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Osservazioni sulla trutura-promessi sposi

Entrambi gli scrittori descrivono lo stesso avvenimento e lo stesso periodo storico, ma da questa
comunanza prendono spunto per arrivare a diverse conclusioni, passando anche per un modo
diverso di leggere il fenomeno storico.
In particolare Pietro Verri, specialmente nella prima parte del testo, descrive gli avvenimenti sotto
una luce quasi scientifica, sottoponendo la storia ad una attente analisi. Infatti possiamo dire che
Verri assuma uno sguardo più storicamente realistico di quanto non faccia Manzoni, che comunque
non si distoglie troppo dalla realtà, adottando in pieno la politica romantica.
Un importante differenza tra i due è la presentazione o meno di tratti positivi dell’avvenimento
storico. Infatti mentre Verri si limita a descrivere la storia negativa di Guglielmo Piazza, indicato
dalla folla come untore, Manzoni indica, a fianco dei comportamenti negativi dei politici e del
popolo, anche quelli positivi dei frati cappuccini che si occuparono dei lazzaretti e del vescovo
Borromeo che sulle prime negò il permesso per una processione, conscio che ciò non avrebbe
causato altro che un peggioramento della situazione. Questi esempi positivi non sono presenti in
Verri, che molto probabilmente era più interessato all’esame del comportamento della folla e in
particolare dei dotti e della folla che ai buoni esempi dei singoli privati.
Perciò in conclusione possiamo dire che Verri assume osserva gli avvenimenti sotto una prospettiva
statale e popolare, ossia osservando principalmente il comportamento dei politici e della folla.
Manzoni, invece, oltre a porre all’attenzione del lettore la stoltezza di coloro che più dovrebbero
essere pronti a fronteggiare tali avvenimenti, ossia dottori e legislatori, pone particolare accento alle
opere buone di un gruppo per lui molto importante, ossia quello dei religiosi, fondamentale per un
fervente cattolico come lui.