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1.1.

Fare ricerca in educazione

Ricerca: riflessione sul fatto educativo condotta con appropriato metodo scientifico

Fatto educativo:
 piano teoretico  piano epistemologico
 paino storico-comparativo  concezione di educazione ed istituzioni
educative
 piano descrittivo- sperimentale  controllo sulla conoscenza prodotta

idiografica  unicità e specificità  raccolta dati qualitativa:

 intervista libera
 osservazione non strutturata
 analisi dei documenti

nomotetica  da una specifica situazione educativa estrarre leggi e regole  raccolta dati quantitativa

- questionari – tecniche con strumenti strutturati di raccolta dati

1.2. Le cinque questioni della ricerca educativa 1

Questione ontologica

La “realtà” sotto esame esiste veramente o è una nostra costruzione? Le manifestazioni che avvengono
intorno a noi sono “cose in sé stesse” o sono “rappresentazioni di cose”?

L’ontologia è la branca della filosofia che studia la natura dell’essere, l’essere in quanto tale.

Se il ricercatore crede:

 nell’esistenza di una realtà oggettiva, separata dell’osservatore che la studia, si pone nel filone
realista realtà oggettiva  realista
 che la realtà sia conoscibile in modo deterministico allora avremo la posizione del realismo
ingenuo (paradigma positivista) realtà conoscibile  realismo ingenuo
 che la realtà sia conoscibile solo in modo imperfetto e/o probabilistico allora avremo la posizione
del realismo critico (paradigma post positivista) realtà conoscibile imperfettamente o
probabilmente  realismo critico
 che il problema dell’esistenza o meno di una realtà sia subordinato al problema della percezione
che noi abbiamo di essa, e che essa, indipendentemente dal fatto che esista o meno, sia soltanto
un riflesso della nostra attività mentale di costruzione di significato allora si pone nel filone
interpretativista (paradigma costruttivista) percezione della realtà  interpretativismo

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Vedi realismo, realismo ingenuo, realismo critico, interpretativismo
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Questione epistemologica

La “realtà” sotto esame è veramente conoscibile? Quando possiamo essere sicuri che la conoscenza che
possediamo è vera conoscenza? Qual è il rapporto tra ricercatore e realtà studiata?

L’epistemologia è la branca della filosofia che si occupa della riflessione sulla conoscenza scientifica; essa
abbraccia quasi tutto il campo della gnoseologia, che è la riflessione sulla conoscenza in generale

Questione metodologica: come possiamo fare per conoscere la “realtà”? quando possiamo essere sicuri
che i nostri approcci a tale “realtà” ci aiutano effettivamente a soddisfare gli obiettivi conoscitivi che ci
proponiamo?

Il termine metodologia indica l’insieme della riflessione sul metodo e sulle tecniche utilizzate in una data
disciplina, allo scopo di conoscere l’oggetto della disciplina stessa, e no va confuso con il termine metodo
che indica invece l’insieme dei processi mentali che guidano la scelta di determinate tecniche o strategie di
azione, in vista del raggiungimento di un dato obiettivo conoscitivo. Il termine “metodologia” indica quindi
l’attività critica esercitata sul metodo e/o sulle tecniche e non il metodo o le tecniche stesse.

Questione tecnico-operativa: quali tecniche e strumenti di rilevazione di conoscenze sono adeguati alla
“realtà” sulla quale dobbiamo indagare? Come dobbiamo applicarle per ottenere un sapere valido e
attendibile? Con il termine tecnica di ricerca si intende un procedimento preconfezionato, codificato e
relativamente generale volto a risolvere uno specifico problema di raccolta o di analisi dei dati, che tiene
conto degli obiettivi e dell’impostazione ontologica ed epistemologica della ricerca in cui è impiegato e non
punta alla loro messa in discussione.

Questione assiologica: come è giusto intervenire su una data realtà educativa? In che misura l’educazione
deve orientare e guidare atteggiamenti, scelte, comportamenti dei cittadini? Quali valori deve veicolare
l’educazione?

L’assiologia è la branca della filosofia che studia le questioni del calore da attribuire a concetti, azioni ed
entità del mondo reale. È la questione attinente al come “dovrebbero essere le cose” proprio della
pedagogia e che la distingue dalla psicologia e dalla sociologia

1.3. Ricerca quantitativa e ricerca qualitativa: caratteristiche e concetti chiave

Tema: argomento generale all’interno del panorama scientifico della ricerca educativa, sul quale verte la
ricerca in oggetto

Obiettivo: finalità conoscitiva che la ricerca intende perseguire

Problema: bisogno conoscitivo esplicito che ha dato origine alla ricerca

Concetto: idea astratta e generale che ha origine nell’intelletto sulla base dell’interazione dell’essere con il
mondo e con gli altri soggetti appartenenti al suo gruppo di riferimento. I concetti si formano con
l’esperienza ma non provengono dall’esperienza, dato che non sono caratteristiche delle “cose in sé” e non
provengono da qualità intrinseche delle nostre sensazioni

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Oggetto: specifico referente sul quale si raccolgono informazioni, quale può essere un individuo, una
scuola, un sistema scolastico

Referenti dell’indagine: specifici oggetti su cui vengono raccolti i dati

Ambito: i limiti spaziali e temporali che poniamo alla raccolta di informazioni

Base empirica: l’insieme delle informazioni raccolte su tutti i riferenti dell’indagine

Proprietà: un dato carattere dell’oggetto di rilevazione in questione

Stato: valore assunto dalla specifica proprietà nell’oggetto in questione

Fattore: una proprietà, individuale o collettiva, rilevabile empiricamente, in modo diretto o attraverso
opportuni indicatori, sui soggetti coinvolti in una determinata situazione educativa oggetto di studio

Variabile: entità simbolico-matematica corrispondente ad un fattore del quale sia stata da una definizione
operativa

Definizione operativa: insieme di regole esplicite che guidano le operazioni con cui ciascun stato su una
data proprietà viene empiricamente rilevato

Indicatore: proprietà empiricamente rilevabile di un oggetto che consente di avere una rilevazione indiretta
di una proprietà rappresentata da un concetto astratto, non rilevabile empiricamente in modo diretto

Rapporto di indicazione: rappresentazione semantica che sussiste tra concetti con diversi gradi di
astrazione o tra concetti astratti ed indicatori empirici

Costrutto: concetto astratto riferito ad un individuo non rilevabile direttamente ma solo attraverso le sue
conseguenze osservazionali o sperimentali e sulla base di più di un indicatore

Asserto: affermazione dotata di valor di verità, riferita ad un dato aspetto della realtà sotto esame

Ipotesi: asserto formulato dal ricercatore sulla realtà sotto esame, che riguarda lo stato assunto da un
fattore o che esprime un legame o dipendenza tra due o più fattori

Teoria scientifica: insieme di asserti organicamente connessi che si pongono ad un elevato livello di
astrazione e generalizzazione rispetto alla realtà empirica. Gli asserti in questione sono derivati da
argomentazioni teoriche o da regolarità empiriche

Modello: rappresentazione astratta e formalizzata, che può anche essere espressa graficamente, di una
teoria o di un sistema di asserti

- logico: la rappresentazione fa ricorso agli strumenti della logica


formale
- statistico: la rappresentazione fa ricorso al linguaggio della
statistica
- computazionale: se per la rappresentazione fa ricorso ad un
programma per computer che simula il comportamento del
sistema che la teoria si prepone di descrivere o spiegare

Quadro teorico: insieme dei riferimenti teorici che danno conto dei paradigmi del ricercatore, delle scuole
di pensiero a cui egli si appoggia, delle teorie e dei modelli che utilizza per formulare le ipotesi e
interpretare i dati raccolti

Validità: di un metodo, di una tecnica, di uno strumento di rilevazione, di un indicatore, la caratteristica per
cui questi raggiungono gli obiettivi che si prefiggono
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Validità interna: le conclusioni sono da considerarsi effettivamente vere e non frutto di errori nel precesso
di costruzione del quadro teorico o delle ipotesi oppure nel processo di raccolta, analisi ed interpretazione
dei dati, causati da negligenza dei ricercatori, errata applicazione degli strumenti di raccolta dei dati e delle
tecniche di analisi, mancata considerazione nel quadro di ipotesi di fattori che hanno influenzato in modo
determinante i risultati

Validità esterna: le conclusioni possono essere estese ad altri soggetti che non siano gli specifici soggetti su
cui è condotta la ricerca

- nomotetica  generabilità dei risultati  campioni rappresentativi


- idiografica  trasferibilità dei risultati ad altre situazioni analoghe
 analisi accurata delle differenze dei vari contesti

Regolarità tendenziali: le conclusioni sono valide a parità di condizioni al contorno, utili per capire meglio
la natura dei fenomeni in oggetto

Attendibilità: la stabilità della rilevazione compiuta mediante un dato strumento a parità di condizioni
iniziali

1.4. Operazioni concettuali della ricerca

a) Descrizione: costruire una rappresentazione particolareggiata di una data realtà educativa, dei soggetti
che vi operano, dei fattori che intervengono e delle loro interdipendenze, dei contesti che fungono da
cornice determinano fattori e caratteristiche dei soggetti. Operazione di formulazione di un insieme di
asserti rilevanti, compatibili con i dati empirici raccolti su quella data realtà educativa. La descrizione della
realtà educativa studiata è sempre il primo passo che si compie nella redazione di un rapporto di ricerca

b) Interpretazione2: assegnare ai dati raccolti un senso per trasformare un insieme slegato di fatti e
comportamenti in un “sapere”, ossia una conoscenza che metta in grado chi la possiede di acquisire
consapevolezza su una data realtà educativa, utile per guidare decisioni future. Trasposizione di significati

approccio emic: il ricercatore assegna un senso a quanto osserva ponendosi nella prospettiva dei soggetti
studiati

approccio etic: il ricercatore assegna un senso a quanto osserva ponendosi nella prospettiva di un
osservatore esterno

c) spiegazione: riscontrata una regolarità tra combinazioni di eventi o fattori si potrà supporre che uno ne
costituisce una causa o almeno una concausa. La semplice rilevazione di una variazione concomitante non
dice nulla sul fatto che uno dei due fattori possa essere la causa e l’altro l’effetto. La determinazione
dell’esistenza di un rapporto causa-effetto può essere fatta solo tenendo sotto controllo tutti gli altri fattori
che agiscono sul sistema, ad esempio in un disegno sperimentale, o mediante una riflessione approfondita
sulla situazione oggetto di studio, riflessione che richiede necessariamente il ricorso a tecniche di ricerca
interpretativa

d) Comprensione: comprendere significa per il ricercatore “mettersi nei panni” dei soggetti studiati, entrare
con loro in empatia, acquisendo il massimo possibile di informazioni su di essi, studiandoli olisticamente
nello loro globalità, chiedendosi se egli, trovatosi al loro posto nel dover decidere di intraprendere una data
azione, avrebbe agito proprio come hanno agito i soggetti sotto esame, “comprendendo” così quali
elementi nell’intero contesto della loro situazione li hanno portati ad agire in questo modo e non in altri

e) previsione:

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Vedi realismo e interpretativismo
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 spiegazione: individuate le tendenze strutturali di funzionamento del sistema, sarà possibile
prevedere gli stati assunti da un determinato fattore sulla base degli stati assunti dai fattori che lo
spiegano, anche in situazioni diverse da quella in cui tale tendenza strutturale è stata scoperta
 comprensione: identificate le ragioni alla base die comportamenti di abbandono dei un gruppo di
soggetti, il ricercatore potrà prevedere i comportamenti di abbandono degli allievi appartenenti ad
un diverso gruppo di soggetti, se si manifestano condizioni analoghe a quelle che egli ha osservato
sui primi

f) Comparazione: se il ricercatore riscontra delle regolarità empiriche non all’interno di una singola realtà
educativa ma di due o più realtà educative, egli può dedurre un legame tra fattori comuni alla due realtà
oppure imputare all’appartenenza alle due differenti realtà le differenze riscontrate in determinati fattori

la logica delle operazioni di comparazioni è definita dai canoni enunciati da Stuart Mill:

 Canone della concordanza: se due o più casi del fenomeno sotto indagine hanno una sola
circostanza in comune, quell'unica circostanza nella quale tutti i dati concordano è la causa o
l’effetto di quel dato fenomeno
 Canone della differenza: se un caso nel quale il fenomeno sotto indagine si manifesta, e un caso in
cui non si manifesta, hanno ogni circostanza in comune tranne una, la circostanza nella quale i due
casi differiscono è l’effetto o la causa, o una indispensabile parte della causa del fenomeno
 Canone congiunto di concordanza e differenza (canone dei residui): se due casi o più casi nei quali
il fenomeno si manifesta, hanno soltanto una circostanza in comune, mentre due o più casi nei
quali non si manifesta non hanno niente in comune oltre l’assenza di quella circostanza, l’unica
circostanza nella quali i due gruppi differiscono è l’effetto, o è la causa, o una indispensabile parte
della causa, del fenomeno
 Canone della variazione concomitanti: qualsiasi fenomeno che vari in qualche modo ogni volta che
un altro fenomeno varia in qualche particolare modo è o una causa o un effetto di quel fenomeno o
è connesso con esso attraverso qualche forma di causazione

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