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PARENT

COACHING

Genitori al Top con


il Parent Coaching
WWW.PARENTCOACHING.IT

 Veronica Remordina
INDICE
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Essere genitori oggi…………………………………………………………………………………………………pag 2

Le due consapevolezze genitoriali..…………………………………………………………………pag 6


- Tuo figlio va bene così com’è
- Tu come genitore vai benissimo così come sei

Chiarisci i tuoi obiettivi con il Parent Coaching …………………………………….…pag 10

Esercitazione “scrivi il tuo obiettivo” ………………………………………………………………pag 17

Quali sono i 3 ostacoli più comuni da superare ………………………………….…..pag 19


- Non sai da dove cominciare? Passa all’azione
- Le giornate no, trasformale in giornate SI’
- I sensi di colpa, trasformali in energia utile

L’empatia è la chiave che ti aiuta a superare egregiamente le difficoltà


con tuo figlio .………………….....................................................................................................….pag 25

I punti salienti……………………………………...……………………………………………………………….......pag 30

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ESSERE
GENITORE OGGI

Quante volte ti è capitato di avere a che fare con


capricci, rabbia, pianti inconsolabili, litigi tra
fratelli, tuo figlio che non ascolta o che non parla,
rifiuto del cibo e tanto altro?
Con molta probabilità, se sei genitore, stai
attraversando o hai attraversato almeno una di
queste difficoltà e se hai due o più figli è possibile
che queste immagini tu le veda proiettate, una
dopo l’altra, nel tuo film quotidiano.

Perché? Perché come recita il vecchio saggio “fare


il genitore è il lavoro più difficile del mondo”.

A volte, dopo lotte, capricci e pianti sembra quasi


che l’immagine migliore che, a un genitore, si
possa prospettare sia quello di riuscire a tirare
avanti e di sopravvivere senza subire troppe ferite
di guerra.

Questo ebook di www.parentcoaching.it è per te


che vuoi semplicemente migliorare il rapporto
con tuo figlio preservando il tuo benessere
personale e familiare. Perché ogni genitore
desidera il meglio per sé, per il proprio figlio e per
la propria famiglia. La tranquillità, il benessere
emotivo e l’efficacia genitoriale sono ben lungi
dal concetto di mera sopravvivenza.

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Posso affermare con certezza che ogni genitore sia alla ricerca della
felicità.
Perché ne sono certa? Perché fa parte della natura di tutti i genitori
desiderare una vita lucente, una felicità persistente, un equilibrio
emotivo, forza e sicurezza per sé e per il proprio figlio. Tutti gli esseri
viventi si muovono verso una crescita positiva ed armonica, è sufficiente
immaginare una piantina, il cui seme, quando trova il terreno fertile e le
migliori condizioni climatiche, raggiunge lo stato di benessere propizio
per crescere e trasformarsi in una pianta rigogliosa, verdeggiante e
fruttifera.
Lo stesso vale per gli esseri umani: il benessere generale è il pilastro
vibrante di energia su cui si fondano la crescita e il miglioramento.
Attraversare momenti in cui i pensieri e le emozioni vanno ai 300 km/h,
per via dei comportamenti del proprio figlio, è più che normale. È
 proprio in quei momenti che puoi cogliere una grandissima
opportunità, quella di fermarti un attimo per immaginare uno scenario
differente e per interrogarti su queste domande:

Cosa voglio davvero come genitore?

Come posso migliorare il nostro rapporto?

Come voglio crescere mio figlio?

Come posso aiutarlo a stare meglio?

Come posso aiutarlo a vivere con più calma e serenità la sua vita?
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Queste domande, sono un punto di partenza per capire cosa desideri,


quali azioni puoi mettere in atto per generare un vortice di serenità e di
conseguenza per migliorare notevolmente la relazione con tuo figlio.
Si dice che il ruolo del genitore, nella società attuale, sia determinante
per il benessere dei bambini e dei ragazzi.

Infatti è da più parti riconosciuto che le mamme e i papà fungono da


vere e proprie figure chiave, nonché guide di vita per i loro figli. Con
tale consapevolezza, viene da sé, che sono necessari sempre più corsi e
percorsi di crescita in grado di aiutare i genitori a sentirsi guide più
soddisfatte e più consapevoli del loro ruolo.
Come ha scritto Sathya Sai: “l’influenza dei genitori sulla mente dei
propri figli è fondamentale. È, infatti, l’influenza primaria e
predominante per la personalità e le dinamiche comportamentali del
bambino”.
Gli anni dell’infanzia sono essenziali per lo sviluppo del carattere di
una persona, della sua mente, della sua personalità, delle convinzioni
che ha su sé stessa e sulla sua autostima, e senza ombra di dubbio
stare dietro a capricci continui, sfoghi di rabbia, difficoltà di relazione e
di comunicazione fa perdere tempo prezioso a ciò che conta:

La valorizzazione dei talenti;

Lo sviluppo della volontà;

l’insegnamento della perseveranza e del coraggio;


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Il mantenimento del giusto equilibrio emotivo.  reserved
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Perché i genitori sono i primi insegnanti dei loro figli e come ripeto
spesso “il ruolo genitoriale è uno dei più importanti dell’intera società,
è il ruolo che crea il fondamento del divenire”.

Ciò che viene chiesto ai genitori di oggi è un impegno su più fronti, un


impegno a 360° sull’educazione dei bambini e oggi più di ieri è
necessaria maggiore consapevolezza educativa per aumentare nei
bambini e nei ragazzi la fiducia nelle proprie abilità, l’intelligenza
emotiva, l’ottimismo verso il futuro, la resilienza (scopri cos’è la
resilienza sul blog di www.parentcoaching.it), la perseveranza e le
capacità relazionali ed empatiche.

Se stai pensando che anche i genitori di 30/40/50 anni fa sono riusciti


a crescere bambini con grandi capacità personali nonostante avessero
meno strumenti e risorse rispetto ai giorni nostri, su questo sono
pienamente d’accordo con te. Tuttavia sono sempre più numerosi gli
psicologi e i sociologi che affermano che ciò che è cambiato, fra le
altre cose, sono i valori fondanti della società in cui viviamo. Inoltre la
tecnologia ha portato ad abitudini comunicative che spesso privano le
relazioni di quel calore umano che tanto è importante.

La crescita dei bambini, di conseguenza, è fortemente influenzata


dalle nuove circostanze di vita: parlo di bambini e di ragazzi che
sovente vengono sballottati da un’attività all’altra, che sono lasciati
meno tempo all’aria aperta, che passano molto più tempo attaccati ai
dispositivi digitali e ai videogiochi, crescono nell’idea che solo
attraverso la competizione sia possibile emergere. I genitori di oggi,
d’altra parte, vivono sulla loro pelle gli esiti di una società troppo
confusa e stressante, con eccessive pressioni da un punto di vista
economico e spesso subiscono talmente tanto le fatiche del contesto
lavorativo che arrivano a sera, dai loro figli, deprivati delle forze
mentali e fisiche necessarie per dedicarvisi appieno, con pazienza e
con amorevole fermezza. 

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LE DUE
CONSAPEVOLEZZE
GENITORIALI

Migliorare il rapporto con tuo figlio significa vivere


appieno i momenti per voi emotivamente
importanti, godere di ogni istante trascorso in sua
compagnia, superare nel modo migliore possibile
tutti gli ostacoli che si frappongono fra te e la tua
piena soddisfazione nel ruolo di mamma o di
papà. Per raggiungere questo risultato, a mio
parere, è fondamentale che tu sia consapevole di
questi due aspetti:

il primo è che tuo figlio va sempre bene così


com’è;

il secondo è che tu come genitore vai benissimo


come sei.

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LA PRIMA CONSAPEVOLEZZA GENITORIALE:


TUO FIGLIO VA SEMPRE BENE COSÌ COM'È

Sicuramente di tuo figlio c’è qualcosa che ogni tanto ti fa innervosire,


non sono qui per sciorinarti filippiche sul fatto che a te come genitore
debba andarti bene tutto, sono mamma anch’io e ho ben chiara l’idea
di cosa significhi avere un bambino che esplode nei capricci, che non
ascolta o che si oppone.

Ogni persona può essere considerata su due piani distinti: quello


dell’identità e quello dei comportamenti. Nel suo essere come persona,
tuo figlio va sempre bene così com’è, perché lui è l’insieme di tutte le
sue passioni, delle sue idee, delle sue emozioni, dei suoi valori, dei suoi
pensieri e tutto questo è ben diverso dai suoi comportamenti. Se fa
qualcosa che tu reputi sbagliato, o che ti fa innervosire o soffrire,
ricordati che ad essere scorretto è il suo comportamento, lui invece
resta sempre il tuo bambino, quello stesso bambino che quando cade e
si fa male ha bisogno di te per rialzarsi e per stare bene. Anche quando
fa qualcosa che ti fa innervosire, lui ha bisogno di te e della tua
comprensione per sentirsi accolto e per essere aiutato a diventare un
adulto con alti valori, onesto e felice.

Accettare tuo figlio così com’è non significa che tu debba accettare che
lui faccia azioni sbagliate, significa semplicemente avere ben distinti i
due aspetti di cui ti ho parlato e comunicare con lui di conseguenza:
“Amore, lo sai di essere un bambino intelligente, in questa occasione ti
sei comportato in questo modo… e le conseguenze sono state…”.
Accettando sempre tuo figlio così com’è, si sentirà accolto, compreso e
amato e sarà più incline ad ascoltarti.
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LA SECONDA CONSAPEVOLEZZA GENITORIALE:


TU COME GENITORE VAI BENISSIMO COSÌ COME SEI

Anche se la tua impressione è che a volte con tuo figlio vada tutto
storto, perché non ti ascolta, fa i capricci, ha esplosioni di rabbia che tu
non sai come gestire. Se ti guardi intorno e hai la sensazione di essere
circondato da genitori perfetti che manifestano tripudio e splendore sui
social, a scuola o al parco, che nulla hanno a che vedere con l’ultimo
episodio in cui hai perso le staffe con tuo figlio, ebbene ho una cosa da
rivelarti:

tu come persona vai bene così come sei: il genitore perfetto esiste solo
nell’immaginazione!

La perfezione è uno standard ideale pericoloso perché ostacola il reale


raggiungimento degli obiettivi. Chi ricerca la perfezione sposta
continuamente “più in là” l’asticella senza mai raggiungere un risultato
che lo soddisfi o che lo renda pienamente felice, andando quindi a
minare la propria autostima. La ricerca della perfezione è quindi
diversa dalla ricerca del miglioramento attraverso obiettivi
pienamente raggiungibili che portano soddisfazione personale. Il
perfezionismo conduce diritto al fallimento, perché è praticamente
impossibile non solo essere perfetti, ma anche decidere che cosa
oggettivamente sia perfetto.

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Se la perfezione, come ho detto, è inesistente, ciò che invece esiste ed è


realmente concretizzabile è il miglioramento. Se inizi a pensare in
termini di miglioramento, ogni volta che raggiungi un obiettivo sarai
talmente felice e soddisfatto di te che non sarà più necessario fare
paragoni con gli altri genitori, perché TU SEI TU e sai di lavorare sodo
nel raggiungimento del tuo benessere. Se ad esempio di fronte alle
pretese di tuo figlio sarai in grado di mantenere la calma e di parlare in
maniera efficace mantenendo il piano della comunicazione su livelli di
ascolto, empatia e comprensione, potrai dire di esserti impegnato a
fondo per quell’ obiettivo, potrai gioire e avere la motivazione giusta per
continuare a porti obiettivi sempre nuovi da raggiungere pienamente
fiero e felice di te.

Probabilmente quei genitori, che apparentemente ti sembrano perfetti,


hanno effettuato loro stessi percorsi di miglioramento, o volta per volta
mettono in campo strategie e tecniche differenti a seconda del risultato
che vogliono raggiungere o hanno preso esempio da modelli efficaci. Di
conseguenza l’impressione è che riescano più facilmente nelle imprese
ardue, ed effettivamente è così, ma questo non significa che siano
perfetti.

Quello della ricerca della perfezione è a mio parere il primo ostacolo


personale da superare per andare nella direzione dei propri obiettivi in
campo genitoriale. Perché se tu ti accetti così come sei,
semplicemente come una persona che può sbagliare e al contempo
vuole migliorare, anche tuo figlio di conseguenza sarà influenzato dal
tuo atteggiamento mentale positivo e ti prenderà come esempio,
portando una ventata di rilassatezza in famiglia.
CHIARISCI I TUOI
OBIETTIVI CON IL
PARENT
COACHING
Come per gli altri ambiti di vita, anche la carriera
del genitore è ricca di piccoli e grandi obiettivi, il
cui raggiungimento può incrementare la
soddisfazione e l'autostima personale. Quando si
parla di obiettivi si pensa molto spesso agli
obiettivi lavorativi, al raggiungimento del peso
forma, al conseguimento di un titolo di studio, al
miglioramento della performance sportiva,
lasciando per ultimi gli obiettivi in ambito
genitoriale, pensando che essi siano qualcosa di
poco conto.

In realtà, gli obiettivi che influenzano


direttamente il benessere e la tranquillità
dell’entourage familiare hanno un impatto di
grande rilievo nella vita delle persone, perché
aiutano l’intero nucleo a vivere con maggiore
serenità le piccole e grandi sfide della
quotidianità. Più un genitore è in grado di porsi
degli obiettivi stimolanti e di crescita, più si sente
soddisfatto, utile ed efficace quando li raggiunge.

Gli obiettivi raggiunti con successo è un po’ come


se fossero tante medaglie e coccardine che
aumentano il senso di autoefficacia dell'adulto,
che si sente orgoglioso di aver tagliato il nastro dei
propri traguardi.
Oggi come oggi, a mio dire, è indispensabile
chiarire cosa si desidera raggiungere per sé e per il
proprio figlio. Perchè il compito del genitore, si sa
è un ruolo con molte responsabilità e come tale è
all rights 10 importante avere una direzione da seguire.
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Pensaci bene, tutti gli esseri viventi hanno come scopo naturale quello
di nutrirsi per crescere e di riprodursi per portare avanti la loro specie, è
la natura e l’essenza della vita, diventare genitore fa parte della natura
umana e poter svolgere questo compito con semplicità, naturalezza e
soddisfazione è ciò che può fare la differenza tra una famiglia felice e
una famiglia, che al contrario, si lascia trascinare dagli eventi. Ciò è ben
lungi dal pensare che le mamme e i papà di questo mondo debbano
esclusivamente dedicarsi al loro ruolo senza pensare a null’altro.

Piuttosto significa focalizzare l’attenzione sugli aspetti che contano


davvero, rispettando e favorendo il proprio benessere e quello di tutta la
famiglia, perché alla fine ciò che conta è semplicemente creare una
visione positiva e ottimista, grazie alla quale trasmettere al proprio figlio
tutto l’insieme di valori, abilità, idee, che lo possono aiutare a diventare
una persona consapevole e felice. Ebbene le scelte sono due o si lascia
tutto in mano al lancio casuale della monetina, oppure si dà spazio alla
definizione di obiettivi che portino un valore aggiunto, che aiutino te e
la tua famiglia a vivere più semplicemente la realtà di ogni giorno, in
modo da concentrarvi su ciò che conta per voi come famiglia.

Perché? Perché essere genitore è un ruolo in evoluzione, formato da


tante tappe e tanti traguardi; raggiungerli, giorno dopo giorno, aiuta a
migliorare sè stessi e di conseguenza anche la relazione con i figli.
Insomma, come dice Seneca: “non esiste vento favorevole per il
marinaio che non sa dove vuole andare”. 
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Come si chiarisce un obiettivo genitoriale?

Innanzitutto chiediti cosa è veramente importante per te, solo tu


conosci te stesso e puoi decifrare le situazioni che richiedono un
miglioramento (comunicare meglio con tuo figlio, gestire in maniera
utile il tuo stato emotivo, prendere una scelta importante, migliorare
la relazione con lui, aiutarlo a stare meglio, aiutarlo a comunicare più
efficacemente, facilitare l’espressione delle sue emozioni...).
E’ partendo dalle aree che tu senti e vedi come problematiche che
puoi costruire il tuo percorso di miglioramento.
Come puoi, allora, formulare il tuo obiettivo in modo da mettere un
paletto fermo che ti aiuti a mantenere il focus e ad organizzare le tue
azioni di conseguenza? Se il tuo desiderio è quello di migliorare il
rapporto con tuo figlio, aiutati con la seguente breve guida per
trasformare questo tuo desiderio in un obiettivo concreto.

Specificità.
Un buon obiettivo è specifico, ovvero va formulato dettagliatamente,
inserendo più informazioni possibili e va espresso al positivo (evita le
frasi al negativo del tipo: “non voglio più arrabbiarmi, non voglio più
sentirmi inutile…”). Un esempio di obiettivo specifico e affermativo è
questo: “io voglio vedermi, sentirmi e percepirmi più calmo quando
mio figlio fa i capricci, voglio inoltre aiutarlo a trovare la calma con più
facilità attraverso l’uso, da parte mia, di parole e di azioni più efficaci”.
Formula il tuo obiettivo sempre in prima persona, così da renderlo
controllabile attraverso le tue azioni. Un conto è se tu dici: “io voglio
aiutare mio figlio a calmarsi” dove il verbo “aiutare” implica che “tu”
come soggetto metti in moto tutta una serie di azioni di cui hai il pieno
controllo e sei direttamente responsabile. Tutt’altro conto sarebbe se
tu pronunciassi la frase “io voglio che mio figlio smetta di fare i
capricci”, questa frase, non è un obiettivo perché la sua riuscita è fuori
da ogni tuo controllo.

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Misurabilità.
La misurabilità è ciò che permette di capire se si è sulla strada giusta
nella direzione del proprio obiettivo. Quando si tratta di definire
obiettivi aziendali, di performance sportiva oppure obiettivi fisici, la
misurabilità è facilmente definibile da numeri: ad esempio l’aumento
di fatturato di un’azienda indica che l’azienda sta lavorando nella
direzione del suo obiettivo; per un corridore l’aver percorso più
chilometri in un determinato periodo di tempo, sta a significare che il
suo allenamento dà i suoi frutti; per una persona che vuole
raggiungere il suo peso forma, la misurabilità è definibile grazie al
numero che legge sulla bilancia. Quando si tratta di obiettivi
genitoriali, per la maggior parte dei casi la misurabilità riguarda
l’aspetto comportamentale.
I cambiamenti comportamentali possono essere misurati nell’ordine
della comparsa più o meno frequente di un’azione che prima non
c’era. Se, ad esempio, il tuo obiettivo è quello di vederti o di sentirti più
calmo quando tuo figlio fa i capricci, la misurabilità si riferisce alla
comparsa di uno o più comportamenti utili al raggiungimento
dell’obiettivo (il tono della voce basso e calmo, lo sguardo diretto agli
occhi di tuo figlio, i movimenti corporei più lenti e controllati,
percepire uno stato di calma interiore). La domanda che ti suggerisco
per definire la misurabilità è: “cosa dovrebbe accadere affinchè tu
capisca che sei sulla buona strada per raggiungere il tuo obiettivo?”. 

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Ambizione.
Riguarda la scelta di un obiettivo stimolante, che solleciti la voglia di
sperimentare e di mettersi in gioco, che tenga alta la motivazione. Un
obiettivo al di sopra delle proprie capacità è in grado di stimolare
l’apprendimento, la crescita personale e il miglioramento, di
conseguenza il suo raggiungimento è in grado di nutrire l’autostima.
Se tu ti ponessi un obiettivo banale e facilmente raggiungibile, con
buona probabilità non saresti motivato a porti altri obiettivi, potresti
addirittura sentirti demotivato. Un obiettivo da raggiungere è uno
scopo che arricchisce la mente e le azioni quotidiane, porta una
ventata di aria nuova e di positività che vengono assorbiti per osmosi
da tutti i membri della famiglia.
Per questo motivo ti suggerisco di non accontentarti, di non partire
dalle bricioline sperando che il resto verrà di conseguenza. Pensa a ciò
che veramente ti aiuterebbe nella relazione con tuo figlio, pensa a
come puoi raggiungere la tua meta in grande, lasciandoti a bocca
aperta.

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Realizzabilità.
Una volta definito chiaramente il tuo obiettivo, fai in modo che sia
realizzabile grazie a strategie concrete che ti aiutino a raggiungerlo.
Fai un’analisi realistica di tutto ciò di cui hai bisogno per raggiungere il
tuo obiettivo in termini di risorse, sia interne a te (ad esempio lo stato
emotivo) che esterne (ad esempio libri, corsi, babysitter), valuta le
influenze ambientali, suddividi il tuo obiettivo in sotto-obiettivi e
quindi fai un piano d’azione ben dettagliato. Il piano d’azione è
fondamentale per sapere cosa fare, entro quando farlo e come farlo.
Mettere per iscritto un piano d’azione, ti aiuta a capire quali sono le
risorse che già possiedi e quelle di cui hai bisogno.
Aiutati con queste domande: “di cosa hai bisogno per realizzare il tuo
obiettivo? Come puoi scomporlo in sotto-obiettivi per facilitarti nel
suo raggiungimento?”.

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Temporalità.
Fissa una data di scadenza che diventi per te come un faro nella notte.
La data di scadenza indica con precisione il giorno entro cui vuoi
realizzare il tuo obiettivo, in assenza di una data il rischio è quello di
perdersi nei meandri del tempo.

SUL BLOG DI
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ARTICOLI.

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ESERCITAZIONE
“SCRIVI IL TUO OBIETTIVO”
Prendi carta e penna, e aiutandoti con la guida precedente, rispondi alle
domande di questa sezione per formulare il tuo obiettivo. Perché è
importante che tu metta per iscritto l’obiettivo? Perché il fatto di
poterlo vedere, stringere e rileggere quando vuoi, non solo ti aiuta a
mantenere il focus sulle azioni da compiere, ma, ti aiuta a renderlo
effettivamente più tangibile. Inoltre avere un pezzetto di carta con
scritto lo scopo finale e il piano d’azione per raggiungerlo, diventa per te
come un porto a cui fare ritorno ogni volta che il mare è in tempesta. Io
ad esempio ho un quaderno interamente dedicato agli obiettivi e sai
una cosa? Mettere le spunte vicino agli obiettivi che raggiungo mi dà
una grandissima soddisfazione.

Qual è il tuo obiettivo più grande nel tuo percorso di crescita


genitoriale? 

Cosa vuoi più di tutto?

Cosa conta per te veramente? 

Cosa puoi fare tu stesso, affinchè il tuo obiettivo sia realizzabile?

Entro quando vuoi raggiungere il tuo obiettivo? 

Cosa dovrebbe accadere, affinchè tu capisca di essere sulla strada


giusta per il raggiungimento del tuo obiettivo?
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ESERCITAZIONE
“SCRIVI IL TUO OBIETTIVO”
Di cosa hai bisogno per poter realizzare il tuo obiettivo a livello di
risorse? (sicurezza, calma, libri, corsi, sessioni di coaching, pc,
automobile, cercare una baby-sitter, ludoteca…) 

Di queste risorse, quali sono quelle che già possiedi? 

Come puoi implementare o acquisire le risorse che ti mancano? 

Entro quando le acquisirai? Come le userai?

Puoi scomporre il tuo obiettivo in sotto-obiettivi? Ovvero quali sono


tutti i passi da compiere che ti avvicinano alla realizzazione del tuo
obiettivo?

Qual è la loro data di scadenza? 

Quindi cosa farai? Come lo farai? E quando lo farai? 

Ora scrivi il tuo obiettivo e il tuo piano d’azione completo.


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QUALI SONO I 3
OSTACOLI PIÙ
COMUNI DA
SUPERARE
Ora che hai chiarito il tuo obiettivo ciò che ti resta
da fare è agire per metterlo in pratica passo dopo
passo. Sono certa che con la costanza, la
determinazione e la volontà sarai in grado di
mantenere il tuo focus verso ciò che più desideri.

Se qualcosa dovesse frapporsi fra te e il tuo


obiettivo potrai viverlo come l’opportunità per
pensare a nuove soluzioni strategiche. Per
esperienza ho notato che ci sono tre ostacoli che
si presentano con più ricorrenza, andiamo a
scoprirli assieme.

Domande? Scrivi a
info@parentcoaching.it

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NON SAI DA DOVE COMINCIARE? PASSA ALL’AZIONE

Hai presente quando a inizio anno si scrivono i buoni propositi per


l’anno nuovo? Lo sai che una piccolissima percentuale di persone
raggiunge effettivamente, nel corso dell’anno, ciò che si è prefissata?
Tanti buoni propositi vengono chiusi nel cassetto dei sogni e restano
fermi lì senza alcuna speranza di essere realizzati.
Perché? Succede più spesso di quanto si possa immaginare, persone
che vogliono fortemente il cambiamento per migliorare qualcosa nella
loro vita (in questo caso nella relazione genitore figlio), si scontrano con
il primo vero passo verso il cambiamento: il passare all’azione.
Che cos’è l’azione se non ciò che permette di uscire dalle situazioni di
stallo, di indecisione e di infelicità?

Passare all’azione significa letteralmente prendere il proprio obiettivo


con il piano d’azione relativo e fare il primo passo. Quale che sia il tuo
obiettivo, fai il primo passo, solamente agendo si possono fare
valutazioni, correzioni e miglioramenti.

Se ad esempio hai come scopo quello di migliorare il rapporto con tuo


figlio, che magari non ti ascolta quando gli parli, e sul tuo piano d’azione
hai scritto che il primo passo da compiere è quello di acquistare un libro
sulla comunicazione fra genitori e figli, vai in libreria e acquistalo.
L’azione è ciò che ti permette di raggiungere i tuoi obiettivi. E se
associata all’azione metti una buona dose di volontà, determinazione e
costanza stai pur certo che puoi raggiungere anche le tue mete più
ambiziose.
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LE GIORNATE NO, TRASFORMALE IN GIORNATE SI’

A lavoro hai avuto un imprevisto?


Hai passato l’intera giornata a risolvere questioni che ti hanno
letteralmente scaricato le pile?
Un parente o un conoscente ti ha fatto perdere le staffe?

E’ del tutto normale vivere “giornate no” e vedersi arrabbiati o frustrati di


conseguenza. Siamo immersi in un ambiente che invia continuamente
stimoli e questi stimoli possono essere interpretati da ognuno di noi nei
modi più svariati. Sentirsi coinvolti emotivamente nelle situazioni della
vita di tutti i giorni è normale e provare sentimenti fa parte della natura
umana.

Se da un lato è più che comprensibile che a volte tu ti senta ribollire il


sangue dopo eventi negativi, dall’altro lato quando torni a casa, la sera,
hai voglia di stare con tuo figlio e lasciarti tutto alle spalle in modo da
dedicarti a lui con calma e amorevolezza. Il modo migliore per farlo è
quello di trasformare il tuo stato d’animo da negativo a positivo o
meglio ancora da poco utile a estremamente utile per trascorrere una
divertente e piacevole serata con tuo figlio. Che lo stato emotivo sia di
calma, tranquillità, felicità, serenità o allegria, sei tu a sceglierlo per te
stesso.

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LE GIORNATE NO, TRASFORMALE IN GIORNATE SI’

Come fare allora?

Prenditi un attimo di tempo prima di rientrare in casa e pensa:

cosa ti fa stare bene?

C’è un’attività che ti aiuta a liberare la mente?

Una passeggiata al parco, un posto a te caro, una corsa, ascoltare una


canzone, parlare con una persona positiva che ti dà la carica, la
mindfulness, insomma qualcosa che ti permetta di dedicare a te stesso
un momento di pace utile per riprogrammare i tuoi pensieri e per
trasformare le tue energie.

Durante questo momento di pace pensa ad una situazione del passato


in cui sei stato particolarmente bene, un momento in cui hai provato
proprio lo stato emotivo che vuoi raggiungere. Se ripensandoci
adesso, nella tua testa, rievochi tanti pensieri positivi, tieni a mente
che sono proprio quei pensieri ad aiutarti a stare bene, rivivi quei
ricordi come se fossero presenti e portali con te la sera quando torni a
casa da tuo figlio.

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Veronica Remordina all rights 22
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I SENSI DI COLPA, TRASFORMALI IN ENERGIA UTILE

La consapevolezza del traguardo, permette di partire dai propri sbagli


per costruire un percorso di miglioramento continuo, dove il senso di
colpa, in realtà, perde di importanza perché viene trasformato in
energia che aiuta il genitore a pensare fin da subito a come migliorarsi.
(Veronica Remordina)

Pur avendo la consapevolezza del percorso che stai per intraprendere


può succedere che qualcosa vada storto: una parolina che scappa, una
vecchia abitudine che tenta di riaffiorare, le emozioni negative che
prendono il sopravvento. Quello che può emergere è il senso di colpa. E’
un argomento estremamente delicato e come farei in una sessione di
Parent Coaching, lo affronto in maniera attenta.

Cos’è il senso di colpa, se non una riflessione profonda? A pensarci bene,


un pochino tutti sono soggetti a riflessioni profonde, essere genitori è un
impegno costante che prevede un’analisi continua di ciò che è utile, ciò
che fa stare bene e ciò che aiuta il proprio figlio a crescere felice
all’interno del contesto sociale. Lungi dall’ambire alla perfezione, un
genitore prima o poi può sentire di aver commesso un errore. Come
accennavo prima: una parola di troppo, un gesto avventato o la
mancanza di un gesto che avrebbe reso gioioso un momento triste.
Ciò che fa la differenza tra il continuare a percorre una strada che
porta inevitabilmente a esiti inutili ed inefficaci e l’intraprendere un
cammino nella direzione di uno scopo genitoriale ben definito e
sereno, è la consapevolezza.
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Il fatto in sé di fermarsi un attimo, magari la sera, e riflettere sulle parole


dette, sui gesti fatti e sulle emozioni che questi hanno elicitato, ebbene
questo è il primo e più importante passo verso la consapevolezza.
E’ proprio questo uno degli scopi del Parent Coaching, aiutare un
genitore a riflettere e a diventare più consapevole delle azioni che
mette in atto, avendo sempre ben chiaro l’obiettivo che si ha in testa. La
consapevolezza del traguardo, permette di partire dai propri sbagli per
costruire un percorso di miglioramento continuo, dove il senso di colpa,
in realtà, perde di importanza perché viene trasformato in energia che
aiuta il genitore a pensare fin da subito a come migliorarsi.
Come trasformare in energia positiva la consapevolezza genitoriale?

Di seguito trovi alcuni spunti su cui riflettere la sera quando ripensi,


con calma, alla giornata trascorsa con tuo figlio.

Pensa a cosa puoi fare di meglio per vivere il vostro rapporto


serenamente;

Pensa a cosa puoi fare di più per sentirti felice e renderlo felice;

Pensa a cosa puoi fare di meno per stare bene con te stesso e sapere
che tuo figlio sta bene di conseguenza;

Pensa a come puoi ritornare in focus sul tuo obiettivo.

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L’EMPATIA È LA CHIAVE
CHE TI AIUTA A
SUPERARE
EGREGIAMENTE LE
DIFFICOLTÀ CON TUO
FIGLIO

La vera comunicazione ha luogo quando


ascoltiamo in modo aperto ed evitiamo la
tendenza a giudicare. Cosa significa? Significa
vedere l’atteggiamento e l’idea espressi dal
punto di vista dell’altra persona, capire come
questa li sente, raggiungere la sua cornice di
riferimento riguardo alla cosa di cui sta parlando.
Comprendere in modo “empatico”: comprendere,
cioè, insieme ad una persona piuttosto che la
persona stessa, è un approccio così efficace che
può suscitare cambiamenti fondamentali della
personalità. (C. Rogers, 1925)

Quella di esprimersi e saper comunicare con gli


altri è un’abilità fondamentale per l’essere umano.
Talmente importante che già alla nascita un
neonato è in grado, da solo, di esprimere il suo
bisogno di accudimento attraverso una
comunicazione che, se pur banale, richiama
l’attenzione della madre e gli assicura la
sopravvivenza.
Gli scienziati sono concordi nel ritenere che,
attraverso il processo comunicativo, i bambini
sono in grado di esprimere il loro potenziale.
Favorire la comunicazione di un bambino significa
offrirgli le migliori condizioni per poter
comunicare efficacemente e una di tali condizioni
riguarda l’ascolto e l’attenzione rivolte, dalle figure
per lui importanti, ovvero i genitori. Ogni
espressione comunicativa, di un bambino o di un
all rights 25 ragazzo, va accolta e ascoltata in maniera attenta
reserved e profonda.
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Il fine è quello di costruire e mantenere una relazione forte e duratura,


che possa fare da supporto in quei momenti di confusione e di tristezza
che un bambino o un ragazzo può attraversare. Ascoltare attivamente il
proprio figlio, inoltre, lo aiuta a rafforzare il suo senso di efficacia
comunicativa, lo aiuta a stare bene con sé stesso e con chi lo ascolta. Se
ciò non bastasse, l’ascolto empatico è uno degli aspetti basilari della
relazione fra persone, senza di esso c’è negazione, antipatia e
opposizione. Essere un genitore che ascolta attivamente, significa
diventare un modello che il figlio prenderà come esempio, praticando
lui stesso l’ascolto empatico.

Ascoltare un bambino o un ragazzo attivamente significa, quindi,


dargli attenzione, farlo sentire compreso, accettato e non giudicato.
Significa anche cogliere il suo significato profondo ed emozionale,
mettendosi nei suoi panni e vivendo per un istante il suo punto di
vista. L’ascolto empatico è la meta a cui ogni genitore dovrebbe
ambire, perché l’empatia ha un potere straordinario nella relazione
genitori/figli: abbatte tutti i muri e crea un ponte comunicativo in
grado di migliorare notevolmente la relazione. I bambini e i ragazzi
che vengono accolti con empatia, ascoltano più volentieri il genitore,
sono più propensi a seguire le sue indicazioni e si calmano prima nelle
situazioni di esplosione emotiva. Questo vale nella maggior parte delle
situazioni di difficoltà che si possono incontrare: rabbia, aggressività,
capricci, difficoltà comunicative, litigi fra fratelli. 

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L’ascolto empatico gioca inoltre un altro ruolo importantissimo, come


sicuramente saprai, molto spesso i bambini piccoli fanno fatica ad
accedere alla causa dei loro malesseri, questo succede ad esempio nel
caso dei capricci.

Praticare l’ascolto empatico ti può aiutare ad andare in profondità e di


comprendere quali sono le reali emozioni sottostanti ai capricci. Se
nell’età dell’infanzia, l’ascolto empatico è un vero e proprio strumento
per aiutare i bambini a stare bene, nel periodo dell’adolescenza si
trasforma in uno strumento in grado di coinvolgere maggiormente i
ragazzi nella relazione genitore/figlio e li aiuta ad aprirsi di più, e tutti
sanno quanto siano importanti questi aspetti in uno dei periodi più
importanti per la costruzione del loro vero io e che può esporli a
chiusura in loro stessi.

Nell’ascoltare attivamente tuo figlio ricordati di farlo veramente, con


sincero interesse e di evitare quello che è l’errore più comune
riscontrabile in una conversazione: iniziare a pensare a quale sia la
risposta da dare successivamente. Ragionare sulla risposta da dare a tuo
figlio mentre lui sta parlando, non solo distoglie la tua attenzione al suo
discorso, ma è anche il peggior modo per farlo sentire accolto e il rischio
maggiore è che lui, imitandoti impari a sua volta a distogliere
l’attenzione dalle tue parole quando tu gli parli.
Se vuoi che tuo figlio ti ascolti, ascoltalo tu per primo praticando
costantemente l’ascolto empatico.
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E ALLORA, COME PUOI PRATICARE L’ASCOLTO EMPATICO CON TUO


FIGLIO?
Quando si riferisce a te, accoglilo con parole e frasi del tipo “sì, ti
ascolto, certo, sono qui per te”;

Guardalo negli occhi, se è piccolino mettiti alla sua altezza;

Aiutalo a sentirsi a suo agio;

Aiutalo a sentirsi la persona più importante del mondo;

Dedicagli attenzione esclusiva;

Ascolta a mente aperta, ed evita il giudizio;

Ascolta senza interrompere;

Hai due orecchie e una bocca, quindi ascolta il doppio di quello che
parli;

Accompagna la sua comunicazione con frasi come “ti seguo, ci sta, lo


so, ti comprendo, è così, la vedo come te, percepisco la tua stessa
sensazione, ascolto le tue parole con attenzione” e con movimenti
della testa e del corpo che indichino assenso e apertura;

Mettiti nei suoi panni, utilizza il suo punto di vista;


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Sforzati di percepire come si sente;
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Sforzati di percepire quali emozioni ha provato nell’episodio che ti sta


raccontando;

Verifica di aver compreso ciò che ti sta comunicando;

Utilizza domande aperte in modo da facilitare la sua apertura e la sua


esposizione;

Se sei in disaccordo con ciò che ti sta comunicando, segui tutti i


suggerimenti sopra elencati, e poi comunica quello che è il tuo punto
di vista.
Insomma, più tuo figlio si sente accolto, compreso e ascoltato e più la
vostra relazione si riempie di comunicazioni ricche ed efficaci, dando a
lui la sicurezza di essere amato così com’è e a te la certezza di essere
una figura chiave nel suo processo di crescita e di sviluppo.

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I PUNTI SALIENTI

Giungiamo al termine di questa Infine abbiamo approfondito


breve guida, i punti salienti da quella che, a mio parere, è la vera
ricordare sono pochi ma efficaci. chiave che ti può aiutare a
risolvere gran parte delle difficoltà
Sia tu, che tuo figlio andate bene che vivi con tuo figlio: l’ascolto
così come siete. È inutile cercare la empatico.
perfezione nonché dannoso, Essere genitori è un mestiere
ognuno fa quello che può in un impegnativo, questo è vero e con
certo momento con gli strumenti le risorse adatte può trasformarsi
che ha e l’unica strada possibile in un percorso di crescita più
verso il cambiamento, la sereno per te e per tuo figlio.
realizzazione personale e la
felicità è il miglioramento. Se vuoi ricevere maggiori
informazioni scrivi a
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"Educare è come seminare: il frutto non


è garantito e non è immediato, ma se
non si semina è certo che non ci sarà
raccolto." Cit. Carlo Maria Martini

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