti, non si scrive ma si descrive, tramite le
caratteristiche sonore o le sensazioni che producono.
Le prime orchestre si definirono all'inizio del Seicento con lo svilupparsi del
periodo barocco e si sono evolute nel tempo in base al movimento musicale. Ne
troviamo principalmente di quattro tipi:
-l'Orchestra Barocca, tra il Seicento e l'inizio del Settecento;
-l'Orchestra Classica, nel pieno Settecento;
-l'Orchestra Romantica, nei primi decenni dell'Ottocento;
-l'Orchestra Sinfonica Moderna, risalente alla seconda metà dell'Ottocento.
Nell'Orchestra Barocca, troviamo principalmente strumenti a corde strofinate
presidiati da un clavicembalo nella zona dove ora c'è il direttore d'Orchestra. A
questa Orchestra d'Archi si potevano aggiungere strumenti quali trombe, oboi e
fagotti. Qui si può parlare di una formazione monocromatica, in quanto tutti gli
strumenti puntano a completare gli spazi dell'altro in un'unica armonia.
Nell'Orchestra Classica, c'è uno sviluppo nella quale l'orchestra si arricchisce di
clarinetti, flauti, trombe e corni oltre alla presenza degli archi per arrivare fino a
40 elementi. Insieme alla precedente, si esibivano nei saloni dei nobili,
chiamandosi così, orchestre da camera. Nella Classica, ogni strumento viene
messo al centro dell'attenzione, si può quindi dire che ogni sezione ha un suo
colore.
Nell'Orchestra Romantica, si perfezionano gli strumenti creandone di nuovi: agli
ottoni si aggiungono tube e tromboni, ci furono nuovi strumenti a percussione e
il pianoforte sostituì definitivamente il clavicembalo. Questi ormai suonavano nei
teatri e nelle sale da concerto. Qui otteniamo una colorazione in base agli archi:
nell'arco esterno troviamo gli ottoni e le percussioni, talvolta accompagnati da
un'arpa, nell'arco centrale troviamo i legni, suddivisi a loro volta in ancia
semplice e doppia, nell'arco interno

troviamo gli immancabili archi, che lasciano ogni tanto uno spazio a sinistra del
direttore d'Orchestra per il pianoforte.
Nell'Orchestra Sinfonica Moderna, gli strumenti più numerosi sono ancora gli
archi e appaiono così disposti: nella fila anteriore i primi 16 Violini seguiti da un
gruppo di Secondi Violini di ugual numero, al centro le viole e a destra violoncelli
e contrabbassi, strumenti a fiato disposti in file nello spazio centrale, ottoni e
percussioni nell'ultima fila in alto. Otteniamo in questo caso una disposizione di
timbri a fette, in tre parti troviamo, gli strumenti che suonano insieme. La fascia
sinistra è composta dai violini, che devono essere quasi un unico suono tra loro
perché devono dare delle fondamenta solide per gli altri strumenti, nella fascia
centrale, strumenti a fiato e viole, la parte che rende caratteristico il pezzo che
viene eseguito, e la fascia destra, con violoncelli, contrabbassi e percussioni, che,
essendo molto forti, devono contrastare la parte delicata della fascia centrale
per ottenere un intreccio di suoni. (esecuzione)

Vorrei concludere questo percorso con una citazione.


"Il giallo brucia al sole, il viola scappa al tramonto, il nero si fa sempre più scuro,
il rosso finisce subito, e l'azzurro costa caro. E a fare il cielo ce ne vuole... mica
solo un tubetto!" Antonio Albanese

Potrebbero piacerti anche